Intervista a SOVRAPPENSIERO DESIGN STUDIO – di Francesca Gattello

Sovrappensiero Design Studio nasce a Milano nel 2007 dal sodalizio di due giovani product e furniture designer: Lorenzo De Rosa ed Ernesto Iadevaia. Nel 2008 presentano al Salone Satellite un progetto di grande sensibilità, Design for Blind People, e da allora seguono un percorso costante di sperimentazione, sempre alla ricerca di nuove opportunità di crescita. I riscontri ottenuti presso manifestazioni e appuntamenti per designer emergenti, aprono la strada a collaborazioni con diverse aziende, come Mamoli Robinetteria, Benetton, Corraini, Vibram e Manerba o con la quale sviluppano il progetto di ricerca Office+Retrofit che quest ‘anno partecipa all ‘ADI Design Index o, applicando la stessa poetica e sperimentazione anche alle produzioni seriali.

Qual è il metodo che caratterizza l’iter progettuale del vostro lavoro?

Avere un metodo progettuale definito necessita molto tempo ed esperienza. Approcciamo sempre in modo diverso al progetto cercando di costruirci la strada migliore per arrivare al prodotto giusto. Il nostro studio lavora su progetti di diversa natura: alcuni sperimentali come Design for Blind People, altri più vicini alla produzione industriale come Office+Retrofit, ma in entrambi i casi cerchiamo sempre di realizzare oggetti che noi definiamo narrativi, ossia in grado di raccontare una storia a chi li possiede.

Tra i vostri progetti: quale (o quali) vi rappresenta di più e a quale (o a quali) siete più legati?

Sicuramente Design for Blind People: oltre ad essere il progetto icona dello studio è anche il primo lavoro che abbiamo realizzato insieme e al quale siamo molto legati in quanto ha dato vita al Sovrappensiero Design Studio. Il progetto è nato nel 2007 quando ci siamo trasferiti a Milano e abbiamo iniziato a studiare il tema dei non vedenti sperimentando nuovi materiali e un nuovo approccio, leggendo libri in merito all ‘argomento e incontrando persone ipovedenti e cieche.

Quand’è stato il momento in cui avete capito che sareste diventati designer?

Abbiamo sempre lavorato insieme fin dai tempi dell ‘università e, da più di un anno, abbiamo aperto lo studio Sovrappensiero. Non sappiamo ben definire quando ci siamo sentiti designer, forse quando ci siamo resi conto di avere un rapporto ormai diverso con la materia, con i gesti e i colori. Essere un designer cambia il modo di percepire il mondo materiale che ci circonda. Forse è malsano. Forse è affascinante. Di sicuro è un cambiamento irreversibile ma questo non ci spaventa.

Quale oggetto, tra quelli esistenti, avreste voluto progettare e perche?

ERNESTO: Inline skate. Sono stati per tanti anni la mia passione e mi sarebbe piaciuto progettare un oggetto al quale sono legati molti ricordi.

LORENZO: la matita con la gomma da cancellare. E’ un oggetto che conosciamo tutti ed è portatore di un forte significato: non siamo perfetti e quasi sicuramente commetteremo degli errori, ma abbiamo la possibilità di correggere e andare avanti.

C’è un oggetto che manca? Se si, quale?

Stiamo collaborando con un ‘azienda per la realizzazione di un nuovo accessorio per la bicicletta. Non possiamo dire altro in questo momento, ma vi mostreremo il nuovo oggetto quando sarà in produzione.

Per quale azienda vorreste realizzare un progetto e perche?

Non ce n’è una in particolare. Riuscire a trovare un ‘azienda subito pronta e affine al nostro metodo progettuale non è sempre cosi facile. Il rapporto che si instaura tra designer e azienda è spesso sostenuto da piccoli compromessi: c ‘è bisogno di riuscire a trovare dei punti in comune e tradurli nel prodotto giusto per entrambi. Ci piacerebbe collaborare con un ‘azienda pronta ad ascoltarci e disposta a costruire con noi qualcosa di nuovo, di diverso.

Perche fare design oggi?

Gli oggetti di cui ci circondiamo non solo svolgono delle funzioni, ma soprattutto definiscono il paesaggio domestico e urbano che ci sta attorno. Come ogni specie che abita la terra, anche le cose vanno ridisegnate e riprogettate per adattarsi ad un contesto in continua evoluzione.

Com’è fare il designer in Italia?

Con Internet, Photoshop e i mille blog di design è diventato facilissimo sentirsi un designer. Svolgere questo lavoro è qualcosa di molto più complesso e faticoso di fare un render, un articolo per un blog o una rivista. Il problema è che questa facilità crea un sovraffollamento e un facile entusiasmo che non fanno bene a chi questo lavoro cerca di farlo seriamente.

Qual è il posto migliore al mondo in cui fare design oggi?

Qualsiasi posto va bene. L’importante è non essere fermi e sapersi rinnovare. Crediamo che non sia il posto che si sceglie come base ad essere fondamentale ma il riuscire a muoversi, a viaggiare cercando nuovi stimoli in tutto: nella musica, nel cibo, in una chiacchierata.

Raccontami di un oggetto comune/anonimo a cui leghi una storia.

Nei primi anni a Milano avevamo lo studio in una strada poco conosciuta: via Don Giovanni Verità. Un giorno, per caso, in una piccola libreria, abbiamo trovato un vecchio libro rovinato dal tempo: Don Giovanni. Lo abbiamo comprato e dal quel giorno per noi rappresenta un piccolo souvenir di quegli anni, acquistato solo per il titolo sulla copertina e la sua estetica decadente.

Sovrappensiero, "Design for Blind People. Scented Time", Autoproduzione, 2008Sovrappensiero, “Design for Blind People. Scented Time“, Autoproduzione, 2008

Sovrappensiero, "Design for Blind People. Rifletti", Autoproduzione, 2008

Sovrappensiero, “Design for Blind People. Rifletti“, Autoproduzione, 2008

 

Sovrappensiero, "Design for Blind People. Soap Opera", Autoproduzione, 2008

Sovrappensiero, “Design for Blind People. Soap Opera“, Autoproduzione, 2008

 

Sovrappensiero, "Design for Blind People. Autunno", Autoproduzione, 2008

Sovrappensiero, “Design for Blind People. Autunno“, Autoproduzione, 2008

Sovrappensiero, "Office+Retrofit", Manerba, 2011Sovrappensiero, “Office+Retrofit“, Manerba, 2011

Sovrappensiero, "Office+Retrofit", Manerba, 2011Sovrappensiero, “Office+Retrofit“, Manerba, 2011

Sovrappensiero, "Office+Retrofit. Cassettiera", Manerba, 2011

Sovrappensiero, “Office+Retrofit. Cassettiera“, Manerba, 2011

 

Sovrappensiero, "Office+Retrofit. Fioriera", Manerba, 2011

Sovrappensiero, “Office+Retrofit. Fioriera“, Manerba, 2011

Sovrappensiero, "Office+Retrofit. Panca", Manerba, 2011Sovrappensiero, “Office+Retrofit. Panca“, Manerba, 2011

Sovrappensiero, "Office+Retrofit. Scrivania", Manerba, 2011Sovrappensiero, “Office+Retrofit. Scrivania“, Manerba, 2011

Sovrappensiero, "Office+Retrofit. Vaso", Manerba, 2011

Sovrappensiero, “Office+Retrofit. Vaso“, Manerba, 2011

Sovrappensiero, "Cassetto dei Sogni", Autoproduzione, 2009Sovrappensiero, “Cassetto dei Sogni“, Autoproduzione, 2009

Sovrappensiero, "Hollo", Orizzonti, 2011Sovrappensiero, “Hollo“, Orizzonti, 2011

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