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#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o AGOSTO 1963 – di Arcangelo Di Cesare

#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o AGOSTO 1963 – di Arcangelo Di Cesare

Autore: Arcangelo Di Cesare
pubblicato il 15 Novembre 2013
nella categoria Cronache e storie di Arcangelo Di Cesare

Panorama romano.

Mi hanno sempre colpito, nello squallido panorama dell 'edilizia speculativa romana degli anni '60, quelle fabbriche che diversificandosi da una tipologia abusata, hanno indicato alla collettività, quel percorso ideale lungo il quale ricondurre gli architetti smarriti nell 'enclave dei palazzinari.

Mi tornano in mente le palazzine di Luccichenti, di Pellegrin, di Di Castro, dei Passarelli e la casa di Via Aldrovandi opera degli Architetti de 'Rossi, Rampelli e Baliva, pubblicata nel fascicolo di agosto.

In una posizione privilegiata, che si affacciava su Valle Giulia e Villa Borghese, i progettisti riuscirono a sostituire un vecchio villino con un edificio di pari cubatura; rinunciando alla possibilità di speculare, costruendo estensivamente, riuscirono anche nell 'intento di conservare il magnifico giardino e le rare sistemazione arboree esistenti.

Decisero di lasciare anche la parte basamentale del vecchio villino con il doppio scalone e la fontana centrale.

Ne risultò un tipo edilizio nuovo nel panorama romano, una costruzione con regole proprie e basate sull 'espressione di pochi materiali quali: le grandi travi in cemento armato sagomato che denunciavano l 'andamento spezzato del perimetro, i mattoni pieni che diventavano muro, le finestre a sbalzo che si evolvevano da mero buco parietale a elemento composito e le logge che erano lo specchio delle finestre d 'angolo aperte sullo splendido paesaggio.

A tale rigore d 'impianto si contrapponevano le opere in ferro, delle balaustre e ringhiere dei balconi, unico elemento artigianale, che arricchendo la composizione, faceva vibrare la facciata.

Oggi, girando intorno alla palazzina, si può apprezzare lo sforzo dei progettisti di comporre il volume in maniera tale da non determinare un prospetto principale e altri secondari.

Questo continuo movimento è, a mio modo di vedere, la differenza tra i palazzi scialbi e i palazzi originali.