Quelli che La Professione

Intro:
Percorsi professionali.

Frammento80.
[Una chiacchierata (su facebook) con Diego Terna in merito all ‘articolo di Mauro Andreini Quello che un giovane architetto non vuol sentirsi dire, apparso su presS/Tletter n.3 2012: http://www.presstletter.com/articolo.asp?articolo=3397 ]

┬½(ÔǪ) Penso che Mauro Andreini -con una provocazione- tocchi un problema fondamentale: il ruolo dei giovani architetti (o neo-laureati) e il loro rapporto con la Professione in Italia. E per Professione intendo quella che ti porta sul cantiere, quella che ti porta a sporcarti le mani, a spostare mattoni per fare gli spiccati, a parlare con gli operai ecc ecc.. E non solamente l’elaborazione di un Render per lo Studio di grido. Molti giovani oggi rifiutano -sostanzialmente- di fare architettura in Italia. Scegliendo -legittimamente- altre strade, altri percorsi professionali. Nei Paesi civili del nord Europa -che tu giustamente citi- non c’è questo divario immenso tra la Professione, i giovani e l’architettura. E la qualità media dell’architettura è elevata. Forse perche -in quei Paesi- ti insegnano a fare Render e -allo stesso tempo- ti spiegano come costruire le cose. E forse perche in quei Paesi hanno una cultura del fare diversa dalla nostra. E un senso civico che porta a considerare l’architettura -nella maggior parte dei casi- un servizio importante per la collettività. Quindi io non vedo affatto nell’articolo di Andreini il ‘mito del genio silenzioso’, come tu lo definisci. Ma vedo -semmai- il mito del Professionista serio che rende quei Paesi civili e incredibilmente vivibili, con ottima architettura e ottimo disegno urbano. Poi, tra questi ottimi Professionisti, se nascono molti grandi Architetti, tanto di guadagnato. Ma la buona città la costruisce il livello medio/alto della Professione. E se i giovani rifiutano la Professione, allora si allontana anche la possibilità di dare un futuro coerente e di buona qualità alle nostre città. Per fortuna ocomunqueo siamo talmente tanti (150.000 architetti in Italia) che c ‘è speranza per il futuro del nostro Paese.
Infine, c’è il discorso dello sfruttamento dei giovani, altro tema cruciale: il problema non è andare per un po’ di tempo a lavorare gratis in qualsiasi Studio di Architettura, sia esso ‘normale’ o di successo. Il problema è che in questo Paese non abbiamo ancora la cultura di quei Paesi civili del Nord Europa che tu citi. E mi spiego: un giovane, se vale, bisogna pagarlo.. E -se le sue idee valgono- bisogna finanziarle. In questo Paese c’è invece la cultura del ‘favore’: fammi un favore, lavora gratis per me, e poi stai tranquillo che qualcosa uscirà fuori. Questo è il vero, grande problema dei giovani nel nostro Paese. E per questo motivo, i giovani fanno benissimo ad andare via┬╗ (MMS).

 

[Se non lo avete già fatto, leggete anche la risposta di Diego Terna ad Andreini. L ‘articolo si intitola E quello che, forse, non sarebbe male ascoltare:
http://www.presstletter.com/articolo.asp?articolo=3398 ]

–Musica della settimana: Quelli cheÔǪ, 1975, Enzo Jannacci. Tutti conoscete la musica, ma forse molti di voi non hanno mai visto la copertina dell ‘Album. Ecco l ‘indirizzo, buon ascolto e buona visione, Sgrunt a tutti: http://www.youtube.com/watch?v=djDLD8qCWNA

 

Marco Maria Sambo

marco_sambo@yahoo.it
[“Quelli cheÔǪ La Professione”. Articolo-Sgrunt apparso su presS/Tletter n.05-2012]

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