Calatrava - Aeroporto di Bilbao
rubriche
(A) ruota libera (1)
AIAC (1)
AltreVisioni di Marco Maria Sambo (40)
An Urban Fiction (24)
Architetture immaginarie di Diego Terna (11)
Articoli (201)
Breve corso di scrittura critica (15)
Collettivo99: da L'Aquila (5)
Concorso Giovani Critici 2007 (67)
Concorso Giovani Critici 2009 (106)
Concorso Giovani Critici 2010 (84)
Concorso Young Italian Architects 2010 (106)
Concorso: un'idea per la ricostruzione (210)
Conversazioni di Salvatore D'Agostino (7)
Corrispondenze... di Zaira Magliozzi (52)
Cronache... di Diego Barbarelli (72)
Ecoflash (33)
Eventi e conferenze (218)
Focus su... di Diego Caramma (66)
Gipango Random Files di Salvator John Liotta (50)
I PresS/Tmagazine (88)
In_Contaminato di Alessandro d'Onofrio (9)
Interferencias di Graziella Trovato (51)
La cartolina di Renato Nicolini (61)
Le interviste di PresS/Tletter (11)
Le PresS/Tletter (204)
Le vignette di Giancarlo Covino (15)
Le vignette di Roberto Malfatti (68)
L'opinione di Luigi Prestinenza Puglisi (64)
MAS10 Monitoraggio Salento (78)
NL a cura di Giampiero Sanguigni (16)
Notizie IN/ARCH (50)
Partenopensa! di Francesca Rinaldi (36)
Plan Different di Maurizio Carta (10)
PresS/Tbook (5)
Rizoma 2008 (490)
TechEcologie di Ludovica Tramontin (7)

Informazioni su presS/Tletter
presS/Tletter:

iscriviti con la tua email

archivio
Settembre 2010
Agosto 2010
Luglio 2010
Giugno 2010
Maggio 2010
Aprile 2010
Marzo 2010
Febbraio 2010
Gennaio 2010
Dicembre 2009
Novembre 2009
Ottobre 2009
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

His design is refined, sometimes even so simple to be genial for its functionality. It is not a case that the MoMA has recently acquired his “Mesh Chair” for its permanent design collection and that the “Bubblicious” (see photo below) is now available at the “Spazio Rossana Orlandi” in Milan. Chris Kabel is a young Dutch designer (1975), capable to change daily objects into very special ones, and above all, whose renewed use turns out being more intuitive. To give an idea of his way of thinking: you can glue his Sticky lamp random on walls and decorate your room in a very original way if you put together more pieces. The Shadylace parasol instead is made of different leaves whose shadow recalls a real tree, with a little bird perched on its top. Besides, the Sugarcube, a bowl composed by little cubes of resin, reminds us what its content will be: just sugar. Humour, curiosity and the precision of a surgeon let hem explore the most hidden mechanisms inside ordinary things to look for new possibilities. And he always manages with his creative and bizarre results.


M.E.F.: I have read that you collect watches and that you are even capable to repair them. It is a real passion you have that makes you analyse the functioning and investigate to find new potentials into whatever object. When do think you can make it different?

 

C.K.: I do not collect watches actually, although I own quite a few. The watch you are referring to is actually my parents’ mantle piece clock. I took it apart when I was about ten years old (and my parents were not looking) and put it back together again all wrong but it still worked and it looked better (in my opinion at least) than before… It’s still happily ticking away the seconds in my parents’ dining room… This is an illustration of how I like to work, kind of re-constructing and re-assembling objects that belong to our daily life and trying to prove that the things that surround us have more potential than we think, aesthetically and or functionally…

...

Continua a leggere...

 

 Benedetta Stoppioni



Allegro

Giunt' è la Primavera e festosetti
La Salutan gl' Augei con lieto canto,
E i fonti allo Spirar de' Zeffiretti
Con dolce mormorio Scorrono intanto:
Vengon' coprendo l'aer di nero amanto
E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti
Indi tacendo questi, gl' Augelletti;
Tornan' di nuovo al lor canoro incanto:

Largo

E quindi sul fiorito ameno prato
Al caro mormorio di fronde e piante
Dorme 'l Caprar col fido can' à lato.

Allegro

Di pastoral Zampogna al suon festante
Danzan Ninfe e Pastor nel tetto amato
Di primavera all' apparir brillante.


A chi ha letto l'architettura di Alvaro Siza Vieira come un'appendice, un furto o un tributo alla grande tradizione del Movimento Moderno, credo sia sfuggito molto della personalità di questo uomo.
«Ogni mio disegno vorrebbe cogliere con il massimo di rigore un momento concreto di un'immagine fugace in tutte le sue sfumature; nella misura in cui si riesce ad afferrare questa qualità sfuggente della realtà, il disegno scaturirà più o meno chiaro e sarà tanto più vulnerabile quanto più è preciso. Deve essere per queste ragioni che soltanto le opere marginali (una residenza in un luogo tranquillo, una casa per vacanze lontana da tutto) sono state realizzate così com'erano state disegnate. E' il risultato della partecipazione al processo di trasformazione culturale che comprende la costruzione e la distruzione. Ma di tutto ciò qualcosa rimane. Brani realizzati qua e là, conservati dentro di noi, segni lasciati nello spazio e nelle persone, pezzi che forse qualcuno in seguito raccoglierà, che si fonderanno nel processo di trasformazione totale. Poi noi montiamo questi pezzi, creando uno spazio intermedio e trasformandolo in un'immagine, e gli diamo un senso, di modo che ciascuna immagine significhi qualcosa alla luce delle altre. In questo spazio possiamo trovare fin l'ultima pietra e l'ultimo conflitto. Trasformiamo lo spazio allo stesso modo in cui trasformiamo noi stessi: mediante pezzi confrontati con gli “altri”. La natura – come dimora dell'uomo – e l'uomo – come creatore della natura – assorbono entrambi tutto, accettando o respingendo ciò che aveva una forma transitoria, perché tutto lascia in essi il segno. Partendo da pezzi isolati cerchiamo lo spazio che li sostiene.»1
...

Continua a leggere...

 

 

di Benedetta Stoppioni

Allegro

Agghiacciato tremar tra nevi algenti
Al Severo Spirar d' orrido Vento,
Correr battendo i piedi ogni momento;
E pel Soverchio gel batter i denti;

Adagio

Passar al foco i dì quieti e contenti
Mentre la pioggia fuor bagna ben cento

Allegro

Caminar Sopra il ghiaccio, e a passo lento
Per timor di cader girsene intenti;
Gir forte Sdruzziolar, cader a terra
Di nuovo ir Sopra 'l giaccio e correr forte
Sin ch' il giaccio si rompe, e si disserra;
Sentir uscir dalle ferrate porte
Scirocco, Borea, e tutti i Venti in guerra
Quest' é 'l verno, ma tal, che gioia apporte.


Alla metà degli anni Cinquanta, quando Siza era uno studente della Scuola di Belle arti di Porto ed il paese era governato dal regime dittatoriale di Salazar, un gruppo di studenti e giovani architetti guidati da Fernando Távora, docente della medesima Scuola, lavora all'Inquerito, una ricerca condotta sull'”architettura senza architetti” della tradizione popolare portoghese, alla ricerca dei segni e delle forme depositate nel territorio, in risposta alla crisi della modernità, intesa non solo come crisi del linguaggio e delle forme espressive, ma anche come quella della legittimazione del sapere.i La dittatura in quel periodo stava imponendo l'idea di uno stile nazionale e la pubblicazione, al contrario, intendeva mostrare la realtà del Portogallo, in cui si sentiva molto forte l'influenza della cultura araba, con un'architettura di mattoni prodotti artigianalmente al sud, e di granito al nord; mentre ad oriente, chiuso dal mare, si disvelava un paesaggio alquanto differente, dal punto di vista architettonico e culturale, un diverso modo di vivere in adattamento alle condizioni climatiche. Siza ricorda che all'epoca le strade all'interno del paese non erano tutte carrabili, e così lo spostamento da un luogo all'altro risultava molto difficoltoso, anche da qui la differenziazione talvolta sostanziale tra le varie regioni.
...

Continua a leggere...

 

di Benedetta Stoppioni

 

Il 6 maggio scorso Alvaro Siza è chiamato a Firenze, nell'aulico salone dei Duecento, a ricevere le chiavi della città, un'onorificenza per la sua attività di architetto. Autorevoli rappresentanti della cultura architettonica sono presenti per invitarlo a raccontare la sua carriera. Puntata una telecamera sul foglio bianco propostogli di fronte, ci si aspetta che questo personaggio si sveli, con la mano, con il disegno, con la voce. Celate sotto le sembianze di semplici stimoli al racconto, le domande si fanno incalzanti: nostro emerito architetto, racconti pure la sua vita, siamo ad ascoltare, certo, disegni, ci permetta di entrare nella sua mente, ci regali consigli, siamo qui ad ascoltarla... ma... ma lei cosa è? Non chi è come persona, non chi è come portoghese, come studente, come architetto, come docente... ma cosa è davvero: un funzionalista? Un “regionalista critico”? La sua architettura è invece forse organica? Vogliamo i suoi documenti di identità, le sue referenze, il suo pedigree... si dichiari, si classifichi.

...

Continua a leggere...

 

di LPP

Sono convinto dell’onestà di Stefano Boeri. E credo che gli eventuali illeciti a La Maddalena siano stati perpetrati a sua insaputa. Inoltre la mia riflessione non vuole toccare gli aspetti penali della vicenda. Dei quali sono più attrezzati ad occuparsene i magistrati. Ciò che voglio tentare e' solo una lettura che riguarda gli aspetti culturali. Che a me appaiono più inquietanti e più preoccupanti proprio perché investono un tema a noi caro: il ruolo dell’architetto. Non credo che Stefano Boeri sia stato scelto per chiara fama alla Maddalena: al momento della nomina, vantava al suo attivo poche opere importanti e in Italia c’erano almeno cinquanta architetti che avevano un curriculum più rilevante. ...

Continua a leggere...

 

di lpp

Il Maxxi, il nuovo museo delle Arti del XXI secolo, recentemente inaugurato a Roma e' la prima opera realizzata da Zaha Hadid in Italia. Era quindi molto attesa, soprattutto dai suoi critici. Zaha Hadid ha infatti in corso di realizzazione numerosi altri progetti in Italia, tutti controversi e fonte di infinite polemiche. Al MAXXI, in particolare, venivano mosse le seguenti critiche: a) che l’opera era impossibile da realizzare; b) che anche se la si fosse potuta costruire, sarebbe costata molto di più di quelle progettate dagli architetti italiani; c) che non si sarebbe mai inserita nel contesto storico della città di Roma; d) che l’edificio sarebbe stato un coacervo di spazi inutilizzabile; e) che i costi di gestione e di manutenzione sarebbero stati esorbitanti....

Continua a leggere...

 

Quando scatola e contenuto sono un intero senza distinzione; quando lo spazio costruito e gli elementi di arredo vi fluttuano intorno completando in maniera flessibile la funzione che entrambi per la propria specificità devono assolvere, allora potremo parlare di “The Why Factory”.  Un esempio tutto arancione, colore della terra a cui appartiene, l’Olanda, in cui senza soluzione di continuità Architettura e Design trovano la loro vivace espressione e diventano formula riuscita.

 

 

 

 

...

Continua a leggere...

 

di Francesco Santoro

 

 
 
Tra le testimonianze piu' suggestive della cultura araba in occidente sono da annoverare le architetture ed i giardini di delizie arabo-normanni realizzati nella Conca d'Oro a Palermo.
 
 
 
 
 
 
 
 

Nel complesso Jatopa ad Amsterdam, Studio Job ha disegnato e prodotto, una serie di pannelli a bassorilievo che sono stati incastonati nelle ritmiche facciate degli edifici in mattoni, progettati dallo studio Kother Salman Koedijk Architecten.  

Per il progetto dei cinquanta tableaux, un’iconografia universale è stata rielaborata dalla coppia belga-olandese, riproponendo temi sacri o floreali, riformulati con strumenti e ingranaggi dalla forma inusuale, che rievocano classici ornamenti oppure allegorie e temi del socialismo. Una massa apparentemente caotica di meccanismi, animali e strani oggetti che s’intreccia dando vita ad una composizione folle e al contempo equilibrata, che vale la pena di percorrere lungo i viali della città olandese, tutta da scoprire.

...

Continua a leggere...

 
di Francesco Santoro
 
 
Gli interventi di restauro e di allestimento museografico dei palazzi Abatellis e Steri a Palermo, del 1953 e del 1972, eseguiti dall’architetto veneziano Carlo Scarpa(1906-1978), segnano due tra gli episodi più significativi nella moderna concezione del restauro architettonico in Italia, connotando la successiva pratica del restauro e dell’esposizione di opere d’arte di spunti innovativi e di larga eco.
 
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21