Lavorare gratis – di Christian De Iuliis:

Christian De Iuliis: Lavorare gratis

Qualche giorno fa uno dei più prestigiosi quotidiani italiani riportava l ‘annuncio che alcune amministrazioni cercavano architetti per compilare piani urbanistici o quant ‘altro; fin qui poteva anche trattarsi di una ottima notizia, se non che gli architetti prescelti avrebbero dovuto, per contratto, fare il lavoro gratis. La contropartita sarebbe stata solo ingrassare il proprio curriculum. In realtà non essendoci corrispettivo in denaro non si può parlare di lavoro. Diciamo che lo si fa per la gloria o più semplicemente per hobby. Sulle prime sono rimasto un po ‘ perplesso, un filo arrabbiato, poi ci ho pensato bene e ho realizzato che lo sdoganamento dell ‘architetto a gratis può rappresentare una svolta nell ‘ambito della professione. D ‘altronde le amministrazioni hanno preso atto di un trattamento che chi lavora con clienti privati conosce bene ma che non si aspettava di ricevere anche dal pubblico, non così ufficialmente almeno.

 

Tuttavia l ‘architetto a gratis va aiutato a praticare la sua attività, va almeno incentivato; quindi ad esempio dovrebbe essere Inarcassa esente poiche non ha reddito, o quantomeno beneficiare di qualche agevolazione.

 

Preso atto che ci può essere un certo numero di architetti disposti a lavorare per hobby o perche disperati e quindi in attesa di tempi migliori, o perche benestanti o semplicemente benefattori della società, non si può ignorare che esistano architetti che hanno esigenza di ricevere una contropartita in denaro alle loro prestazioni, per sopravvivere. Per questo motivo, a mio avviso, dal punto di vista legislativo vanno sdoganate almeno altre cinque categorie di architetti borderline.

 

L ‘architetto in nero: Di solito si tratta di un doppiolavorista, magari con un impiego pubblico, magari in un settore che non ha niente a che fare con l ‘architettura. A fine turno l ‘architetto in nero si reca in uno studio professionale dove ci sono altri professionisti che dividono le spese dell ‘affitto, delle bollette, del condominio, della spazzatura ecc. e che hanno bisogno di un aiuto per non mollare nessun incarico. Qui entra in gioco l ‘architetto in nero che può essere un disegnatore autocad, un compilatore di computi metrici, un esperto di Photoshop o altro ancora. Ufficialmente l ‘architetto in nero è un amico che è venuto a trovare gli amici, spesso tutti i giorni; il successo o la sventura dello studio si ripercuotono sul pagamento delle sue prestazioni. L ‘architetto in nero può anche occuparsi delle relazioni esterne dello studio, tipo seguire un cantiere, scegliere i materiali con i clienti (ricevendo percentuale) o effettuare sopralluoghi con foto. Essendo in nero non ha orari fissi, può anche tirare notti insonni tanto potrà riposarsi il giorno dopo a casa o meglio ancora in ufficio. L ‘architetto in nero essendo completamente sconosciuto al fisco non ha bisogno di essere iscritto all ‘ordine e dunque neanche ad Inarcassa; a volte può anche non essere neppure un architetto, bastano una decina di esami o una discreta passione.

 

L ‘architetto extra: Molto adoperata nel campo della ristorazione, la prestazione extra può essere riconvertita anche in quello dell ‘architettura. Se in uno studio ci sono scadenze imminenti da rispettare e il personale non basta, ecco che si può ricorrere all ‘architetto extra. Come è comprensibile il suo ambito lavorativo è prettamente al servizio del privato, ma anche enti pubblici potrebbero tenere d ‘occhio questa opportunità di usufruire di prestazioni extra senza nessun obbligo di assunzione. Di solito l ‘extra viene pagato a serate esattamente come il cameriere o il lavapiatti. Comodi anche i pacchetti settimanali. Se l ‘architetto extra viene pagato con denaro tracciabile allora ricade nei casi di fatturazione tradizionale, tuttavia proprio per l ‘estemporaneità della prestazione sono molto graditi i contanti.

 

L ‘architetto hostess (o steward): Si tratta dell ‘architetto chiamato per fare bella figura. Può lavorare a domicilio quindi presso lo studio del titolare o in trasferta e può essere sia maschio che femmina infatti si tratta di un ‘attività assolutamente bisex, dipende da chi lo utilizza e per quale motivo. ÔÇ¿Spesso l ‘architetto hostess (donna) e/o l ‘architetto uomo (steward) sono chiamati presso uno studio per fare scenografia in caso di visita di cliente molto ricco; di frequente vengono impiegati nelle cene di lavoro. All ‘architetto hostess sono chieste poche ma fondamentali cose: bella presenza, eleganza (abbigliamento succinto ma non volgare per la donna; impeccabile per l ‘uomo), sorriso permanente, proprietà di linguaggio e conoscenza degli argomenti lavorativi più ricorrenti (tasse, burocrazia, mostre d ‘arte). Spesso quest ‘architetto lavora in caso di visite ai comuni per procacciare incarichi pubblici. Frequente l ‘utilizzo di architetti hostess/steward per simpatizzare con assessori e/o sindaci; di solito lo steward può anche ricoprire ruoli da autista o portaborse. Alcuni architetti possono sostituire questa figura professionale avvalendosi di figli/e, mogli/mariti o amanti, che però possono ricoprire il ruolo solo se sufficientemente edotti dal punto di vista nozionistico. La differenza infatti è tutta (e qui subentra la professionalità del ruolo) nella possibilità di riuscire a fronteggiare una improvvisa domanda su Renzo Piano o magari su Le Corbusier. Anche in questo caso, come è intuibile, non è necessaria l ‘iscrizione all ‘ordine, ne tantomeno il titolo di studio e si preferiscono i pagamenti in contanti, possibilmente anticipati.

 

L ‘architetto che firma: In tempi di conflitto di interesse si fa largo con prepotenza la figura dell ‘architetto addetto solo alla firma. Si tratta di un professionista molto utile quando per un motivo qualsiasi un altro architetto non può apporre firme sui documenti compilati. Gli esempi più comuni sono i progetti da sottoporre a comuni gestiti da familiari o collaudi su opere progettate. Utile anche per perizie uso tribunale, direzioni di lavori scomodi e piani di sicurezza. L ‘architetto che firma è convocato alla bisogna, giunge munito di timbro che appone unitamente al suo nome su qualsiasi cosa gli si sottoponga. Fondamentale fare poche domande. Necessaria l ‘iscrizione all ‘ordine e il regolare pagamento dei contributi. Può farsi ben retribuire, naturalmente tramite una trattenuta in fattura a beneficio dell ‘architetto committente.

 

L ‘architetto a consiglio: E ‘ un ‘attività che coinvolge centinaia, probabilmente migliaia, di architetti, soprattutto quelli più giovani. Sono coloro ai quali si chiede un consiglio; consiglio che il giovane architetto elargisce sempre con molta buona volontà e disciplina, spesso accompagnandolo con schizzi, disegni, ricerche d ‘archivio, rendering e quant ‘altro. Infatti l ‘elargizione del consiglio è una pratica che, nella maggior parte dei casi, non si esaurisce in pochi minuti, bensì occupa l ‘architetto per diverso tempo. Dopodiche il richiedente, accetta il consiglio (unitamente ai relativi incartamenti), ringrazia e consegna il tutto ad un altro architetto (o anche ad un capomasto) che farà il lavoro e sarà retribuito. Siccome il consiglio è sempre, rigorosamente, non pagato, occorre tutelare questa forma di lavoro stabilendo una tariffa per ogni consulenza, soprattutto quella verso i parenti che sono specialisti del consiglio non oneroso. Si potrebbe optare per una tariffa standard o redigere una tabella per la tipologia di consiglio erogato, una specie di marchetta del consiglio: agevole, raddoppiato, triplo. O ricorrere ad una tariffa oraria o più semplicemente a tempo.

3 Comments

  1. Raffaella Forgione 29/04/2013 at 15:58

    La tua analisi ├¿ perfetta! Faccio rigorosamento parte di una categoria ormai in via d’estinzione, che giustamente non hai citato, l’architetto libero professionista, che odia il “nero e l’extra”, che non elargisce consigli neanche sotto tortura e che non ├¿ mai accompagnata da nessun hostess o stewart. Credo che l’ente pubblico che ha pubblicato la manifestazione d’interesse ” a gratis” andrebbe denunciato. Io sono pronta a farlo. Se mi dai qualche dettaglio, faccio prima.

  2. Gesino Macrina 03/05/2013 at 13:28

    Ti sei dimenticato dell’architetto “libero professionista dipendente”, quello che riguarda la maggior parte dei giovani, quello che con le sue agevolazioni agevola solo il/i detentore/i dello studio, quello che fa il lavoro, quello che fa gli extra, quello che non ha ferie, malattie, tfr nonostante il suo lavoro da dipendente, quello che ├¿ obbligato a rispettare gli orari (che sono sempre pi├╣ di 8), insomma, quello che si aspettava di tutto prima di finire l’universit├á tranne il trattamento a cui sar├á sottoposto dopo!!
    Oppure questi non fanno parte degli architetti??

  3. Natalia Guidi 23/05/2013 at 12:37

    Vorrei precisare che bandi per affidamentodei lavori Gratis non possono essere formulati, ├® vietato per legge, prova ne ├® che Inarsind ne ha ottenuto l annullamento per un Comune del Lazio dalla autorit├í di vigilanza dei LL.PP. Ricordo altres├¡ che Inarsind ha istituito una pagina facebook ove si raccolgono le segnalazioni denominata OSSERVATORIO INCARICHI PUBBLICI, chiedendo collaborazione a sostegno della battaglia intrapresa a tutela delle libere professioni. Io personalmente resto a disposizione per chiarimenti e segnalazioni…. Se non denunciamo non avremo speranze….

Scrivi un commento