L’innocenza di Marcovaldo – di Marco Ermentini

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Il vento venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati da fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre.

Un giorno, sulla striscia d’aiola d’un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore, e ci germinarono dei funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che proprio lì prendeva ogni mattina il tram…

Nello spazio di venti novelle, il cui ciclo delle stagioni si ripete per cinque volte, Italo Calvino delinea la gentile figura di Marcovaldo che si ostina a cercare la natura in una grande città. ├ê un umile manovale che possiede una caratteristica speciale molto rara: l’innocenza. Un piccolo eroe moderno che può essere, in letteratura, paragonato solo a Oblomov.

Pensandoci bene forse in questo momento in cui non solo in architettura sta cambiando tutto ed è necessario pensare ogni cosa da capo, Marcovaldo può essere un esempio di semplicità e di innocenza che ci può essere da guida per affrontare la fragilità del presente e l’incertezza del futuro con uno spirito nuovo.

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