Tanto tempo fa l’uomo viaggiava costantemente, adattandosi alle necessità che richiedeva ogni suo viaggio. Ma un giorno, stanco di peregrinare, si stanziò e con Architettura diede vita a due sorelle siamesi, Forma e Funzione. Le esigenze portavano l’uomo a preferire Funzione, la sorella pratica e metodica,mentre a Forma, più problematica e sentimentale, restava il compito di adattarsi.
Un giorno però l’uomo decise di servirsi anche dell’impiego di Forma e si accorse per la prima volta del suo innato talento nel trasmettere emozioni. Desideroso di far trepidare il cuore di tutti, l’uomo portò le due sorelle con sé.
Viaggiando nello spazio e neltempo, Forma conobbe le cugine Arte, con i suoi moti rivoluzionari, Musica e Cinema, che come lei non seguivano logiche precise e matematiche, ma erano eversive e fortemente espressive.
Ma l’uomo, bramoso di successo, pretendeva dalla sua favorita più originalità e audacia per centrare il cuore del pubblico e Forma non tradiva mai le sue aspettative. Tuttavia ogni volta che l’uomo chiedeva qualcosa di più, il legame natale tra Forma e Funzione si affievoliva.
Oggi l’uomo propone a Forma di superare i suoi limiti riproducendo l’effimero, il sensoriale e il multimediale, avvicinandosi all’inconsistenza e scollandosi dal tempo che scorre, o talvolta plasmando mostri decontestualizzati. Forma continua ad ubbidire all’uomo, al suo creatore smanioso di diffondere la sua personale immagine in tutto il mondo, ma ciò che oggi rimane vivo di quello che era il legame indissolubile tra Forma e Funzione è un sottile e fragile filo di seta.