La città dei giovani di Koolhaas – di Massimo Locci


A Roma la Città dei Giovani, esito di un concorso internazionale vinto da Rem Koolhaas nel 2004 per riqualificare gli Ex Mercati Generali all ‘Ostiense, ha aperto il cantiere solo nel 2010 e già oggi, con le opere appena iniziate (dopo i dovuti rilievi archeologici, e i conseguenti pareri della Sovrintendenza), si profila un’ipotesi di variante che potrebbe cambiare in modo significativo l’intervento. Pensato come spazio innovativo per valorizzare le culture giovani e multietniche, rischia di trasformarsi in un più convenzionale complesso per uffici e spazi a prevalente destinazione commerciale. Secondo il presidente del Municipio XI Andrea Catarci la giunta capitolina ha approvato una variante, richiesta dalla società realizzatrice Sviluppo Centro Ostiense, che prevede una riduzione degli spazi per la cultura dal 39% (minimo previsto dal bando) al 27,69% e conseguente aumento di quelli per uffici e commercio.
Cerchiamo di ricostruire l’antefatto. L ‘area di Testaccio-Ostiense era il distretto produttivo più importante della città, dove dall ‘Unità d ‘Italia ed in particolare dagli inizi del Novecento sono state concentrate gran parte delle attività industriali e di servizio: dalla centrale elettrica Montemartini a quella del gas, dai mercati generali al mattatoio. L ‘immagine dei Gasometri, i più grandi d ‘Europa alti fino a 114 metri, è stata utilizzata dagli artisti e dagli scenografi come l ‘icona del luogo del lavoro e delle contraddizioni che caratterizzano lo sviluppo urbano. Ambiti astratti e metafisici, che sono entrati nella memoria collettiva dei romani e degli architetti.
Tutti questi immobili, dopo un lungo stato di abbandono, vengono ora recuperati e riconvertiti in chiave contemporanea a nuove destinazioni d ‘uso terziarie, culturali e del turismo. In particolare negli ex Mercati Generali, progettati da E.Saffi (1913-24), è in corso di realizzazione la Città dei giovani una delle più grandi operazioni di ristrutturazione urbana, ideata dallo studio olandese OMA, che valorizzerà un ‘area di 82 ettari, servita dalla metro B e preziosa anche per la stretta relazione con il centro storico.
L’intervento in project-financing sarà finanziato con trecento milioni di euro da parte dell ‘impresa vincitrice e di due tra i più grandi istituti di credito italiani. I capitali privati saranno rimborsati attraverso una concessione per la gestione della durata di 60 anni, al termine dei quali l ‘area (87 mila mq per 323 mila metri cubi) tornerà di proprietà del Comune.
Nella proposta vincitrice il recinto storico mantiene la sua configurazione originaria e contiene al suo interno una serie di nuovi edifici e spazi pubblici. L ‘insieme costituisce un complesso articolato in due settori: quello di accesso con un grande vuoto urbano e volumi bassi costituenti una piastra irregolare o pensata per la ristorazione e l’intrattenimento – e quello retrostante caratterizzato da una maggiore densità edilizia e finalizzato a molteplici attività culturali.
La seconda metà dell ‘impianto è quella architettonicamente più valida con i nuovi manufatti pensati come vivaci landmark urbani, in particolare la torre dei cinema e la scatola rossa per attività teatrali. La proposta vincitrice del concorso, riproponendo il tema della “città nella città”, caro all’immaginario del maestro olandese, è un luogo di aggregazione denso, multietnico e plurigenerazionale, nella soluzione di concorso rispondeva pienamente alla sua teoria del caos che discende ancora dall’analisi degli anni Settanta della struttura urbana di New York e dalla sua identificazione/elezione a paradigma della contemporaneità.
Ora, ritornando alla Città dei Giovani negli Ex Mercati Generali, se nella citata variante approvata sarà diverso il mix di funzioni, se le parti antiche sono immodificabili e se lo spazio culturale complessivo si ridurrà del 12%, ne consegue che gran parte della potenzialità espressiva e comunicativa di quel progetto si vanificherà. Nell’intervento di riqualificazione necessariamente sparirà uno o entrambi gli elementi nuovi ed emblematicamente più caratterizzanti l’insieme di Rem Koolhaas (si può immaginare il cine-teatro e/o la mediateca). In sintesi del suo progetto si salverà unicamente il recupero dei manufatti originari di Saffi (il recinto esterno e il complesso ex-Ovipol) e della stimolante integrazione moderna rimarrà ben poco, forse la sola volumetria per attività commerciali compresa nel recinto iniziale. Parte che in tutte le versioni finora conosciute risulta indubbiamente la meno convincente.

 

1 Comment

  1. elisabetta 03/06/2012 at 20:08

    il progetto iniziale ├¿ stato modificato e stravolto negli anni con l’aumento di cubature e delle percentuali dedicate alle varie area di servizi tanto da poter chiedere l’annullamento della cessione perch├¿ sono venute a mancare i presupposti iniziali del bando di assegnazione. che vogliamo fare? Continuare a distruggere una citt├á gi├á ferita e sfiancata da interessi economici che si oppongono ad una minima dignit├á di vita dei cittadini? E che vogliamo dire della cubature triplicata di quella che doveva essere la torre del cinema che si alzer├á per nove piani sopra due storici fiumi sotterranei, e dell’annullamento del campo della Virtus e del teatro con annesso anfiteatro? E vogliamo parlare della fuoriuscita dell’asilo, del centro anziani e degli uffici dell ASL? Con quali interessi ci si accorda sul terreno dei cittadini per arricchire ricchi disprezzando storia ed identit├á dei quartieri? Che schifo!!!!!!

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