Le PAGELLE di presS/Tletter: L ‘Italia di Le Corbusier al Maxxi – di Zaira Magliozzi

Inaugurata il 18 ottobre al Maxxi di Roma, la mostra, a cura di Marilda Talamona in partenariato con la Fondation Le Corbusier di Parigi, racconta le influenze che l ‘Italia ha avuto nel percorso di formazione del maestro del movimento moderno.
Tra schizzi, disegni, acquerelli, dipinti e fotografie traspare la storia del difficile rapporto con il nostro Paese dove, nonostante i progetti, come il Centro Calcolo Olivetti a Rho e l ‘Ospedale di Venezia, Le Corbusier non è mai riuscito a realizzare nessuna architettura.

Voto complessivo: 4
Il primo, evidente punto di debolezza della mostra sta nella linea curatoriale, o nella sua assenza. Può un museo che nel nome ha scritto il suo statement, continuare a proporre mostre di architetti, importanti si, ma non certo contemporanei? Dopo Moretti, Nervi e Rietveld ora è la volta di Le Corbusier. Chi sarà il prossimo, Michelangelo?
Non si può continuare a leggere motivazioni del genere: la conoscenza dell ‘architettura è imprescindibile per la comprensione del tempo presente così come per immaginare il futuro; mostrare nel museo l ‘opera di colui cha ha preconizzato una rivoluzione in architettura e l ‘ha vista compiersi risulta quasi un atto dovuto come afferma Margherita Guccione, direttore del Maxxi Architettura. Promuovere solo la conoscenza di ciò che è stato non può bastare per un Museo che si definisce del XXI secolo.

Tema: 4
La mostra, se da un lato ha il merito di portare in Italia e far vedere da vicino disegni e schizzi originali del maestro, dall ‘altro sembra troppo didascalica, con poco nerbo rispetto all ‘importanza del personaggio trattato. Di Le Corbusier si è scritto e detto tanto. Innumerevoli le pubblicazioni e le mostre di grande qualità. Mancava forse all ‘appello il rapporto con l ‘Italia. Ma quanto è importante e centrale questo aspetto se, ironia della sorte, in Italia non abbiamo neanche una sua opera?

Allestimento: 5+
Il progetto di allestimento, opera di Umberto Riva, gioca in modo brillante sulla evidente differenza tra le sovradimensionate pareti in tavolati lignei e gli spesso piccoli fogli schizzati. Un interessante salto di scala che esalta degli oggetti così difficili da esporre. Ma la pecca di questo sistema espositivo sta nel tentativo di predominare lo spazio, evitando il dialogo con l ‘architettura dalla Hadid. Una lotta impari dove l ‘allestimento ne esce visibilmente sconfitto.

4 Comments

  1. anonymous 25/10/2012 at 14:01

    voto 1 per l’articolo
    voto 0 per le squallide foto
    voto complessivo: 1

  2. andrea 27/10/2012 at 17:38

    Forse lÔÇÖunica possibilit├á veramente appassionante – e utile – di criticare ├¿ quella che viene esercitata con una densit├á e una strutturazione almeno pari a quelle possedute dalle cose criticate.

  3. Fabrizio Ferri 28/10/2012 at 15:24

    “E’ divertente dare i voti” dice la Signorina Magliozzi
    … per├▓ bisogna avere il giusto spessore per farlo dico io. Evidentemente la blogger tradita dalla sua tenera et├á, crede che il periodo formativo di Le Corbusier non sia rilevante e quindi il suo rapporto con l’Italia trascurabile perch├¿ di fatto sul nostro territorio non vi sono opere realizzate. Forse ├¿ necessario visitare la mostra pi├╣ di 10 minuti per comprendere la stretta relazione tra ci├▓ che LC vede e studia in Italia e quello che realizza durante tutta la carriera.
    Che dire invece dell’allestimento che gioca in maniera superba sui salti di scala tra foto e disegni, valorizzando i pezzi importanti e trasformando l’infelice spazio espositivo realizzato dall’Arch.Hadid. Mi piacerebbe che il Prof. Prestinenza Puglisi ci dicesse le sue impressioni anzich├¿ delegare a voci troppo acerbe un parere sulla mostra

    • LPP 28/10/2012 at 17:18

      Caro Ferri, se il pezzo ├¿ stato pubblicato vuol dire che risponde -ovviamente con autonomia di giudizio- alla linea editoriale di presstletter. Mi sembra poi che le sue osservazioni sull’et├á e l’esperienza di chi l’ha scritto dimostrino scarsa informazione e comunque non siano pertinenti, anzi direi offensive. Lei, per adoperare il suo metodo di scrittura, credo si offenderebbe – e a ragione- se dicessi che dalla sua lettera si evince una persona anziana e fuori dal mondo.
      Se mi si chiede un parere personale:
      1) è scandaloso che il maxxi continui a fare mostre sul secolo scorso e non sul XXI. In pagella avrei dato 3;
      2) sono del parere che la mostra avrebbe dovuto meglio inquadrare il periodo italiano di LC all’interno dei suoi viaggi (centrale ├¿ l’esperienza complessiva di approccio ai paesi mediterranei e non la sola tappa italiana). E poi mi sembra che questa mostra non dica nulla di particolarmente nuovo sull’argomento. Io avrei dato 4–;
      3) lo spazio espositivo della Hadid ├¿ difficile ma, a mio giudizio, felice come sono difficili e felici il Guggenheim di Wright e di Gehry. L’allestimento ci si confronta con difficolt├á: in pagella avrei messo 5 invece che 5+
      Cordialmente LPP

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