di Ludovica Tramontin
TechEcologie è una riflessione sulle opportunità generate dalla tecnologia digitale nel progetto di architettura contemporaneo. Il termine tecnologia ultimamente è diventato anche sinonimo dell’insieme di strumenti e processi coinvolti dall’utilizzo del computer e delle modalità avanzate di collegamento del flusso di informazioni nello sviluppo complessivo del progetto (Braham 2007). E’ innegabile come oggi un livello molto elevato di tecnologia sia presente nel nostro vivere, operare, comunicare e sentire; ancora di più se si pensa ai processi di realizzazione degli edifici. La rubrica si propone di parlare di tecnologia che oltrepassa i riferimenti tradizionali relativi alle tecniche e ai metodi avanzati della costruzione. Interessante osservare come la densificazione tecnologica del vivere possa essere considerata come determinante oppure conseguenza degli eventi e degli avanzamenti della tecnologia stessa. Si potrebbe pensare che gli ambienti tecnologici derivino tanto dal progresso industriale quanto dai bisogni e dalle attese della società. Un confronto che si lascia aperto negli argomenti trattati dalla curatrice e dalla rete di collaboratori che partecipano alla rubrica, è quello sulle modalità per le quali anche l’ecologia possa essere tecnologica o fortemente basata sulla tecnologia. Questo può far intuire il perchè TechEcologie prenda in considerazione le ricerche di giovani progettisti proiettate verso un adeguamento/adattamento del loro modo di progettare secondo strategie non convenzionali, che potrebbero essere viste anche come un adeguamento dei mondi nei quali ci vogliamo riconoscere. Una lettura del loro lavoro invaso capillarmente dalla tecnologia in termini di sola complicatezza di invenzione e forma, diventa probabilmente un’altra occasione sprecata per un dialogo sull’architettura contemporanea. Le ecologie contemporanee possono muovere da un allarmismo ambientale, in molti casi paralizzante per la pratica dell’architettura, per generare un innovativo motore di tensione fra forma, funzione, struttura e estetica in continuo scambio e riflusso di energia. Si configura quindi una interessante idea di ecologia, non come una scienza padrona del vero assoluto ma piuttosto come “sensibilità trasversale” al legame sistema-ambiente, requisiti-prestazioni. “Il sapere ecologico, in questo senso, più che disciplina delle priorità ambientali, è sensibilità ai nessi che tengono insieme e muovono organismi e ambienti, idee e oggetti, cause ed effetti, antecedenti e conseguenti, parti e tutto” (Manghi 1990). TechEcologie guarda alle attività adattive e ai processi innovativi che generano e derivano allo stesso tempo azioni di adattamento, rifluenti in un continuo ecosistemico di differente strategia per i modelli di sostenibilità.
Immagine: Marco Zanuso_Plastico della fabbrica Olivetti, San Paolo Brasile 1957-1959
(2008.06.17) mlt@aspx-architecture.com
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