Parte 6:1956-70, Capitolo 1: Una nuova era

1.3 Situazioni

1957. A Cosio D’ Arroscia, nel Nord Italia, è fondata l’ Internazionale Situazionista. Convergono nell’ organizzazione il Movement for an Imaginist Bauhaus (IMIB) fondato da Asger Jorn nel 1953 e Lettrist International, fondata da Guy Debord, che raccoglie artisti, poeti e registi cinematografici che dal 1952 lavorano a Parigi.

A riassumere il programma di lavoro dell’ Internazionale situazionista due parole , derive e detournement, spesso, in verità, usate come sinonimi.

Derive è il perdersi , il camminare senza meta utilizzato come “forma di investigazione spaziale e concettuale”.

Detournement è lo scostarsi dall’ obiettivo per lavorare lungo un labirinto di corrispondenze casuali. E’ il non voler giungere alla meta. E’ il meccanismo della fantasia e del sogno.

Applicando le strategie della derive e del detournement e possibile guardare con occhi nuovi città e contesti urbani ( a partire dal 1957 verranno elaborate mappe situazioniste per perdersi nelle città). Immaginare un mondo dove ogni evento assume un valore unico e originale, diventa una situazione.

Nemici giurati della civiltà dei consumi e dell’omologazione, i situazionisti, si contrappongono ai valori mercantili, che ostacolano o sviano la ricerca artistica.

Pinot Galizio, uno degli aderenti più attivi, per esempio, decide di ritirarsi all’interno del proprio laboratorio, insieme comune e monastero, di Alba per produrre, con Asger Johns, rotoli di tela da vendere un tanto al metro e così inflazionarne il valore di mercato.

Ma dove la polemica assume toni più aspri è in urbanistica e in architettura. L’ urbanistica funzionale , fatta di zonizzazioni , standard, principi astratti, viene giudicata una disciplina pericolosa. Afferma Vaneigem: “è la concreta realizzazione di un incubo”. E poi: ” se i nazisti avessero conosciuto gli urbanisti contemporanei, avrebbero trasformato i campi di concentramento in progetti di edilizia residenziale”. Simile il giudizio per l’ architettura del Movimento Moderno , dominata dalle esigenze di comprimere spazi e i costi , razionalizzando i movimenti e tipizzando forme e arredi: “annienta la fantasia, mortifica il corpo”. Stigmatizza Debord: ” I relativi benefici ottenuti dal Bauhaus o da Le Corbusier per un certo periodo, sono stati surrettizziamente appesantiti con un concezione della vita e dell’ abitare eccessivamente reazionaria” . Ciò che disturba dell’architettura del razionalismo è l’ incapacità a mutare con il tempo, l’ estraneità all’utente, l’ estetizzazione. Invece , come afferma Debord: ” la nostra idea portante è la costruzione di ambienti momentanei pieni di vita e la loro trasformazione nella direzione di una passionale e superiore qualità”. Quindi, in sintesi, un’architettura in cui la temporalità prevalga sulla spazialità; l’ azione sulla rappresentazione; l’ esistenza sull’ arte.

A concretizzarne i principi è il pittore e architetto olandese Constant che nel 1958 elabora il progetto per un campo di zingari e nel 1959 New Babylon, un insediamento urbano polidirezionale, costruito sui capisaldi del gioco, del nomadismo e del disorientamento dove l’uomo ludens vagherà liberamente, creando e cambiando a piacere il proprio habitat.

 

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