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Erasmus Effect, lo sfruttamento intensivo dei giovani, Maxxi Soundsystem e altre storie – di Marco Maria Sambo

AltreVisioni - Marco Maria Sambo

Altro che Erasmus Effect. Penso che Pippo Ciorra e il Maxxi dovrebbero pensare a una mostra intitolata “Lo sfruttamento intensivo dei giovani architetti italiani, 1985/2015” (l’arco temporale è liberamente ispirato al libro di Biraghi “Storia dell ‘architettura italiana, 1985-2015”). Il fenomeno dello sfruttamento giovanile assume negli ultimi anni una dimensione inquietante ed è proprio per questo (e per molti altri motivi) che i giovani sono costretti a partire, per poi (si spera) tornare e infine restare (questa seconda considerazione è liberamente ispirata al bellissimo ciclo di mostre, di successo, curate da Diego Barbarelli e dall’Aiac, Associazione italiana di Architettura e Critica, intitolate “Partire Tornare Restare” che hanno a loro volta ispirato in modo evidente la mostra di Ciorra ma che, in perfetto stile italico, non sono state neanche citate). La situazione italiana degenera quando grandi personaggi del mondo dell’architettura e grandi studi professionali offrono 400/500 euro al mese (quando va bene) ai giovani architetti che poi rinunceranno completamente, accettando, alla loro vita sociale e materiale, lavorando giorno e notte, nei weekend, lavorando sempre, senza neanche avere la soddisfazione di vedere il proprio nome sul progetto. In sostanza, c’è tutto un mondo dell’architettura italiana che sfrutta comodamente i giovani e si muove su di un filo ambiguo che talvolta rischia di varcare addirittura la soglia della legalità, ottenendo così il massimo beneficio con il massimo sfruttamento e il minimo sforzo economico, come avviene negli Stati totalitari che sfruttano la mano d’opera a bassissimo costo per poi ottenere ricavi altissimi.

Una seconda mostra per il Maxxi, con un ciclo di eventi e conferenze, potrebbe invece intitolarsi “Il meraviglioso mondo degli stage di architettura. Come fregare il giovane architetto oggi”. Sottotitolo: giovani lavoratori che non percepiscono stipendio e fanno la fortuna degli studi di architettura, magari con il titolare in cattedra. Oppure, in alternativa e per rimanere sempre internazionali: “Sfruttamento Today. Il giovane architetto italiano dal 1985 al 2030″, così ci proiettiamo meglio nel futuro. Insomma, un vero disastro, una totale deregulation dei diritti. Una catastrofe che porta (con la drammatica crisi economica in atto) a un esodo di portata storica, con i migliori giovani italiani che fuggono da questo Paese, cervelli in fuga. Ecco, queste sono le linee tematiche che suggeriamo a Pippo Ciorra per la sua prossima mostra.

 

Festeggiamo queste inutili, irrilevanti riflessioni ascoltando insieme un brano di Maxxi Soundsystem e Thomas Gandey, I Don ‘t Care, ballando sul futuro dei giovani lavoratori gettato da anni alle ortiche, sperando in un Museo nazionale delle arti del XXI secolo meno politically correct e più coraggioso, più aperto al dialogo, meno chiuso nel bunker, più democratico. Buon ascolto, ecco l ‘indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=wIHGGswlVXU

 

di Marco Maria Sambo

marco_sambo@yahoo.it

 

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