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Comincerò questo breve corso di scrittura critica a puntate, parlandovi dell ‘incipit, e cioè di come iniziare un testo.

L ‘incipit e’ importante perche se chi vi dovrà seguire non sarà attratto, chiuderà il libro e voi avrete perso un lettore.

Non esistono regole per un buon attacco. Ma buone ragioni che vi dicono cosa evitare.
Prendete per esempio questo:

 

Prosegue lo spostamento delle arti visive e dell ‘architettura fuori da se stesse. Si può affermare che questo sia il destino che deve attraversare ogni opera d ‘arte, cioè uscire da se, oppure avanzare l ‘ipotesi che la tradizionale colleganza tra architettura, pittura e scultura sia andata intensificandosi negli ultimi tempi ( sia pure nelle nuove forme della distruzione dei generi) di fronte al progredire delle difficoltà comuni. La risposta e’ piuttosto contraddittoria e ambigua.

 

La prima frase e’ incuriosente anche se sibillina. Ci aspetteremmo dalla seconda una chiarificazione che , invece, tarda a venire. Infatti bisogna leggerla almeno un paio di volte per capire che il problema affrontato è lo sconfinamento disciplinare dovuto al fatto che le differenze tra pittura, architettura, scultura sono sempre più evanescenti. E che si tratta di un problema antico ma che oggi , a giudizio dell’autore, si manifesta in maniera preoccupante. Motivo per il quale è bene chiedersi se lo sconfinamento sia un inevitabile “destino” delle discipline artistiche o se , in questi anni, l’architettura stia ricorrendo un po’ troppo alla scappatoia di utilizzare metodi e tecniche della pittura e della scultura. Le quali a loro volta – sempre secondo l’autore- si trovano in una crisi di identità non meno profonda e dovuta alle medesime ragioni.

 

Continuiamo ad esaminare la seconda frase. Oltre ad essere poco chiara, noterete che è ingarbugliata anche per colpa di una parentesi inserita al suo interno la quale, invece di chiarificare come dovrebbe, introduce un altro concetto, quello della distruzione dei generi.

 

Ma a deluderci e’ la frase finale che pare dirci: “sto parlando di una materia molto difficile e oscura che in pochi riusciamo a maneggiare”.
A questo punto, quale può essere la reazione del lettore? Pensare: “bene, continuate pure ad essere in pochi, io ho cose più interessanti da fare”.

Volete sapere chi e’ l ‘autore del disastroso incipit? Non ve lo dirò, anche perche e’ un noto accademico che passa per essere molto profondo. Vi aspetto invece alla seconda puntata, che apparirà più o meno tra una settimana. (LPP)

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