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Breve corso di scrittura critica (31): mi piace o non mi piace?

Breve corso di scrittura critica (31): mi piace o non mi piace?

Autore: LPP
pubblicato il 22 Agosto 2011
nella categoria Breve corso di scrittura critica, Open School

Oggi più che mai se pensate di pontificare, vi sbagliate di grosso. Non che non lo possiate fare: non sono del tutto estinte le figure del vate e del magister elegantiarum che comunica dall ‘alto ciò che va e ciò che non va, ciò che è in e ciò che è out. Ma se così vi atteggiate, correrete il rischio di perdere di vista l ‘aspetto più interessante della vostra attività di critico: diventare una pietra di paragone, un punto di vista attraverso il quale stimolare quello di chi vi legge.

Voi, qualunque cosa dicano o facciano i critici casabelliani, siete una voce critica, non la critica. Ciò vuol dire che il vostro punto di vista non solo è fallibile ma equivale a quello degli altri, lettori compresi. La critica, infatti, non è un dono che appartiene a pochi ma è una facoltà universale : chiunque vuole esercitare la propria, che altro non è che il proprio giudizio di valore.

 

Come abbiamo già ripetuto, per essere ascoltati sono controproducenti le scorciatoie autoritarie: terrorismo linguistico, erudizione sbattuta sul tappeto, frasi apodittiche. Occorre, invece, svelare i retroscena e proporre idee che possano essere condivise o rifiutate . Che comunque siano inaspettate e lascino un segno.

E se alla fine di un pezzo al lettore non viene voglia di dire mi piace” o “non mi piace, forse vuol dire che non siete ancora pronti a scrivere nel tempo del web ( ma io direi che non lo sareste stati neanche ai tempi della carta stampata).