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Architettura parametrica e organica – di Gabriello Grandinetti

Ancor prima che il Decostruttivismo toccasse l ‘apice del suo climax sciogliendo l ‘intreccio narrativo sospinto dalle congetture filosofiche di Derrida, che facevano piazza pulita del pensiero debole postmoderno e della sua corriva condiscendenza ai richiami del passato, ecco profilarsi all ‘orizzonte la transizione al Parametricismo.

Rivendicato come primogenitura da Patrik Schumacher e Zaha Hadid, come manifesto di un procedimento progettuale tutto contenuto nell ‘ambito del loro lungo excursus professionale, il Parametricismo sembra circoscrivere il proprio dominio di competenze disciplinari in un sistema autoreferenziale autopoietico. Consulta The autopoiesis of architecture di Patrik Schumacher con riferimento alle tesi di F. Varela e H. Maturana che ne coniano il significato . Una rete di processi,priva di rigide gerarchie, le cui continue interazioni e riconnessioni autorigenerandosi mantengono una stabilità organizzativa come in un sistema metabolico.

Si può già parlare di uno Stile Globale come per il Moderno?

In quest ‘area comune convergono le proposte di un esteso laboratorio di ricerca che spazia dall ‘ Industrial design ai masterplans di urbanistica passando per l ‘architettura. Il design parametrico, le cui applicazioni già largamente in uso nella modellistica Cad Cam dei software di ingegneria espandono il campo della creatività in tutti i settori, contiene in nuce l ‘ambizione dei presupposti teorici su cui si fonda la nomenclatura del Parametricismo e il suo alto potenziale espressivo.

Com ‘è noto il Parametricismo è supportato da modalità progettuali che sono in stretta dipendenza dai software 3D di architettura di ultima generazione : Building Information Modeling ( BIM ), Rhino, Catia 3D, Morphdesign , nelle applicazioni che comprendono tutto il ciclo di vita dal progetto alla costruzione. Consentendo altresì l ‘impiego multidisciplinare delle varie competenze in team. La divisione dei saperi che consente di percorrere trasversalmente, in un insondabile unicum, le relazioni di spazio-forma-funzione. L ‘elaborazione algoritmica dà luogo al manifestarsi di un processo morfologico fluente che al variare degli input parametrici comporta soluzioni a più variabili in uno schema di causa-effetto.

 

Un sistema incrociato di interconnessioni diagrammatiche già intravisto da Bernard Tschumi nel concorso di Parc de la Villette a Parigi.

 

Il passaggio che ha preceduto il punto di arrivo delle attuali metodiche espressive ha visto all ‘origine il profilarsi di potenzialità esplorative nell ‘applicazione del diagramma. Anche se per Peter Eisenman Il diagramma è una scorciatoia grafica vecchia quanto l ‘architettura, al suo ripresentarsi nella complessità pluralistica contemporanea ne evidenzia ancora una volta la sua rilevanza applicativa. Per Gilles Deleuze Il diagramma è una macchina per pensare, mentre per Stan Allen : << Il diagramma è un mezzo astratto (ÔǪ) non si riferisce alla storia interna dell ‘architettura come disciplina, esso piuttosto si rivolge all ‘esterno, segnando possibili relazioni tra materia e informazione >>.

 

La relazione vigente tra forma e funzione, sbilanciata dalla preponderanza delle dinamiche morfologiche, che connota il design parametrico, induce tuttavia ad un giudizio assolutorio oltreche sintetizzato nella complessità di opzioni inesplorate che si addensano di volta in volta su un immaginario aperto la cui flessibilità distorce, per ultimo, anche il rapporto spazio-tempo.

 

 

Sullo stesso asse di collimazione , si scorgono le proteiformi realizzazioni di design sperimentale di Ron Arad e di Greg Lynn o l ‘ultimo grado dell ‘avamposto compositivo dello studio Asymptote di Hany Rashid e Lise Anne Couture di N. Y. Espressione di una concettualità Fluid Wave che abbiamo visto applicata nello Yas Marina Hotel di Abu Dhabi, avvolto in uno stupefacente mantello high tech, nonche l ‘Hydra Pier la struttura liquida progettata dagli stessi autori, nei Paesi Bassi.

 

Il Parametricismo sembra rifiutare ogni lascito decostruttivista, così intriso di superfici sghembe e scorci declinanti, in ragione di una sua intrinseca disposizione organicista declinata in chiave antieuclidea. Ma a ben vedere lo sviluppo di una modellazione fluido-magmatica si dispone ad alimentare gli affluenti di un fiume carsico, anche dai propositi teorici del tutto involontari al nostro tema, ma da cui sembra proprio prendere le mosse, come nel caso del ridente caseggiato di Graz in Austria, quello spaesato lombrico alieno: il Kunsthaus museum di Peter Cook che rimane in attesa della sua quotidiana foglia di lattuga!

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