PresS/Tletter n. 2 - 2005
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IN EVIDENZA
In questo numero LPP intervista Giorgio Muratore una delle voci più intelligenti, autorevoli e controcorrente del fronte conservatore. Nella intervista che ci ha concesso sostiene che se dovesse abbattere un edificio famoso sarebbe indeciso tra la Philarmonia di Berlino e l’Opera di Sidney: per i danni collaterali e le mostruosità partorite, sono –afferma- le madri di molte delle fesserie che ancora ci perseguitano.
Nella sezione DESIGN, curata da Gaia Girgenti, risponde alle domande Andrea Brazi, teorico raffinato e un designer attento alle problematiche del nostro tempo, a partire dagli inizi della propria carriera, quando nel clima radical fondò, con altri amici, Archizoom.
Deus ex machina di Tramontin, un profilo di Vittorio Giorgini, una precisazione di Stefano Casciani, Curtis in mostra, Internet e il barocco.
Nella sezione RECENSIONI E APPROFONDIMENTI Antonio Tramontin ci parla del suo recente libro, Deus ex machina: l’architettura delle grandi strutture e la sua tecnica sperimentale, edito da Gangemi.
Nella sezione ALLEGATI, all’allegato n.1, Marco Del Francia ci parla di Vittorio Giorgini, un architetto - colpevolmente dimenticato dalla critica- che ha anticipato di decenni le architetture morfogenetiche.
Nella sezione ALLEGATI all’allegato n.2, Stefano Casciani ci manda alcune precisazioni su un libro dell’Electa sulla Boffi ancora non apparso, e che Il Giornale dell’architettura gli attribuirebbe mentre ne avrebbe scritto la sola introduzione.
Nella sezione LETTERE Oliviero Godi, a proposito del farsi delle cose, insiste sulla dimensione concettuale dell’architettura.
Nella sezione SEGNALAZIONI, Architectures du Monde: le regard de William J.R. Curtis' , una mostra che mette in luce una delle tante sfaccettature della personalità polimorfa dello storico e critico Curtis. Di seguito, nella stessa rubrica, la segnalazione della prossima presentazione a Roma del libro Internet e il Barocco del nostro Antonio Tursi.
Ricordo di Richard Feilden
Apprendiamo con stupore, disappunto ed immenso dolore della scomparsa di Richard Feilden. I suoi soci Peter Clegg e Kelth Bradley lo definiscono “una importante figura nelle loro vite, sia sul piano personale che su quello del lavoro comune. Aveva una immensa fede nella vita e nelle opportunità future. Portava vitalità ed entusiasmo in tutte le cose che affrontava a qualsiasi scala ed in qualsiasi luogo: tutto era spesso lasciato alla leggendaria energia di Feilden. Energia ed abilità peraltro riconosciute nel Premio BD Architect 2004.
Richard Feilden era responsabile della guida, della energia e della immaginazione della sua struttura: la perdita sul piano professionale e su quello personale incalcolabile.
Negli anni ’90 ha svolto un ruolo importante nel ristretto gruppo di architetti di ECOVILLE EUROPE coordinato dall’U.P. Paris-la-Villette. Lo studio di Richard Fielden ha all’attivo molte significative opere architettoniche improntate all’alta qualità ambientale, fra cui molti anni fa la sede di Greenpace a Londra. www.feildenclegg.com
I suoi amici italiani lo ricordano con lo stesso affetto e la stessa stima. ( Massimo Pica Ciamarra)
L’OPINIONE
Unmodern Architecture
Consiglio la lettura di Unmodern Architecture, Contemporary Traditionalism in the Netherlands, un libro informato, acuto e accurato di Hans Ibelings edito da Nai Publishers. Smitizza l’equivoco che l’Olanda sia solo la patria della migliore architettura contemporanea e tratta, con l’equilibrio di chi vuole capire più che criticare, delle correnti tradizionaliste, reazionarie, arcaiche e conservatrici ispirate dal New Urbanism, da Leon Krier e dal principe Carlo d’Inghilterra. Tra gli architetti citati, l’italiano Adolfo Natalini, che dopo un avvio bruciante con Superstudio e i radical fiorentini, sembra approdato alla realizzazione di tranquillizzanti e –occorre dire- tra gli Olandesi molto popolari architetture decisamente rivolte al passato:con archetti, cornicioni e modanature. Dice un vecchio detto: si nasce incendiari, si muore pompieri. (LPP)
L’E-MAIL di Renato De Fusco
HyperMinimalism
Il minimalismo è una simpatica tendenza, non foss'altro per la presenza mensile, come tutti i fastidi, sulle riviste patinate d'architettura con il solito Giapponese di turno. Ma come dimenticare Piranesi. «Edifizij senza pareti, senza colonne, senza pilastri, senza fregi, senza cornici, senza volte, senza tetti, piazza, piazza, campagna rasa»?
FOCUS SU… di Diego Caramma
9 gennaio 2000 – 9 gennaio 2005
Io credo che commemorare non basti più. Occorre che questi cumuli di cadaveri ci spingano ad agire, anche controcorrente, anche sfidando l’impopolarità, i motivi di attrito, anche al rischio di essere tacciati di inserire argomenti inopportuni, “stonati”…
Scrive Steiner: “La barbarie prevalse proprio sul terreno dell’umanesimo cristiano, della cultura rinascimentale e del razionalismo classico”.
Questo importa capire: perché prevalse proprio su quel terreno concimato dall’umanesimo cristiano, della cultura rinascimentale e del razionalismo classico. Se è impossibile capirlo, occorre almeno ricordare ogni giorno, ogni ora, che la barbarie attecchì su quel terreno, e non su altri. Per salvarci dal nostro stato di complicità, non serve l’odio, meno ancora il perdono; non serve commentare l’inenarrabile con banalità letterarie o sociologiche; non serve il silenzio. L’unica cosa che possiamo fare passando in rassegna i disegni dei campi di sterminio, identificandoli in essi, è chiederci, senza tregua e fino alla spasimo, perché tali orrori fiorirono sul terreno dell’umanesimo cristiano, della cultura rinascimentale e del razionalismo classico.
Bruno Zevi, Ebraismo e architettura, Giuntina
ORNAMENTI E DELITTI a cura di Marcello Del Campo
Roma: la buvette del Senato
Il roof garden sul Palazzo della Minerva verrà smontato e ricostruito in un cortile di un palazzo in via di Benevento che ospita il centro per la cura dei bambini affetti da leucemia che fa parte del Policlinico Umberto I: da veranda abusiva a sala mensa e ludoteca per i piccoli malati e loro familiari… Termina così la vicenda della struttura costruita con il ricorso alla decretazione “per motivi di sicurezza”: il manufatto risulta però abusivo per le norme comunali che impediscono qualsiasi costruzione nel cuore della città ( CorSera, cronaca di Roma, di sabato 8/1/05 con titolo a sei colonne: La buvette del Senato ai bimbi malati)
Buone azioni o buona architettura?
E’ un roof garden doppiamente criticabile: perché in stile e perché sormonta, in deroga alle norme di piano, il Palazzo della Minerva in pieno centro storico romano. Dopo una meritoria campagna di stampa condotta dal Corriere della Sera, i responsabili del Senato hanno deciso di smontarlo. E, da bravi politici, per farsi perdonare, hanno stabilito che la veranda sarà traslocata al Nomentano e data ai bimbi malati. Lasciamo stare i risvolti da libro Cuore e lo spreco di denaro pubblico del montaggio e smontaggio, certo non semplice. Dalla vicenda emerge il problema, ben più importante, della scarsa cultura architettonica e sensibilità al contemporaneo delle Istituzioni. Ci rendiamo conto che non si tratta della copertura del Reichstag a Berlino, per la quale sono stati chiamati a concorso i migliori architetti internazionali, ma è possibile che interventi così emblematici non siano occasioni di confronto? Se non altro per il semplice motivo che in deroga non si devono costruire neoclassicheggianti verande ma opere di riconosciuta qualità architettonica.
LE INTERVISTE DI PresS/Tletter
LPP intervista Giorgio Muratore
Continuano le interviste a personaggi impegnati nel campo dell’architettura e dell’arte. A sottoporsi alle domande è Giorgio Muratore, professore di Storia contemporanea, autore di numerosi libri, eccellente polemista, bastian contrario autentico, uomo cordiale e mite, preparatissimo soprattutto sull’architettura italiana del primo Novecento, grande conservatore le cui posizioni, anche se spesso non condivisibili, nascono sempre dall’intelligenza e dalla passione civile e mai dal calcolo di chi si mette la toga per poi civettare con il potere. L’ intervista e tutte le numerose altre comparse in questa rubrica sono raccolte all'interno della sezione Interviews di Channelbeta http://www.b-e-t-a.net/~channelb/interviews/. Tra i prossimi intervistati il duo Bruna e Mellano, Pino Scaglione, Franco Purini, Pinello Berti. Molte altre in preparazione.
Muratore: Innanzitutto, grazie; essere invitati su PresS/Tletter, oggi, per un architetto, è come andare da Marzullo, siamo tutti un po’ narcisi e la “visibilità” è sempre una tentazione …
1. Una auto-presentazione in quattro righe...
Sono solo un architetto “per caso” e, per di più, più volte, “pentito”, oggi, ho anche un po’ di nausea che qualcuno scambia per cinismo; forse ho cominciato troppo presto e quarant’anni fa, avrei potuto essere anche una promessa, ma ho spesso sentito dire che ho un pessimo carattere (quindi, credo sia vero); in buona sostanza, un gran rompi-coglioni …
2. Cosa ne pensi dell’ architettura in Italia oggi ...
Domanda da un milione di punti, ma devo rispondere. Mi danno fastidio quelli che dicono che in Italia, oggi, non si fa niente, non si sperimenta, non c’è innovazione; l’Italia è sempre la stessa e ci sono sempre stati quelli che parlano di “crisi” (è la prima parola che ho sentito dire entrando in facoltà, era il ’64), è un esercizio di retorica ricorrente e stucchevole, buona per politici, burocrati, accademici e nullatenenti mentali (che poi, al fondo, sono della stessa pasta), l’importante è sapersi guardare intorno: lo spettacolo è, comunque, straordinario, bestie dappertutto, ma anche panorami eccezionali …
Da qualche tempo abbiamo anche una Direzione Generale che se ne fa carico, quindi: siamo a posto …
3. Il nome di un architetto italiano vivente al quale faresti costruire casa tua...
Antonio Belvedere, per chi non lo conoscesse: è stato uno dei “giovani” della penultima Biennale e poi è un mio carissimo amico, tanti anni fa, è stato anche mio studente.
4. Il nome di una star internazionale alla quale non faresti costruire casa tua
Quasi tutte, sono troppo care, comunque Zaza, la dark lady mesopotamica, mi sembra la più indicata: dopo avermela fatta pagare anche cara, siccome una volta entrato non potrei più uscirne (vista anche la mia stazza) direbbe che la colpa è mia, mi farebbe pagare, oltre la parcella, anche i danni “morali”, direbbe che è troppo bella per essere abitata, ne farebbe un museo ed io rimarrei comunque senza casa.
5. Il nome di un edificio famoso che ti repelle.
Sono in dubbio tra la Philarmonia di Berlino e l’Opera di Sidney, per i danni collaterali e le mostruosità partorite, sono le madri di molte delle fesserie che ancora ci perseguitano.
6. Il nome della tua rivista preferita. E perché...
“Scholion”, la rivista personale di Werner Oechslin, è un piccolo capolavoro, ma non la legge nessuno; quindi proporrei Bauwelt esce ogni quindici giorni, è fatta da persone serie, professionisti con le palle che girano il mondo e raccontano quello che vedono e che pensano: è l’esatto contrario di quelle italiane piene di ruffiani, mafiosetti e analfabeti, che vogliono fare carriera all’università.
7. A partire da un tuo articolo apparso su Area contro le demolizioni passi per un ultra conservatore. Ma bisogna proprio salvare tutto, compreso Corviale?
Penso che le mie colpe in proposito risalgano molto più indietro nel tempo, almeno ai tempi di Controspazio, preistoria, eravamo nel ’73 o nel ’74; comunque, per restare al tema, debbo confessare che io non butto via nemmeno i biglietti usati del tram e gli scontrini del parcheggio, quindi, sull’argomento, non faccio testo. Considero quello che esiste, anche la traccia apparentemente più modesta e insignificante, comunque una testimonianza, figuriamoci quindi Corviale. Per il “nuovo” c’è sempre spazio altrove, dentro, fuori, sopra, sotto, di fianco, vicino, lontano; perché lo si vorrebbe soltanto “al posto di …”? Credo che esista una speciale psicopatologia del distruttore che forse corrisponde a un surrogato di impotenza; e poi non era forse Mussolini a dire: “Tutte le mie simpatie sono, anche nel dominio dell’arte per i novatori e per i distruttori: per i futuristi”? C’è ancora molto sciocco futurismo “di ritorno” nell’aria… la “rottamazione” non mi appartiene, la lascio ai politici e agli sfasciacarrozze.
8. Adesso che Meier sta finendo la nuova teca per l’Ara Pacis sei ancora convinto che si tratti di uno sbaglio?
Mi sono occupato del “caso” Ara Pacis come un fenomeno da laboratorio e soprattutto per “salvare” (avrete capito che è una mia debolezza) un dignitosissimo edificio di Morpurgo; non nego di essermi anche piuttosto divertito in questa “missione impossibile” dove peraltro sono esplose tutte le contraddizioni possibili e si sono messe a nudo una serie di questioni di un certo rilievo attorno al nuovo “pasticciaccio” romano; quanto a Meier credo che, da un certo punto di vista, possa essere anche considerato vittima delle circostanze; sulla qualità prossima ventura dell’edificio finito, staremo a vedere, potremo riparlarne fra qualche tempo, per ora, accontentiamoci, lo spettacolo, fin qui, è stato sorprendente, ne abbiamo già viste di tutti i colori.
9. Come sta l’università in Italia? E a Roma?
L’università italiana, non da oggi, è una fogna, ma mi dà di che vivere; anche spalare merda è un lavoro socialmente utile che può essere fatto con dignità … Roma, poi, è la capitale … ma qualcuno scrisse pure che anche su un letamaio possono nascere dei fiori e qui il concime non manca.
10. Esiste una tradizione romana da rivitalizzare? E se si, chi sono i maestri di questa scuola?
Certamente si, non dimenticiamoci che quella di Roma è stata la prima Scuola di Architettura italiana e potrebbe tornare ad esserlo. A Roma sono state realizzate opere straordinarie anche negli ultimi cento anni. In quanto ai “Maestri” mi piacciono soprattutto quelli di cui non si parla mai … Non certo quelli che, di volta in volta, si proclamano tali … e magari, per dimostrare il loro potere, mettono in cattedra il loro autista. Tanto per fare un nome mi ha sempre affascinato il lavoro di Marcello Piacentini, la sua rivista, i suoi allievi, i suoi collaboratori, molte delle sue opere sono ancora dei testi su cui riflettere, si potrebbe anche ripartire da lui …
11. Se un giovane appena maturato e particolarmente brillante ti dicesse che vuole fare l’architetto, che percorso gli consiglieresti?
Prima, girare il mondo e studiare (molto), poi, se non ha trovato di meglio, tornarsene a casa, magari in provincia e lavorare (molto): lavorando si impara (anche nella scuola) e, per di più, ci si diverte, ci si può comprare una macchina nuova o magari dei libri.
12. Non c’è critica ma solo storia (Tafuri). Sei daccordo?
Le parole di Manfredo Tafuri sono spesso piuttosto sibilline e talvolta significano tutto e il contrario di tutto, credo che anche lui talvolta avesse difficoltà a capire quello che diceva; su questo tema poi non mi sento molto preparato … so solo che le chiacchiere mi hanno sempre dato fastidio e che di ciarlatani è pieno il mondo; comunque, stimo le persone in buona fede, “critici” o “storici” che siano.
13. Due parole sulla scuola Veneziana da Tafuri in poi...
Una eredità difficile e soprattutto “contesa” la sua, nella divisione dei beni sarebbe stato meglio il modello “Maso chiuso”, ma a chi sarebbe dovuta andare la primogenitura? La “Scuola di Venezia”, quella vera, comunque era già finita con Samonà che era un barone intelligente e un mediocre architetto, ma sapeva di esserlo e forse, proprio per questo, e lavorando sugli “scarti” era riuscito a costruire la migliore facoltà italiana.
14. Bruno Zevi. Un giudizio sintetico sul personaggio.
Con Zevi ho avuto un rapporto particolare: è stato il mio “primo” Maestro e mi sono anche laureato con lui, quindi ad un certo punto ho avuto l’urgenza edipica di ucciderlo, poi alla fine (ma era troppo tardi) siamo tornati amici: tutto merito di Rutelli, delle sue “cento piazze” e della sua insana via all’architettura.
15. Gioco dell’aereo che precipita: Portoghesi, Nicolini, Desideri, Purini. Ne puoi salvare uno. Chi scegli? Rigioco dell’aereo, hai paracaduti per tutti tranne che per uno. A chi lo negheresti?
Due domande, una sola risposta: sono tutti miei amici (almeno lo spero), forse sarebbe più carino se mi buttassi io, tanto, in tutti questi anni, ho imparato un po’ anche a volare e qualche ammaccatura in più non sarebbe poi un gran danno.
16. Una lettura che consiglieresti a un architetto, una che consiglieresti a uno studente e, infine, una che consiglieresti a un critico
Leon Battista Alberti per tutti e tre, anche oggi c’è da liberarsi del nostro “gotico” e bisogna rifondare una tradizione classica della modernità.
17. Ti accusano di essere molto scettico rispetto all’innovazione e alla sperimentazione, è vero?
Se per innovazione e per sperimentazione si intende quello che va per la maggiore sulle riviste italiane senz’altro si.
18. Mettimi in ordine di preferenza i seguenti architetti: Eisenman, Koolhaas, Moss, Hadid, Herzog e de Meuron, Gehry, Coop Himmelb(l)au, Fuksas, Piano.
Secondo il peso della rispettiva carta stampata sarebbe un ordine, a suo modo, oggettivo, tanto sono tutti uno più bravo dell’altro, non è forse per questo che vengono pubblicati?.
19. Il titolo di una tesi di laurea che assegneresti al più bravo dei tuoi studenti
Non ho mai imposto un argomento per una tesi e non mi sembra il caso di cominciare ora, poi non ho dimestichezza con gli studenti troppo bravi, preferisco le persone normali, le “mezze seghe” e soprattutto quegli straordinari “fuori corso” di una volta, tra loro si incontrano personaggi stupendi che hanno sempre qualche buona idea da suggerire, mi sono sempre regolato così: vado a scuola per imparare, forse è per questo che ancora mi diverto.
20. Tre parole oggi importanti
A prescindere dal loro attuale significato politico: resistere, resistere, resistere.
Ma ne restano ancora due, sarà per un’altra volta.
DESIGN a cura di Gaia Girgenti
Tre domande a … Andrea Branzi
1.Un’auto-presentazione in poche righe
Mi occupo di fisica teorica (e non soltanto di fisica applicata ).
2.Si va verso un global-style - il minimalismo in questi ultimi anni ne è stato un esempio - o si assiste piuttosto a una ripresa di progettazione che riformula in modo nuovo le tradizioni locali?
Si va certamente verso un nuovo global-style; costituito però da una miriade di stili diversi.Tanti stili quanti sono i designer o le imprese presenti sul mercato. Le tradizioni locali si sono trasformate infatti in tradizioni individuali.
3.Nella città che si trasforma, sono gli oggetti ciò che è importante progettare o piuttosto i “contenitori” (nel senso di edifici) di merci di arte o di spettacolo?
Nella città che cambia si può progettare sia i micro-oggetti, sia i macro-oggetti, che sono le architetture. Il nostro infatti è un mondo fatto soltanto di oggetti, e non da sistemi metafisici.
4.Che margini di libertà progettuale ha oggi un designer rispetto alle richieste di un mercato globale?
Al mercato globale non si deve dare nessuna risposta, perché il mercato globale non fa nessuna domanda.
Il grado di libertà quindi è estremo; e il design sempre più difficile (o facile).
5.Tre parole chiave per il futuro
Una sola parola chiave: ognuno faccia ciò che può, perchè la qualità estetica del mondo costruito è il grande problema politico del futuro.
Andrea Branzi
IPSE DIXIT a cura di Luca Guido
E’ una selezione di ciò che viene pubblicato sull’architettura, o che possa interessare culturalmente chi si occupa di questa vasta disciplina, e che in qualche modo finisce tra le mie mani. I ritagli che vi propongo non esprimono le mie opinioni personali -per tale motivo infatti le citazioni saranno prive di commento- bensì quelle dei loro autori.(LG)
Paolo Desideri
[…] fui infatti premiato ex-equo con i francesi[…]Tra i tanti diritti non tutelati in Cina, però, ci sono quelli degli architetti: un premio in un Concorso Internazionale non equivale, come nei paesi occidentali, ad acquisire il diritto all'incarico professionale. Così dopo aver ottenuto il premio ho intrapreso la defatigante strada della tutela di quelli che in patria sarebbero stati i miei ovvi diritti. Non mi è stata di alcun aiuto l'Ambasciata d'Italia in quel paese, che al contrario ha preferito proporre e spingere, per l'incarico di progettazione che la municipalità si era nel frattempo risoluta ad affidare nientemeno che a Gregotti, che come già detto non ha partecipato al Concorso […]
La Repubblica - 24.11.2004
Paolo Desideri: Architetti e feluche, la tutela dell'immagine e della qualità
Augusto Cagnardi (Gregotti Associati)
[…]Occorre ripartire dalla realtà. Tianjin bandisce un concorso per il recupero della città italiana. Siamo invitati a partecipare e nonostante le insistenze dobbiamo declinare l'invito perché già impegnati su molte altre iniziative in Cina. […]I concorsi in Cina sono sempre e solo concorsi di idee. Non hanno diritto a nessuna prosecuzione con altri incarichi. Il governo raccoglie idee, vuole conoscere il sapere del mondo internazionale […]Nel mese di ottobre, in una riunione alla Farnesina con tutti i gruppi coinvolti o desiderosi di intervenire sull'area, si convenne sulla generale utilità di aiutare il governo di Tianjin a completare, in modo soddisfacente anche per la cultura italiana […]ho chiarito ad un rappresentante del gruppo italiano che aveva partecipato al concorso, quali fossero i compiti a noi affidati dalla città di Tianjin, come non esistessero presunti diritti usurpati. La consulenza è al termine.[…]
La Repubblica 25.11.2004- Gregotti Associati: Una replica all'articolo Di Paolo Desideri
INCONTRI DELLA SETTIMANA a cura di Santi Musmeci
Architettura Finlandese. Nuove Generazioni
Incontro-dibattito con gli architetti finlandesi Rainer Mahlamäki e Matti Sanaksenaho
17 Gennaio a Roma ore 18.00, sede Acer, via di villa Patrizi, 11.
18 Gennaio ad Ancona ore 16.00, Facoltà di Ingegneria, via delle Brecce Bianche.
Frank Becker a Roma
Conferenza dal titolo Oltre il rilievo: Bauforschung. Martedì 18 Gennaio ore 18.00, antica casa di correzione di Carlo Fontana via di S.Michele 25 Roma.
Happy Hour_Live Set a Roma
Happy Hour_Live Set, Boris_Spice Invaders_Pierpaolo Biserni
e presentazione catalogo con testi di Yael Kanarek, Sylvie Parent, Valentina Tanni e Elena GiuliaRossi, domenica 16 gennaio 2005, dalle ore 20.00 alle 23.30. Mostra fino al 28 gennaio 2005 dal martedì al sabato 16,30_19,30 escluso i festivi (30-31-1-2-3-6). Roma, Piazza di Porta San Giovanni 10 (Scala Santa) Tel/Fax 06 7008691 e-mail: salauno@salauno.com website: www.salauno.com
Corpo e Mente a Catania
Istituto Nazionale di Architettura - IN/ARCH Sicilia
Domenica 23 Gennaio 2005 - ore 19,00
presso il Centro Zo - p.le Asia n.6 Catania
ArchiMedia, proiezioni video di architettura – 3° edizione
a cura di Franco Porto e Ignazio Lutri
Corpo e mente: scenari tradizionali e digitali nella ricerca architettonica, conferenza di Luigi Prestinenza Puglisi
La serata inaugura un nuovo ciclo di incontri sul rapporto fra architettura e linguaggi artistici legati alle nuove tecnologie.
ARCHIMEDIA, realizzato in collaborazione con Zo - Centro Culture Contemporanee, diventa un’occasione di approfondimento di nuovi linguaggi dell’architettura e un’occasione per presentare esperienze che sondano il fecondo rapporto tra i diversi media e l'architettura. L’architettura in video testimonia la diffusa ricerca di strumenti capaci di esprimere l'idea, il progetto e le qualità della ricerca, inserita nel più ampio scenario prodotto dalla rivoluzione informatica. Sarà una panoramica, non esaustiva ma rappresentativa, di alcune emblematiche esperienze di comunicazione dell'architettura attraverso il mezzo audiovisivo.
Te la do io Brasilia a Firenze
Il 18 gennaio 2005, presso la Facoltà di architettura di Firenze (ore 16:00), presentazione del libro "Te la do io Brasilia. La ricostruzione incompiuta di Gibellina", di Mario La Ferla (Ed. Stampa Alternativa).
Interverranno, oltre l'autore, Giovanni Bartolozzi, Emanuele Piccardo, Sandro Lazier, Paolo GL Ferrara.
Alle 21:30, sempre a Firenze, presso la libreria Edison, incontro con La Ferla, Galardi, Lazier, Lapi Ballerini, Aleardi, Ferrara.
Portus 8 a Venezia
Presentazione della rivista Portus 8-Grandi progetti urbanistici lungo le coste. Sabato 15 Gennaio ore 17.30 Spazio Eventi, Libreria Mondadori, San Marco 1345 Venezia.
Anselmi a Palermo
Dipartimento di Storia e progetto nell’architettura e Dottorato di Progettazione architettonica. Mostra delle architetture di Alessandro Anselmi: Palazzo Branciforte 14-28 gennaio 2005. Inaugurazione 14 gennaio ore 18.30. Conferenza di Alessandro Anselmi. Introducono Pasquale Culotta, Cesare Ajroldi. Facoltà di Architettura di Palermo, 14 gennaio ore 15.30 Aula D 4.3
MOSTRE DELLA SETTIMANA a cura di Santi Musmeci
Francesco Palpacelli a Roma
Mostra dal titolo Polarità emittenti - captanti a cura di Massimo Locci dal 13 al 31gennaio 2005.Dal Lunedì al Venerdi ore 10.00/18.00 , il Sabato ore 10.00/13.00 .Casa dell'Architettura, Acquario Romano, Piazza Manfredo Fanti 47 - 00185 Roma. www.casadellarchitettura.it <http://www.casadellarchitettura.it> info@casadellarchitettura.it t. +39 06 97.60.45.98 f. +39 06 97.60.45.61
Anna Dorsa a Roma
Anna Dorsa Territori della memoria fluttuante mostra curata da Ivana D’Agostino, dal 11 al 19 gennaio presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, Roma. Orario: dal martedì al venerdì dale 17 alle 20.
Gaetano Pesce a Milano
Mostra Il rumore del tempo, dal 22 Gennaio al 18 Aprile 2005. Un percorso dedicato a un grande creatore cosmopolita che vive a New York e dialoga con il mondo, un'occasione per riflettere su questioni teoriche aperte e problematiche, che affondano le radici nel passato e che prefigurano il futuro. Triennale di Milano viale Alemagna 6 www.triennale.it
Dressing Ourselves a Milano
Mostra Dressing Ourself dal 18 Gennaio al 20 Marzo 2005. Un percorso artistico che vede personaggi del mondo dell'architettura, del design, della musica e dell'arte invitati a disegnare il proprio abito ideale rendendolo un autoritratto Triennale di Milano viale Alemagna 6 www.triennale.it
Colore a Milano
Colore, dal 18 Gennaio al 20 Marzo 2005 Una mostra di grande successo riproposta e curata dal Muba per presentare in modo giocoso e innovativo l'elemento del colore Triennale di Milano viale Alemagna 6 www.triennale.it
Premio Nazionale di fotografia Riccardo Pezza a Milano
10° edizione del Premio Nazionale di fotografia Riccardo Pezza dal 22 Gennaio al 6 Febbraio 2005 Triennale di Milano viale Alemagna 6 www.triennale.it
Il Design della Gioia a Milano
Il gioiello tra progetto e ornamento, Triennale di Milano dal 23 novembre 2004 al 27 febbraio 2005. A cura di Alba Cappellieri e Marco Romanelli, allestimento di Marco Romanelli e Marcello Pinzero, grafica di Giuseppe Basile. Orario: 10.30 – 20.30, chiuso il lunedì. Triennale di Milano viale Alemagna 6 www.triennale.it
Vetri.Nel mondo.Oggi a Venezia
Vetri.Nel mondo. Oggi. Esposizione internazionale d’arte: centosettanta opere di oltre 80 artisti contemporanei, rappresentativi del movimento internazionale conosciuto come Studio Glass. Dal 14 novembre 2004 al 3 aprile 2005. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti Campo Santo Stefano, Venezia
Io sono Bororo a Genova
Io sono Bororo,mostra sul popolo indigeno del Brasile tra riti e futebol. Dal 9 ottobre 2004 al 23 gennaio 2005 a Genova, Castello D’Albertis, Museo delle Culture del Mondo, Corso Dogali 18.
Loco couture + RZ a Padova
Una collezione di gioielli sintesi di due approcci progettuali differenti, progetti di Silvia Bonin e Roberto Zanon. Dal15 al 31 gennaio 2005 . Da from, via del Santo 9 Padova info: 0424 523012 - 049 5790 352
Premio del Golfo 2004 a La Spezia
Biennale Europea Arti Visive Premio del Golfo 2004 Costanti diversità. Dal 11 dicembre 2004 al 6 marzo 2005 Centro di Arte Moderna e Contemporanea della Spezia. Via Cesare Battisti, 1. Da martedì a sabato 10-13, 15-19, domenica 11-19, chiuso lunedì. Informazioni e prenotazioni: tel. 0187 734593 fax 0187 256773. camec@comune.sp.it www.comune.sp.it/citta/camec/camec.html <http://www.comune.sp.it/citta/camec/camec.html>
Luca Bertasso a Modena
Luca Bertasso mostra Disidentikit, Galleria Artealcontrario, via Carteria 60 e galleria A! piazza de Servi 44a. Dal 4 dicembre 2004 al 28 gennaio 2005.
Action Painting a Modena
Mostra Action Painting, Dal Disegno all’Opera, Arte Americana 1940-70. A cura di Luca Massimo Barbero. Dal 20 novembre 2004 al 27 febbraio 2005, Foro Boario, via Bono da Nonantola, Modena, Italy Orari: Tutti i giorni alle ore 10.00 alle 19.00 orario continuato. Chiuso il lunedì.
Angela Rosati a Bari
Il giardino tra le righe personale di Angela Rosati a cura di Emanuela Angiuli. Dal 28 dicembre 2004 al 31 gennaio 2005 ore 9.00 / 19.00, sabato ore 9.00 / 13.00Chiuso i giorni festivi. Biblioteca Provinciale Santa Teresa dei Maschi, biblioteca per la Cultura e per le Arti, Strada Lamberti 4, Bari Tel. 080 5210484, direzione@bibliotecaprovinciale.bari.it
MOSTRE DALL’EUROPA a cura di Monica Zerboni
Architettura e arte a Parigi
A Parigi continua fino al 22.1 Translation, un progetto dell’Ecole National des Beaux Arts di Parigi in collaborazione con il Kamla Institute of Architecture di Mumbai, India. La mostra è frutto dell’incontro di quattordici artisti e sei giovani architetti che, attraverso progetti e lavori collettivi, esprimono le possibilità di interazione tra architettura e arte e rispondono in modo soggettivo alle sollecitazioni emotive suscitate dalla realtà indiana.
Public, 4 Impasse Beaubourg, Parigi
Industrial Design a Berlino
A Berlino, presso l’Istituto di Cultura Finlandese, inaugura il 13 gennaio Industrial Design, rassegna degli ultimi vent’anni di ricerca finlandese nel campo della progettazione industriale. Bussole e computer, sofisticati strumenti di rilevazione scientifica, handies, ma anche sedute ergonomiche e mobili da ufficio sono i punti di forza di un’economia che celebra il design industriale anche sui propri francobolli. Fino al 25 febbraio
Finnland-Institut, Georgenstrasse 24, Berlino
Eisenman a Vienna
A Vienna un’ampia retrospettiva onora i quarant’anni di attività dell’architetto americano Peter Eisenmann con un allestimento curato dallo stesso progettista. La mostra presenta non soltanto i progetti di una vita, dalle prime case monofamiliari fino alle commissioni più importanti (tra cui ricordiamo la Città della Cultura a Santiago de Compostela e il Monumento all’Olocausto di Berlino), ma analizza anche l’attività dell’architetto quale docente e teorico dell’architettura. Dal 15.12.2004 al 22.5.2005
MAK-Museum fuer angewandte Kunst, Stuben Ring, Vienna
Motociclette a Vienna
Ancora a Vienna, al museo della Tecnica, la mostra Motociclette 1945-2005, racconta la storia delle due ruote dagli esordi come mezzo di locomozione “povero” alla sua evoluzione a sinonimo ottimale di svago e libertà. Fino al 3 aprile
Technisches Museum Wien, Mariehilfer strasse 212, Vienna
The City as Loft a Zurigo
A Zurigo è aperta fino al 18 gennaio The City as Loft, rassegna dedicata all’attività dell’architetto olandese Kees Christianse. Allievo di Rem Koolhaas, è oggi titolare di un’impresa edile specializzata nella riurbanizzazione di aree dismesse all’interno delle città.
La mostra illustra le visioni e le strategie di intervento del gruppo di Christianse su queste “aree in attesa”, ex-stazioni ferroviari, docks portuali, vecchi aeroporti ecc.
EHT Zentrum, Ramstrasse 101, Zurigo
LIBRI e RIVISTE a cura di Francesca Oddo
I paesaggi del TGV Méditerranée
"Un libro costruito 'in presa diretta' sull'evoluzione concettuale in Francia dei temi del paesaggio nella realizzazione delle grandi infrastrutture. Il caso affrontato è quello del TGV Méditerranée, l'Alta velocità da Valence a Marsiglia, che è anche una grande opera di paesaggio, oltre alla mitigazione dell'impatto della linea con il delicato contesto agrario che attraversa, tre nuove stazioni, sette viadotti monumentali, oltre cinquecento ulteriori "opere d'arte comuni". La novità sta nell'ampiezza dei mezzi adottati per la progettazione, che ha coinvolto la creatività di un numero incredibile di risorse intellettuali, fra cui autori di primo piano, e la rilevanza dei suoli coinvolti e trasformati.
Questo libro ricostruisce l'approccio della SNCF per la riqualificazione del paesaggio, ripercorrendo poi l'opera con tre livelli paralleli di lettura: fotografie e immagini rubate lungo il tracciato del TGV: interviste ad architetti, paesaggisti e tecnici; immagini del paesaggio dal treno in corsa a oltre 300 chilometri l'ora." (Recensione Biblioteca del Cenide)
Autore: Vincenzo Gioffré con Franco Zagari, Vanna Fraticelli, Emanuel Perreau, Sébastien Giorgis, Antonio Femia, Domenico Cogliandro. Editore: Biblioteca del Cenide. Pagine: 132. Lingua: italiano, francese. Illustrazioni: 50. Prezzo: € 15.00.
Dentro la trasfigurazione. Il dispositivo dell’arte nella cibercultura
"L’Occidente ha fondato i linguaggi del potere e della scrittura sul modello del mito platonico della caverna, secondo cui la conoscenza è un faticoso cammino di astrazione dall’ingannevole esperienza sensibile. Tuttavia, la cultura delle nuove tecnologie, della rete e dei consumi mette in crisi tale modello, richiedendo una continua performatività dell’esperienza in una risposta immediata all’impatto con l’altro, che trasforma e produce non più oggetti, ma processi. Nel racconto evangelico della Trasfigurazione Luisa Valeriani individua un modello di modalità cognitive, espressive e comportamentali che, a differenza del paradigma platonico, consente di avvicinare e comprendere l’esperienza attuale della cibercultura. Seguendo il filo rosso della Trasfigurazione, l’autrice rintraccia nelle espressioni artistiche del Moderno la crisi di un ordine formale fondato sulla separazione tra soggetto e oggetto: già da Caravaggio, e poi attraverso i mistici e le avanguardie, soprattutto con Duchamp, l’opera d’arte si trasforma in dispositivo. E dispositivi, trasfigurativi e comunicativi, risultano oggi non solo Bill Viola e Marina Abramovic, Vanessa Beecroft o Ciriaco Campus, ma anche tutti i bricoleurs che introducono creatività nelle loro pratiche di consumo." (Recensione Meltemi)
Autori: Luisa Valeriani. Editore: Meltemi. Anno: 2004. Prezzo: € 19.50
Agenzia per lo svolgimento dei XX giochi olimpici invernali Torino 2006 I progetti
"Dal 10 al 26 febbraio 2006 si svolgeranno a Torino e nelle vicine località alpine i XX Giochi Olimpici Invernali.
Per ospitare l’avvenimento, Torino e il Piemonte si sono impegnati in uno straordinario sforzo organizzativo e progettuale finalizzato a realizzare impianti sportivi, strutture ricettive e infrastrutture stradali. (…)
Dell’impegno e del lavoro dell’Agenzia Torino 2006, stazione appaltante, si è voluto dare testimonianza con questo volume, una sorta di catalogo di tutti i progetti avviati tra il 2002 e il 2003 ed oggi in corso di realizzazione (…).
I progetti sono suddivisi, per semplicità di lettura, in tre categorie di opere: gli impianti sportivi; i villaggi per gli atleti e per i giornalisti; le infrastrutture stradali e gli impianti per lo sci (piste di gara, impianti di risalita, sistemi di innevamento artificiale). Sono inquadrati nel territorio e nella storia architettonica ed urbanistica di Torino e dei centri in cui vengono realizzati e sono raccontati dai progettisti con il supporto di schizzi, disegni a mano libera e tavole tecniche ricche di particolari (…)." (Recensione Electa)
Autori: Marco Filippi e Franco Mellano (a cura di). Editore: Electa. Anno: 2004. Pagine: 304. Illustrazioni: 400. Prezzo: € 100.00
RECENSIONI e APPROFONDIMENTI
Deus ex machina: ne parliamo con Antonio Tramontin
1.Una breve auto presentazione dell’Autore...
Ingegnere, ha studiato in Italia e alla AA di Londra. Insegna alla Facoltà di Ingegneria di Cagliari Architettura delle Grandi Strutture
2. Descrivimi in tre righe Deus ex Machina...
Deus ex Machina è pensato per gli studenti di architettura e ingegneria per capire da dove origina e dove si può orientare il nuovo progetto della grande dimensione.
3. Perché questo titolo così complicato?
Perché non è generalmente inteso che la grande struttura sia una dimensione anche tecnologica del progetto di architettura e alla fine mi piacerebbe che si identificasse in modo semplificato solo come “deus ex machina”
4. Tre ragioni per comperare il libro...
Ragione 1: costa non molto (24 euro) per 350 pagine di racconti attuali o quasi e di (belle) immagini
Ragione 2: è utile per ragionare sul passaggio, non molto conosciuto ma fondamentale, dalle architetture degli anni sessanta a quelle del 2000.
Ragione 3: Serve per orientare positivamente interrogativi su idee e ricerche per il progetto e i materiali di architettura e ingegneria dell’immediato futuro.
5. Elencami le cinque grandi strutture che ti appassionano...
a)il Colosseo
b)Il ponte Vecchio sull’Arno
c) Santa Maria del Fiore
d) La Grand Central di New York
e) La TAV di Firenze
6. Perché una grafica tanto colorata?
Il colore è un codice antico della architettura e la nuova architettura non può essere letta e comunicata con un lessico soltanto bianco e nero
MEDIA E DINTORNI a cura di Antonio Tursi
Postumano nelle reti
Le cattedra di Teoria e tecniche dei nuovi media e di Sociologia delle comunicazioni di massa dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” organizzano un ciclo di seminari (dal 17 gennaio) su Il post-umano nelle reti. Dalla carne alla politica.
Temi del seminario: Processi culturali come processi ibridativi, post-umano come continuo spostamento di soglia. Dai corpi del vissuto esperienziale alle astrazioni del sapere organizzato, dall’artificializzazione della natura all’antropomorfizzazione della tecnologia, dai territori alle istituzioni, e dunque alla crisi dei soggetti tradizionali e dei luoghi storici della politica. Se l’essenza del post-umano è da rintracciare nell’apertura virtualizzante dell’umano, ovvero nella «saldatura organizzata di più entità», occorre riflettere su questa saldatura, su questo accoppiamento strutturale tra umano e inumano che trova la sua origine nel rapporto uomo-natura, origine spesso negata dalla civilizzazione e dai saperi tradizionali. L’essere umano come forma neotenica, la riscoperta del corpo come parametro fondamentale per comprendere il mutamento sociale. Su queste basi, attraverso un percorso interdisciplinare e approcci eterogenei, dalla filosofia alla mediologia, dalla sociologia alla psicologia, dall’estetica al design, il seminario vuol essere sede per lo sviluppo di un dibattito su un tema in Italia quasi sconosciuto o comunque relegato ai margini del sapere accademico.
Relatori esterni: Giovanni Anceschi, Francesco Antinucci, Pier Luigi Capucci, Antonio Caronia, Derrick de Kerckhove, Roberto Esposito, Giuseppe O. Longo, Roberto Marchesini, Paolo Virno.
Relatori interni: Alberto Abruzzese, Sergio Brancato, Massimo Canevacci, Alberto Marinelli, Maria Luisa Palumbo, Mario Pireddu, Enrico Pozzi, Marcello Serra, Antonio Tursi, Luisa Valeriani.
Con il patrocinio della Provincia di Roma, in collaborazione con McLuhan Fellows International e CeT - gruppo Cultura e Tecnologia.
Coordinamento scientifico: Mario Pireddu (mario.pireddu@tiscali.it <mailto:mario.pireddu@tiscali.it> ) e Antonio Tursi (antonio.tursi@unimc.it <mailto:antonio.tursi@unimc.it> ). Per altre informazioni (calendario completo, orari, sedi): www.comunicazione.uniroma1.it <http://www.comunicazione.uniroma1.it>
CINEMA a cura di Federica Scarnati
Ferro 3 - La casa vuota
Di Kim Ki-duk. Con Hee Jae, Seoung-yeon Lee. Distribuzione Mikado.
È difficile descrivere uno dei più bei film mai visti, quando davanti allo schermo si spalancano gli occhi, si sente il bisogno di respirare più profondamente, si sorride e ci si commuove perché tanta bellezza si fa difficoltà a immaginarla. Una persona molto cara mi ha detto a questo proposito che, se non si facesse un uso improprio del termine, “bello” sarebbe l’unico aggettivo calzante, perché di cose belle ce ne sono davvero poche. L’incredibile maestria del regista coreano consiste nel rendere assolutamente familiari situazioni e storie ai limiti dell’immaginazione. Dopo Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera, incantevole riflessione sulla corruzione mondana della vita dell’uomo, in cui emergeva fortemente la pittura, sua prima passione, Kim Ki-duk ci fa dono della poesia del silenzio, del movimento, della solitudine. I protagonisti di Ferro 3 rifuggono dal dolore della propria vita nelle abitazioni di sconosciuti, prendendo il posto di tutti e di nessuno. Il sollievo finale consisterà nel rendersi ombra, in un’evanescenza che consente la realizzazione di un amore incorruttibile, perché invisibile al mondo. Qualsiasi altra parola risulterebbe inadeguata nel rendere la bellezza di questo film. La visione sarà entusiasmante e consolatoria, come un gesto d’affetto profondo e sincero.
PHILO-SOPHIA a cura di Stefano Malpangotti
27 gennaio 2005: 60 anni dalla liberazione D del campo di Auschwitz-Birkenau (2. Il senso della memoria)
La memoria istituzionalizzata è ben diversa dalla memoria viva, che è ribellione e messa in guardia dai poteri costituiti e dai comportamenti gregari. Se, come fa notare Emma Schnur, è quasi impossibile educare contro Auschwitz, bisogna educare dopo Auschwitz, perché i nostri vecchi parametri sono crollati, perché questa storia è scaturita dal cuore stesso di una società civilizzata. Sapendo che, nell’insegnamento della Shoah, il discorso politico è essenzialmente duro, arido e violento. E che non serve a nulla insegnare questo avvenimento per darne una versione edulcorata.
Cosa possono fare degli uomini ordinari in circostanze straordinarie? Questo interrogativo fa della storia della shoah qualcosa di particolare: essa non è né un complesso di nozioni nella più pura tradizione positivista, né un sapere ordinario, né un ramo specifico del sapere. Poiché ci mette in discussione in quanto “esseri politici” e interroga l’umanità di ciascuno, la sua mediocrità e la sua componente eroica, il suo conformismo e il suo lato ribelle, questa conoscenza cambia colui che la fa propria, è la “mannaia che spezza il mare di ghiaccio che c’è dentro di noi”. Questo avvenimento non può diventare l’ennesimo racconto del male che l’uomo fa all’uomo. Esso non è né il pogrom né il massacro sterminatore, ma la negazione massiva della dimensione umana di un popolo il cui sterminio non è un’uccisione ma una “fabbricazione di cadaveri”.
“Abbiamo avuto un’eredità senza testamento”, scriveva René Char. Siamo i depositari di questo strano lascito, una lezione oscura che è anche una lezione politica, perché, dopo Auschwitz, a essere ormai in questione è il nostro stesso statuto di esseri umani.
GEORGE BENSOUSSAN
Ci troviamo con loro, e ci guardiamo, raggelati. Hanno capito tutto, hanno intuito che questi non sono dei bagni, ma che questa stanza è l’anticamera della morte. La stanza si riempie di persone. Abbiamo di fronte a noi delle giovani vite frementi, palpitanti, nel pieno della giovinezza, incantevoli come rose sbocciate in un giardino. Fresche, umide per la rugiada del mattino, che allo splendere del sole sfavillano – tali a delle perle. Non abbiamo il coraggio, non ce la facciamo a dire alle nostre care sorelle di spogliarsi. Dal momento che i vestiti che indossano sono la loro corazza, il mantello dietro al quale trovano riparo le loro vite. Quando si toglieranno il vestito e resteranno nude, perderanno l’ultima difesa, l’ultimo appiglio alla vita. Ecco perché non abbiamo la forza di dir loro di spogliarsi più in fretta. Che indugino ancora qualche momento, in questa corazza, in questo mantello che le lega alla vita.
SALMEN GRADOWSKI, Sonderkommando, ucciso ad Auschwitz probabilmente nel 1944. I suoi scritti, sepolti nel terreno, sono stati ritrovati qualche mese dopo la liberazione del campo.
SEGNALAZIONI
William Curtis in mostra
Architectures du Monde: le regard de William J.R. Curtis'. Exhibition of over a hundred architectural photographs by the historian, critic, painter and photographer William J.R. Curtis at the Centre Méridional de l'Architecture et de la Ville, Toulouse, until March 5th, 2005. Drawing upon images collected during his numerous travels over the past thirty years, the exhibition provides an architectural journey through space and time, juxtaposing examples from east and west, north and south, from modern and ancient cultures. Far from being simple records or representations, these photographs are interpretations and transformations of reality with a strong abstract order. The exhibition is accompanied by two compact catalogue/brochures with coloured illustrations and short texts. Exhibition Open: Mondays to Saturdays, 13hrs to 19hrs, entry free. Centre Méridionale de l'Architecture et de la Ville, 5, rue St Pantaléon - 31000 Toulouse, FRANCE. (only 150 metres from place du Capitole). Tel: 33(0)561233049 -Fax: 33(0)561219053. Further enquiries: Tel: 33(0)561216119. Email : aera-com@wanadoo.fr Site : http://cmav.free.fr
Internet e il Barocco a Roma
In occasione dell’uscita del volume di Antonio Tursi Internet e il Barocco. L’opera d’arte nell’epoca della sua digitalizzazione (editore Cooper), l’Inarch-sezione Lazio organizza lunedì 24 gennaio 2005, nell’ambito dei “I lunedi dell’architettura”, l’incontro Internet e il Barocco: architettura e mediologia, coordinato da Luigi Prestinenza Puglisi e a cui parteciperanno Alberto Abruzzese, Massimo Canevacci, Paolo Desideri, Massimo Ilardi e Antonino Terranova. Sarà presente l’autore. L’incontro si svolgerà alle ore 20 presso la sede ACER, in via di Villa Patrizi 11 (Roma). www.inarchlazio.it
Punti di vista e vedute di città a Roma
I punti di vista e le vedute di città. Parte terza: secoli XVII e XVIII. Convegno Nazionale / 27-28 gennaio 2005 Università “Roma Tre” Facoltà di Architettura, via Madonna dei Monti 40 - Roma, Aula “Urbano VIII”. Con il patrocinio dell’Accademia Nazionale dei Lincei e il contributo dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza” e dell’Università “Roma Tre” curatore: Enrico Guidoni. Introduce: Paolo Micalizzi. Organizzazione: Alessandro Camiz. Programma su: http://www.storiadellacitta.it/pdf/vedute_3.pdf
Master in progettazione strategica delle risorse architettoniche urbane ambientali a Milano
Nel febbraio 2005 è attivato presso il Politecnico di Milano il Master Universitario di II livello in Progettazione strategica integrata per lo sviluppo delle risorse architettoniche urbane ambientali, destinato a laureati/e (laurea specialistica, quinquennale o quadriennale del V.O.) in Architettura, Ingegneria Civile ed Edile o, per gli studenti stranieri, titolo equipollente. Il corso, di durata annuale, è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Lombardia. La partecipazione è gratuita.
Termine di presentazione delle domande di iscrizione: 4 febbraio 2005. Informazioni e iscrizioni: Segreteria Didattica del Master tel. +39 02 23995528, e-mail lipau.master@polimi.it, URL: www.lipau.polimi.it.
Palermo: riappare virtualmente la Nativita' del Caravaggio
Palermo, 6 gen. (Adnkronos) - Riappare in forma virtuale, all'oratorio San Lorenzo di Palermo, la Nativita' del Caravaggio, trafugata dalla mafia e mai piu' ritrovata.L' associazione Amici dei Musei Siciliani, nell'ambito delle manifestazioni natalizie del Kals'art winter, organizzate dall'Amministrazione comunale di Palermo, propone un'installazione di arte contemporanea, all'interno dell'Oratorio, che ha come tema ispiratore la famosa tela di Caravaggio trafugata 35 anni fa. L'installazione, prodotta dall'Associazione, e' stata elaborata e realizzata dai gruppi ''Ma0 <http://www.ma0.it/> '' e ''Formazero <http://www.formazero.it/> '', ed ha per titolo ''Touch screen 04 - In quadro''.
Workshop danza e architettura a Saronno
II Convegno Nazionale, Teatro Giuditta Pasta – Saronno, 17 - 18 febbraio 2005, trasversalita' delle arti del corpo nella didattica scolastica danza e architettura: la percezione dello spazio strutturato Workshop condotto da Wanda Moretti dalle ore 14 alle 15.45 Tema: il movimento in relazione all'architettura. La composizione coreografica su piani e spazi non tradizionali. Obiettivo: il corpo come indicatore di forme, strumento per focalizzare l'attenzione. Usare il movimento per forzare la percezione di uno spazio oltre le sue possibilità canoniche e usare lo spazio quale fonte di nuovi stimoli per il corpo. Metodologia: attività pratica aperta a chiunque voglia partecipare ad un processo creativo educativo. Si tratta di un approccio corporeo, un'interazione dinamica con alcune strutture, che a partire da una presentazione video svilupperà un'indagine attorno all'architettura. Segreteria Organizzativa Anna Chiara Altieri Tel 02 96 70 19 90 Fax 02 96 70 20 09 Teatro Giuditta Pasta - via I maggio snc - Saronno (Va)
segreteriaorganizzativa@teatrogiudittapasta.it www.teatrogiudittapasta.it
info: il_posto@libero.it <http://www.ilposto.org>
Master in lighting design
Dal mese di febbraio 2005, presso il Dipartimento di Innovazione Tecnologica dell’Architettura e Cultura dell’Ambiente - ITACA, della Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, avrà inizio la seconda edizione del primo Master di 2° livello in Lighting Design - MLD. Il Master MLD si rivolge ai laureati in Architettura ed Ingegneria - laurea UE e laurea specialistica . Potranno inoltre essere ammessi al MLD anche laureati in Conservazione dei Beni Culturali, Fisica, Lettere, impiegati da almeno due anni nella Pubblica Amministrazione.
Iscrizioni: I termini per la domanda di ammissione scadono il 31 gennaio 2005. E’ possibile accedere al bando dal sito www.uniroma1.it/studenti/laureati/master entrando nella sezione master della Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni”, oppure scaricandolo dal sito www.masterlighting.it
e-mail: info@masterlighting.it
SPOT SU…
Gianluca Brini: stereotipi?
Lo stereotipo n. 1 è “non essere <superficiali>, andare alla sostanza … <la forma segue la funzione>”, dalla forma intesa in senso negativo-superficiale alla sostanza intesa in senso positivo-profondo (dal contenente ai contenuti – dai segni ai significati – dalla forma alla funzione, ma anche dal linguaggio ai concetti, che poi comunque i concetti si esprimono con linguaggi e le funzioni con forme …).
Lo stereotipo n. 2 è “non badare tanto ai contenuti che sono banali/scontati, quanto alla forma, perché è questa che plasma il mondo, che fa l’arte … <la funzione segue la forma>” dalla funzione intesa in senso negativo alla forma intesa in senso positivo (invertendo i termini-concetto del n. 1).
Tra questi due estremi, in realtà, sta tutto un mondo.
….
A me viene sempre in mente il concetto del “rapporto dialettico tra interno ed esterno” che Cesare Brandi individuava come la vera matrice dell’architettura. Ragiona che ti ragiona, … tolta la patina “superficiale” di dentro-fuori cui mi pare si riferisse, preso di petto come dialettica tra contenuto-contenente, significato-segno, funzione-forma, concetto-espressione, utilità e strutture-linguaggi e simboli, monade-involucro (storia certamente nota, e infatti non è sulla dialettica che ci vogliamo fermare, dialettica è un termine che chiude il discorso invece di aprirlo, mi pare) individua “semplicemente” il crinale sul quale pare che ci si fermi quando si fa architettura. … In effetti è semplice, il problema è solo pensare al dentro e al fuori contemporaneamente, alla distribuzione ed alla forma, alla costruzione ed all’immagine?; tanto semplice che per parlarne non se ne parla, è più semplice allora posizionarsi o di qua o di là. In ogni caso, ammesso che poi il problema sia solo questo, tra stare di qua o di là o stare faticosamente sul crinale, forse si può anche pensare di “scendere” dentro alle cose.
….
Un tentativo di titolare un approfondimento: se è nella dialettica tra dentro e fuori, tra contenuto e immagine che si deve penetrare, se si deve “decostruire” (per ricostruire?) questo crinale, dentro al quale andare a cercare nuovi concetti e nuovi sensi, allora quale strumento adottare per penetrare?.
….
Forse è proprio il progetto in sé che CI CONSENTE DI PENETRARE tutto lo spazio, ed infatti esso “è indicibile” con altri linguaggi e forme se non le proprie sempre diverse volta a volta; … e contemporaneamente il “gioco dei volumi e degli spazi” e “le poetiche e le tecniche” non sono i soli elementi di progetto. Van Doesburg non finisce di pungolarmi: “in ultima analisi, solo la superficie è decisiva in architettura”, che io poi mi permetto di interpretare o tradurre come piano (ma perché non ho ancora letto, colpa mia certo, qualcosa del tipo che il decostruttivismo architettonico contemporaneo nulla aggiunge al neoplasticismo, ovvero ne è la riflessione reiterata, ?).
Il crinale … andare a leggere cosa può esserci sotto e dentro, e qui lavorare nella massa spessa e monadica del progetto. … (Gianluca Brini)
LETTERE
Oliviero Godi: il farsi delle cose
Caro LPP, leggo sempre avidamente, anche se a spizzichi e bocconi, le tue press/letters.
Nella prima del 2005 parli dei processi costruttivi e della abdicazione dell'architetto alla forma.
Nella nostra esperienza lavorativa, dove gli edifici vengono costruiti a 10,000 km di distanza, il processo costruttivo perde necessariamente d'importanza per lasciare più spazio forse all'aspetto concettuale, nel senso che il nostro lavoro primario è l'identificazione di un concetto interessante che risponda sia alle esigenze del cliente che alla volontà di introdurre qualcosa di nuovo, di interessante e stimolante per chi poi utilizzerà le nostre architetture.
Da questo punto di vista la mancanza di dettagli è disarmante, la cura della costruzione viene lasciata alle capacità e all'entusiasmo di chi sovraintende alla costruzione stessa. Il rispetto della "forma" ha così una precedenza sulla tecnica di costruzione e sulla "tecnicità" degli architetti. Come avevi ben sottolineato la nostra architettura è priva di dettagli, chisssà, forse per incapacità o forse perchè nell'intimo lo troviamo un aspetto edonistico della nostra professione. Tadao Ando disse una volta che "ogni dettaglio di Carlo Scarpa "canta", ma tutti insieme sono una cacofonia"...
Ben venga la capacità professionale, ma negare (o sminuire) l'importanza della forma nel nostro contesto storico significa, per me, sottovalutarne l'implicazione culturale.
Ciao, Oliviero
Commento a PresS/Tletter n.1-2005 - (un graditometro) di uno studente di lungocorso
Lode a Irace: finalmente si riparla dell'abitare, era ora!!! (ma non c'è anche una rivista con questo nome?) Basta con il riciclare modelli abitativi che rispondono ad esigenze vecchie di decenni, basta con il pubblicare solo musei, auditorium e centri culturali: vorrei ricerche in grado di guidare anche la progettazione "quotidiana". Avvertenza: al pensiero segua rapida l'azione
Lode a Canciani che oltre a richiedere architetture "quotidiane" ha il sogno leggitimo di educare la committenza e i costruttori. W l'utopia.
Tristezza per via del Corso: "la Solita Storia" o "una Minestra Riscaldata"? (fate voi per me sono lo stesso)
Impreco dopo aver acquistato Casabella 728/729 (se solo la PresS/Tletter fosse arrivata prima): allettato dal titolo -finalmente non il solito chiacchiericcio- irritato dopo averla sfogliata - il solito nulla architettonico: si salvano 2/3 progetti- spaesato per aver letto l'editoriale -ma il resto della rivista chi l'ha curato? gli articoli sono coerenti con le intenzioni?- riposta velocemente in libreria -un giorno forse mi sarà utile- mi rimane un unico pensiero: Aridateme i soldi !
Grazie per lo spot su ... la luce: repetita iuvant (ma se qualcuno non ne aveva capito l'importanza nel creare sensazioni spaziali faccia altro)
Noticina per Caramma: non si preoccupi, credo abbia frainteso, quei premi non sono per l'Architettura ma dedicati ad una diversa disciplina, pur presente nei secoli scorsi e cresciuta nel precedente ora ha il suo maggior sviluppo: la MegaviglioArchitettura di cui la ScultoArchitettura -sezione cui aderisce Calatrava- è un vasto segmento. A.A.A. Ve(n)desi Monumento!
didilio@libero.it
Dario Canciani su Piano a Rai 3
Carissimo LPP, sabato scorso, alla trasmissione "Che tempo che fa" su Rai tre Fazio ha intervistato Renzo Piano.
L'operazione, sebben un pò troppo "nazionalpopolare" , mi sembra interessante anche per la capacità di Piano di tradurre la materia in modo naturale e pacato, ricordando in definitiva che quella di architetto è una "professione" che ha come origine e come fine il miglioramento della vita dell'uomo sul pianeta e non la pura speculazione artistico-filosofica.
Sentir parlare un grande architetto in questi termini, con questa passione, difendendo soprattutto l'"architettura" e non tanto la "riconoscibiltà" del marchio di fabbrica (e quindi dell' ego del progettista, che pur deve esistere come "molla creatrice") credo faccia bene all'architettura e a quella committenza a cui mi riferivo nella Newsletter n°1/2005.
Condivido quindi questa visione di Piano (anche se non sempre, con la massima modestia, condivido a pieno i risultati di alcune sue architetture) e credo vada avviata una seria riflessione (da parte di riviste specializate e non) prorio sulla "disciplina" non lasciandosi ammaliare da effimeri quanto pericolosi "canti dele sirene". Grazie infinite per l'attenzione. Dario Canciani
ALLEGATI
Allegato n.1: Vittorio Giorgini, architetto morfologo e borderline
A causa dei guasti ambientali prodotti, si assiste oggi ad un interesse intorno all’architettura come strumento di controllo e di miglioramento dell’ambiente umano. Si cominciano a studiare i comportamenti delle forme delle strutture che esistono in natura per cercare di produrre delle cose molto più complesse ed efficienti. Solo recentemente si è fatta strada una corrente di pensiero che accosta progettazione e natura a un livello più profondo, considerando le risorse naturali, invece che un repertorio di soluzioni formali da copiare, come una vera e propria guida metodologica. Padre non riconosciuto di ciò che fa oggi la bionica, è senza ombra di dubbio l’architetto fiorentino Vittorio Giorgini (1926).
L’antesignano ruolo di Giorgini, come primo architetto morfologo, consta nello studio degli oggetti esistenti in natura in relazione al costituirsi della loro forma. Una delle considerazioni di base della ricerca giorginiana è infatti l'osservazione della fondamentale differenza dei modi in cui nascono gli oggetti artificiali e quelli naturali. Mentre l'uomo tradizionalmente tende a costruire i suoi oggetti rigidamente per singole fasi, con aggiunte progressive spesso simmetriche, particolarmente in ragione delle tecniche che si sono sviluppate dai primordi, l'evoluzione naturale procede sistematicamente con trasformazioni dinamiche, adattamenti e retroazioni continue. Qui si delinea la differenza tra un oggetto che viene costruito e un oggetto che cresce e si trasforma.
Una constatazione di cui Giorgini comincia a prendere coscienza intuitivamente fin dagli anni Cinquanta, con le sue prime sperimentazioni. Le sculture zoomorfiche a Baratti (1957), la galleria d'arte "Quadrante" a Firenze (1959), Casa Saldarini sempre a Baratti (1962), non sono esempi della maldefinita architettura informale o prototipi di architettura-scultura. Sono tentativi effettuati dopo attenti studi sulle strutture naturali, nella ricerca di precise regole della forma per la quale questa si sviluppa; sono modelli in scala 1:1 fatti dopo l'osservazione delle figure soniche del cardiologo svizzero Hans Jenny - sulla scia a sua volta degli esperimenti condotti dal fisico Chladni – nella ricerca di un’ipotetica architettura vibratoria; sono opere che, movendo le basi da allusioni alle forme della natura (considerate queste come delle tecniche di costruzione e di funzionamento), vanno ad indagare le possibili potenzialità in architettura di quest'ultime.
Dopo un’intensa attività professionale e didattica nel capoluogo toscano, e dopo aver collaborato, fra gli altri, con Leonardo Savioli, Ludovico Quaroni ed Edoardo Detti, Giorgini ha proseguito dal 1969 negli Stati Uniti il suo impegno progettuale, conducendo l'attività di docente nella “School of Architecture” del Pratt Institute di New York e partecipando a numerosi concorsi.
Apparentemente distanti in termini morfologici e geometrici dalle architetture “italiane” realizzate in rete e cemento, i progetti che Giorgini eseguirà negli Stati Uniti (basati principalmente su strutture reticolari, maglie spaziali e tensostrutture), non sono altro che la conseguenza logica e coerente degli stessi studi condotti sulla natura e che hanno come prerogativa l’applicazione delle nostre attuali tecniche.
Glauco Gresleri, in un recente numero di “Parametro”, scrivendo a proposito del lavoro progettuale di Vittorio Giorgini, sottolineava «il problema del riscontro di come la critica “ufficiale” dei prosatori della nostra storia architettonica non sia in grado di lavorare con un setaccio più vero per estrapolare, tra tanti autori di architetture, le creature caratteristiche della vera intelligenza architettonica senza rifugiarsi sempre nella pratica semplicistica di parlare solo di personaggi ben omologati». In effetti se la critica “ufficiale” italiana, nei decenni scorsi, avesse prestato più attenzione nel vasto panorama architettonico che non fosse solamente quello dello star system, oggi il vissuto professionale di Vittorio Giorgini avrebbe una considerazione e una rilevanza diversa; misconosciuto nel nostro Paese, le opere di Giorgini sono state invece acquisite dal Centre Pompidou di Parigi e dal FRAC Centre di Orléans, certamente più attenti ai fermenti culturali creativi della contemporaneità. (Marco Del Francia)
Casciani su un libro della Electa
Caro Luigi, visto che la tua PressLetter mi sembra continui ad essere uno dei pochi segni d'intelligenza e velocità sul pianeta Internet - almeno per quel che riguarda architettura e altre materie progettuali - spero non ti dispiacerai se per una volta cerco di utilizzarla come agenzia stampa: chissà quanto tempo altri media (compresi certi siti di cui scrivo più avanti) ci metterebbero altrimenti per reagire a queste mie precisazioni.
Mi è dunque capitato di leggere qui e là (nel "Giornale dell'Architettura" e su qualche sito/libreria di quelli che annunciano e/o vendono i libri prima ancora che vengano stampati) che starebbe per uscire per i tipi di Electa un libro sulla produzione Boffi da me scritto.
Da seguace di San Tommaso come sono, ho cercato di trovare nel catalogo Electa on line una conferma a questa notizia, ma non ho trovato proprio un bel niente. E del resto non poteva esserci, visto che per quel che ne so mi limito ad intervenire con uno scritto d'introduzione al volume (che però non sarà stampato prima di aprile).
Certo, Boffi è un'azienda importante per la storia del design e il mio saggio ha l'ambizione di essere anche una riflessione globale sui cambiamenti radicali che si stanno verificando nel sistema design-produzione-mercato dell'abitare, ma di cui la maggior parte dei media di settore non sembra accorgersi.
Capisco anche che per questi stessi media … anche la più svagata riflessione critica equivale alle "Lettere dal Carcere" di Gramsci: ma mi sembra comunque esagerato attribuirmi un intero volume, per qualche cartella di testo in più.
Continuo invece a produrre libri per Domus, tra cui di prossima uscita quella che ritengo un'opera davvero importante, la più completa monografia sulla genesi e la costruzione del Nuovo Polo Fieristico di Rho Pero disegnato da Massimiliano Fuksas, che spero mi farai l'onore di recensire (quando uscirà). Così come spero che anche il libro su Boffi venga comunque letto e magari criticato, a cominciare da te e dagli altri miei tre o quattro lettori. Temo che chi ne ha dato la notizia senza averlo neanche visto (per forza, non c'è ancora) difficilmente lo leggerà una volta stampato.
Un abbraccio, Stefano Casciani
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