Un tetto a giardino per raffreddare l’edificio nel clima subtropicale. Un luogo per passeggiare, prendere un tè, giocare, praticare Tai Chi o semplicemente rilassarsi. Lo vedremo, nella città di Kaohsiung a Taiwan, nel 2012.
Sarà il più grande Performing Arts Center (Centro per le Arti Applicate): su una superficie di 100mila mq ci saranno una sala concerti (2300 posti), un’opera house (2000 posti), un teatro (1000 posti), una black box sperimentale (500 posti), un teatro all’aperto. Il progetto di Francine Houben dello studio olandese Mecanoo ha vinto il concorso internazionale davanti a Zaha Hadid e ai giapponesi di Amorphe Takeyama & Associates.
È stato scelto dalla Giuria per la forza espressiva dell'edificio, per l'integrazione del complesso con il parco del parco metropolitano di 65 ettari, per le tecnologie avanzate e l’innovativo design del teatro e, ultimo ma non ultimo, per la “risposta” fornita al problema del clima subtropicale della città di Kaohsiung, tra le più grandi del mondo con 15 milioni di abitanti.
Il complesso di Mecanoo è largo 200 metri e profondo 160 e, per le numerose aperture in copertura, nei corridoi e negli spazi aperti, si può definire un edificio “poroso”. Un’importante fonte di ispirazione è stata la presenza in situ di antichi alberi di Ficus (Banyan Trees), fra i più grandi al mondo. Mecanoo ha disegnato il parco circostante con pendii leggeri, valli e stagni, creando spazi pubblici e al tempo stesso intimi che variano di misura, scala e proporzioni. I vari percorsi creati conducono a un giardino botanico, a un boschetto di bambù, a un campo da gioco, a un padiglione del tè e a un giardino delle farfalle. Il National Performing Arts Center costerà 200 milioni di euro e sarà costruito in tre anni a partire dal 2009.
Un concentrato di tecnologie sostenibili per l’ambiente ed energie rinnovabili promette di essere la futura Ciudad de lo Sport, centro culturale e per il tempo libero destinato ad appassionati di sport motoristici, che nascerà ad Alcaniz, in Aragona. Siamo in Spagna. Il progetto è dello studio di Norman Foster che ha vinto il concorso internazionale.
Tutta la struttura è pensata per avere un impatto nullo per quanto riguarda l’effetto serra. Il tetto sarà fatto di pannelli solari e turbine a vento per rendere la Cuidad interamente alimentata con fonti rinnovabili. Il massimo di tecnologie utilizzate per costruire l’edificio saranno anche loro sostenibili per l’ambiente. E l’estetica non mancherà di appassionare i cultori delle monoposto: il centro è a forma di una macchina di Formula Uno, con un profilo aerodinamico futuristico.
(25 giugno 2007)




