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Un'architettura "pulita"... ma non troppo

LPP 04/Jun/2007 10:53:51

L’architettura ecocompatibile, potremmo dire “pulita”, è un tema ormai di attualità quotidiana. Di fronte a un mondo che rischia di rimanere senz’aria da respirare, costruire senza sprechi e senza inquinare, ma anzi producendo energia verde, è il prossimo traguardo da tagliare. .

C’è un però. Ed è rappresentato dalla mancanza di una politica organica e mirata a livello nazionale e internazionale. L’iniziativa così è lasciata alla ricerca di architetti e ingegeneri, alla volontà dei costruttori, alla lungimiranza delle amministrazioni locali.
 
Le cronache tornano in questi giorni a parlare, vista l’apertura dei cantieri a breve e la realizzazione in due anni, del grattacielo girevole a energia eolica e solare. A progettarlo gli architetti fiorentini David Fisher, Fabio Bettazzi e Marco Sala, con la collaborazione dell'ingegnere Leslie Robertson. L’edificio sarà realizzato a Dubai, negli Emirati Arabi. Fisher, intervistato dal GR2 della RAI (testata per la quale – ho dimenticato di dire – lavoro) assicura che la torre produrrà energia, avendo delle turbine inserite tra i piani. Non solo. I piani staccati sono come 80 tetti rivestiti di pannelli fotovoltaici. Ma siamo sicuri che un edificio così grande (alto 250 metri) non sia un controsenso dal punto di vista ambientale, nonostante produca 190 milioni di kilowatt per un valore di oltre 7 milioni di euro. O forse proprio per questo. Insomma sembra più una centrale elettrica che una casa. La domanda va posta.
 
Così come una domanda va posta leggendo del progetto del Vaticano di trasformare il tetto dell’Aula Nervi in un enorme scaldabagno. L’intervento è proprio su quella copertura ondulata che rende l’opera unica con le sue 4.800 tegoline, ideate dall’ingegnere strutturista. Verranno sostituite da un megaimpianto fotovoltaico, con le stesse caratteristiche estetiche, assicurano i progettisti (il professor Livio De Santis con gli ingegneri Claudio Cianfrini, Massimo Concione, Stefano Marino e l’architetto Stefano Rossetti). Ora, come possano equivalersi pannelli fotovoltaici e tegoline in cemento armato del 1971 sarà interessante scoprirlo. L’intervento è reso necessario dallo stato di estremo degrado della copertura, dice la Santa Sede. Ma è lecito chiedersi se la coscienza ecologista – fortemente incentivata dalla prospettiva di avere una riserva annua di energia elettrica di circa 360mila kilowattora – non si sia spinta oltre, prevalendo sull’opportunità conservativa di un tale bene.
 
Intanto per risparmiare risorse energetiche e ridurre le emissioni di anidride carbonica a Roma è in arrivo (entro i prossimi 5 anni) mezzo milione di nuovi alberi per la riforestazione di 650 ettari di territorio comunale. Obiettivo: 29mila tonnellate in meno ogni anno di Co2, responsabile del surriscaldamento del pianeta. 9 milioni di euro il costo complessivo di questo progetto che aderisce al “Plant for Planet” delle Nazioni Unite. Benissimo. Ma intanto il parco autobus è vecchio. Ci siamo sbarazzati dei filobus. Il trasporto pubblico resta una piaga inquinata e inquinante di questa città.
 
Non va dimenticato che questi esempi, dalle cronache quotidiane, di sensibilità verde (non solo di natura architettonica) vedono sullo sfondo il dibattito mondiale sui cambiamenti climatici che ha sempre più il sapore di uno scontro. I temi più scottanti vengono affrontati dal 6 all’8 giugno al vertice del G8 in Germania. Con l’Europa che preme per far sì che entro il 2020 la nostra energia derivi da fonti rinnovabili e gli Stati Uniti che non firmano il protocollo di Kyoto. E non ingannino i proclami ambientalisti del presidente americano che propone una serie di conferenze ai 15 paesi più inquinanti del mondo. Questo Bush mezzo verde dice sì a una riduzione delle emissioni nocive, ma entro il prossimo mezzo secolo. Piuttosto vuole puntare subito sulla tecnologia ambientale e aiutare i paesi poveri a inquinare meno. E conclude: darsi degli obiettivi va bene, ma non prima del 2008. Facendo i conti, Bush finisce il mandato presidenziale a metà 2009. Il che significa che la questione ambientale sarà un problema della prossima amministrazione. Con buona pace di tutti noi.