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Il PROGETTO sotto il segno del BLOB – di Gabriello Grandinetti

Il PROGETTO sotto il segno del BLOB – di Gabriello Grandinetti

Autore: Gabriello Grandinetti
pubblicato il 31 Luglio 2013
nella categoria Parole

Non entri nessuno che non conosca Grasshopper il badge identificativo ci introduce al workshop sugli algoritmi generativi, ma non si tratta dell 'Accademia di Platone che ammoniva : << Non entri nessuno che non conosca la Geometria >>.

Il mainstream, ovvero la tendenza dominante che accompagna il progetto digitale più avanzato attraverso le applicazioni dei suoi Plug-ins negli ambiti di modellazione computazionale (Rhinoceros) per l 'architettura 3D sembra riscrivere l 'ultimo capitolo di un Darwinismo linguistico che sembra condurre a quella Patafisica e arte del vedere a cui si richiama il saggio di Baudrillard .

<<La Patafisica è la scienza immaginaria del nostro mondo, la scienza immaginaria dell 'eccesso, degli effetti eccesivi, parodici, parossistici, in particolare dell 'eccesso di vuoto e d ' insignificanza>>.

L 'iperrealismo dislocato nella Patafisica della realtà simulata rimanda a inattesi cambi di scena, tuttavia la virtualità non sembra opporsi solo alla realtà attraverso la fascinazione dell 'immagine, come medium della pura oggettualità, ma piuttosto diviene l 'io narrante di una Destrutturazione dell 'arte e di una Decostruzione dell 'architettura, sospesa in un improbabile campo gravitazionale, come per effetto dell 'interrogativo di Derrida: << Quoi maintenant de l 'Architecture ? >>.

Chi la sostiene ? probabilmente, il primato della Tecnica. Come già preconizzava Giulio Carlo Argan in Progetto e Destino :<< L ' utopismo del nostro tempo, che comincia nella fabbrica modello e finisce nella fantascienza, è tecnologico. >>

Nel rapporto che oppone il Progetto al Destino, venuto meno anche il nesso di causalità da cui discendeva il dogma di Sullivan: " Form follows function, l 'ebbrezza di una sopraggiunta libertà assoluta non sembra preoccupare più di tanto gli architetti neanche per le eventuali implicazioni di carattere Nietzschiano che riconducono al tentativo di diventare ciò che non si è . Per Umberto Galimberti : << Il progetto ha dimenticato il destino, e il destino si vendica sul progetto consegnandolo al sogno >>. L 'arcana franchigia onirica in cui sostano architetti e filosofi .

 

Sul versante dell 'architettura costruita si colgono invece tutti i segnali di un progetto che non conosce il suo limite aristotelico, perciò non teme il destino. Fuor di metafora, vista l 'incalzante ascesa di un design auto generativo: Free Form assistiamo agli effetti, senza causa, di un melting pot transculturale che, segnatamente all 'evoluzione parametrica che esplora la famiglia delle superfici Nurbs (Non uniform rational basis-spines) della computer grafica, incomincia a manifestarsi con una morfologia amebiforme : Blobism o Blobismus, BLOBITECTURE , appunto .

La radice si fa risalire al film di fantascienza The Blob (1958) di Irvin Yeaworth. Un 'entità gelatinosa semovente e pervasiva piovuta dallo spazio, come un meteorite di Cattelan, che ha turbato i sogni di una generazione, che di fatto non ha dimenticato ÔǪ

Coniata da Greg Lynn e mutuata dal software Blob (Binary Large Objects) l ' Architettura Blob ha un precedente storico in Walking City, Plug-in City, le strutture gonfiabili degli Archigram di cui il recente Kunsthaus Graz (friendly alien) dello stesso Peter Cook, esponente di punta della storica formazione, ne costituisce il corollario ironico.

Forme globulari e superfici topologiche (deformabili) costituiscono il punto di non ritorno di una morfogenesi condotta come ricerca dinamica dello spazio: Animate Form, Greg Lynn Form, Folding in Architecture, che si traduce nella Bloom House di Los Angeles di Lynn.

Alcune riflessioni possono indurci ad analizzare più da vicino le tematiche di questo epifenomeno.

Il prestigioso studio Future Systems di Jan Kaplicky e Amanda Levete, con la partecipazione di Ove Arup (structural engineer), ha sviluppato l 'innovativo progetto dei grandi magazzini Selfridges a Birmingham (GB), icona predestinata di una spaesante BLOBITECTURE. La radicale alterità della struttura ricoperta da 15 mila gusci di alluminio, aspira a farne il paradigma di un 'Arca che ingoia nelle sue viscere, sotto forma di un intreccio gordiano di scale mobili, una folla adorante la misteriosa divinità consumista. Mentre il menzionato gruppo si aggiudica il RIBA Stirling Prize per il gigantesco baccello monoscocca in alluminio, realizzato in un cantiere nautico, adibito a tribuna stampa (The Media Centre) del Lord 's Cricket Ground di Londra.

Lo stadio del Bayern di Monaco di Baviera: L 'Allianz Arena di Herzog e De Meuron, restando sospeso come uno Zeppelin orbitante, indifferente alla location, espone un 'imbottitura trapuntata di cuscini pneumatici a losanga in PTFE. La cangiante iridescenza dei 3 colori sociali: Bianco Rosso Blu gli conferisce un 'ulteriore aura di autoreferenzialità rispetto al dismesso landscaping circostante.

In Cina, lo studio PTW Architects autore del Water Cube, il Centro Acquatico Olimpionico di Pechino , comprime, sulle superfici a reticolo di un monolite, una membrana schiumosa con effetto debordante e senza soluzione di continuità, secondo la geometria delle Bolle di sapone. La texture traslucida in Teflon (ETFE) dall 'apparente consistenza immateriale nelle ore diurne, all 'imbrunire si specializza alla conversione del cromatismo RGB .

La guepière tortile che si sopraeleva sul quartiere Polanco di Città del Messico , con le sue 16 mila rutilanti scaglie esagonali, che costituiscono una sorta di sistema tegumentario dell 'edificio, non dissimula una lingerie fuori scala di Paco Rabanne ma il più intrigante dei musei del Paese: il Soumaya Museum di Fernando Romero. Con l 'intervento alle strutture e alle tecnologie di facciata degli studi Arup e Gehry.

Mentre a Ordos, in Mongolia, il Kang Ba Shi Museum affiora dal deserto col suo inquietante carapace metallico come nella sceneggiatura del film Dune di David Lynch (1984) L ' incubatore della cultura regionale, progettato dallo studio Mad architects di Pechino, che si ritiene ispirato al Manhattan Dome di Buckminster Fuller, instaurerebbe con i suoi utenti quella stessa condizione di sopravvissuti all 'era dell ' erosione delle risorse.

Erede di questa scuola risulterà l 'approccio antiretorico che l 'architetto britannico Will Alsop conduce in piena autonomia. Una ricerca dalle coloriture espressioniste che muovono dalla forza istintiva dei bozzetti preliminari, dalle gouaches e le grandi tele policrome da cui è in grado di trasfigurare l 'architettura con l 'Action Peinting fino alla trasposizione in ambito digitale e di simulazione ai processi Cad-Cam.

I suoi lavori permeati dalla reviviscenza del vocabolario Pop degli Archigram, come substrato della sua modalità espressiva, manifestano un 'aperta reciprocità con la visionarietà ambientale del Trompe-l 'oeil high tech, vedi il portale del Gao Yang International Cruise Terminal di Shanghai dove fa levitare nello spazio globulari installazioni policrome concepite in vitro e poi sorrette dai tiranti dello studio Arup.

Nel masterplan della stazione centrale di Rotterdam Will Alsop affastella, come in un 'istallazione fuori scala delle torri multipiano in guisa di flute, giganteschi calici in cristallo disposti sul più importante nodo infrastrutturale cuore pulsante della mobilità intermodale della città.

Il biomorfismo delle torri, eludendo ogni assetto precostituito con le consumate radici simboliche degli scali ferroviari, irrompe nello scenario urbano introducendo quelle dinamiche rigenerative borderline proprie di un polo di attrazione e di entertainment non convenzionale.

Dalle bolle acustiche di Norman Foster: The Sage Gateshead a Newcastle, ideate per la didattica strumentale, a quelle ellissoidali della distilleria Nardini di Massimiliano Fuksas, ripensate come gli alambicchi di una sorprendente alchimia dove si condensa un distillato filosofale, l 'opus alchemicum della blobular form più sofisticata; i bacilli venuti dallo spazio hanno trovato terreni di coltura ideali, come nel quartiere terziario di Varsavia con la Zlote Tarasy di Jerde partnership, il pluripremiato centro commerciale che si è aggiudicato l 'Architectural review Mipim future award.

Così la forma bulbare della City Hall di Norman Foster nel distretto di Southwark sulle sponde del Tamigi a Londra, si inscrive nello stereotipo simbolico della casa di vetro del primo cittadino, non senza qualche richiamo al Reichstag di Berlino. Qui una stupefacente scala a nastro spiroidale si avvolge lungo i 10 piani dell 'edificio per oltre 700 metri .

Mentre dalle acque della Senna a Parigi emerge la verde creatura anfibia che si avviluppa sui Dock en Seine a La citè de la Mode et du Design di Dominique Jakob e Brendan MacFarlane architectcs, scorgiamo, da quella latitudine, la distanza siderale che ci separa dall 'osservatorio delle nostre Soprintendenze, così solerti a emendare un qualsivoglia zoomorfismo fluviale .

 

Chiudendo in dissolvenza la nostra rassegna Blob , con lo stesso autore dell ' Admirant Entrance Building a Endhoven, nei Paesi Bassi, e della Nuvola, fissata agli ormeggi nella Teca dell 'EUR , ci chiediamo un po ' frastornati : ma ci sarà vita su Fuksas?