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POP! ” – di Giulia Mura

POP! ” – di Giulia Mura

Autore: Giulia Mura
pubblicato il 28 Maggio 2012
nella categoria Coffee Pot di Giulia Mura, Parole

POP_ l 'invenzione dell 'artista come star

Di Luca Beatrice

Ed. Rizzoli, 2012

Euro 18,00

 

Eccentrici, dissoluti, mondani: difficile dire se siano stati più influenti come artisti o come personaggi. Di certo hanno saputo andare oltre le loro opere e sono diventati delle vere e proprie stelle.

Dalì, Warhol, Basquiat, Koons, Hirst, Cattelan: questi i nomi analizzati nel libro, scritto da Luca Beatrice, torinese classe 61, critico d 'arte e docente all 'Accademia Albertina, giornalista e curatore. Interessante soprattutto perche prova a creare un percorso - quasi un viaggio - alla scoperta della figura dell ' artista rockstar e trend setter, in totale controtendenza alla visione romantica che vedeva i pittori come fragili, ispirati e solitari esseri pieni di grazia. È evidente che tale scollamento è dovuto all 'evolversi che, nel corso del Novecento, ha subito l 'intero sistema dell 'arte e dei mass-media in generale, provocando un unico magma mondano in cui gli artisti - al pari di attori e musicisti - si tuffavano per ottenere popolarità ( ricorderete tutti la celebre frase di Andy Warhol Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti).

Secondo l 'autore è già a fine Ottocento che si verificano i primi cambiamenti, dall 'artista propriamente bohemien si passa, con le Avanguardie, agli artisti impegnati anche su altri fronti, passando per Pollock, schivo e autodistruttivo, si arriva a Salvador Dalì con cui si apre uno squarcio, una cerniera tra passato e presente: lui è il primo (forse dopo Picasso) ad aver cambiato il ruolo dell ' artista innalzandolo a star planetaria. Egli per primo capisce che la fama deve provenire innanzitutto dalla sua personalità, dal suo look, dal suo atteggiamento, ancor prima che dalla bellezza o dalla potenza delle sue opere. Capisce che bisogna frequentare certi posti, certi locali, certi ristoranti, certe donne, andare in villeggiatura nelle mete ambite dal jet set e corteggiare, o meglio adulare, gli stilisti che d 'arte sembrano nutrirsi con bramosia. E cosi si innescano meccanismi propri del mercato che muovono intere masse e i loro gusti (vedi Andy Warhol e la sua New York, e la factory e l 'arte POP e lo Studio 54). Dal boom degli anni Sessanta, si assiste poi ad un nuovo fenomeno: gli anni Ottanta, che con la loro sregolatezza, modificano geneticamente e definitivamente la figura dell 'artista. C 'è chi muore di eccessi negli anni Ottanta, come Keith Haring, Jean Micheal Basquiat o Robert Mappelthorpe. E cosi si passa a parlare dei contemporanei o Koons, Hirst e Cattelan, ma anche Metthew Barney o Francesco Vezzoli o che, per sopravvivere allo strapotere dei media si inventano mondi e nuovi canali di comunicazione per continuare a stupire. A volte, senza motivo.

Un libro divertente, forse troppo leggero, forse, solo troppo POP.

 

Voto: 5 e mezzo

 

Giulia Mura