Dialettica dell’illuminismo – di Marco Maria Sambo

Frammento87. Nella Dialettica dell ‘illuminismo Max Horkheimer e Theodor W. Adorno sostengono tre tesi principali: la prima è che ┬½la libertà nella società è inseparabile dal pensiero illuministico┬╗; la seconda è che l ‘illuminismo ha la naturale tendenza a rovesciarsi nel suo opposto, nel fascismo e nell ‘asservimento delle masse attraverso la furbizia e le lusinghe dell ‘industria culturale; la terza è che l ‘illuminismo deve accorgersi, pena la sua morte, dei momenti regressivi in atto al suo interno, altrimenti, ┬½se l ‘illuminismo non accoglie in se la coscienza di questo momento regressivo, firma la propria condanna┬╗.

Rileggendo alcuni passi di questo libro (dimenticato ormai dai tempi del liceo) riflettevo sul fatto che un concetto analogo può essere applicato (in astratto) alla scrittura d ‘architettura (di qualità) degli ultimi 30 anni, sia per quanto riguarda chi l ‘architettura la pratica sul serio, e quindi la scrive costruendola, sia per quanto riguarda chi l ‘architettura la descrive, facendo critica, storia o giornalismo. Negli ultimi trent ‘anni abbiamo passato, storicamente, già due delle tre fasi illuministico-architettoniche di Adorno-Horkheimer: la prima, relativa alla battaglia contro l ‘accademia, contro il rigore della forma, per la libertà espressiva dell ‘architettura e della critica operativa, un lotta assai dura che ouna volta dichiarata la vittoria- ha portato l ‘architettura sulle prime pagine dei giornali, sui settimanali, in televisione; una guerra culturale che ha contribuito alla nascita di nuovi linguaggi, guerra vinta anche grazie all ‘architettura digitale, ai progressi scientifico-tecnologici che hanno permesso alla forma di liberarsi dalle gabbie del passato; la seconda fase è rappresentata dalla veloce trasformazione dei successi ottenuti, dall ‘omologazione del mercato globale per cui, pian piano, le forme hanno cominciato a diventare simili e si sono moltiplicati i vezzi e le lusinghe delle industrie culturali; abbiamo assistito alla trasformazione di questa libertà formale in iconografia formale, spesso al servizio della globalizzazione come è avvenuto a Dubai e come avviene ogni giorno in molti Paesi arabi e nel mondo; e di pari passo, con la moltiplicazione dell ‘architettura iconica, abbiamo assistito al proliferare di centinaia di micro-teorie opportunistiche ospesso del tutto inutili e prive di valore storico- in base alle quali gli architetti e i critici hanno cercato semplicemente di portare acqua al proprio mulino, giustificando per lo più i riccioli delle sculture architettoniche o le piccolezze del proprio dito puntato sempre sulle stesse architetture, iconiche, globali, non accorgendosi che dietro a quel dito c ‘era una gigantesca luna per loro invisibile, non vedendo la quale, gli stessi architetti e critici, hanno perso di vista, del tutto, i sistemi generali di riferimento, le ragioni principali dell ‘architettura, concentrando poi l ‘attenzione solamente sulla parte ricca del mondo, o dove c ‘era il denaro (per pochi) e la possibilità di costruire o descrivere la foto patinata di un edificio costosissimo; la terza fase infine, la più delicata, è quella che stiamo vivendo oggi e che abbiamo ancora la possibilità di scrivere, accogliendo in noi la coscienza che gli ultimi anni d ‘architettura hanno portato momenti positivi ma anche momenti di assoluta regressione; ribadendo il concetto che tutta questa architettura illuminista, e di conseguenza anche la critica illuminista, ha la tendenza a dimenticare, perdendo se stessa in un bicchiere pieno d ‘acqua, con il risultato finale, seguendo Adorno-Horkheimer, di assomigliare sempre più, di giorno in giorno, alle teorie che si volevano combattere, rovesciandosi spesso nell ‘opposto e firmando così la propria condanna culturale; per cui molte decostruzioni complesse dell ‘oggi, in fin dei conti, assomigliano a bunker monumentali asserviti talvolta al mercato globale; come asservite sono le teorie e le critiche di riferimento, sempre più chiuse nelle trappole della semplificazione comunicazionale contemporanea.

ÔÇö Musica: Talking Heads, Life during wartime, a tutto volume, rigorosamente Live, ecco l ‘indirizzo, Sgrunt a tutti: http://www.youtube.com/watch?v=OVHNwBbkSj4

(marco_sambo@yahoo.it)

[“Architettura, Dialettica dell’illuminismo e Talking Heads”. Articolo-Sgrunt apparso su presS/Tletter n.21-2012]

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