Il sesto senso dell’architettura – di Roberta Melasecca

CAROLA BONFILI, Installazione ambientale If, 2012 ® MACRO / Giorgio Benni

Dal 24 Maggio al 2 Luglio 2012 è stata presentata a Roma al Macro la mostra Artisti in residenza: Open Studio. Carola Bonfili, giovane artista italiana, ha proposto un ‘installazione semantica e sensoriale If. Ho spostato quasi con forza una spessa tenda così da aprire un piccolo varco e sono entrata. Il buio era profondo e totale: non potevo utilizzare la vista, uno degli strumenti fondamentali dell ‘esperienza dello spazio. Mi assale all ‘improvviso un profumo intenso di fiori e le braccia e le mani, quasi inconsciamente e come per difesa, si protendono a toccare: un passaggio stretto delimitato da pareti vellutate e morbide, poi plastificate e lisce; voci di bambini che giocano. Tutti i sensi sono risvegliati, ma la mancanza della vista genera in me disorientamento: mi spavento, torno indietro. Il cuore è in gola: mi rendo conto di aver perso ogni riferimento temporale e spaziale; tuttavia rientro, tentando un processo al contrario.

Daeyang Gallery and House – Steven Holl

E ‘ la vista, infatti, a determinare i valori fisici dei luoghi: collaborando con gli altri sensi e permettendo la percezione di luci, ombre, colori, porosità, ruvidità, levigatezza, ha un ruolo prioritario nella comprensione dello spazio. L ‘occhio attiva l ‘olfatto, l ‘udito, il tatto, il gusto, portando ad una lettura totalitaria e onnicomprensiva dell ‘oggetto architettonico. Juhani Pallasmaa, architetto finlandese, nel suo Gli occhi della pelle metteva in evidenza come le qualità di spazio, materia e scala sono misurate a un tempo dall ‘occhio, dall ‘orecchio, dal naso, dalla pelle, dalla lingua, dallo scheletro, dai muscoli. Gli occhi vogliono collaborare con gli altri sensi ÔǪ

Masrah Al Quasba Theater – Magma Architect

Si assiste pertanto ad una concezione dell ‘architettura sempre più protesa alle possibilità di esplorazioni plurisensoriali; l ‘utilizzo, all ‘interno dello stesso progetto, di materiali e tecnologie differenti, con differenti gradi di colori e porosità, stabilisce sempre nuove e molteplici relazioni tra l ‘uomo e l ‘architettura. Nella Daeyang Gallery and House, Steven Holl ci mostra pareti in gesso e pavimenti in granito bianco in dialogo con elementi di colore rosso oppure rivestiti in rame patinato o legno. Nel Masrah Al Quasba Theater, Magma Architect realizza una superficie ondulata che riproduce le dune di sabbia, utilizzando un tessuto che avvolge pareti e soffitti, creando un paesaggio tattile e fortemente iconografico. Nel Dipartimento di Arti Islamiche del Louvre, Bellini e Ricciotti risolvono l ‘inserimento nella corte preesistente mediante una copertura flottante, flessuosa e quasi tessile.

Dipartimento di Arti Islamiche – Louvre – Bellini e Ricciotti

Il progetto di architettura, dunque, sembra essere fortemente caratterizzato da elementi che tendono al coinvolgimento di tutti i sensi e che conducono il fruitore ad un ‘esperienza individuale e personalistica.

Esiste un altro senso dell ‘architettura, che definirei il sesto senso.

Nel 1954 Giancarlo De Carlo pubblica un articolo Case d ‘abitazione a Baveno nel n┬░ 201 di Casabella Continuità: Qualche anno fa ho costruito a Sesto S. Giovanni una casa per famiglie di operai ÔǪ Il progetto si articolava su un cardine che mi pareva sicuro: fornire ad ogni alloggio le migliori condizioni obbiettive di abitabilità e assicurare la più grande possibilità di isolamento. Per questo le stanze di soggiorno e da letto erano state portate verso il sole e il verde, i servizi e i ballatoi a nord sulla strada. Ho passato qualche ora di domenica, in primavera, ad osservare da un caffè di fronte il moto degli abitanti della mia casa; ho subito la violenza che mettevano nell ‘aggredirla per farla diventare loro casa ÔǪ ho verificato l ‘inesattezza dei miei calcoli. Le logge al sole erano colme di panni stesi e la gente era tutta sui ballatoi ÔǪ per partecipare da attori e spettatori al teatro di loro stessi e della strada. Poi conclude dicendo: Conta l ‘orientamento e conta il verde e la luce e potersi isolare, ma più di tutto conta vedersi, parlare, stare insieme. Più di tutto conta comunicare.

Più di tutto conta comunicare.

Questo è il sesto senso dell ‘architettura: la capacità e la potenzialità di mettere in relazione, di creare rapporti, di gettare ponti. L ‘architettura non è solo esperienza intimistica e personale; è strumento per la costruzione di una realtà collettiva, incarnazione di vita sociale.

 

 

 

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