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\\ Home Page : Storico : Architetture immaginarie di Diego Terna (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
di Diego Terna (testo pubblicato su C3 MAgazine, n.308)
urbanizr says: archipod says: February 17, 2010 at 4:11 pm February 19, 2010 at 08:50 di Diego Terna (testo pubblicato su C3 MAgazine, n.307)Ricordi
Nel 1949 Michele Fiorentino e Giuseppe Perugini assistono all’inaugurazione del Mausoleo delle Fosse Ardeatine, a Roma, un progetto nato per ricordare le vittime civili uccise da soldati nazisti nel 1944. ...
(testo pubblicato su C3 MAgazine, n.306)
Adam Caruso, OASE (Amsterdam, Netherlands: 1997) Issue 45/46
di Diego Terna (testo pubblicato su C3 MAgazine, n.305)
...
di Diego Terna (testo pubblicato su C3 Magazine, n. 304)
[…] sarebbe più appropriato dire che la pittura fuoriesce dal suo stesso quadro, per realizzarsi nella scultura di marmo policromo; e che la scultura va ancora oltre, per realizzarsi nell’architettura; e che l’architettura ritrova nella facciata un nuovo quadro, che però si stacca dall’interno ed entra in rapporto con i dintorni, di modo che l’architettura si realizza trasformandosi infine in urbanistica. […] Questa unità estensiva delle arti disegna i contorni di un teatro universale, che mette in scena l’aria e la terra, il fuoco e l’acqua. Gilles Deleuze, La piega. Leibniz e il Barocco, 1988
di Diego Terna (articolo pubblicato su Compasses, n.7 2009)
“Ed erano vuote le tane, vuote, vuote di tutto ed io ero come le tane. Ero solo sulla trincea e guardavo nella notte buia. Non pensavo a nulla. Stringevo forte il mitragliatore. Premetti il grilletto, sparai tutto un caricatore; ne sparai un altro e piangevo mentre sparavo. […] Vi erano delle bombe a mano e le gettai nella stufa. Levai ad altre bombe le due sicurezze e le posai piano sul fondo della trincea. Mi incamminai verso la valletta. Incominciava a nevicare. Piangevo senza sapere che piangevo e nella notte nera sentivo solo i miei passi nel camminamento buio.” Mario Rigoni Stern, Il sergente nella neve, 1953 ...
di Diego Terna
26 Settembre 2009: abbiamo assistito con dispiacere al requiem della Triennale, a Milano, durante l’inaugurazione della mostra su Frank Gehry....
di Chiara Quinzii, Diego Terna 1. Prologo: settant’anni più tardi
...
Da F.L. Wright, La città vivente (1934 – 1958)
…Se dovessimo adoperare la potenza delle macchine così da edificare una libertà nuova per l’uomo, libero nella città organica ora inevitabile alla nostra civiltà, potremmo vivere all’infinito! (…) La “casa” individuale (…) avrà organici rapporti con il paesaggio, con i mezzi di comunicazione, con la distribuzione dei mezzi di consumo, con le possibilità scolastiche e con le manifestazioni culturali (…). Decentramento prima, poi reintegrazione pianificata (…). ... di Diego Terna “Quando uno si getta d’un tratto dall’alto della Tour Eiffel deve sentire delle cose del genere. Vorrebbe aggrapparsi allo spazio.” Andata
Avvicinandosi, lentamente, se ne comprendono le dimensioni, gigantesche, e la scala inumana della copertura. Forse per questo il cuore si stringe quando infine si è sotto questa immensità architettonica: magari commozione, o lo stordimento nel paragonare la propria scala e quella della pensilina. Forse le ombre, profonde eppure tenui, data la trasparenza dei pannelli fotovoltaici.... |





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Storico
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To make an extraordinary material special, is banal. To heighten one’s awareness of a humble material like brick, is poetic.
Nel 1561 Michelangelo Buonarroti inizia i lavori di trasformazione delle terme di Diocleziano, a Roma, nella Basilica di S. Maria degli Angeli. Attua con poche inserzioni, calibrate per restituire vita al rudere, con una poetica che il critico Bruno Zevi legge in similitudine con il lavoro sulla Pietà Rondanini: sbozzi leggerissimi, minimi, all’apparenza imperfetti, eppure capaci di una fortissima espressività, addirittura maggiore di quella che si trova nelle sue prime opere.
1. Lo stupore del vuoto
26 Settembre 2009: abbiamo assistito con dispiacere al requiem della Triennale, a Milano, durante l’inaugurazione della mostra su Frank Gehry.
“Che una cert’aria di ignorante e opportunistica reazione prevalga nella pratica ufficiale più recente dell’architettura italiana, nessuno può negare. […] assistiamo ancor oggi alle democratiche finzioni dei concorsi, dove sette mediocri scelgono l’ottavo mediocre; vediamo sopravvivere ancora leggi e abitudini urbanistiche che sono state partorite venti, trenta e quaranta anni or sono; esterrefatti e rassegnati sopportiamo la burocratica ignoranza di funzionari inadatti. Genio civile, uffici tecnici municipali, sopraintendenze ai monumenti, commissioni urbanistiche, regolamenti edilizi e polemiche reazionarie fanno a gara a confondere le cose.
