
di Massimo Locci
La sede diplomatica italiana di Brasilia, disegnata da Pierluigi Nervi (1970/77), con l'installazione di 405 pannelli fotovoltaici sul tetto dell'ambasciata, (che generano 86 MWh con un risparmio di 7,6 tonnellate di CO2 all´anno) e con un impianto di fitodepurazione delle acque nere si e' trasformata in un laboratorio di esperienze sostenibili.
L'opera di Nervi, pur non essendo un capolavoro è interessante come organizzazione funzionale e per il carattere antimonumentale, insolito per questa tipologia di edifici. La struttura architettonica è molto chiara: grazie all’uso di elementi verticali portanti e alla maglia di lastre a vista definisce 4 quadranti con funzioni e rapporti differenti con il contesto. Due quadranti si integrano con il giardino e con il laghetto, un quadrante ospita due scale elicoidali, l’ultimo quadrante ha una copertura piramidale per definire un grande spazio multifunzionale. L'opera brutalista, esasperando le possibilità offerte dal cemento armato, è caratterizzata dalla trasparenza delle facciate, con profonde verande panonoramiche, e dal profondo portico che consente la vista del paesaggio e allo stesso tempo costituisce uno spazio di vita ombreggiato. A partire da un'analisi energetica delle condizioni esistenti nella struttura edilizia, con l'intervento attuale si sono messe in opera soluzioni di efficientamento energetico riconvertendo l'edificio in green building senza comprometterne l'immagine.
Con l’aumento della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile si è concretizzata un’intesa tecnico-economica e un collegamento tra l’impianto fotovoltaico dell’Ambasciata e la Centrale Energetica di Brasilia: l'invio dell'energia di esubero prodotta di giorno viene compensato col ricevimento notturno. A seguitto dell'innovativo (per la realtà brasiliana) intervento si sta elaborando un nuovo quadro giuridico di riferimento.
L'impianto di depurazione si presenta come un piacevole giardino che valorizza l'architettura di Nervi, non emette alcun odore sgradevole: dopo il filtraggio e la depurazione, le acque nere si trasformano addirittura in acqua potabile. Pertanto le acque nere non vengono convogliate piu' alla rete fognaria di Brasilia.
L'intero intervento è esemplare come processo di recupero e trasformazione del patrimonio edilizio, soluzione articolata e piu' complessa di sostenibilità di cui la produzione di elettricità e la ventilazione-climatizzazione a impatto zero è solo uno dei tanti aspetti. La struttura rappresenta infatti una sorta di laboratorio di sostenibilità per la rappresentanza diplomatica italiana, con più di cinquanta imprese coinvolte nel progetto. L'intervento dimostra che la riqualificazione sulla base del contenimento energetico non solo è possibile, ma consente anche un nuovo dialogo critico sui processi di trasformazione del territorio e delle città, puntando sull'innovazione tecnologica e sulla produzione industrializzata.
Nel mese di giungo a Rio de Janiero si aprirà la Conferenza dell'Onu Rio+20, l’Italia presenterà i risultati del progetto per l'Ambasciata 'verde' illustrando i citeri, la componentistica e i prodotti italiani che hanno consentito i significativi benefici in termini di produzione, risparmio ed efficienza. Grazie al progetto, oltre che dimostrare le opportunità della Green Economy , si è realizzata una sorta di vetrina delle tecnologie italiane attive nel settore del contenimento energetico.




