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Il Common Ground esiste, sta a Madrid ed è la Villa Solar – di Rosella Longavita

Il Common Ground esiste, sta a Madrid ed è la Villa Solar – di Rosella Longavita

C’è ancora tempo per visitare la Villa Solar a Madrid. Un terreno che ospita 20 prototipi scala 1:1 costruiti da studenti di architettura ed ingegneria provenienti da 13 Paesi del Mondo (Germania, Brasile, China, Danimarca, Egitto, Spagna, Francia, Ungheria, Italia, Giappone, Portogallo, Regno Unito e Romania). Giunta alla seconda edizione, il Solar Decathon Europe è una competizione internazionale nata da un accordo bilaterale tra il governo americano ed il governo spagnolo, dopo la partecipazione dell’ Universidad Politecnica de Madrid nelle precedenti edizioni americane tenute a Washington. Il primo concorso fuori dagli States, il Solar Decathlon Europe 2010, si è svolto a Madrid nel giugno 2010 ed ha visto vincitori gli studenti di Virginia Polytechnic Institute & State University, USA.

L’edizione di quest’ anno è organizzata dal Ministero dei Lavori Pubblici spagnolo in collaborazione con il Municipio di Madrid e l ‘Universidad Politecnica de Madrid (UPM) ed ha come obbiettivo la progettazione e la realizzazione di case energicamente autonome.
Si tratta di una vera e propria gara energetica che prevede lavoro in cantiere e 10 (Decathlon) prove da superare tra cui: architettura, ingegneria e costruzione, efficienza energetica, bilancio di energia elettrica, benessere, funzionalità, comunicazione e sensibilizzazione sociale, industrializzazione e mercato, innovazione e sostenibilità.

La novità di questa edizione è la partecipazione dell’ equipe italiana formata da studenti delle Università di Roma La Sapienza e Roma 3 con il progetto Med in Italy.

Dal 14 al 28 settembre la Villa Solar sarà aperta al pubblico e attraverso visite guidate sarà possibile entrare nelle case progettate e realizzate dai 20 team partecipanti.Questa iniziativa va oltre le solite manifestazioni di architettura e le noiose lezioni universitarie di tecnologia, questa volta sono gli studenti di 13 Paesi del Mondo i veri protagonisti dell’opera che, muniti di elmetto e scarpe antinfortunio scendono in campo e si costruiscono i loro progetti.

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