Fuga, senza ritorno, dei cervelli – di Zaira Magliozzi

Guglielmo Vaccaro, parlamentare italiano, scrive al direttore del Corriere della sera: Mi dimetto se non si aiutano i cervelli italiani all’estero. Il deputato parla di una ricerca che l’Associazione Italents e l’amministrazione Pisapia hanno realizzato coinvolgendo gli italiani fuggiti all ‘estero interessati a rientrare nel Bel Paese. Tra loro, solo il 13% esclude questa possibilità mentre il restante, pur con riserve, ammette di essere partito con l ‘idea di ritornare un giorno in Italia. Una voglia in cui non vengono assecondati. Nonostante la legge Controesodo le difficoltà a tornare e, soprattutto a rimanere in Italia, rimangono tante. In primis per le difficoltà burocratiche di applicazione della legge, ma non solo. Il tema della fuga dei cervelli tiene banco ormai da qualche anno senza che niente di concreto sia stato fatto. Soprattutto in architettura, l ‘emigrazione massiccia di progettisti verso importanti studi internazionali, sembra non conoscere declino. Con l ‘esperienza dell ‘Erasmus e del Leonardo moltissimi hanno sperimentato in prima persona cosa volesse dire studiare prima e lavorare poi, fuori dai confini italiani. Ascoltando i tanti racconti e guardando i numeri sembra impossibile dargli torto. Basterà quindi una legge a sostegno del rientro dei nostri talenti? Non sarebbe arrivato il momento di pensare a creare le condizioni per farli rimanere? Perche se la situazione in Italia continua a non smuoversi, rimanendo in forte stallo, a ripartire ci si mette pochissimo. E poi, chi potrà biasimarli?

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