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\\ Home Page : Storico : Plan Different di Maurizio Carta (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
di Maurizio Carta Siamo una società urbana. La città è sempre stata un principio generatore della civiltà, la concretizzazione spaziale del “patto di comunità” che lega le popolazioni al territorio, un potente “magnete” che ha orientato le forze produttive, sociali e culturali del territorio per farle convergere, per focalizzarne l’azione. La nuova “città mondo” si alimenta della ricchezza delle relazioni planetarie trasferendola al suo locale, ma è anche capace di produrre globalizzazioni dal basso, che consentono ad alcune forti identità locali “produrre territorio”, di alimentare i territori di contesto della nuova “economia arcipelago”....
di Maurizio Carta
di Maurizio Carta
Quattro giorni in cui nel “laboratorio post-urbano” di Dubai si parlerà e si progetteranno gli scenari per le megalopoli del futuro, tentando di conformare il secolo urbano al modello delle megacities della rete planetaria dei nuovi nomadi. L’evento è infatti un ulteriore tassello della strategia di Dubai: diventare la più grande città turistica al mondo, la città più attrattiva, più dinamica e creativa. ...
Una potente energia creativa si aggira per l’Europa, con la volontà di promuovere l’arte contemporanea e di sollecitare la rigenerazione delle città attraverso la sua potenza comunicativa, diventando strategia esplicita di sviluppo nella knowledge economy e non solo evento culturale.
“Casa per tutti” è il titolo di una mostra in corso alla Triennale di Milano, ma anche una domanda potente che proviene da tutto il mondo e rimbomba in Italia. Nell’agenda politica italiana è infatti tornata la questione della casa: annunci del governo su un nuovo “piano casa”, piani dei comuni per l’edilizia popolare, proposte di “alloggi low cost” in partnership pubblico-privato.
I waterfront emanano oggi poderose energie per il progetto urbano, sono contemporaneamente portali delle armature infrastrutturali planetarie e declinazioni feconde delle città creative. Luoghi densi ed ibridi in cui risorse, opportunità, aspirazioni e ambizioni delle città si fanno visione, nuove relazioni e progetto.
Il primo luglio al Congresso Mondiale degli Architetti si è parlato di “democrazia urbana”, di comunicazione e di architectural social network. L’occasione è stata la sessione dedicata agli “urban center”, la quale si è interrogata sul ruolo e la legittimazione degli urban center nell’ambito dei processi di trasformazione urbana.
Si è appena conclusa l’edizione 2008 di Expo Italia Real Estate, il salone dedicato al mercato immobiliare. Percorrendone gli allestimenti e seguendone gli eventi e le conferenze l’impressione è di essere ad una esposizione dedicata alle città giardino: il mercato immobiliare italiano ed europeo ha scoperto l’elevato valore aggiunto delle pareti verdi, dei giardini verticali, delle torri-giardino e degli orti urbani. La città riscopre il fascino dell’ecologia non solo come seducente fattore di progetto, ma come attraente fattore di mercato.
“La cultura urbana è una delle più potenti risorse per lo sviluppo di città più armoniose e costituisce un fattore centrale per la competitività delle città nello scenario globale, producendo le necessarie energie per uno sviluppo urbano più innovativo, ambientalmente sostenibile e qualitativamente solido. Dalle città basate esclusivamente sulle funzioni dobbiamo senza alcun indugio passare a progettare e realizzare città basate sulla cultura, sulla qualità e sulla bellezza come fattori chiave per una vita urbana più armoniosa”.
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Siamo una società urbana. La città è sempre stata un principio generatore della civiltà, la concretizzazione spaziale del “patto di comunità” che lega le popolazioni al territorio, un potente “magnete” che ha orientato le forze produttive, sociali e culturali del territorio per farle convergere, per focalizzarne l’azione. La nuova “città mondo” si alimenta della ricchezza delle relazioni planetarie trasferendola al suo locale, ma è anche capace di produrre globalizzazioni dal basso, che consentono ad alcune forti identità locali “produrre territorio”, di alimentare i territori di contesto della nuova “economia arcipelago”....
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Siamo alle soglie di una mutazione verso una nuova dimensione urbana in cui accessibilità, relazionalità, esperienza, connettività e molteplicità sono le parole chiave delle nuove dinamiche urbane. La City 3.0 – come potremmo definirla dopo la “Città-rifugio 1.0” e la “Città-servizi 2.0” – non si configura più solo attraverso le tradizionali categorie della settorialità, della proprietà e della materialità. Nell’evoluzione frenetica, differenziata e molteplice delle città ci sono due comuni denominatori: l’ascesa della classe creativa – alcune città ne hanno fatto un carattere distintivo ed asset di sviluppo – ed il ruolo della creatività urbana come risorsa e strumento principale di una nuova evoluzione post-fordista capace di competere nella soft and experience economy....
di Maurizio Carta
"La pianificazione territoriale e l'urbanistica hanno come finalità il progetto della qualità della vita delle comunità nell'equilibrio democratico delle libertà e delle iniziative, promuovendo, alimentando e dando forma al perseguimento creativo della felicità e del benessere degli abitanti."