Il teorema della scrivania – di Christian De Iuliis

 

Faccio outing: nel 2003 ho lasciato un posto all ‘Ufficio tecnico del Comune, anzi, prima ho rifiutato l ‘incarico a tempo pieno e poi ho rinunciato a prorogare il contratto part-time che mi era stato conferito. In questo periodo di crisi, posso rivendicare questo primato particolarmente prestigioso che pochi posseggono e che, dunque, esibisco con orgoglio. Resistetti sei mesi, un tempo sufficientemente lungo per imparare molte cose. Questo titolo mi permette di poter dire che conosco bene il fenomeno di cui vi parlerò; ne ho cognizione, più di un semplice addetto ai lavori, praticamente da infiltrato.

Nelle ultime tre settimane, mi reco quasi quotidianamente nell ‘ufficio tecnico di un Comune, per chiedere se finalmente è pronta un ‘autorizzazione ferma su uno dei tavoli dell ‘ufficio da almeno un mese. Si tratta di una semplice autorizzazione edilizia, che ha già compiuto, faticosamente, tutto il percorso e che ora è solo da firmare. E ‘ tutto pronto ma manca una firma. L ‘aggiunta di questa firma comporta lo spostamento della pratica da una scrivania all ‘altra dell ‘ufficio. Dal punto di vista strettamente fisico si tratta di circa un metro e mezzo in linea d ‘aria di distanza. Dal punto di vista teorico invece lo spostamento della pratica comporta uno sforzo indicibile, tanto che tre settimane non sono state ancora sufficienti. L ‘apposizione della firma sembra, ogni volta, impedita da una serie di circostanze imprevedibili, che rendono altrettanto imprevedibile la stima dell ‘attesa.

Per calcolare la velocità, o ancor meglio, il tempo in giorni indispensabili ad una pratica di un ufficio tecnico ad effettuare il percorso tra le scrivanie per essere evasa, esiste una formula matematica. Il teorema, che è il risultato finale di uno studio che ho condotto con attenzione durante i miei sei mesi di infiltraggio e successivamente durante la pratica lavorativa, volgarmente si chiama Teorema del …ancora qui stai ? ti ho detto che è tutto pronto, passa domani, eccola là sulla scrivania, oppure per gli esteti della formulistica matematica Teorema “Del dinamismo della pratica su scrivania” o più semplicemente Teorema della scrivania ed è il seguente:

 

Tgg =1,5 x Cd x (30 + ggferie) / (Pspec Rich. + 1/3 PSpec Prog) x Is

 

L ‘enunciato è: il tempo in giorni necessari alla evasione di una pratica edilizia in un ufficio tecnico di un qualsiasi comune è uguale al prodotto di 1,5 per il coefficiente di disturbo moltiplicato la somma di 30 per i giorni di ferie maturati nel periodo in oggetto, diviso la somma tra il peso specifico del richiedente più un terzo del peso specifico del progettista moltiplicata l ‘interesse semplice.

Il principio è molto semplice: il tempo che occorre all ‘evasione della pratica aumenta con il crescere dei disturbi presenti in ufficio (sindaco inportuno, segretario inefficiente, sopralluoghi per abusivismo, controlli delle forze dell ‘ordine, visite di tecnici molesti ecc.) e ai giorni di ferie che decimano il personale e ne interrompono il percorso, ma diminuisce in funzione di consistenti pesi specifici degli interessati (come potete notare il progettista vale solo un terzo dell ‘intestatario della pratica) moltiplicato ciò che viene definito l ‘interesse semplice che è semplicemente l ‘interesse (personale, economico, sentimentale, affettivo) che ha l ‘organico dell ‘ufficio a mandare avanti la pratica.

Senza entrare troppo nel dettaglio matematico, faccio solo notare che nel caso di pesi specifici ed interesse semplice, cioè il valore al denominatore, che tendono a zero, il risultato (il tempo che ci vuole), trattandosi di rapporto, tende ad infinito, in sintesi:

per: (Pspec Rich. + 1/3 PSpec Prog) x Is che tende a 0

Tgg tende a Ôê×

 

Il Teorema della scrivania non è di facile risoluzione poiche alcuni valori sono difficilmente calcolabili e le tabelle non sono sempre attendibili. Inoltre durante il disbrigo della pratica i pesi specifici possono aumentare così come il disturbo che viene sempre stimato con la media dei disturbi rilevati negli ultimi 18 mesi, ma possono sempre avere variazioni improvvise. Ma ciò che, tradizionalmente, fa oscillare in maniera sensibile il risultato finale, come in tutte le cose, è sempre l ‘interesse.

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