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LA FINESTRA DELL’ANIMA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

LA FINESTRA DELL’ANIMA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

Autore: Leonardo Matassoni
pubblicato il 10 Dicembre 2013
nella categoria Spazio di Leonardo Matassoni

RIFLESSIONI SULL'IMPULSO CREATIVO

Le pitture rupestri di Lascaux sorprendono in modi inaspettati; sono immagini primitive ma raffinate, antiche eppure moderne per il loro linguaggio sintetico. Esse riescono a far rivivere attraverso gli occhi dei loro artefici un ambiente primordiale animato da cavalli al galoppo, cariche di bisonti, rinoceronti, elefanti e leoni, tanto che sembra di vedere quelle stesse savane, di sentirne i rumori. Di fronte a quest'arte di 40.000 anni fa, siamo avvolti da una suggestione, una realtà aumentata ante litteram, che sfrutta la capacità immaginifica della mente calandoci in un tempo e in un luogo diversi con un effetto di immersione totale. Tutto questo fa emergere interrogativi sulle origini dell 'impulso creativo e sul bisogno primordiale dell 'uomo di esprimersi attraverso di esso. Allora, prescindendo della questione troppo ardua della "scintilla divina" che avrebbe illuminato la mente, ci chiediamo se l 'emozione artistica possa avere radici in comune con la sensazione del piacere fisico e se possa essere così ricondotta in qualche modo all'evoluzione biologica umana. Milioni di anni prima della comparsa dell 'intelligenza, la cieca forza della natura aveva già selezionato la sensazione del piacere come meccanismo retroattivo in grado di favorire comportamenti utili alla sopravvivenza: il nutrimento, la riproduzione, la distinzione attraverso il gusto tra sostanze tossiche o preziose, erano funzioni fondamentali legate ad una strategia finalizzata ad assicurare la prosecuzione della specie e della vita stessa. Nell 'essere umano, questa primordiale sensazione che si esprime sotto forma di temporanea attenuazione della consapevolezza profonda, sembrerebbe collegata con gli strati più interni e antichi del cervello e parrebbe basarsi sull 'esclusione parziale del pensiero astratto, ossia delle funzioni superiori della mente. E ' noto che, con l 'aumento della complessità neuronale del cervello, il primo barlume di coscienza animale si trasformò lentamente, nel cosmo della mente ed è a questa fase evolutiva dell 'essere umano, che si deve la sua capacità di pensiero metaforico, dal quale derivano il linguaggio, la spiritualità e la religione, la socialità, l 'attività logico cognitiva ma anche la sfera emotiva e quindi, la capacità di percepire la poeticità e la bellezza della natura in un modo tale da avvertire il desiderio di riprodurne, condividerne e farne perdurare il più a lungo possibile la sensazione struggente, il piacere emotivo appunto. Ecco, noi ci immaginiamo che l 'arte sia nata così! Come una forma di espressione in grado di risvegliare per se stessi e di riprodurre per gli altri un 'emozione vissuta, un modo insomma per condividere la propria interiorità come attraverso una finestra dell'anima. Forse i meccanismi evolutivi creando la mente umana con le sue profondità, potrebbero aver generato anche alcuni "effetti collaterali" per così dire, tra cui una nuova forma di piacere non puramente sensoriale, ma spirituale, anche se altrettanto potente del primo perche basato sulle emozioni: in un certo senso, si tratterebbe di un tipo di piacere sensoriale indiretto, più evoluto e di ordine superiore perche generato dall 'attività del pensiero astratto. Il piacere emotivo insomma, ma potremmo chiamarlo anche "empatico dato il desiderio di condividerlo attraverso forme di comunicazione sintetica più immediate e dirette del linguaggio parlato. Forse è questa la radice dell 'arte di tutti i tempi ed è per questo che la maggiore scoperta dell 'arte moderna potrebbe essere stata proprio la riscoperta di questo primitivismo capace di toccare corde profonde e universali. Forse è per questo che tra i bisogni imprescindibili dell 'uomo c 'è l 'arte.