Premio Ad’A: intervista a Michela Giammarini – di Roberta Melasecca

Premio Architettura d’Abruzzo: dalla casa unifamiliare immersa tra le colline di Ettore De Lellis alla casa bifamiliare sulla costa pescarese degli architetti Salvatore Colletti e Michela Giammarini.

L ‘edificio, attento alle tematiche energetiche ed ambientali, nasce con l ‘idea di porsi come quinta del nuovo intervento urbanistico di prossima realizzazione, previsto dal piano particolareggiato del Comune di Pescara. Si distingue per l ‘uso diversificato dei materiali: legno, cemento, metallo. Architettura per il presente, dunque, e architettura urbana per il futuro?

Una definizione della vostra architettura.

Giammarini: La nostra architettura nasce dal contesto e procede dalle esigenze funzionali di chi le dovrà utilizzare.

Parole chiave per definire il processo creativo dei vostri progetti.

Giammarini: Contesto, funzionalità ed esigenze della committenza: questi sono i principali temi che affrontiamo, sia nella progettazione di un edificio, sia in un progetto urbanistico.

Quale peso assumono le tematiche ambientali e come condizionano i vostri progetti.

Giammarini: In ogni progetto confluiscono diversi elementi: l ‘esposizione del lotto, il tessuto urbano in cui esso si inserisce, la presenza di risorse naturali, le visuali rispetto al paesaggio circostante, la disposizione dei manufatti rispetto all ‘irraggiamento solare. Ognuno di essi diventa elemento architettonico, come facciate scorrevoli che assolvono al duplice intento di protezione e confort e complessificazione del progetto.

Molti architetti contemporanei provengono da esperienze diverse dall ‘architettura: ad esempio Koolhaas dalla scenografia, la Hadid dalla matematica, Siza dall ‘arte e dalla scultura, Libeskind dalla musica. Pensate che l ‘architettura contemporanea per rimanere vitale debba esplorare ambiti non propri dell ‘architettura stessa ma di altre scienze ed arti?

Giammarini: Esplorare campi diversi conduce ad un arricchimento per la ricerca architettonica, spostando l ‘attenzione su questioni molte volte trascurate.

Quale architetto del panorama internazionale è per voi un riferimento e quale architetto del passato.

Giammarini: L ‘architetto del passato a cui maggiormente mi ispiro è Richard Neutra, il quale ha lasciato delle bellissime architetture. In generale siamo attenti a tutto il panorama internazionale contemporaneo, soprattutto al lavoro dei giovani progettisti, degli architetti francesi e spagnoli.

Vi sentite interpreti delle tendenze dell ‘architettura italiana di oggi?

Giammarini: La nostra è un ‘architettura molto libera ; non vogliamo catalogarci all ‘interno di una tendenza o possedere una qualsiasi etichetta architettonica.

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