presS/Tletter n.21-2012

Attenzione il 25 giugno scadono i termini per i concorsi Young Italian Architects 2012 e Giovani Critici 2012

 

 

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ESERCIZI DI ERMENEUTICA di Marcello del Campo

 

Monti, Tremonti, Casamonti

E se, per un po ‘, ce ne andassimo tutti al mare?

 

IN EVIDENZA

LA NOTIZIA DELLA SETTIMANA: Attenzione il 25 giugno scadono i termini per i concorsi Young Italian Architects 2012 e Giovani Critici 2012

L ‘OPINIONE: Contro Italia Nostra (2)

CARTOLINE: Cartoline di Renato Nicolini

AIAC TUBE: Playlist Archi LIVE / Spazio preferiti: 7 minuti e 26 con Carlo Scarpa

DOCUMENTI: Tutti a Tusa dall ‘1 all ‘8 luglio per il Workshop di design: Istanze di design Fiumara d ‘Arte

ALTROcheARCHITETTURA: Maria Clara Ghia ci parla di: La cultura risponde ridendo

INCONTRI DELLA SETTIMANA: News di Elisabetta Fragalà

MOSTRE DELLA SETTIMANA: News di Filippo Puleo

UNIVERSITA ‘ E DINTORNI: News di Nicolò Lewanski

LETTURE D ‘AUTORE: Barbarelli interroga Fabio Barilari

ANTIDIZIONARIO: Camilla Bonuglia: The Circus as a Parallel Universe

RESTAURO TIMIDO: Marco Ermentini ci parla di: La zattera

LA STORIA DELL ‘ARCHITETTURA: L ‘architettura del 1900 raccontata da LPP: 3. 1.4 Architettura ed espressionismo

AFORISMI RISTRUTTURATI: Diego Lama produce ed aggiusta aforismi per il pubblico di presS/Tletter…

INTERMEZZO: Edoardo Alamaro ci parla di: Elogio dello sputo/3

RECENSIONI, COMMENTI, SUGGERIMENTI: Giulia Mura recensisce: Vitamin Green

IDEE: XXII Seminario internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana – Camerino 2012

SGRUNT: Marco Maria Sambo: Architettura, Dialettica dell ‘illuminismo e Talking Heads

SEGNALAZIONI: PIDA_Quinta edizione del Premio internazionale Ischia di Architettura: il concorso e i due workshop — AAMilan: CyberGardening the City — International Ideas Competition, The Europe ‘s Become — aRCHITETTURAoLTRE: spazio ai visionari ad ISCHIA

ALLEGATI: Bando del Workshop internazionale per un design contemporaneo Tusa (ME) 1-8 Luglio 2012

 

LA NOTIZIA DELLA SETTIMANA

A.A.A. concorso YOUNG ITALIAN ARCHITECTS

presS/Tletter_Associazione Italiana di Architettura e Critica insieme a professioneArchitetto con il supporto e il patrocinio dell ‘ IUAV ALUMNI Associazione dei Laureati IUAV bandisce la seconda edizione del Concorso per l ‘architettura Young Italian Architects. Il concorso ha lo scopo di individuare progetti di architettura ideati da giovani progettisti e di promuoverne la conoscenza. In particolare è finalizzato ad individuare progetti, non realizzati, di giovani architetti italiani che si distinguano per ricerca, innovazione e lettura della realtà contemporanea. La partecipazione è aperta ai progettisti e agli studi italiani che sono under 35. La scadenza è fissata per le ore 12:00 del 25 giugno 2012.

http://www.presstletter.com/articolo.asp?articolo=3496

 

A.A.A. Concorso GIOVANI CRITICI

In seguito alle tre precedenti edizioni del concorso, presS/Tletter_Associazione Italiana di Architettura e Critica insieme a professioneArchitetto bandisce la quarta edizione del Premio per la critica d’architettura.

Il concorso ha lo scopo di promuovere tra i giovani l’attività critica. La partecipazione è gratuita ed è aperta a tutti gli under 35.

La scadenza è fissata per le ore 12:00 del 25 giugno 2012.

http://www.presstletter.com/articolo.asp?articolo=3499

 

L ‘OPINIONE

Contro Italia Nostra (2)

Oggi ambientalisti, italianostristi, soprintendentisti, ecologisti urlano subito al disastro e alla speculazione. Motivo per il quale si chiede di conservare l ‘esistente e, se si fa qualcosa, invocare il ripristino allo status quo. Già l ‘Italia è incapace di crescere, di questo passo diventerà un paese mummificato. Riqualificare non vuol dire mantenere le cubature, la sagoma, i caratteri stilistici o quella strana cosa che tutti evocano ma che nessuno sa che cosa sia: il genius loci (non esistono genietti del luogo ma solo luoghi che hanno o non hanno qualità). Riqualificare vuol dire migliorare. E a volte per migliorare non esiste altra strada che ricostruire ex novo, con nuove forme e criteri. Ma ci vuole tanto a capire che la vecchiaia non è necessariamente indice di valore? E che le architetture banali o di cattiva qualità non si redimono solo perche col tempo diventano pittoresche? Che guaio questa cultura da ignoranti, Soprintendenze e Italia Nostra che confonde il pittoresco con l ‘estetico. (lpp)

 

CARTOLINE di Renato Nicolini

CARTOLINA L ‘OTTAVO COLLE

Malagrotta.

 

CARTOLINA FEDERCULTURE

Alla presentazione dell ‘annuale rapporto di Federculture sullo stato della cultura in Italia si respira un clima che ci porta indietro. Persino il bravo Presidente di Federculture, Roberto Grossi, non riesce ad evitare del tutto un tono tra profetico e professorale. Davvero la ricchezza culturale d ‘Italia appartiene prevalentemente al passato, e quello che possiamo augurarci è il ritorno della cultura del fare, dell ‘artigianato così importante nel Rinascimento? Stupefacente l ‘intervento del Ministro della Cultura Ornaghi, il quale si è lamentato dell ‘espressione pulizia etnica usata dal FAI e da Italia Nostra a proposito della demolizione con la dinamite di qualche campanile emiliano toccato dal sisma. Ci si scandalizza delle parole e non di opere che se non altro rivelano l ‘incapacità di gestire con mezzi normali la messa in sicurezza ed il restauro, ed una pericolosa tendenza alla spettacolarizzazioneÔǪ

 

CARTOLINA MAXXI

Come uscirà il MAXXI dalle sue difficoltà? Autocommissariato dal Ministero, le cose sembrano essersi fermate lì. C ‘è sicuramente un ruolo per gli architetti progettisti, che dovrebbero intervenire di nuovo sul luogo delle ex Caserme di via Guido Reni, dove mi sembra che si sia rinunciato al progetto in favore di un eccesso di laccatezza. Cosa fare di questa parte di città, dove le ex Caserme offrono ancora una ricchezza di spazi? Tra l ‘Auditorium di Piano ed il MAXXI, tra queste due griffe volute tali e poco pensate urbanisticamente, c ‘è lo spazio dell ‘architetturaÔǪ Anche per correggere gli errori dei due progettisti: la selva escheriana di scale di Piano, la strettezza dell ‘Auditorium di Zaha Hadid, solo duecento posti, la stessa dimensione dell ‘Auditorium del Palaexpò (col risultato di strozzare concettualmente lo spazioÔǪ). Prima ci si smette di lamentarsi e si ritorna a pensare meglio èÔǪ

 

AIAC TUBE

Playlist Archi LIVE / Spazio preferiti: 7 minuti e 26 con Carlo Scarpa

— All ‘interno del nostro Spazio Preferiti, dedicato ai 765 iscritti ad AiacTube, vi consigliamo di vedere, se non lo avete già visto, uno storico filmato della Rai con una intervista a Carlo Scarpa, del 1971, sulla Tomba Brion. Uno dei nostri iscritti, repazzo (www.youtube.com/repazzo), lo ha inserito nella sua pagina YouTube e noi ve lo segnaliamo. Si tratta di una piccola lezione di semplicità, modestia, classe e architettura. In una parola: imperdibile.

 

Ecco il link, buona visione:

http://www.youtube.com/watch?v=4cB1vIFDcb4&list=FLFB6lY-VpP0rLNhry9BtfvA&index=1&feature=plpp_video

— Vi ricordiamo anche di fare un click sulla nuova pagina di AiacTube completamente dedicata alla nostra Video-Rivista Archi Live o Architettura dal vivo, il Format a cura dell ‘Associazione Italiana di Architettura e Critica in onda da ottobre 2011 su Ceramicanda – Canale 813 di SKY Italia.

Al seguente indirizzo potrete vedere la nuova Playlist con tutte le puntate del Programma. Sono già disponibili le prime otto puntate e il Promo. Nelle prossime settimane pubblicheremo anche le puntate numero 9-10-11-12. Seguiteci! Ecco il link:

 

Playlist Archi LIVE

http://www.youtube.com/playlist?list=PL8A0DF2FE35C11263&feature=plcp

— AiacTube:

www.youtube.com/user/architetturaecritica

architetturaecritica@libero.it

architetturaecritica@live.it


DOCUMENTI

Workshop internazionale per un design contemporaneo Tusa (ME) 1-8 Luglio 2012

La Fondazione Fiumara d ‘Arte in collaborazione con AIAC e Press/Tfactory, è lieta di presentare, il primo workshop internazionale di design, che si terrà a Tusa presso il museo-albergo Atelier sul mare, nella prima settimana di luglio 2012.

Per il bando vai nella rubrica ALLEGATI

 

ALTROcheARCHITETTURA di Maria Clara Ghia

La cultura risponde ridendo

Per amare la cultura occorre una forte vitalità. Perche la cultura o in senso specifico o, meglio, classista o è un possesso: e niente necessita di una più accanita e matta energia che il desiderio di possesso.

Pier Paolo Pasolini, Lettere luterane, 1976

 

La crisi non tocca la cultura.

Hermann Gàring diceva che quando sentiva qualcuno parlare di cultura, la mano gli correva al revolver. Ma neanche lui le faceva paura.

Mi sembra di vederle a cena insieme le due. La crisi che si insinua nei discorsi, pessimista e invadente, austero tailleur grigio, rigorosamente astemia. La cultura risponde ridendo, certo un po ‘ snob ma di un ‘intelligenza esagerata, bella e elegante come Palma Bucarelli, riso di gamberi al curry e tante fragole per lei. Alla fine della cena la crisi torna a casa da sola, la cultura salta su un taxi e vola a festeggiare con un mare di amici.

Insomma, secondo il rapporto annuale Federculture 2012, gli italiani continuano a spendere per la cultura, non rinunciano a concerti e mostre come non rinunciano a mangiare e vestirsi. Questo nonostante la drammatica riduzione del finanziamento pubblico alla cultura.

Diceva bene Camus, che la cultura è l ‘urlo degli uomini in faccia al loro destino.

Dopo la guerra, quando bisognava ricostruire e ritrovare speranza per il futuro, lo stato destinava alla cultura il quadruplo di oggi. Sembra di assistere a una commedia del ridicolo quando si ascoltano i telegiornali: tutti mostrano di capire che cosa andrebbe fatto tranne la protagonista, la politica. Altra signora noiosa, grassa, corrotta e ottusa, che preferisce l ‘ignoranza alla cultura: niente è più terribile di un’ignoranza attiva, diceva Wolfgang Goethe.

Eppure il nostro bistrattato paese, secondo la classifica del Country Brand Index, è al primo posto per l’attrattiva legata alla cultura. Siamo il quarto Paese al mondo per esportazioni di beni creativi, siamo il primo paese esportatore tra le economie del G8 per il design. Quanto durerà? Non è una novità che il sistema formativo sia in crisi, dal 2003 al 2011 gli iscritti per le discipline artistiche sono considerevolmente diminuiti, sono crollate le immatricolazioni negli atenei italiani e nella classifica internazionale delle università nessuno dei nostri istituti è tra i primi 100. Un paese pieno di biblioteche, fondazioni, archivi, in palazzi tanto belli da spezzare il fiato, con soffitti affrescati, sontuose scalinate, cortili rigogliosi, inesorabilmente vuoti. Stavolta un film dell ‘orrore: sappiamo tutti che c ‘è qualcosa di terribile in fondo al tunnel, e la protagonista, l ‘istruzione, continua imperterrita a camminare verso l ‘abisso (chissà, penserà ancora di arrivare in Svizzera partendo dal Gran Sasso).

Mi piacerebbe che la cultura smettesse di andare a teatro, al cinema, ai concerti e ai vernissages (dove fra l ‘altro si incontra di rado) e si facesse vedere per strada sempre più spesso. Mi piacerebbe che entrasse nelle piazze illuminandole di bellezza e che la crisi crepasse di invidia. Mi piacerebbe che portasse con se sua sorella ribelle, la rivoluzione, facendole lasciare a casa le bombe, e sua sorella secchiona, l ‘educazione, facendole sciogliere i capelli e togliere gli occhiali. Forse convincerebbe la civiltà a uscire dal nascondiglio dove ormai se ne sta rintanata, sensibile com ‘è, offesa a morte.

Mi piacerebbe che la cultura si mischiasse con la gente, che seducesse uomini e donne: l ‘unico bene dell’umanità che diviso fra tutti anziche diminuire diventa più grande, diceva Gadamer.

Un paese di biblioteche vuote.

Il primo passo di Adriano Olivetti, di cui grazie a Luca Zevi si ricomincerà a parlare alla prossima Biennale, è stato istituire le biblioteche nei suoi Centri Comunitari.

Olivetti, che pubblicava e divulgava senza tregue riviste e libri, fra cui Educare con l ‘arte di Herbert Read: l ‘intento dell ‘educazione può essere soltanto di sviluppare, al tempo stesso che la singolarità, la coscienza sociale e la reciprocità degli individui [*] un processo non solo di individuazione ma anche d ‘integrazione, che è accordo della singolarità individuale con l ‘unità sociale.

Olivetti, che aveva compreso insieme a Bruno Zevi quanto fosse vitale il legame fra cultura ed economia: il verdetto è automatico, la diagnosi chiarissima: infranto il rapporto fra economia e cultura, l ‘architettura è in stato di paralisi.

Olivetti, che affermava un altro legame fondamentale, quello fra urbanistica e architettura, che si confondono, la prima comprende la seconda, insieme a sociologia, economia e geografia, come processo organizzativo per creare collegamenti trasversali fra discipline e per frenare la chiusura in senso verticale che impedisce la circolazione delle idee: il piano esce dalla sua fredda staticità e diventa strumento attivo e dinamico, caldo di umanità, matrice di civiltà (e l ‘architettura smette di essere disseminazione di oggetti isolati sul nostro territorio).

Olivetti, che della cultura aveva un rispetto solenne, quel rispetto che manca oggi non solo ai nostri politici, ma anche alla maggioranza dei nostri auto-proclamantesi intellettuali.

 

Gli intellettuali, che lo accusavano ogni mattina di corrompere la purezza delle loro anime immortali intente a reclamare a Stalin l ‘estensione universale dei suoi giardini a nord del Circolo Polare, scrivendo dalla mattina alla sera su riviste che egli aiutava a vivere, che non sarebbero state in piedi, senza di lui, nemmeno un trimestre, e a cui mai, mai impose qualcosa o possiamo ben dirlo in questi anni di pubblicazioni al servizio di piccoli ras locali, che entrano immediatamente in crisi non appena una parola, o il sospetto di una reticenza, intacchino la fiducia di questi boiardi campestri o quando dell ‘autonomia della cultura aveva un rispetto quasi ingenuo, quasi da illetterato, e il maggior sforzo del suo libro fu in direzione di meccanismi, complicati, che ne garantissero istituzionalmente la presenza politica e l ‘indipendenza.

Renzo Zorzi

 

INCONTRI DELLA SETTIMANA a cura di Elisabetta Fragalà

Il disegno della città a Milano

Primo incontro del ciclo “Dialoghi su Milano: qualità urbana e città contemporanea”. La città contemporanea è specchio delle persone che la abitano. La sua costruzione incrocia temi, attori, interessi e determina diversi e mutevoli equilibri. Anche per questo, le città sono oggi un laboratorio e un ‘occasione straordinaria d ‘innovazione e di sviluppo: sociale, politico, economico. apertura: Vittorio Gregotti, Federico Oliva, dialogo tra: Giacomo Borella, Carlo Gasparini, Ilaria Valente, Cino Zucchi, conclusioni: Ada Lucia De Cesaris

Martedì 19 giugno, ore 16:30, Galleria Vittorio Emanuele II, Milano

 

Beyond Urbanization: nuove prospettive di sviluppo urbano, Sviezzera

Presenterà lavori commissionati da i2a ad alcuni ricercatori sul polo intermodale della piana del Vedeggio (Lugano) e sull ‘urbanizzazione lungo la linea FLP (Ferrovie Luganesi che collegano Lugano con Ponte Tresa), ma che permetterà anche un confronto con progetti in Svizzera e all ‘estero per mettere in evidenza quanto il discorso sullo spazio pubblico in relazione alle infrastrutture e alla mobilità sia un tema estremamente attuale. Per l ‘occasione sarà promossa una tavola rotonda con architetti e i ricercatori coinvolti. Mercoledì Mercoledì 20 giugno, ore 20.00, Vico Morcote (si trova a 11 km da Lugano e a 23 km da Chiasso), Svizzera.

Stop City – Ater Network a Roma

Incontro/tavola rotonda per la presentazione del progetto di rigenerazione urbana “Ater Network 2012” finalizzato a sviluppare proposte per affrontare la necessità di edilizia residenziale pubblica all’insegna del concetto di “sostenibilità” energetica ed economica e come opportunità di lavoro per il rilancio delle piccole e medie imprese del Lazio grazie all’applicazione dei criteri normativi introdotti dal nuovo Piano Casa. Coordinamento arch. Giorgio Scarchilli.

mercoledì 20 giugno, ore 16:00 – 19:00, Casa dell’architettura, piazza Manfredo Fanti a Roma.

 

PAESAGGIO/LAND-I archicolture e Topotek 1 a Roma

Cinque serate e dieci studi di architettura a confronto per raccontare alcune delle esperienze più interessanti della scena architettonica contemporanea italiana e tedesca: è ARCHITEKTUR! Racconti di architettura contemporanea tra Italia e Germania.Ogni incontro vedrà la partecipazione di uno studio italiano e di uno studio tedesco che, accompagnati da un moderatore, affornteranno una tematica precisa e centrale all ‘interno del dibattito architettonico contemporaneo: Paesaggio, Abitare, Azioni urbane, Re-cycle e Tecnologie.

Primo incontro: PAESAGGIO | LAND-I archicolture (Roma – www.archicolture.com) e Topotek 1 (Berlin o www.topotek1.de).

Mercoledì 20 giugno, ore 20.00, MAXXI, via Guido Reni, Roma.

Prossimi incontri:mercoledì 27 giugno | ABITARELelli & Associati architettura e Kraus-Schànberg Architekten; mercoledì 4 luglio | AZIONI URBANE Splace e RaumlaborBerlin; mercoledì 12 settembre | RE-CYCLE ARCò. Architettura e cooperazione e naumann.architektur; mercoledì 19 settembre | TECNOLOGIE studio AION e Realities United; Una coproduzione MAXXI Architettura.

 

MOSTRE DELLA SETTIMANA a cura di Filippo Puleo

Un Parco dedicato a Giuseppe Ungaretti

La mostra è dedicata primo parco in Italia dedicato a Giuseppe Ungaretti. Ideato, curato e diretto da Gianfranco Trombetta, è stato realizzato nel giardino della storica Villa Della Torre Hohelohe a Castelnuovo in Sagrado (Gorizia) dall ‘Associazione Amici di Castelnuovo. Il progetto architettonico è opera dell ‘architetto Paolo Bornello.

Dal 18 giugno al 21 agosto 2012

Villa Manin Piazza Manin 10 Passariano, Codroipo (UD).

 

L’anima di gomma – estetica e tecnica al passo con la moda

La mostra, curata dalla Fondazione Pirelli, si snoda come un percorso di testimonianze e immagini, all ‘interno della tecnologia, dell ‘innovazione e della comunicazione di Pirelli applicate al settore dell ‘abbigliamento, attraversando più di un secolo di storia dell ‘industria e del costume, sempre nel segno della ricerca applicata ai materiali e ai processi. Un modo nuovo per parlare di moda come storia del costume, stile e rappresentazione dei cambiamenti della società.

Dal 21 giugno al 24 agosto 2012

Triennale di Milano, viale Alemagna 6, Milano

http://www.triennale.it

 

L ‘architettura può essere poesia?

Il MAXXI Architettura presenta una mostra dedicata alla Tomba Brion di San Vito d ‘Altivole, capolavoro dell ‘architetto Carlo Scarpa. L ‘esposizione si articola in due diverse sezioni: disegni e fotografie. Da una parte i disegni originali e i prototipi del maestro veneziano relativi al monumento, dall ‘altra un lavoro fotografico realizzato dal grande fotografo italiano Guido Guidi, che ha lavorato sul tema della Tomba Brion realizzando oltre 600 fotografie.

Dal 16 giugno al gennaio 2012ÔÇ¿

Sala Centro Archivi di Architettura, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo via Guido Reni 4, Roma.

Paola De Pietri. To Face

(a cura di Francesca Fabiani)

Con la presentazione di 21 stampe fotografiche di grande formato, la mostra propone l ‘ultimo lavoro o mai esposto in Italia o della fotografa emiliana Paola De Pietri: To Face. Landscape along the Austrian and Italian front of the First World War: un percorso che si snoda lungo il fronte italo-austriaco della Prima Guerra Mondiale e che indaga il lento mutamento del paesaggio montano segnato dalle trincee e dai bombardamenti.

Dal 17 maggio al 30 settembre 2012

Sala Carlo Scarpa, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo via Guido Reni 4, Roma.


UNIVERSITA ‘ E DINTORNI di Nicolò Lewanski

Valerio Paolo Mosco, a Palermo

Presentazione del libro Nuda Architettura, edito da Skira, che presenta la nudità come il carattere saliente del Moderno in architettura. Lunedì 25 Giugno alle 18.00 presso la Feltrinelli, via Cavour 133. Info: www.skira.net

 

Commercio e rigenerazione dei centri urbani, a Noale

Summer school pche affrota il tema della perdita di attrattività dei centri storici delle medie città venete per la crisi delle attività commerciali e di servizio. Scadenza presentazione domande: 20 Giugno. 20 posti per studenti IUAV, vitto e alloggio a carico di Confesercenti. Dal 3 all’ 8 Settembre a Noale. Info: http://www.iuav.it/Didattica1/workshop-e/2012/Commercio-/index.htm

 

Colloqui di Architettura, a Milano

Forme del paesaggio/forme dell ‘architettura: il Palazzo di Diocleziano a Spalato di Angelo Lorenzi e Iconic Paysage di Matteo Poli. Martedì 19 Giugno alle 10.30 all’ Aula Gamma, Via Ampère 2, Campus Leonardo. Info: http://www.polimi.it/eventi/dettaglioevento/article//colloqui-di-architettura-2012-1768/

 

LETTURE D’AUTORE a cura di Diego Barbarelli

Lo sguardo dell’architetto ci conduce alla lettura di un capolavoro di architettura (con passione e competenza). Le domande possono essere sostituite, integrate e manomesse in qualsiasi modo.

Risponde: Fabio Barilari

1. Lo studio di quale opera è stato fondamentale nella sua formazione di architetto?

Ci sono diverse opere ed autori che, nel corso degli anni mi hanno affascinato ed influenzato, lasciando il segno – spero – nella mia formazione di architetto. In alcuni casi, mi hanno insegnato qualcosa che andava molto oltre la pratica professionale.

Tra di esse, non posso non citare il Castevecchio di Scarpa, due scuole di Hertzberger ad Amsterdam, Il Beaubourg, l ‘opera di Samuel Mockbee e quella di Enric Miralles, il municipio di Saynatsalo di AAlto, alcune splendide case di Murcutt.

Il progetto che però ha rappresentato un vero e proprio giro di boa nella mia formazione e che ancora oggi amo particolarmente, è l ‘attico in Falkestrasse di Coop Himmelb(l)au. Quando venne pubblicato in Italia, credo nel 1989, fu davvero un colpo: era esattamente ciò che stavo più o meno consapevolmente cercando e, per ciò che mi riguardava, mandava a dormire definitivamente quanto veniva insegnato allora, per lo meno dalle nostre parti, dal punto di vista estetico, teorico e tecnologico.

Quando si parla di esperienze del passato, queste vanno contestualizzate per valutarne a pieno l ‘importanza: Il progetto di Coop Himmelb(l)au è del 1983, così come la loro Open House, prologo incompiuto al progetto dell ‘attico. In quegli anni la scena architettonica internazionale era dominio di disgustosi progetti postmoderni: Capitelli, modanature, lesene e colonne venivano pubblicati da tutte le principali riviste del settore e divulgati dalla maggior parte dei corsi universitari; un sistema fatto di ignoranti recuperi del passato dal quale pochi architetti ne uscirono completamente indenni. Come studente detestavo quelle architetture nate morte; inoltre, per qualche motivo, cercavo di aumentare progressivamente il grado di complessità dei miei progetti, sia sul piano formale, che teorico.

Quel piccolo progetto rappresentava per me, il corto circuito: metteva una lapide su tutta quella mondezza postmoderna ed apriva il campo a possibilità espressive enormi, non avendo letteralmente alcuna componente razionale, nessuna griglia ordinatrice, nè assi, simmetrie, regole geometriche o rapporti proporzionali di alcun tipo.

Lo ridisegnai in tutti i dettagli (conservo ancora quei disegni) e ricordo travi che non potevano avere quelle forme, finestre che non dovevano essere dov ‘erano, dettagli tecnologici che non potevano funzionare: eppure era tutto li, costruito e funzionante.

Prix e Swiczinsky parlavano delle loro architetture e citavano i Rolling Stones, facevano vedere scarabocchi e mostravano edifici. Era, per me, l ‘ingresso dell ‘astrattismo nella nostra disciplina, l ‘action painting applicata all ‘architettura. Parlando del processo creativo, parlavano di disegno come sismografo dell ‘anima. Un disegno fatto ad occhi chiusi era la matrice del progetto: l ‘inconscio, con il suo bagaglio di informazioni nascoste, produceva un segno, che poi sarebbe stato interpretato, lavorato ed approfondito, traducendolo in un ‘architettura che non perdesse lo slancio vitale che quel segno primitivo conteneva.

Quel progetto mi costrinse a ribaltare il mio approccio rispetto al processo creativo alla sua radice: quel risultato non poteva in alcun modo essere il frutto di un approccio razionale, per cui doveva necessariamente esprimere e dare spazio ad una componente irrazionale e questo mi aprì le porte all ‘ astrazione. Aveva, per me, la stessa valenza dei disegni automatici di Mark Tobey o del dripping istintivo, ma non casuale di Jackson Pollok; si allacciava a certe dottrine estetiche orientali e mi fece scoprire la scuola di Boyarsky a Londra. Infine, e soprattutto, era sperimentazione costruita.

Poi c ‘era la musica, che per me è il principio di tutto: Wolf Prix citava i Rolling Stones e sarebbe bastato questo a farmi amare la sua opera. La critica, con Zevi in testa, parlava di dodecafonia ed avvicinava l ‘architettura di Coop Himmelb(l)au alle sperimentazioni musicali di Schoenberg. Per me, i loro progetti di quegli anni sono stati nell ‘architettura ciò che il punk dei Sex Pistols e Clash fu nel rock.

Infine, uno degli aspetti che più mi affascinavano in quel momento, dal punto di vista dell ‘approccio teorico prima ancora che formale o funzionale, era una orgogliosa incuranza nei confronti del contesto: Un ‘approccio radicale, soprattutto in quel periodo, e probabilmente discutibile, ma in quel momento questo approccio apriva un campo libero enorme per la creatività.

Anni dopo, misi però a fuoco alcuni passaggi ulteriori che arricchivano ulteriormente il valore di quel progetto: Coop Himmelb(l)au disegnava ad occhi chiusi, lasciando scorrere la matita come fosse un sismografo dell ‘anima, in altri termini lasciando disegnare l ‘inconscio ed il risultato era un ‘architettura che volava sui cieli di Vienna, la stessa Vienna nella quale nel 1900 Sigmund Freud pubblicava il trattato su l ‘interpretazione dei sogni base della ricerca psicanalitica. Il passaggio da l ‘interpretazione dei sogni a l ‘interpretazione dei segni era molto breve: quell ‘opera aveva stabilito un rapporto con il contesto forse non formale e compiacente, ma senz ‘altro molto più profondo.

Secondo me, chi ha raccolto e sviluppato questo approccio, è stato successivamente Gehry, ma all ‘epoca non ci era ancora arrivato, perche se è vero che la Gehry Residence è del 1978, è solo con il progetto per Vitra Museum nel 1987 che i suoi disegni di ideazione, e con essi gli esiti architettonici, smettono di avere caratteristiche formali e diventano espressioni di un approccio progressivamente più astratto ed irrazionale.

2. Per quali motivi ritiene quest’opera ancora attuale?

Quel progetto è stato una sorta di manifesto di un periodo storico della ricerca progettuale. Questi ultimi 20 anni verranno ricordati come l ‘epoca della rivoluzione informatica, che ci ha portato a quella che oggi definiamo, con Schumacher, Architettura Parametrica e questa ricerca gode di ottima salute, continuando a produrre architetture di eccellenza. Tuttavia secondo me in questi anni si è perso di vista che il disegno è e rimane un mezzo espressivo primario e dunque ineludibile dell ‘uomo, come il parlare o il muoversi. Io credo che un possibile sviluppo della ricerca architettonica futura, consisterà nel recupero del disegno e nell ‘affiancamento di esso al mezzo informatico, probabilmente non sul piano formale ma in nuove chiavi di interpretazione.

3. In quali caratteristiche del suo progettare ritiene l’abbia influenzata?

Come spesso succede, ho mantenuto un legame affettivo con quel progetto e qualche altro progetto fatto da Coop Himmelb(l)au in quegli anni: questo legame supera la produzione successiva dello studio viennese, che mi interessa decisamente meno. Più che sul piano formale, quel progetto influenza il mio approccio alla progettazione o alla pittura.

Nella progettazione do sempre estrema importanza a quei disegni istintivi ed irrazionali che nascono nelle prime fasi della progettazione e alla lettura, attraverso tali segni, di quelle necessità e richieste nascoste ed inespresse che il luogo in cui si opera e la committenza pongono. Anche molti dei miei disegni e dei miei quadri mantengono un forte legame con quell ‘approccio. Più in generale, mi affascina il gusto per la ricerca, per la complessità formale e l ‘ambizione di poter arrivare ad operare con quel grado di libertà.

we think that the drawing in architecture, that is, the unconscious act, which calls logic into question, could be the blind spot. The coincidence that is not a coincidence, leads us to a method of design in which the drawing becomes important. Free from physical constrains, without thinking about spatial consequences, the drawing comes into being an instant, and administrates the building. And when you see the drawing, created in an explosive moment, you see the superimposition of plan, elevation and section. Everything is in drawing. РWolf Prix, LectureDresden, 1995

 

ANTIDIZIONARIO di Camilla Bonuglia

The Circus as a Parallel Universe

L ‘hanno raccontato fior di registi da Chaplin e Tati, a Fellini, il periodo rosa di Picasso ne fa riferimento come il Circo di Calder che consisteva in una serie di animali contenuti in alcune valige, un piccolo teatro “tascabile” che rappresentava il circo e tutti suoi elementi distintivi, costruiti con materiali di recupero e che l ‘artista stesso portava allo stato di opere d’arte animate durante le sue esibizioni.

Ma è anche presente come ispirazione nel magnifico film del 1924 di Leger , Ballet mecanique, nonche in alcune litografie a colori degli anni 50 del regista.

E ‘ il circo.

Chi non ha sognato almeno una volta di fuggire con una carovana di circensi? E di vivere itineranti tra strumenti musicali, giochi di prestigio, animali e maschere? O di poter imparare a camminare nel vuoto come Philippe Petit sulla sua corda da funambolo?

Forse chiunque ha sperato di poter vivere cosi, tra oggetti futili il cui unico fine è far divertire, sognare mondi lontani dalla realtà.

Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thierree l ‘hanno fatto. Ed il loro circo è forse il più surreale perche, in un’epoca virtuale fatta di effetti speciali, i due artisti riescono ad incantare con la loro arte fatta di stracci e precisione. Le cirque invisible dimostra come l’incantesimo teatrale può trasformare la realtà delle cose.

 

Ed è proprio a questo fenomeno capace di esercitare fascino su tutti, il circo, che Vienna dedica ora la mostra The Circus as a Parallel Universe. Il tendone della Kunsthalle nel quartiere Museum Parck, progettata dagli architetti Ortner + Ortner; ospita 40 artisti tra i quali Daniel Firman e le sue miracolose sculture di elefanti volanti, l ‘israeliana Rona Yefman con i suoi clown politicamente scorretti passando per le foto dei mostri di Diane Arbus alle opere di altre decine di artisti degni di nota.

La serie di opere presentate sono di artisti contemporanei capaci di descrivere il circo attraverso strumenti diversi quali film, letteratura, collage e installazioni, cosi lo spazio disegnato dal duo di architetti di Dusseldorf, si trasforma in un recipiente di sorpresa, poesia ma anche eccitazione, illusione, confusione e inquietudine.

RESTAURO TIMIDO di Marco Ermentini

La zattera

Bombardato e soverchiato dalla comunicazione che sotto il suo rullo compressore tutto livella, mi chiedo se il compito della nuova architettura possa essere proprio il suo contrario: tacere. Che, nel chiasso del mondo, sia il silenzio la vera arma del progettista sembra proprio un paradosso, ma non troppo. Forse fermarsi un poco per riflettere e ritrovare la dimensione etica e profondamente umanistica del progetto, cercando di abbandonare la voglia di stupire, di esagerare può aiutarci a vedere meglio nella palude pesante e acre che ci circonda. Forse, in questa strana estate, non ce ne siamo accorti ma imparare ad abitare il silenzio con discrezione può essere l’ultima zattera a nostra disposizione. Ad una sola condizione: che alla guida non ci sia il comandante Schettino

 

LA STORIA DELL ‘ARCHITETTURA di LPP

3. 1.4 Architettura ed espressionismo

Il Novembergruppe nasce nel 1918 per iniziativa di Max Pechstein e Cesar Klein.

L ‘associazione si schiera politicamente a sinistra partecipando ai moti che seguono l ‘esperienza della guerra e la proclamazione della repubblica.

 

Il manifesto dei novembristi, nella primavera del 1919, proclama la volontà di costruire una Germania giovane e libera fondata sui principi di libertà, uguaglianza e fraternità.

Promuove la costruzione di edifici d ‘interesse pubblico, la tutela dei monumenti e la demolizione degli edifici sfarzosi ma insignificanti dal punto di vista artistico.

 

L ‘associazione, che sarà attiva sino al 1933, quando sarà sciolta dal nazismo, conterà tra i suoi aderenti Georg Tappert, Conrad Felixm├╝ller, Otto Dix, George Grosz, Ludwig Meidner, Heinrich Richter-Berlin, Lyonel Feininger, Vassilij Kandinskij, Paul Klee e gli architetti Otto Bartning, Walter Gropius, Hugo H├ñring, Ludwig Hilberseimer, Hans e Wassili Luckhardt, Erich Mendelsohn, Ludwig Mies van der Rohe, Bruno e Max Taut.

 

L ‘Arbeitsrat f├╝r Kunst, o Consiglio dei lavoratori per l ‘arte, nasce sempre nel dopoguerra, su iniziativa di Bruno Taut, personaggio infaticabile che abbiamo già incontrato a proposito del padiglione di vetro all ‘esposizione del Werkbund di Colonia del 1914.

Taut raccoglie intorno a se molti tra i più dotati architetti tedeschi: Gropius, Mies, Bartning, Mendelsohn, il critico Behne e numerosi pittori e scultori. Attraverso l ‘associazione promuove le ragioni di un ‘architettura espressiva, trasparente, utopica, che ha sognato durante i lunghi anni di guerra, descrivendola in due libri pubblicati nel 1919: Die Stadkrone e Alpine Architektur.

 

Nel febbraio 1919 Gropius, che subentra a Taut assumendo la direzione dell ‘associazione, ne smussa l ‘impegno ideologico con un programma politicamente più moderato.

Nell ‘aprile del 1919, il mese in cui Gropius è nominato direttore del Bauhaus e la guida passa a Behne, l ‘Arbeitsrat f├╝r Kunst organizza la mostra degli architetti sconosciuti, Austellung f├╝r unbekannte Architekten.

Da costruire, scrive Taut, oggi non c ‘è quasi nulla [*] Dobbiamo essere con consapevolezza architetti immaginari. Sono esposti magnifici schizzi. Altri ne vengono realizzati negli anni a seguire da un gruppo sempre più numeroso di architetti.

Sono opera dello stesso Bruno Taut, di Wassili Luckhardt, di Wenzel Hablik, di Jefim Golyscheff, di Paul Gosch, e di due giovani, Hans Scharoun e Erich Mendelsohn, che emergeranno nel panorama berlinese con opere di notevole importanza. Vi è poi Hermann Finsterlin, che si caratterizza per l ‘uso di forme amorfe, organiche, vegetali, a differenza degli altri che prediligono forme cristalline o, in ogni caso, geometricamente più controllabili.

 

Nel 1919 Bruno Taut inizia con un gruppo di dodici amici una catena, la Gläserne Kette.

├ê una corrispondenza sui problemi dell ‘arte e dell ‘architettura in cui ognuno dei dodici partecipanti è individuato da un soprannome.

Naturalmente quello di Taut è Glas, vetro, e quello dell ‘equilibrato Gropius Mass, misura.

 

Nel 1920 si apre, organizzata sotto gli auspici dell ‘Arbeitsrat f├╝r Kunst, la mostra Neues Bauen, segno che qualcosa comincia a muoversi anche nel campo dell ‘edilizia reale. Nonostante il successo delle iniziative, la situazione economica dell ‘associazione diventa sempre più precaria, sino allo scioglimento avvenuto nel maggio del 1921.

 

Dal 1920 al 1922 Bruno Taut pubblica la rivistaFr├╝hlicht, l ‘alba, per diffondere i principi dell ‘architettura espressionista.

 

Sono poche però le opere costruite nel periodo che possiamo classificare come tali.

Tra queste vi è senz ‘altro il Grosses Schauspielhaus di Poelzig, un teatro per cinquemila posti realizzato a Berlino nel 1919 e caratterizzato da un interno a forma di grotta invasa da stalattiti; due lavori di Mendelsohn del 1923, su cui avremo occasione di ritornare: la Torre Einstein, realizzata tra il 1919 e il 1921 a Potsdam, e il cappellificio Steinberg, Herrmann & C., realizzato tra il 1921 e il 1923; il locale da ballo e la vineria Skala, eseguiti nel 1921 a Berlino, frutto della collaborazione tra l ‘architetto Walter W├╝rzbach e lo scultore Rudolf Belling.

Lavoro per alcuni architetti verrà dall ‘industria nascente del cinema, particolarmente attiva a Berlino e che, sino agli anni trenta, prediligerà ambientare le proprie storie in scenari urbani fortemente evocativi (Metropolis di Friz Lang è del 1926, mentre nel 1919, per esempio, Robert Herlt, Walter Ràhrig e Herman Warm sono impegnati in Das Cabinet des Dr. Caligari e nel 1920 Poelzig crea il ghetto roccioso per il film Der Golem).

 

L ‘architettura espressionista entra in crisi tra il 1922 e il 1923 con la chiusura di Fr├╝hlicht, i nuovi impegni di Taut nel campo dell ‘edilizia popolare e il cambiamento di linea culturale al Bauhaus, che vedrà la scuola, diretta da Gropius, abbandonare l ‘espressionismo di Itten per il costruttivismo di L├ízl├│ Moholy-Nagy.

├ê il cosiddetto ritorno all ‘ordine che si registra in Francia e in Italia, e che vede il trionfo della nuova oggettività in Germania, Olanda, Unione Sovietica e il progressivo allontanarsi di numerosi architetti, tra cui Mies, da poetiche giudicate romantiche e poco rigorose (di questi episodi parleremo nei prossimi paragrafi).

Rimarranno però numerosi architetti, giovani e meno o alcuni molto dotati, quali H├ñring, Scharoun, Mendelsohn o che saranno ben presenti nel dibattito architettonico e realizzeranno capolavori non assimilabili ai canoni puristi, oggettivisti, costruttivisti. Per citarne solo tre particolarmente rilevanti: il complesso di Gut Garkau (H├ñring, 1922-26), la casa Schminke di Làbau (Scharoun, 1933) o i magazzini Schocken di Stoccarda (Mendelsohn, 1926-28).

 

AFORISMI RISTRUTTURATI di Diego Lama

Giovani architetti: a furia di ingoiare piccoli rospi diventeranno grandi rospi

Ogni cosa ha termine, anche un progetto

L ‘architetto mediocre è soddisfatto se costruisce come tutti, il saggio è soddisfatto se costruisce come nessuno

Conoscere un edificio significa averlo visitato, le foto non bastano

Il mattone in un muro non si chiede quanto sia utile

 

INTERMEZZO di Edoardo Alamaro

Elogio dello sputo/3

La cercavamo. E ‘ arrivata sperata la copertura politica al nostro ‘Elogio dello sputo (PresS/Tletter nn. 16 e 18/2012, ndr). Facciamo scuola, facciamo suola, facciamo opinione, facciamo intermezzi. Ogni cittadino deve avere il diritto di sputo virtuale, ha scritto Beppe Grillo sul suo blog, domenica scorsa. Caldissima, 40 gradi percepiti e qui riferiti.

‘Na botta e sole forte e così recita il Grillo: Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure ÔǪ Noi continueremo a sputare, a rivendicare il nostro diritto di sputo virtuale ‘nfaccia. Poi si vedrà. Niente violenza, ma un giusto processo pubblico sulle male-fatte e fatte-male è necessario. Necessita una Nordimberga all ‘Italiana, assolutamente senza violenza, vista dal Sud scamozzato e disastrato. Solo sputi virtuali ‘nfaccia tuttototò e tottò.

Così conclude Beppe: Saint Just e Robespierre non sono esempi da imitare, Eldorado si. Siamo un popolo civile. Truffato, spolpato, immiserito, deriso. Siamo povericristi proibiti, inediti. Vangeli apocrifi di domani. Con evangelisti al seguito. Rigorosamente da Intermezzo.

 

Un passo indietro. Il Cristo Proibito è il titolo di un tormentato film di Curzio Malaparte del 1951. Il protagonista è un aspro Raf Vallone che interpreta Bruno, un reduce di guerra che vuole vendicare il fratello. Era stato fucilato dai tedeschi su denuncia di un compaesano. Però nessuno vuole fargli il nome del colpevole.

La scena più bella è quella dello sputo in faccia. A chi? A se stesso, al protagonista! Ecco l ‘intermezzo: Bruno il reduce si sta lavando in una pozza d ‘acqua di montagna. Come Narciso vede il suo viso riflesso nell ‘acqua e fa il bilancio della situazione, tira le somme: si sputa in faccia.

E ‘ però solo un momento, una debolezza necessaria, ÔǪ poi si riprende e va. Scagli il primo sputo chi è senza peccato ÔǪ eppur bisogna andar, bisogna sputar ÔǪ Ma è meglio farlo col virtuale. E ‘ più efficace, ci consiglia oggi Beppe Grillo.

 

Un ‘amica dell ‘Intermezzo ci scrive all ‘uopo e all ‘uovo sul punto, che coincidenza: Caro Eldorado, il tuo Elogio dello sputo è cosa d’altri tempi sputati. Spietati. Lo sputo, le raschie lanciate da povericristi a mo’ di proiettile, per protesta contro la miseria e la tirannia del tempo, sono raffigurazioni concrete della nostra memoria sovversiva ‘900 contro.

Col tempo del progresso siamo rinsecchiti dentro. Molto dentro. Ragion per cui, caro mio, ascolta bene, non abbiamo più saliva antica da spendere in sputi. Dobbiamo conservarcela per sopravvivere, quel po ‘ che ci rimane!

Sputare dolcemente col blog però si può, credimi. E ‘ più efficace, abbi fede.

 

Buone vacanze, Eldorado

 

RECENSIONI, COMMENTI, SUGGERIMENTI

Vitamin Green

Ed. Phaidon, 2012 – euro 59,95

 

Che cos ‘è il design sostenibile? ├ê una nozione che sta ovunque ormai, ma non tutti sembrano sapere esattamente di cosa si tratta. Una cosa positiva però va detta: si avverte, sempre di più, il bisogno di far fronte a problemi reali quali inquinamento e scarsità di risorse, che spingono ad un necessario ripensamento del design verso nuovi orizzonti creativi ricchi di significato.

Una rigorosa selezione di artisti, architetti e critici ha portato a definire 100 progetti, dislocati in ogni continente, che contengono una grande varietà di tecniche, materiali e approcci ai diversi problemi (cambiamenti climatici, consumi e rifiuti). Una certa elasticità tra le discipline e le scale di rappresentazione hanno reso possibile l ‘inclusione di progetti che variano dal product design allo urban planning. Non c ‘è dubbio che nel XXI secolo la sostenibilità debba essere un concetto fondamentale, poiche essa sembra essere la cartina di tornasole della rivoluzione green: lavorando su una scala spesso minuscola o di dettaglio o il design può permettersi sperimentazioni tecnologiche impensabili. Questo inoltre deve fare i conti con la crisi globale delle maggiori potenze economiche, le quali, dopo anni sfrenati dedicati alla cultura dell ‘ OVERABUNDANCE sentono il bisogno di orientarsi verso scelte non solo più consapevoli ma anche più attente.

VIVIAMO IN UNA SOCIETA ‘ PIENA DI COSE.

Mentre, al contrario, le risorse scarseggiano, le temperature aumentano, gli oceani si innalzano, le riserve si esauriscono, la popolazione e le calamità naturali aumentano esponenzialmente. Il libro cosa suggerisce allora? La regola d ‘oro per invertire la rotta: riciclare, riciclare, riciclare. Qualche esempio: sedie fatte di lattine di coca cola, case di bambù, arredi in sughero. Tanti numeri, statistiche, percentuali scoraggianti incontrano però un dato incoraggiante: le nuove generazioni ci credono davvero che un altro mondo sia possibile e incentrano i loro studi nella definizione di soluzioni all ‘avanguardia, sempre con un occhio alla natura, vera e unica fonte di ispirazione.

Le risposte, in fondo, sono già tutte li.

Voto: 8

Giulia Mura


IDEE

XXII Seminario internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana – Camerino 2012

NATURALMENTE  ARCHITETTURA. Il progetto sostenibile

NATURALLY  ARCHITECTURE. The sustainable project

 

CAMERINO Palazzo ducale, 29 luglio – 2 agosto 2012

 

– Risanamento, ristrutturazione, ricostruzione – Restoration, renovation, reconstruction

– Riqualificazione urbana e delle aree dismesse – Urban regeneration and brownfield sites

Verde urbano e paesaggio rurale – Urban green and rural landscape

 

Bando/Info: www.unicam.it/culturaurbana

 

SGRUNT a cura di Marco Maria Sambo

Architettura, Dialettica dell ‘illuminismo e Talking Heads

— Nella Dialettica dell ‘illuminismo Max Horkheimer e Theodor W. Adorno sostengono tre tesi principali: la prima è che ┬½la libertà nella società è inseparabile dal pensiero illuministico┬╗; la seconda è che l ‘illuminismo ha la naturale tendenza a rovesciarsi nel suo opposto, nel fascismo e nell ‘asservimento delle masse attraverso la furbizia e le lusinghe dell ‘industria culturale; la terza è che l ‘illuminismo deve accorgersi, pena la sua morte, dei momenti regressivi in atto al suo interno, altrimenti, ┬½se l ‘illuminismo non accoglie in se la coscienza di questo momento regressivo, firma la propria condanna┬╗.

Rileggendo alcuni passi di questo libro (dimenticato ormai dai tempi del liceo) riflettevo sul fatto che un concetto analogo può essere applicato (in astratto) alla scrittura d ‘architettura (di qualità) degli ultimi 30 anni, sia per quanto riguarda chi l ‘architettura la pratica sul serio, e quindi la scrive costruendola, sia per quanto riguarda chi l ‘architettura la descrive, facendo critica, storia o giornalismo. Negli ultimi trent ‘anni abbiamo passato, storicamente, già due delle tre fasi illuministico-architettoniche di Adorno-Horkheimer: la prima, relativa alla battaglia contro l ‘accademia, contro il rigore della forma, per la libertà espressiva dell ‘architettura e della critica operativa, un lotta assai dura che ouna volta dichiarata la vittoria- ha portato l ‘architettura sulle prime pagine dei giornali, sui settimanali, in televisione; una guerra culturale che ha contribuito alla nascita di nuovi linguaggi, guerra vinta anche grazie all ‘architettura digitale, ai progressi scientifico-tecnologici che hanno permesso alla forma di liberarsi dalle gabbie del passato; la seconda fase è rappresentata dalla veloce trasformazione dei successi ottenuti, dall ‘omologazione del mercato globale per cui, pian piano, le forme hanno cominciato a diventare simili e si sono moltiplicati i vezzi e le lusinghe delle industrie culturali; abbiamo assistito alla trasformazione di questa libertà formale in iconografia formale, spesso al servizio della globalizzazione come è avvenuto a Dubai e come avviene ogni giorno in molti Paesi arabi e nel mondo; e di pari passo, con la moltiplicazione dell ‘architettura iconica, abbiamo assistito al proliferare di centinaia di micro-teorie opportunistiche ospesso del tutto inutili e prive di valore storico- in base alle quali gli architetti e i critici hanno cercato semplicemente di portare acqua al proprio mulino, giustificando per lo più i riccioli delle sculture architettoniche o le piccolezze del proprio dito puntato sempre sulle stesse architetture, iconiche, globali, non accorgendosi che dietro a quel dito c ‘era una gigantesca luna per loro invisibile, non vedendo la quale, gli stessi architetti e critici, hanno perso di vista, del tutto, i sistemi generali di riferimento, le ragioni principali dell ‘architettura, concentrando poi l ‘attenzione solamente sulla parte ricca del mondo, o dove c ‘era il denaro (per pochi) e la possibilità di costruire o descrivere la foto patinata di un edificio costosissimo; la terza fase infine, la più delicata, è quella che stiamo vivendo oggi e che abbiamo ancora la possibilità di scrivere, accogliendo in noi la coscienza che gli ultimi anni d ‘architettura hanno portato momenti positivi ma anche momenti di assoluta regressione; ribadendo il concetto che tutta questa architettura illuminista, e di conseguenza anche la critica illuminista, ha la tendenza a dimenticare, perdendo se stessa in un bicchiere pieno d ‘acqua, con il risultato finale, seguendo Adorno-Horkheimer, di assomigliare sempre più, di giorno in giorno, alle teorie che si volevano combattere, rovesciandosi spesso nell ‘opposto e firmando così la propria condanna culturale; per cui molte decostruzioni complesse dell ‘oggi, in fin dei conti, assomigliano a bunker monumentali asserviti talvolta al mercato globale; come asservite sono le teorie e le critiche di riferimento, sempre più chiuse nelle trappole della semplificazione comunicazionale contemporanea.

 

— Musica della settimana: Talking Heads, Life during wartime, a tutto volume, rigorosamente Live, ecco l ‘indirizzo, Sgrunt a tutti:

http://www.youtube.com/watch?v=OVHNwBbkSj4

marco_sambo@yahoo.it

 

SEGNALAZIONI

Quinta edizione del Premio Internazionale Ischia di Architettura (PIDA), pubblicato il bando del concorso sugli alberghi e spa più belle del mondo

 

Organizzato dall ‘associazione PIDA in collaborazione con l ‘Ordine degli Architetti di Napoli, il PIDA giunge alla V edizione ed amplia il proprio raggio di azione rimuovendo i limiti geografici, presenti nelle scorse edizioni, del concorso sugli alberghi e spa più belle del mondo. Per il primo anno il concorso prevede anche una sezione Concept per le opere solo progettate. Il bando è consultabile sul sito www.pida.it. Entro il 29 giugno dovranno pervenire gli elaborati previsti. Dal 16 al 21 luglio le giornate in cui si svolgeranno gli incontri, il workshop e le conferenze. Il programma completo del festival dell ‘architettura sarà disponibile dal 15 giugno.

 

Al via il workshop PIDA 2012 diretto da FELD72: Recupero con ipotesi di albergo diffuso del borgo ottocentesco di Piano Liguori ad Ischia

L ‘associazione PIDA in collaborazione con l ‘Ordine degli Architetti di Napoli, il Comune di Ischia, Il Fondo Ambiente Italiano delegazione di Napoli, Il Club Alpino Italiano, l ‘Associazione Nazionale Architettura Bioecologica, la Facoltà di Architettura dell ‘Università di Napoli Federico II, la condotta di Slow Food di Ischia e Procida, e la Soprintendenza per i beni architettonici di Napoli, organizza un workshop di progettazione. Il tema prevede la rigenerazione, attraverso una proposta di albergo diffuso, del nucleo storico di Piano Liguori, caratteristico del tessuto abitativo ischitano, lentamente abbandonato a se stesso in quanto non raggiungibile da automezzi. Un microcosmo costituito da pochi fabbricati corrosi dal tempo e circondati da vigneti ed orti. L’approccio sarà di tipo interdisciplinare e vedrà partecipare alle giornate di studio sociologi, agronomi, bioarchitetti, rappresentanti del Comune e i proprietari delle abitazioni. Il workshop si terrà nel Comune di Forio nella villa “La Colombaia” di Luchino Visconti dal 16 al 21 luglio 2012 e sarà diretto dal gruppo di architetti austriaci FELD72, esperti nel campo del recupero di borghi antichi. E ‘ aperto a tutti gli architetti iscritti all ‘Ordine che potranno presentare le proprie candidature entro il 2 luglio secondo le modalità scritte nel bando scaricabile dal sito www.pida.it.

 

Al via il workshop straordinario del PIDA diretto dai premi Oscar Francesca lo Schiavo e Dante Ferretti: Un nuovo volto al museo La Colombaia di Luchino Visconti

L ‘associazione PIDA in collaborazione con l ‘Ischia Global Film Festival, l ‘Ordine degli Architetti di Napoli, la Fondazione Luchino Visconti, il Comune di Forio, la Facoltà di Architettura dell ‘Università di Napoli Federico II, e la Soprintendenza per i beni architettonici di Napoli, organizza un workshop di progettazione.

Il tema prevede la riqualificazione funzionale di quella che fu la dimora estiva del Maestro di cinema Luchino Visconti. Attualmente la villa ospita il museo della vita artistica raccontata da un mostra fotografica del suo operato distribuita sui tre livelli del fabbricato principale. Una sala proiezioni ed un caffè letterario completano i servizi offerti all ‘interno della casa. All ‘esterno un grande giardino con un anfiteatro naturale utilizzato per spettacoli circondano la villa, la foresteria (adibita ad uffici con biglietteria), e la pietra sotto la quale il maestro ha scelto di far seppellire le sue ceneri e quelle della sorella Uberta. Attraverso il diverso utilizzo degli attuali spazi ed il recupero di alcuni volumi tombati nei precedenti lavori di restauro, il workshop prevede l ‘implementazione di nuove funzioni da aggiungere a quelle esistenti quali museo virtuale, bookshop, cineteca, anfiteatro con palco attrezzato, nuovi percorsi e racconti nel parco che circonda la villa. L’approccio sarà di tipo interdisciplinare e vedrà partecipare alle giornate di studio dal 14 al 19 luglio, registi, scenografi, bioarchitetti, esperti di allestimento e museografia, paesaggisti, rappresentanti del Comune e della Fondazione. Ad inaugurare ed ispirare il workshop saranno gli scenografi premi Oscar Francesca Lo Schiavo e Dante Ferretti. Possono partecipare tutti i laureati o laureandi in architettura, ingegneria, o discipline delle arti della musica e dello spettacolo, senza vincolo di nazionalità. Iscrizioni entro l’11 luglio 2012. Le modalità sono consultabili dal bando presente sul sito www.pida.it.

 

Ufficio stampa PIDA

Giovannangelo De Angelis – 3485113889 – info@pida.it

Marita Francescon – 3393504121 – marita.francescon@hotmail.com

 

 

AAMilan: CyberGardening the City

07 – 17 Luglio 2012

We grow food fast, we eat fast, we diet fast or we could say, ‘we waste fast ‘.

 

Quale ‘ il futuro dell ‘alimentazione? Quale forma assumera ‘ il nuovo territorio urbano legato alla produzione del cibo? Possiamo immaginarci nuovi spazi di esplorazione culinaria, ingegnerizzati dall ‘ ibridazione delle tradizioni italiane, dai riti e dalle sagre, tramite l ‘utilizzo di tecniche di disegno digitali contemporanee, protocolli di prototipazione rapida e pratiche di bio-giardinaggio?

‘Cyber-GARDENING the city ‘ propone una nuova forma di laboratorio bio-architettonico in cui pratiche di coltivazione digitale ed organica sono esplorate come opportunita ‘ per stimolare future trasformazioni dell ‘agricoltura urbana e le sue possibili evoluzioni in un nuovo paesaggio bio-architettonico. Il metodo di insegnamento dell ‘atelier e ‘ basato sulla tradizione sperimentale dell ‘AA e sulla fisolosfia progettuale di ecoLogiStudio, che cura l ‘evento.

Dopo aver stabilito il nostro Atelier urbano nel centro di Milano, partiremo per una serie di esplorazioni attraverso il network emergente di cascine di Milano Parco Sud, sito dell ‘Expo 2015; gli aspiranti cyber-gardeners saranno chiamati a proporre progetti ibridi combinando l ‘elaborazione di Applets per Smart Phone con sistemi di rilevazione e mappatura urbana, il design parametrico e computazionale con la coltivazione idroponica, le animazioni digitali con approfondimenti critici e giornalistici. Il tutto si concretizzera ‘ nella prototipazione di uno spazio in scala 1:1 che stimoli la discussione sull ‘agricoltura urbana e la relativa filiera distributiva.

Il workshop sara ‘ integrato da seminari, sessioni di cucina con chef e lezioni dedicate di progettazione algoritmica e prototipazione rapida.

 

Directors: Claudia Pasquero (AA Unit Master o ecoLogicStudio director), Marco Poletto (AA Unit Master o ecoLogicStudio director)

Scientific Committee: Luca Molinari (architectural critic and curator), Simona Galateo (architectural critic and curator)

Tutors&Lecturers: Lucy Bullivant (architectural critic and curator), Marco Verde (ALO architecture), Andrea Bugli (ecoLogicStudio –

Parametric Designer), Immanuel Koh (Zaha Hadid — Computational Designer).

 

ulteriori informazioni su http://cybergardens.aaschool.ac.uk/

il termine ultimo per le iscrizioni è il 23 Giugno 2012

CONCORSO INTERNAZIONALE DI IDEE

Il Divenire dell ‘Europa – Idee architettoniche, creative ed artistiche per la conservazione del futuro dell ‘Europa (www.atelierpaema.eu)

 

In un periodo di grave e prolungata crisi economica globale, ove alto è il rischio di opacizzazione della dimensione culturale europea, il concorso di idee internazionale si inserisce in controtendenza e mira a dare visibilità agli elementi positivi che sottendono l ‘identità europea, il processo di integrazione e il suo valore culturale.

 

Si tratta di una iniziativa aperta a tutti coloro che sentono come tema prioritario il divenire dell ‘Europa che vogliono valorizzare il patrimonio culturale storico della Grande Europa conoscendone la sua storia e guardando al futuro in cui l ‘Europa è chiamata a svolgere il suo ruolo di realtà economica, ma anche e soprattutto per la ricchezza e per il valore del suo patrimonio culturale che, in una unicità, esprime la ricchezza di molti popoli.

 

E ‘ in questa prospettiva che vengono sollecitate proposte di idee progettuali architettoniche, creative, artistiche, che simultaneamente portino a sintesi i valori dell ‘Europa, interpretandoli per il loro passato, nel presente e per il futuro: cosa ha rappresentato il patrimonio culturale europeo, cosa è attualmente, cosa ci auguriamo che divenga e come tutto ciò può essere espresso in un simbolo, in una funzione, in un luogo.

 

Così come attraverso il linguaggio universale della musica l ‘inno alla Gioia di Beethoven simbolizza lo spirito dell’Europa, legame di fratellanza fra gli uomini e sintetizza gli ideali di libertà, pace e solidarietà perseguiti dall’Europa, similmente questo concorso di idee si propone di premiare un simbolo concreto che esprima i valori universali condivisi in cui gli europei si possano riconoscere.

Una visione artistico-progettuale-culturale ad alta valenza funzionale è pertanto richiesta ai concorrenti per sintetizzare l’eccezionalità e l ‘unicità del patrimonio culturale materiale ed immateriale che l’Europa ha conservato nel tempo e la sua proiezione nel futuro. Il concorso prevede che i partecipanti esprimano una idea simbolo dell ‘Europa e propongano il luogo nel quale localizzarla. L ‘idea progettuale può essere intesa come un’espressione architettonica, artistica, paesaggistica, urbanistica, ingegneristica o una loro combinazione, avente rilevanza di luogo/bene di pubblico interesse. Dovrà inoltre possedere funzioni e fruibilità di pubblica utilità, quale a titolo esemplificativo, un ‘area aperta, uno spazio a verde pubblico, un parco, un litorale, un promontorio, una piazza, una struttura o bene esistente da riconvertire, ecc…

 

L’idea progettuale dovrà quindi basarsi su una concezione multidisciplinare che porti a sintesi idee in grado di esprimere quella pluralità di culture e temi che connotano l ‘identità europea. Essa avrà funzione intrinseca di essere un ‘Attrattore-Diffusore ‘ dell’identità europea che esprima, nella forma e nei contenuti, la capacità di proiettare nel futuro uno straordinario passato strutturato da valori di civiltà e bellezza e dovrà avere una funzione generatrice di valori etico-estetico-culturali costituendo un polo di riferimento funzionale e altamente simbolico per dare vita alla prima vera zolla franca europea.

Per partecipare al bando è necessario costituire un gruppo di lavoro di almeno due persone, di cui una giovane anche non laureata, l ‘altra architetto o ingegnere, che esprima un ‘idea progettuale basata su una concezione multidisciplinare che porti a sintesi idee in grado di esprimere quella pluralità di culture e temi che connotano l ‘identità europea.

 

Il bando del concorso internazionale è pubblicato, in italiano, in inglese e in cinese sul sito www.atelierpaema.eu e le proposte progettuali dovranno pervenire entro il giorno 15 ottobre 2012, tramite posta elettronica all ‘indirizzo at.paema@gmail.com

 

Si prevede che entro la fine del corrente anno si concludano i lavori della Commissione.

 

Il Comitato Scientifico è composto da Achille Albonetti, Serena Angioli, Giovanni Baiocchi, Pier Virgilio Dastoli, Franco Luccichenti, Guido Napoletano, Paolo Palomba, Luisella Pavan Woolfe, Lucrezia Reichlin, Amedeo Schiattarella, Luca Zevi.

 

Calendario del concorso

21/05/2012 pubblicazione del Bando di Concorso;

15/10/2012 termine ultimo per l ‘iscrizione al concorso;

15/10/2012 termine ultimo di presentazione delle richieste di chiarimenti;

15/11/2012 termine ultimo per l ‘invio dell ‘e-mail con la proposta progettuale allegata;

31/12/2012 termine ultimo per la conclusione dei lavori della Commissione giudicatrice;

15/01/2013 pubblicazione dei risultati anonimi sul sito web www.atelierpaema.eu

20/01/2013 pubblicazione della graduatoria sul sito web www.atelierpaema.eu

Entro il 28.02.2013: premiazione.

Durante il 2013: esposizione e pubblicazione dei progetti.

 

La Commissione di valutazione è composta da Stefan Behnisch (Architetto, Behnisch Architekten); Dennis Crompton (Architetto, Archigram); Gabriele Del Mese (Ingegnere, consulente Arup); Maria Angela Falà (Vice presidente di Atelier PAEMA); Ruggero Lenci (Architetto, RL Space Lab); Carme Pin├│s (Architetto, Estudio Carme Pin├│s); Luigi Prestinenza Puglisi (Architetto, Presidente Associazione Italiana di Architettura e Critica); Franco Purini (Architetto Studio Purini-Thermes); Adèle Naude Santos (Architetto, Preside della Facoltà di Architettura ed Urban Planning al MIT); Claudio Strinati (Critico d ‘Arte); un componente che verrà designato/approvato dall ‘Unione Internazionale Architetti (UIA).

 

Il concorso ha ricevuto il parere favorevole del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori italiano, nonche quello dell ‘Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e Provincia.

 

 

aRCHITETTURAoLTRE: spazio ai visionari ad ISCHIA

IsAM-Istituto per l ‘Architettura Mediterranea, l ‘Associazione Amici di Gabriele Mattera e l ‘ANIAI Campania sono gli organizzatori di un interessante evento il cui tema per il 2012 sarà contesto il contesto: la fascia costiera mediterranea: un gradevole bisticcio di parole in cui è affidato al verbo contestare la forza propulsiva che darà vita al 17┬░ Incontro Ischitano di Architettura Mediterranea.

aRCHITETTURAoLTRE è un ‘occasione per entrare in contatto con idee e progetti capaci di guardare al di là delle contingenze e delle necessità, evocando nuovi scenari di vita che si configurano da un atteggiamento di contrapposizione al proprio ambito fisico e non solo. Come per il passato l ‘obiettivo, oltre che di ricerca architettonica, è quello di dare spazio e riconoscimento a quelle ricerche più avanzate ad opera di architetti, designer, ingegneri, artisti che non hanno avuto una adeguata vetrina nelle occasioni ufficiali, professionali e concorsuali, nello specifico proprio perche proposte in contrasto con le richieste di progetto.

I progetti saranno presentati in occasione del 17┬░ Incontro Ischitano di Architettura Mediterranea che si svolgerà negli spazi del Castello Aragonese di Ischia il 5/7 ottobre 2012 e saranno sottoposti ad una giuria per l ‘assegnazione di cinque premi.

Per chi fosse interessato a partecipare, il link per scaricare il bando è www.isamweb.eu

 

ALLEGATI

Istanze di design Fiumara d ‘Arte

Workshop internazionale per un design contemporaneo Tusa (ME) 1-8 Luglio 2012

La Fondazione Fiumara d ‘Arte in collaborazione con AIAC e Press/Tfactory, è lieta di presentare, il primo workshop internazionale di design, che si terrà a Tusa presso il museo-albergo Atelier sul mare, nella prima settimana di luglio 2012.

 

Data: 1 o 8 luglio 2012

Lingua: Italiano /Inglese

Livello: Intermedio /Avanzato Iscrizione al corso: 400 euro

Crediti: 3 ECTS crediti per 50 ore Partner: ISIA di Firenze

 

A chi è rivolto

Laureati o laureandi delle facoltà di architettura e giovani artisti con inclinazioni per il design.

 

Tema

Innescare sinergie tra progettualità e approcci culturali diversi e la realtà siciliana di Fiumara d ‘Arte, ripensare lo spazio e la commistione tra discipline (arte, architettura degli interni, design di oggetti), attraverso la realizzazione di una stanza dell ‘albergo Atelier sul mare con oggetti di design prodotti ad hoc.

 

Fiumara d ‘arte e il design

Dopo 30 anni di collaborazioni con artisti di fama internazionale e svariate ricerche su nuovi modi di abitare, attraverso l ‘arte contemporanea e la creazione di ambienti unici nelle camere del museo-albergo Atelier sul mare, la Fondazione Fiumara d ‘arte ha deciso di iniziare un nuovo percorso, ponendosi una nuova mission: esplorare l ‘opera come processo collettivo e non più come libero sviluppo della creatività individuale. Da qui l ‘inizio di un nuovo percorso della Fiumara d ‘arte indirizzato al design contemporaneo.

La finalità del workshop è infatti quella di creare un laboratorio permanente in cui si sperimenta, anche attraverso la mappatura e la stretta collaborazione con le ditte artigiane del territorio, un ‘ibridazione tra il processo artistico e quello della produzione di un oggetto di uso quotidiano. L ‘intenzione è dare vita a una scuola capace di sviluppare una pluralità di scritture, che possano rispondere maggiormente al bisogno collettivo di individualizzazione, e che al contempo – attraverso il reciproco scambio tra la sapienza locale artigiana ed il know how creativo dell ‘artista-designer – sia capace di generare cultura e di creare nuove ed inedite risorse ed identità per il territorio.

 

Organizzazione del workshop

I partecipanti nei sette giorni del workshop svolgeranno sia attività pratiche che teoriche, saranno divisi in gruppi di 7/8 persone, ciascuno dei quali affidato a un tutor di fama internazionale. Le attività pratiche di gruppo saranno svolte durante le 4 ore delle mattina a fianco del tutor nelle botteghe artigiane del territorio; quotidianamente i tutor, alternandosi, svolgeranno le attività teoriche per tutti i partecipanti durante le ore pomeridiane

Il workshop svilupperà le seguenti aree tematiche:

Progetto di design della stanza d ‘albergo

Ogni gruppo lavorerà al progetto della stanza stabilendo un tema e sviluppando nel dettaglio il disegno degli arredi, della luce e di un bagno impossibile.

 

Formazione laboratoriale

Ogni gruppo realizzerà un manufatto secondo il tema scelto: una sedia, un tavolo o una lampada, in stretta collaborazione con il tutor e gli artigiani locali

 

Studio e riflessione teorica

Il workshop dedicherà tre ore al giorno allo studio e alla riflessione teorica. Durante ogni giorno ci saranno due lecture. Saranno tenute dai 7 tutor, dai membri della giuria e dagli altri ospiti.

Giorno 7 luglio i gruppi dovranno consegnare i lavori realizzati: 1. prototipoinscala1/10dellacameracorredatodatavoleesplicative; 2. manufattorealizzatoosedia, tavolo o ampada

I lavori realizzati verranno esposti e una giuria di fama internazionale sceglierà il progetto della camera, tra quelli proposti dai gruppi, che dovrà essere realizzato e il manufatto più interessante.

 

Tutor

Giovanni Levanti (Italia) Mario Trimarchi (Italia) Aldo Bakker – Droog (Olanda) Chris Kabel – Droog (Olanda) Michael Obrist – feld72 (Austria) Vered Zaykovsky (Israele) Wyssem Nochi (Libano)

 

Scientific coordinator: Fondazione Fiumara d ‘Arte, Gaia Girgenti

Scientific partner: AIAC

Coordinator fromHolland: Maria Elena Fauci

 

Realizzazione della camera

Il gruppo vincitore realizzerà il progetto della stanza scelto dalla giuria entro il 2012. A tal fine il gruppo dovrà predisporre i disegni esecutivi per eseguire i lavori. La realizzazione della stanza sarà a totale carico della Fondazione Fiumara d ‘Arte. Inoltre fornirà l ‘ospitalità per un mese (il tempo necessario stimato per la realizzazione della camera) e due rimborsi spese di 1000 euro alle due persone del gruppo che seguiranno in loco i lavori.

Realizzazione dei manufatti di design

Tutti i manufatti prodotti nell ‘ambito del workshop saranno esposti in una mostra, e rimarranno di proprietà della fondazione. I vincitori verranno premiati con un attestato di merito e con la promozione e la diffusione dell ‘opera nelle più importanti riviste del settore. La Fondazione si impegna inoltre a promuovere la divulgazione dell ‘opera nell ‘ambito delle attività dalla stessa organizzate.

 

Iscrizione al workshop

Per iscriversi al workshop inviare una richiesta di partecipazione corredata da un breve curriculum vitae all ‘indirizzo design@fondazionefiumaradarte.org con oggetto candidatura iscrizione workshop entro il 6 giugno 2012. La Fondazione Fiumara d ‘Arte valuterà le candidature pervenute ed invierà un mail di conferma con i dati per procedere all ‘iscrizione.

 

Servizi e logistica

Per chi fosse interessato la Fondazione Fiumara d ‘Arte offre una lista di strutture ricettive nel territorio. Si prega di notare che la Fondazione agisce solo come information provider, non si assume alcuna responsabilità o eccetto per l ‘Atelier sul mare o per eventuali questioni relative alla procedura di prenotazione alloggio o reclami alloggio.

 

Pernottamento e prima colazione:

Albergo Atelier sul mare in camera tripla: 50,00 Ôé¼ a persona per notte.

B&B (località Tusa e Santo Stefano di Camastra): 30,00 Ôé¼ a persona per notte.

Appartamenti in affitto ammobiliati (max 4 persone): 500,00 Ôé¼ a settimana.

 

Per i servizi di ristorazione

convenzione con l ‘albergo Atelier sul mare (pranzo o cena): 20,00 Ôé¼ a persona a pasto.

 

Per info

Mandare una mail con oggetto richiesta informazioni all ‘indirizzo

design@fondazionefiumaradarte.org

 

La Fondazione Fiumara d ‘Arte, per la sua vocazione filantropica, ha deciso di organizzare il workshop, nella sua prima edizione, finanziando totalmente la realizzazione delle stanze del design e contribuendo ad integrare i costi generali con i propri fondi, in modo da contenere il più possibile il costo di partecipazione.

Link: www.librino.org – www.ateliersulmare.it

 

Fiumara D ‘arte è un museo a cielo aperto d ‘arte contemporanea, voluto ed ideato dall ‘artista/mecenate siciliano Antonio Presti. Esso occupa il letto di un antico fiume che scorreva tra i monti Nebrodi per 21 Km – oramai secco – che solo in inverno assume carattere torrentizio. L ‘idea di Fiumara d ‘Arte nasce da Antonio Presti nel 1982, in seguito alla morte del padre, al quale volle dedicare un monumento alla memoria. Commissiona così la scultura a Pietro Consagra e immagina sin da subito di non farne un semplice fatto privato ma di donare l ‘opera alla collettività; il progetto muta presto di segno e diventa più ampio, arricchendosi negli anni delle numerose opere d ‘arte contemporanea che danno vita a questo straordinario parco scultoreo in cui il linguaggio contemporaneo si coniuga all ‘aspra bellezza dei luoghi. Fiumara d ‘arte nasce per volontà del suo ideatore su terreni demaniali, come omaggio alla Sicilia contemporanea, ma anche come precisa scelta politica di non voler possedere l ‘opera (che è per la collettività) ma soltanto l ‘idea. Una scelta etica/politica di condivisione che però non viene accettata subito dalle istituzioni. Contro le opere della Fiumara vengono infatti avviati 5 procedimenti giudiziari per abusivismo edilizio e occupazione di demanio marittimo, nonostante i numerosi appelli a favore di Presti da parte della stampa e del mondo dell ‘arte. Un ‘intricata vicenda processuale che si è chiusa grazie all ‘impegno costante e alla battaglia ventennale condotta da Presti, riconoscendo ufficialmente e a livello nazionale Fiumara d ‘arte come patrimonio artistico e storico.

 

Atelier sul Mare ideato da Antonio Presti, parte integrante del circuito di Fiumara d ‘Arte, è una realtà unica al mondo, un albergo-museo d ‘arte contemporanea a pochi metri dalla spiaggia del piccolo borgo di Castel di Tusa (Me). La realizzazione di 25 delle camere dell ‘Atelier sul mare, è stata affidata ad artisti di fama internazionale che hanno creato degli ambienti unici e stravolto, secondo l ‘idea di Antonio Presti, la funzione classica di camera d ‘albergo, permettendo ai fruitori di dormire e abitare all ‘interno di un ‘opera d ‘arte: E ‘ solo entrando e abitando la camera che l ‘opera sarà realizzata; la presenza, l ‘uso della stanza saranno parte integrante e fondamentale di essa.

 

AIAC associazione Italiana di Architettura e critica, è un ‘associazione fondata nel 2010 e presieduta da Luigi Prestinenza Puglisi con sede a Roma in via Pietro Da Cortona 1, ha carattere culturale e sociale, si dedica alla promozione dell ‘architettura contemporanea e a diffondere a tutti i livelli l ‘arte e la scienza inerenti l ‘architettura, l ‘urbanistica e il design; organizza o aiuta ad organizzare e a promuovere workshop, corsi, concorsi, mostre, ricerche, pubblicazioni ed eventi. Per la promozione e diffusione delle sue iniziative ha un accordo di collaborazione con il laboratorio presS/Tfactory, e con le riviste web presS/Tletter e presS/Tmagazine.

 

presS/Tletter

Lettera con notizie e eventi di architettura, cultura, arte, design. Ai sensi della Legge 675/1996, in relazione al D.Lgs 196/2003 La informiamo che il Suo indirizzo e-mail è stato reperito attraverso fonti di pubblico dominio o attraverso e-mail o adesioni da noi ricevute. Si informa inoltre che tali dati sono usati esclusivamente per l ‘invio della presS/Tletter e di presS/Tmagazine. Per avere ulteriori informazioni sui suoi dati, che di regola si limitano al solo indirizzo di e-mail può contattare il responsabile, Luigi Prestinenza Puglisi, all ‘indirizzo l.prestinenza@gmail.com. Tutti i destinatari della mail sono in copia nascosta (Privacy L.75/96).

E’ gradito ricevere notizie, le quali, dovranno essere comunicate via mail all ‘indirizzo l.prestinenza@gmail.com con almeno una settimana di anticipo e, comunque, entro il giovedì che precede l ‘evento, con brevi comunicati stampa, di regola non superiori alle cinque righe. In questi dovrà essere chiaro giorno e luogo dell’evento, titolo, partecipanti, telefono, mail, sito web per approfondimenti. Le notizie, a giudizio insindacabile della redazione, sono divulgate quando se ne intravede un potenziale interesse. E’ però cura di chi riceve la lettera verificarne attendibilità e esattezza. Pertanto esplicitamente si declina ogni responsabilità in proposito. La redazione si riserva il diritto di sintetizzare le lettere e gli interventi da pubblicare. Il materiale mandato in redazione, che è anche il luogo dove sono custoditi i dati, viale Mazzini 25, Roma, non verrà restituito.

 

In redazione: LPP, Edoardo Alamaro, Anna Baldini, Furio Barzon, Diego Barbarelli, Claudio Betti, Valentina Buzzone, Diego Caramma, Francesca Capobianco, Luigi Catenacci, Marcello del Campo, Rossella de Rita, Arcangelo di Cesare, Marco Ermentini, Francesca Ferlicca, Claudia Ferrauto, Elisabetta Fragalà, Maria Clara Ghia, Diego Lama, Nicolò Lewanski, Salvator-John Liotta, Massimo Locci, Zaira Magliozzi, Antonella Marino, Mario Miccio, Giulia Mura, Santi Musmeci, Renato Nicolini, Ilenia Pizzico, Filippo Puleo, Marco Maria Sambo, Benedetta Stoppioni, Diego Terna, Graziella Trovato, Antonio Tursi, Monica Zerboni.

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