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Choosy tua sorella – di Marco Maria Sambo

Ho sempre avuto grande simpatia per le persone che dicono in continuazione, senza sosta, cose stupide e poco intelligenti. Perche in loro, in fondo, c ‘è una inconscia ribellione al mondo dell ‘intelligenza razionale, all ‘universo della logica. Portano avanti, in sostanza, una intrigante forma di decostruzione mentale che li porta, alla lunga, a perdere di vista l ‘universo in cui vivono. Se poi le stesse persone che dicono cose stupide e poco intelligenti ricoprono cariche di primo piano, dirigenziali, come spesso accade, la simpatia si tramuta in ammirazione, da parte mia, perche queste persone sono talvolta in grado di scardinare l ‘ordine reale dei valori condivisi. E faccio un esempio. Anche piuttosto banale, inutile come sempre. Nel nostro Paese tantissimi giovani studiano architettura. E tantissimi giovani si laureano in architettura. Tantissimi giovani, poi, praticano l ‘architettura. Tra questi, sono molti i giovani di grande talento che non riescono, nel nostro Paese, ad esprimersi. In nessun modo. Non riescono a lavorare. Non riescono a fare cultura. A loro è preclusa ogni forma di futuro. Non riescono a fare niente. A questi giovani non si danno prospettive. Solo bastonate. Gli si dice: vai all ‘estero. Oppure: non essere schizzinoso (che vuol dire: accetta qualsiasi lavoro). E proprio per questo, tanti di quei giovani, i più coraggiosi, fuggono in altre Nazioni, nel mondo. Ribellandosi. Tra questi giovani che scappano all ‘estero molti faranno (se non lo stanno già facendo) la fortuna di quei Paesi che avranno il privilegio (e l ‘intelligenza reale) di accoglierli e valorizzare le loro qualità. In Italia invece quegli stessi giovani vengono scherniti, ogni giorno, quasi fosse uno sport nazionale (nuovo sport: dai una bastonata al giovane), per cui diventa una cosa normale che, sempre in Italia, un giovane architetto di talento debba fare il pizzettiere, o debba lavorare in un grande magazzino, o fare mille altri lavori, per sopravvivere, quando, lo stesso giovane, andando all ‘estero, ha la possibilità, immediata e concreta, di guardare al futuro, di costruirselo questo futuro. Fuggendo quindi da quello che dovrebbe invece essere, l ‘Italia, il Paese dell ‘architettura e della cultura, il luogo che, per la sua Storia, più di ogni altro guarda al futuro.
Ebbene, stiamo tutti assistendo, al contrario, in questi mesi (in questi ultimi anni), proprio qui, in Italia, ad un affascinante meccanismo di decostruzionismo del pensiero. Per cui parlare a vanvera, dire stupidaggini e cose poco intelligenti diventa un atto nichilista, superbo, che rifiuta la realtà e proprio per questo assurge quasi a rappresentazione teatrale, chiaramente tragicomica. Stiamo assistendo al ribaltamento dei valori di equità, alla rinuncia delle speranze, all ‘abbattimento di qualsiasi sogno possibile. E, per questo, il fatto che un giovane architetto debba fare un mestiere opposto rispetto alla sua formazione, dopo aver studiato, dopo aver sviluppato talento e risorse indispensabili per la crescita di qualsiasi Paese, il fatto cioè che quel giovane debba rinunciare a tutto, diventa cosa normale e rientra in una astratta valutazione economica. E poi li vedi, tutti in televisione, esperti e politici, da una parte e dall ‘altra, con gli occhi sgranati, a parlare di spread, di crisi e di congiunture internazionali. E tutto ciò è affascinante. Non può che suscitare in tutti noi grande ammirazione. Come ammirazione e simpatia si prova per i matti. Dunque, al prossimo che me lo chiederà, anche io, finalmente purificato, potrò dire: amico mio, proprio tu, tu che potresti essere un grande architetto, rimani in Italia e non essere choosy, rimani in questo Paese e fai il pizzettiere.
Ps. Questo articolo non vuole affatto sminuire il nobile mestiere del pizzettiere. Semplicemente, per svolgere tale attività, non serve una laurea in architettura. Anche se, a pensarci bene, dopo aver studiato architettura, le pizze verrebbero perfettamente tonde.
Marco Maria Sambo

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