Riciclo mania – di Zaira Magliozzi

 

Re-cycle è la mostra che al Maxxi, fino al 29 aprile, affronta un tema molto discusso. Riciclare è diventato un must, ma diverse sono le linee di pensiero e le interpretazioni. Soprattutto in Architettura, dove si può parlare di riciclo, riuso, riconversione, reinvenzione, ricostruzione. Come viene affrontato, quindi, un argomento tanto vasto e variegato?
La mostra prova a dare uno sguardo alla grande produzione internazionale e presenta l ‘High Line di New York, il soppalco di Superstudio sul Colosseo, il centro commerciale di container dei Lot-Ek a Pechino, i tunnel di Trento riconvertiti a museo da Elisabetta Terragni, i vagoni ferroviari adibiti a ristorante da Piero Portaluppi nel ’29. Accanto a queste, altre interpretazioni. Sotto l ‘assunto del tutto è riciclo sono esposte vecchie case sgarrupate risistemate a nuovo, video con le opere dismesse di Gehry e Venturi, il film blob dei blob, pseudo capanne di materiale sintetico e baracche da campi nomadi.
Nessuna differenza tra opere di intelligenza creativa ed esperimenti modesti. Nessuna definizione quindi, ne una linea interpretativa. Facendo passare il messaggio che tutto, se ben confezionato nelle intenzioni, può aspirare alla categoria del Riciclo.
Dopo Rietveld, Moretti, Nervi e Scarpa, il Maxxi, continua sulla sua strada e prende alla lettera il tema messo in mostra. Facendo della teoria del riciclone un punto imprescindibile della propria linea curatoriale.

 

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