Roma 2020 non s ‘ha da fare – di Zaira Magliozzi

La speranza c ‘era nonostante tutto. Nonostante i dubbi sulla legittimità di una tale spesa, nonostante il clima di austerity che si respira in Italia da qualche tempo. Molti, dopo l ‘impopolare decisione del Governo, se la sono presa ingiustamente con il Professore. Come se fosse l ‘unico a non credere nelle potenzialità della Capitale, a non capire l ‘occasione di rilancio economico offerto dalle Olimpiadi. Come se l ‘Italia non avesse più volte dimostrato, con i recenti Mondiali di Nuoto ad esempio, tutta la sua inadeguatezza a gestire in maniera sostenibile e coerente un evento di tale portata. E non è servita nemmeno la promessa di mettere in piedi una manifestazione low cost: modernizzando quello che abbiamo e valorizzando quello che la città di Roma ci offre. Non poteva bastare per almeno due motivi. Il primo riguarda quella consuetudine, tutta italiana, di far lievitare i costi di qualsiasi intervento pubblico nel giro di pochi anni o vedi il caso della linea metropolitana C. E questo non ce lo potevamo permettere se contemporaneamente si chiede al Paese di stringere la cinghia. Il secondo è di natura logica. Perche puntare su un cavallo zoppo con scarse chance di vittoria? Onestamente parlando, Roma non poteva competere con l ‘intraprendenza di Tokyo ne con lo sviluppo repentino che ha investito Madrid finora. La storia sembrava già scritta. Il Governo ne ha solo anticipato l ‘epilogo. E, infine, cosa succederà alla Città dello Sport di Calatrava? Nata per ospitare i Mondiali di Nuoto del 2009, ad oggi ne è stata completata solo una piccola parte. Per assicurarsi ulteriori fondi, era stata inserita nel piano di candidatura alle Olimpiadi 2020. E ora? Rimarrà abbandonata a stessa come una città fantasma?

 


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