#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o SETTEMBRE 1963 – di Arcangelo Di Cesare

settembre 1963

Il fascicolo n.95 della rivista, uscito nel settembre del 1963, fu un numero storico dedicato al maestro dell ‘Espressionismo Tedesco: Erich Mendelsohn.

Figura più ammirata che compresa, restò isolato sia dal punto di vista umano che professionale.

Pur essendo tra gli architetti di maggior successo operanti in Germania, restò fuori sia dal Bauhaus sia dalla Weissenhofsiedlug di Stoccarda, preferendo ricerche espressive personali.

Ed è in questo contesto che riuscì a completare opere eretiche e rivoluzionarie rispetto a ogni convenzione lessicale e sintattica di quel periodo.

L ‘Einsteinturm a Potsdam è l ‘opera che, più di altre, sintetizzò la sua immensa capacità espressiva:

Il monumento, eretto nel 1920, divenne il simbolo di un mondo nuovo.

Ancora oggi, dopo quasi cento anni, non ha perso la sua incisività: il volume fluido, le superfici vibranti e la plasticità della materia lo fanno apparire più vivo di tante architetture che ci circondano.

Ma è dal punto di vista umano che ci arriva la lezione migliore di Mendelsohn; anche se di carattere apparentemente arrogante e impaziente era capace di slanci affettuosi e grandi lezioni.

Come quella volta che, di fronte ad una classe di laureandi americani, disse: Molti di voi hanno un talento di gran lunga superiore al mio, ma pochi esprimeranno tutta la loro potenzialità, perche impareranno presto il compromesso e sceglieranno qualcosa di meno del meglio di cui sono capaci.

Ecco.

Oggi forse dovremmo fare meno compromessi ed essere più noi stessi.

 

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