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Don Keysciotte_ di Simone Sirgiovanni

Testo inedito.

├ê uno strano periodo quello in cui viviamo, non c ‘è crisi, c ‘è un giro di boa, cerchiamo di tornare all ‘arrivo, tutto sembra assolutamente a portata di mano, in fondo ci siamo già passati all ‘andata, eppure è terribile la consapevolezza che tutto sia già stato concepito.
L ‘accessibilità è massima, ma la creatività è spesso minima.
Il timore di aver riscoperto l ‘acqua calda è un virus letale: congela l ‘iniziativa; la consapevolezza di poter raggiungere facilmente tutto ciò che già esiste non solo ostacola il sorgere di nuove idee, ma ha il distruttivo potere di abbattere le poche superstiti.
Allora può succedere una strana cosa che ha il sapore di una lotta contro i mulini a vento, i più intraprendenti, coloro che non vogliono rassegnarsi per nessun motivo a dover combattere una sfida impari, iniziano a sciorinare armi per un ‘ansiosa ed ostentata infrazione della regola (a volte prima la creano e poi la distruggono).
Prendono ciò che è già stato concepito e lo stravolgono, spesso con cattivo gusto, sotto la dicitura rivisitazione in chiave contemporanea.
Sarei proprio curioso di vederla questa tanto blasonata chiave contemporanea.
Me la immagino come una grande chiave, rigorosamente USB 3.0, in grado di ricevere l ‘input e distorcerlo, sfocarlo, fluidificarlo, saturarlo, ed infine capovolgerlo e specchiarlo per poi restituirlo in un avatariano output contemporaneo.
Mi rifiuto di pensare che contemporaneo sia un morbido pretesto dietro al quale spiare ciò che ci circonda ed ostinarsi a vendere come attuale un ‘opera di mera ribellione; carta da parati, senza arte ne parte che, per carità, è stato un trend piuttosto in voga finchè non è stato capito.
Sarebbe forse più interessante che contemporaneo fosse sintomo di una contaminazione culturale che prevedesse una conoscenza dell ‘oggetto, uno studio del mezzo e possibilmente anche un interessante processo logico propedeutico alla funzione finale e a chi ne dovrebbe fruire.
Dall ‘altro lato invece si rischia il default, ma il default è per i più pigri, il mio smartphone di default non ha più nemmeno il nome, non portoghesizziamo il nostro Paese, gregottare è assai più comodo, ma comodo non è quasi mai sinonimo di ben fatto.
Una delle chiavi che potrebbe riaprire il nostro Paese potrebbe essere il buon gusto, un utile accessorio non compreso in ogni confezione, chi ce l ‘ha, originale, avrebbe il dovere morale di utilizzarlo contribuendo a distribuirne un po ‘ a chi proprio non l ‘ha mai avuto.

Simone Sirgiovanni

DATI PERSONALI:
Nome:Simone
Cognome: Sirgiovanni
Data e luogo di nascita: 29.07.1984 Vimercate (MB)
Professione: Architetto/Fotografo

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