Architetture Sacre cercasi_ di Valerio Camerini

Testo inedito.

In questi 112 anni a partire dal 1900, nonostante una produzione vastissima, ritengo che gli esempi di architettura sacra Cristiana si possano contare sulle dita di una mano e che sia stata costruita (ancora non del tutto) una sola cattedrale, tutto il resto è classificabile come edilizia ecclesiastica. Se nelle architetture civili e nei modelli urbanistici è oramai costante un certo disagio, nel caso delle Chiese e delle Cattedrali contemporanee il malessere diventa evidente. Cosa è successo? L ‘architettura moderna non è forse idonea per realizzare architetture sacre? Non credo.
Anche se tutto quello che ci circonda dimostra che è quasi impossibile proclamare una certezza e affermare una verità, senza un minimo di termini dal significato condiviso, non è possibile condurre alcuna azione artistica. Afferma Rodolfo Papa in discorsi sull arte sacra. Gli architetti e gli artisti contemporanei hanno forse smarrito dei riferimenti essenziali per la produzione di arte sacra Cristiana, ricadendo in una visione di arte e di architettura come oggetti merceologici, inseriti in un linguaggio pubblicitario e di produzione di massa. Mercato e arte da Warrol in poi si fondono, l ‘attenzione è quindi spostata impropriamente dal significato simbolico di un opera verso l ‘affermazione di chi l ‘ha prodotta.
Realizzare una Chiesa Cristiana, oggi come sempre , richiede invece che l ‘attenzione sia rivolta verso il corpo rivelato del Cristo, la dinamica tradizione di cui facciamo parte ci dice questo e siamo chiamati a interpretarla senza contraddirne nulla, questa è la difficoltà irrisolta, generatrice di una inesistente contrapposizione fra tradizione e contemporaneità. Siamo nella tradizione e andiamo verso la tradizone, non siamo estranei alla storia della salvezza dell uomo, ma ne facciamo pienamente parte. Sembra una notizia ma è una verità.
Qualora ignorassimo due millenni di storia commetteremmo lo stesso errore del movimento moderno che dalla bauhaus in poi ha creduto giusto ripartire da zero, provocando una discontinuità unica nella storia dell ‘architettura e dell ‘arte.
Partendo da una definizione del sacrosanctum Concilium , documento del concilio vaticano II , all art. 122 recita così in merito alle arti sacre: esse per loro natura hanno relazione con l ‘infinita bellezza divina che deve essere in qualche modo espressa dalle opere dell ‘ uomo, e sono tanto più orientate a Dio e all ‘ incremento della sua lode e della sua gloria, in quanto nessun altro fine è stato loro assegnato se non quello di contribuire il piu efficacemente possibile, con le loro opere, a indirizzare religiosamente le menti degli uomini a Dio. e passando da Roma a Barcellona porterò due esempi come spunto per la riflessione.

In vista del Giubileo del 2000, il Vicariato di Roma bandì nel 1995 un concorso internazionale di architettura: tra i progetti presentati vinse quello di Richard Meier. Egli stesso presentò la sua opera davanti al papa Giovanni Paolo II in Vaticano affermando: “Le vele bianche ci condurranno verso un mondo nuovo” . La chiesa verrà costruita in 5 anni dal 1998 al 2003.

Esimendomi da un giudizio sul virtuoso oggetto architettonico, trovo alcune contraddizioni evidenti con ciò che dovrebbe essere una DOMUS ECCLESIAE.
Il Progettista adotta il suo linguaggio minimalista usato già per residenze e uffici e ci fa intendere che per lui una Chiesa è semplicemente un edificio ma con funzioni speciali.
All ‘ interno propone il bianco puro e lo sguardo si perde in un eccesso di luce che di certo non aiuta il raccoglimento. Non essendoci in tutta la chiesa una immagine sacra mi chiedo:
I cristiani sono chiamati a contemplare il volto di Cristo e un architetto decide di non rappresentare la Sua vita in un luogo che dovrebbe ricondurre a Lui?
Non genera ambiguità un linguaggio astratto per comunicare una Religione rivelata?
La bellezza descrivibile nella complessità del creato , non corrisponde alle teorie del minimo, ma si può svelare in una forma semplice e sempre diversa di un albero.
Intuiamo allora che per fare una chiesa non possa bastare fare tre sezioni di sfera concentriche e chiamarle vele. A mio avviso ci si accorge che quest ‘opera non sia stata contemplata ma semplicemente disegnata da un artista di credo diverso da quello Cristiano riscontrabile proprio nella assenza di immagini, caratteristica propria della cultura ebraica.
La domanda sorge immediata: Come fa un artista a condurre a Dio attraverso l ‘arte se lui stesso non crede?
Anche nelle logiche puramente mediatiche e contemporanee non funziona.
Ogni opera d ‘arte sacra va contemplata per poter essere compiuta in quanto chiamata ad evocare un significato Altro, superiore, divno, non basta rislvere i problemi funzionali e formali come succede negli edifici civili.

Dall altra sponda del mediterraneo, 118 anni prima del 2000 veniva invece posata la prima pietra del Tempio espiatorio della Sacra Famiglia a Barcellona. Pensata visionariamente da Antoni Gaudì, per cui è stato avviato il processo di canonizzazione diocesana, è stata edificata a partire dal 1882 ed è ancora in costruzione.
La concezione, la forma e la modalità di realizzazione di questo edificio a mio avviso segnano la strada maestra da seguire per la realizzazione di ogni opera di Arte sacra.
La complessità di ogni elemento evoca il mistero di Dio e invita a contemplare l ‘amore di Cristo. E ‘ orientata secondo le antiche tradizioni, indica esplicitamente una direzione ascendente e rispetta la simbologia della tradizione , innovando senza contraddire nulla del passato.
Del passato rispetta anche il rapporto con il tempo, una cattedrale non si puo ‘ costruire in pochi anni, deve coinvolgere e rappresentare la fede e la devozione di un popolo in cammino.
Per tali caratteristiche puo essere reputata l ‘opera più incredibile degli ultimi secoli, riesce a scuotere le coscienze, converte la disumana dimensione spaziale .
Espressione delle migliori arti, artigianalità e ingegno umano, fornisce con la sua sola presenza annuncio del vangelo. Gaudì trasforma pilasti in elementi naturalistici e le volte in filtri di luce. Non esito nel dire che Tale architettura è testimonianza di Dio In mezzo agli uomini, un pezzo di cielo sulla terra.

Molte chiese contemporanee non possono essere ritenute architetture sacre in quanto non contengono significati uni-versali (che hanno unico verso), vanno quindi spiegate secondo l ‘idea dell artista, spesso rimandando a se stesse o al proprio autore, non sono in tal modo rappresentanti di un credo universale (cattolico) , ma di credenze personali, parziali, relative.
La crisi dell ‘arte è allora un sintomo della crisi esistenziale dell ‘ umanità nella misura in cui l ‘uomo-artista pensa di essere parola e non semplice voce, chiamato a rendere visibile l ‘invisibile e non se stesso. Eccolo il punto allora, si è perso il centro, il significato simbolico della architettura sacra ed aggiungo anche il senso del costruire.
Le cattedrali non possono essere realizzate individualmente, ma da una comunità di uomini che si rendono strumento di Dio, che si mettono comunitariamente a servizio per dare forma a significati immutabili che , nel tempo e nello spazio, si compiono evolvendosi da migliaia di anni.
Bisogna forse riprendere il cammino e la crescita della cultura da dove è stata deviata all ‘ inizio del 1900, imparando dagli errori e capendo che tutti gli strumenti che oggi abbiamo non sono la soluzione , ma semplici mezzi per esprimere ciò che siamo e ciò in cui crediamo.
Un appello lo rivolgo a me stesso e a tutti coloro che operano nel campo delle arti sacre.
NON DITE FALSA TESTIMONIANZA

Valerio Camerini

DATI PERSONALI:
Nome:Valerio
Cognome: Camerini
Data e luogo di nascita:26/02/1982
Professione: Architetto

1 Comment

  1. maria teresa 21/09/2012 at 15:04

    Ho letto con estremo interesse il Suo articolo…ho pensato alla cattedrale di Alby, la cui costruzione ├¿ durata due secoli..La ringrazio di avermi insegnato tutto questo.

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