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Esperimenti con il tempo – di Maria Clara Ghia

Esperimenti con il tempo – di Maria Clara Ghia

Autore: Maria Clara Ghia
pubblicato il 2 Febbraio 2012
nella categoria ALTROcheARCHITETTURA di Maria Clara Ghia, Parole

Venga con me - disse K. - mi guidi, altrimenti mi sbaglierò, ci sono troppi passaggi o. Ce n 'è uno solo, questo.

Si intravedono porte, gradini che non si sa dove conducano, angoli che nascondono chissà che cosa. Compiuto il primo passo, a volte in maniera inconsapevole, ci si trova soffocati fra le pareti di un corridoio di cui non si scorge la fine. Le gemelline di Shining.

Le carrellate di Kubrick nei corridoi sono la più perfetta metafora visiva dell 'impossibilità di decidere della propria vita. Da un lato i protagonisti si illudono di guidare il proprio destino, dall 'altro si confrontano con un 'assoluta impotenza. A questa ambivalenza Kubrick accosta due costanti visive: la prospettiva centrale e il corridoio. La villa di Barry Lindon immersa nella campagna inglese nel pieno della sua scalata sociale e i corridoi dell 'Overlook hotel percorsi da Daniel sul triciclo, mentre Torrance batte da giorni la stessa frase sulla macchina da scrivere: All work and no play, makes Jack a dull boy.

Seguire qualcuno nei meandri di un percorso. Attraverso le sale dell 'Ermitage di San Pietroburgo: L 'Arca russa. Alexander Sokurov segue in un magnifico, straniante, unico piano sequenza di 96 minuti, il marchese de Custine che accompagna nel palazzo un visitatore immaginario. Secoli di storia: attraversando sale e corridoi i due visitatori si muovono attraverso tutte le epoche. Incontrano Pietro il Grande, Caterina II, gli zar Nicola I e Nicola II, fino ai visitatori del museo dei giorni nostri. Nel gran finale siamo nel 1913 e l 'esodo dei fantasmi dal palazzo diventa metafora dell 'uscita dalla storia. Sono stanco del montaggio. Non voglio fare esperimenti con il tempo. Voglio portare sullo schermo il tempo reale. Non bisogna avere paura dello scorrere del tempo.

Sokurov è il maestro del tempo nel cinema. La sua telecamera segue i movimenti dei corpi attraverso percorsi continui e infiniti in cui spazi diversi si costringono e poi si dilatano. Nel suo ultimo film seguiamo un raccapricciante Virgilio: il diavolo in persona. Il movimento continuo del Faust, in spazi angusti dove i corpi sono costretti a toccarsi come non vi fosse via d 'uscita, racconta il continuo vagare dell 'uomo in cerca di risposte, in cerca di una soluzione per sconfiggere il trascorrere del tempo. L 'azione è costretta negli anfratti scomodi di un villaggio minuscolo. Solo alla fine Faust è lanciato alla fine della storia e al di fuori del tempo, sullo sfondo di una natura tanto irreale da essere dimostrazione dell 'inconoscibilità delle cose.

Un percorso per definizione non si abita, si attraversa. Non vi si svolge alcuna attività precisa. Si cammina per raggiungere qualche altro luogo. A prima vista, un elemento architettonico superfluo: lo scopo di un percorso è sempre al di là della sua esistenza. Per questo rimandare ad un al di là, il percorso dal moderno ad oggi è diventato uno degli ambienti architettonici più carichi di valore simbolico. È il luogo dove ci accorgiamo del tempo. Seguiamo un tracciato per tutta la durata della carrellata visiva (la ripresa cinematografica dovrebbe diventare il primo strumento di analisi dell 'opera architettonica). Il tempo come dimensione fondamentale dell 'architettura, seguendo un filo rosso che congiunge a balzi nel divenire storico Michelangelo con l 'espressionismo, il barocco con l 'arte astratta, Villa Adriana con l 'architettura organica e con i passaggi dalla natura all 'artificio degli spazi giapponesi.

Nel 1993 Rem Koolhaas si chiedeva come dare vita al volume della Kunsthal di Rotterdam. Risposta: con la tensione centrifuga del percorso interno a spirale. Nel 2004 di nuovo è l 'organizzazione spaziale del percorso che consente la prefigurazione sintetica dell 'edificio per l 'ambasciata dei Paesi Bassi a Berlino. È il percorso il nucleo formale del progetto, tanto che anche la maglia strutturale è studiata in funzione del suo andamento. Koolhaas non ha inventato niente: troppo banale citare la promenade architecturale o la spirale del Guggenheim.

Il tempo è la variante che determina la qualità dello spazio architettonico. Ciò è tanto più attuale in una realtà come quella contemporanea, in cui l 'essere di passaggio sembra ormai imprescindibile condizione di vita. Sapere da dove si proviene, non necessariamente dove si sta andando. Angoli e gradini e porte nei meandri della letteratura kafkiana.