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ATTACCHI URBANI#04_La rivincita dell ‘agopuntura urbana – di Daniela Zerbini

ATTACCHI URBANI#04_La rivincita dell ‘agopuntura urbana – di Daniela Zerbini

Autore: Daniela Zerbini
pubblicato il 24/01/2013
nella categoria Parole

Intervista a Patrizia Di Monte, architetto coordinatrice del progetto Estonoesunsolar a Saragoza

Estonoesunsolar, o meglio Esto no es un solar (questo non è uno spazio abbandonato), si riferisce al programma di riqualificazione urbana nato a Saragozza nel 2009. Il solar di cui parla Patrizia Di Monte, ideatrice del programma insieme a Ignacio Gr├ívalos, è la parola spagnola che indica il lotto, ovvero uno spazio vuoto che, contestualizzato alla città, diventa spazio abbandonato. Questo progetto, forse meglio di altri, risolve il problema degli spazi interstiziali che caratterizzano quasi tutto il costruito, e incentiva brillantemente il coinvolgimento delle persone che vivono nelle zone limitrofe.

Forme pulite, semplici e chiare spuntano in ogni angolo della città, riempiono isolati, ti invitano a sederti, a giocare, o semplicemente a guardare: non sono altro che campi da basket, orti, spazi per performance, sedute, in un 'ottica ordinata di chi più ne ha più ne metta.

Queste immagini sono state portate in giro in tutta Italia e tutta Europa in un vero e proprio tour da seguire sul blog estonesunsolar.wordpress.com, e non sono certo mancati riconoscimenti a livello internazionale, come spiega l 'arch.Di Monte: Abbiamo collezionato 16 premi e siamo stati chiamati in Brasile, Messico, e tra qualche settimana saremo in Giappone. Addirittura in un paese dove il costo del suolo e cos├¡ elevato ma come l 'Europa è sommerso in una profonda crisi immobiliare, un tipo di risposta di uso transitorio viene adottato proprio grazie al nostro modello.

La miccia che ha attivato l 'intervento è stato il festival urbano En la frontera in cui il programma diretto dalla stessa Di Monte Los vacìos cotidianos (I vuoti quotidiani) aveva permesso a molti artisti di abbellire spazi della città. I cittadini, rimasti colpiti da questa nuova veste temporanea, chiesero al Comune di mantenere questi interventi.

Di tutta risposta il Comune bandì un concorso pubblico per un posto di architetto vinto da Patrizia Di Monte, residente da anni a Saragozza. Gli architetti responsabili del programma sono loro, ma sono orgogliosi della collaborazione di un eccellente equipe formata da tre geometri e quasi 106 operai, tutti disoccupati poiche il programma nasce come un Piano di occupazione. Da qui nasce Estonoesunsolar, programma in divenire, senza progetti definiti in partenza, se non bozze: Totale libert├í, era un programma sperimentale. Si eseguiva tutto direttamente in cantiere. Nel 2009 sono stati realizzati 14 lotti per un totale di 9.800 mq ed e stato svolto tutto in 6 mesi; nel 2010 invece si parla di 14 lotti, uno per ogni distretto della citt├í, per un totale di 32.000mq in soli 7 mesi, coinvolgendo quasi 60 associazioni cittadine, scuole, centri per anziani e consigli di quartiere.

Il supporto alla realizzazione è arrivato non solo dal Comune che ha erogato intorno al milione di euro nel 2009 e a 2 milioni di euro nel 2010, ma anche i proprietari dei lotti in disuso hanno aderito volentieri, evitando di coprire spese di pulizia o manutenzione, e hanno ceduto i terreni gratuitamente o concessi a carattere temporaneo. Ad ora, 27 lotti, per un totale di 42000 mq, sono attivi, e non sono certo in procinto di essere smantellati.

Oltre al programma funzionale che soddisfa reali necessità e la partecipazione cittadina, un altro elemento che ne ha determinato il successo è stato l 'utilizzo di tecniche di comunicazione efficaci, spaziando da un ambito urbanistico ad un ambito di pura grafica: la scritta estonoesunsolar sui muri che racchiudevano i lotti, le magliette degli operai personalizzate, la numerazione degli interventi e i colori forti che connotavano ogni luogo rendendolo differente ma uguale agli altri, sono riusciti a creare una memoria nel cuore dei cittadini che ne erano fruitori. Un 'arguta scelta che in altri casi avrebbe potuto coprire la mancanza di contenuti, mentre in questo caso fa diametralmente l 'opposto: completa un progetto che mancava a livello europeo, e senza arroganza, si fa notare.

Stiamo parlando quindi di riqualificazione diffusa, che negli ultimi anni sta caratterizzando l 'urbanistica e il marketing. E il carattere diffuso è ciò che si vuole opporre al carattere denso delle città, grandi e piccole, in cui ci troviamo. Il vuoto non deve essere più il negativo del pieno, funzionale ad accogliere le persone dentro gli edifici, a radunarle per poi distribuirle, ma può tornare un posto statico e funzionale, di pausa, non solo a livello morfologico ma anche a livello sociale e umano. Luogo di ritrovo, come fossimo tornati indietro di cinquant 'anni ma continuassimo ad avere vite frenetiche. E in questo contesto quindi una pausa diventa ancora più preziosa e più importante, e la connessione tra le persone e tra i diversi punti della città diventa contenitore, non solo contenuto.

Questo progetto rappresenta forse la forma meglio riuscita di molti spunti ed idee nate da progettisti ma anche da cittadini desiderosi di migliorare la propria qualità di vita, e fortunatamente possiamo considerarlo un punto di partenza a cui ispirarci per proporre all 'interno delle nostre città un riutilizzo organizzato e pianificato del giardinetto o della fermata dell 'autobus sotto casa.