Liberiamo il MAXXI dai politicanti – di Marco Maria Sambo

Esiste un colore -indefinito e leggermente sbiadito- che la politica utilizza, di volta in volta, per pitturare gli ambienti che vuole controllare. Questo colore, monotono, senza brio e senza novità, viene spesso usato dai ministeri, in Italia, per coprire una sostanziale assenza di scelte realmente coraggiose. Talvolta questo colore, sempre in Italia, viene miscelato male e risulta addirittura banale, privo di consistenza, ma riesce comunque a coprire, la maggior parte delle volte, con una patina grigia e leggera, quelle scelte che si trasformano spesso, da timide e poco coraggiose, in scelte discutibili. Qualche volta, tali scelte, devono essere anche contestate, come devono essere contestate le posizioni di chi le porta avanti. Perche non possiamo permettere a questo triste colore di ricoprire il nostro Paese, l ‘Italia.

Lo stesso colore di cui stiamo parlando è stato utilizzato per la nomina di Giovanna Melandri alla presidenza del MAXXI di Roma da parte del Ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi. Scelta poco coraggiosa, scelta banale, scelta politica, scelta triste. E non perche sia triste Giovanna Melandri che sembra, al contrario, persona in gamba, perbene e intellettualmente valida. Scelta triste perche strutturalmente fuori luogo, scelta inadeguata e poco opportuna perche rimette la politica al centro di un perenne riciclo, la spinge sempre più nel pantano del do ut des: non ti ricandidare alle prossime elezioni perche -non ti preoccupare- ti daremo la presidenza di qualcosa, ti faremo dirigere qualcosa. Questa è l ‘idea che l ‘opinione pubblica, il mondo della cultura, si fa assistendo a tali nomine. E che questo sistema strutturalmente sbagliato vada poi bene per i politicanti non significa affatto che vada bene per tutti noi e, soprattutto, per la crescita culturale del nostro Paese, così mortificato da questo giochino delle nomine politiche. L ‘opinione pubblica si chiede per quale motivo il Ministro non abbia neanche preso in considerazione l ‘idea di cercare, in maniera attenta e trasparente, candidature nuove, giovani, in grado di scardinare queste logiche di basso profilo politico e proiettare strutture museali così importanti verso un nuovo futuro fatto di nuove idee, nuove competenze, nuovi sogni. No, al contrario. Si decide di nominare un politico che -questa è l ‘impressione di fondo- deve comunque continuare il proprio cammino pubblico, in qualche modo, da una parte o dall ‘altra. Ebbene, noi non possiamo accettare questo stato di cose. In Italia ci sono tantissimi giovani di talento, curatori qualificati, intellettuali di spessore, che potrebbero fare la fortuna del Museo MAXXI. E invece di chiamarli a raccolta il Ministro che fa? Chiama la Melandri. E poi protestano tutti perche vince l ‘antipolitica. Caro Ministro Ornaghi, come fa a non vincere l ‘antipolitica se voi non date alla politica e alle istituzioni quel ruolo, importante e decisivo, che consenta alle forze migliori del nostro Paese di risollevare le sorti del nostro futuro? Forse -da parte nostra- è il caso di ricominciare a contestare, con forza, scelte così deboli, così tristi. Per riaffermare un principio semplice, colorato: la politica serve per andare avanti, non per tornare indietro.

 

Marco Maria Sambo

(marco_sambo@yahoo.it)

Scrivi un commento