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Paesaggi attivi, facebook, precipitevolissimevolmente – di Marco Maria Sambo

Frammento88. C ‘è un bellissimo libro di Viviana Gravano che si intitola Paesaggi attivi. Saggio contro la contemplazione (Costa&Nolan o Milano, 2008), con una fantastica immagine, in copertina, di Gordon Matta-Clark: Documentary photograph of Bronx Floors del 1972-73.

Come scrive la Gravano, si tratta di ┬½un saggio per l ‘azione, contro la contemplazione. Un impervio percorso di deriva mostra origini e sviluppi dell ‘attivismo urbano attraverso opere, teorie e artisti che dagli anni Cinquanta in poi hanno rivisitato l ‘idea di paesaggio come territorio dell ‘azione, e non più della mera osservazione passiva┬╗.

Ebbene, penso che in epoca moderna questo libro sia prezioso, da sfogliare la sera prima di andare a letto, possibilmente come antidoto a facebook che, post dopo post, commento dopo commento, invito dopo invito, pubblicità dopo pubblicità, autopromozione dopo autopromozione, egolatria dopo egolatria, sta sempre più diventando territorio fertile per chi ama la contemplazione.

Questo libro potrebbe invece essere molto utile per recuperare quello spirito iniziale di internet che utilizzava attivamente i mezzi comunicazionali, servendosi di loro, senza cadere nelle fitte maglie di quei network, adesso chiamati social network, che filtrano tutto, come facebook, e che vendono in massa le nostre preferenze per scopi di puro marketing, speculando sulle nostre vite; network che alla lunga ci rendono passivi, poco curiosi di trovare altre strade, da cercare altrove, perche tutto e lì, su facebook, appena apriamo il nostro smartphone o il nostro portatile. E siamo tutti lì, attaccati allo schermo, quasi drogati, troppo presi a raccontare la nostra vita o a fare a gara di visualizzazioni, a contare quanti amici abbiamo, la maggior parte dei quali chiaramente non conosciamo. Siamo talmente occupati che, talvolta, ci dimentichiamo di fare le cose, perche dobbiamo mettere, precipitevolissimevolmente, il prossimo post relativo a qualcosa che sicuramente non faremo. Per cui ci dimenticheremo sicuramente, qualche volta, anzi molte volte, tra un post e l ‘altro, tra un commento e l ‘altro, di fare architettura, ci dimenticheremo di scrivere libri, ci dimenticheremo di creare, di costruire, in sostanza, quei paesaggi attivi indispensabili per il nostro futuro.

 

Marco Maria Sambo

(marco_sambo@yahoo.it)

 

[“Paesaggi attivi, facebook, precipitevolissimevolmente”. Articolo-Sgrunt apparso su presS/Tletter n.23-2012]

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