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Inutile parlarne – di Maria Clara Ghia

Inutile parlarne – di Maria Clara Ghia

Autore: Maria Clara Ghia
pubblicato il 20 Febbraio 2012
nella categoria ALTROcheARCHITETTURA di Maria Clara Ghia, Parole

Dopo aver raccontato l 'Estate Romana di Nicolini sulla presS/Tletter e aver ripensato al desiderio di essere inutile di Hugo Pratt, ho traslocato nella casa che per trent 'anni è stata abitata da Giorgio Manganelli, una di quelle rare intelligenze che il nostro paese ha la fortuna di annoverare e il feroce coraggio di dimenticare del tutto. Subito mi sono imbattuta in due suoi corsivi, proprio sull 'inutilità (inutile sottolineare un facile nesso logico con l 'inutilità di un altro tipo di manganelli).

Il primo corsivo è: serve a qualcosa il Paradiso? O la sua perfezione include l'inutilità?

E mi sono venuti in mente diversi paradisi realizzati nella storia dell 'architettura, abitati invece da committenti furiosi (soprattutto furiose) con i loro architetti. E mi sono ricordata di Leonardo Ricci che, nella sua casa a Monterinaldi, tutt 'altro che perfetta, con infissi da ferraiolo e spifferi dappertutto, senza balaustre, senza porte, senza ripostigli, viveva bene con la moglie e i figli, anche se qualche volta pioveva dal tetto. Un tetto perfetto può non essere utile, mentre sempre è utile costruire spazi che corrispondano a chi li dovrà vivere. Da una parte gli Imperdonabili di Cristina Campo, colpevoli della passione per la perfezione. Dall 'altra il signor Keuner di Brecht che, a chi domanda cosa stia facendo, risponde: sto lavorando duro per preparare il mio prossimo errore.

L 'inutilità (dell 'architettura) ha in parte a che fare con l 'autonomia (dell 'architettura). È un 'entità non quantificabile, ne come valore di scambio ne appunto come valore d 'uso. Ha a che fare con l 'immaginazione, una sfera di senso che riguarda l 'umano e solo l 'umano. Esistono cose perfettamente utili (dal punto di vista della tecnica) che però non servono a niente, paradisi artificiali, oppure cose inutili (dal punto di vista degli uomini) che però fanno intravedere possibilità al di là dell 'esistente.

Nella casa nuova, tirando fuori dagli scatoloni vecchi dvd, ho rivisto Fitzcarraldo e ho pensato a quanto sarebbe bello costruire davvero l 'opera lirica nella foresta amazzonica. Il libro che Herzog ha scritto per raccontarci l 'impresa di girare un film incredibile fra Ecuador e Perù si intitola: La conquista dell 'inutile. Herzog parla del tentativo di materializzare un sogno e dell'incidenza del progetto creativo nel reale: il sogno ad un tratto perde importanza in se e diventa uno strumento per penetrare la vita. Un progetto comporta un dispendio di energia che non dovrebbe essere uno spreco, bisogna passarci attraverso per capirne il senso. La natura non fa nulla di inutile (Aristotele, Politica, IV sec. a.c.). E ancora: in natura non c'è niente di inutile, nemmeno l'inutilità stessa (Michel de Montaigne, Saggi, 1580/95). Per gli inguaribili esistenzialisti invece l 'uomo stesso è una passione inutile, diceva Sartre. Ma con questo andazzo, di citazione in citazione, riuscirei a rendere banale l 'intera storia della filosofia e a vanificare in un momento anni interi di studio (anche quello probabilmente inutile).

Infine, il secondo corsivo di Manganelli: le parole usate per servire a qualcosa si vendicano. Con questa veritiera e lapidaria conclusione mi fermo, seguendo il consiglio di Charles Regismanset: è ancora un merito, quando si scrive o si parla inutilmente, di farlo brevemente.