PresS/Tletter n. 28- 2005
http://www.prestinenza.it/
IN EVIDENZA
Una biennale pasticciata?
Condividiamo e apprezziamo la nomina di Ricky Burdett a direttore della prossima biennale di architettura di Venezia che avrà come titolo Meta-City, Issues in City Planning. Ci preoccupa invece il fatto che accanto a Meta-City sono previsti due eventi espositivi autonomi, uno dedicato alle trasformazioni territoriali in Italia, per il quale ancora non e' stato nominato un curatore ( si fa il nome di Franco Purini) e l’altro dedicato al Sud d’Italia curato da Claudio D’Amato Guerrieri. Sarà, infine, organizzata in parallelo all’evento veneziano, in una città del sud Italia una esposizione, sempre sul tema delle trasformazioni urbane, affidata a Rinio Bruttomesso. Perché nutriamo tanta preoccupazione? Perché i quattro curatori, dato il loro diverso se non antagonista profilo ideologico, e' prevedibile che si muoveranno lungo linee culturali tra loro molto distanti. Insomma, le scelte fatte dal consiglio di amministrazione dell’Ente appaiono rispondere più alla logica di una divisione all’italiana di uno spazio in lotti, che essere una proposta culturale unitaria, articolata e convincente (LPP)
Raffone, Gambardella, Tarantino, Cuono, Mrwyde, Parito, de Seta, De Angelis,
In questo numero ne LE INTERVISTE DI PresS/Tletter LPP interroga Sandro Raffone, architetto e docente della facoltà di Napoli.
Nella sezione RECENSIONI E COMMENTI Cherubino Gambardella ci parla del suo recente libro dal titolo Centomila balconi.
Nella sezione LETTURE D'AUTORE a cura di Diego Barbarelli rispondono, per Southcorner, Nella Tarantino e Antonio Cuono.
Nella rubrica LETTERE, Mrwyde interviene sul concorso Anas e Giuseppe Parito sul futuro dell’abitare.
Nella sezione ALLEGATI Cesare de Seta ricorda Almerigo De Angelis che è mancato a fine luglio
Una proposta per la Regione Basilicata
Nella sezione ALLEGATI riportiamo alcuni estratti della proposta di legge regionale per la qualità dell’architettura elaborata dall’ Ordine degli Architetti della provincia di Potenza. Di questa proposta se ne parlerà nel 1st architectural day che si terrà giorno 23 settembre 2005 al Giubileo Hotel–Rifreddo insieme all’ inaugurazione della Mostra di Architettura riservata agli architetti under 40 iscritti all’ Ordine degli Architetti di Potenza. Agli incontri parteciperanno, oltre a numerose autorità regionali e locali, Michele Graziadei, Marco Casamonti, Massimo Pica Ciamarra, Massimo Locci, Luigi Mirizzi, Pietro Carlo Pellegrini, Mariangela Petruzzelli,Paolo Portoghesi, Nello Rega, Daniele Rotondo, Mauro Saito, Raffaele Sirica, Nino Zizzi.
L’OPINIONE
Elezioni dell’Ordine a Roma
Amedeo Schiattarella, presidente uscente dell’ Ordine di Roma, e i suoi consiglieri hanno fatto in questi ultimi anni un ottimo lavoro: dall’invenzione della Casa dell’Architettura alle numerose attività a sostegno della cultura architettonica e della professione nella Capitale. Le prossime elezioni a Roma saranno quindi un test per giudicarne l’ operato. Anche se presS/Tletter evita per principio di appoggiare questo o quello schieramento, desidero, a titolo personale, dichiarare la mia simpatia e il mio supporto ad Amedeo e ai suoi collaboratori e additare la loro attività come esemplare per chiunque e in qualsiasi consiglio abbia il compito di promuovere e tutelare il nostro lavoro di architetti (LPP)
LA CARTOLINA di Renato Nicolini
Misurarsi
Dalla dimenticata lettura, quasi quarant’anni fa, della Critica del Gusto di Galvano della Volpe, riemerge la definizione di architettura di William Morris, qualsiasi modificazione della crosta terrestre. Forza proustiana della memoria involontaria? Evocata, però, dalla sconforto per lo stato della rete ferroviaria e dei trasporti italiana sperimentato nei viaggi della vacanza e del dopo vacanza. Dagli aerei che cadono. E soprattutto dalla tragedia di New Orleans di fronte a Katrina. L’architettura deve saper puntare alto, ritrovando la forza del progetto, per misurarsi con la crescente paura ed indifferenza egoista, senza più attardarsi negli ozi della comunicazione, del design pubblicitario e della griffe.
FOCUS SU… di Diego Caramma
Le letterine al Corriere
Portoghesi, Gregotti, Purini, e una trentina di architetti italiani firmano e pubblicano sul Corriere della Sera una lettera aperta al presidente della Repubblica Ciampi, al presidente del Consiglio Berlusconi, ai presidenti di Camera e Senato, al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, a quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, persino al presidente della Biennale veneziana. Non lo fanno (come vuole far credere il Corriere) per levarsi contro l’invasione degli architetti stranieri in Italia. Il testo integrale dell’appello si trova su http://www.newitalianblood.com/testi/testo761.html.
Leggendolo, ci limitiamo ad osservare quanto segue: 1) volendo essere ottimisti, nell’unico punto in cui può essere condivisibile, l’appello giunge in ritardo di quasi dieci anni rispetto alle più consapevoli, urgenti e incisive richieste avanzate nel 1997 durante il memorabile convegno di Modena “Paesaggistica e linguaggio grado zero dell’architettura”; 2) da anni sosteniamo che le Soprintendenze vanno radicalmente ripensate, e che la Darc non è, alla prova dei fatti, un’istituzione in grado di affrontare questioni di rilevante importanza (meno che mai lo sarà se verrà trasformata in una lobby di potere); 3) la “continuità di una ricerca” che vede, fra gli altri, Terragni, Libera e Scarpa quali protagonisti è stata abbandonata proprio da molti tra i firmatari dell’appello.
Vogliamo sottolinearlo: siamo disponibilissimi all’ascolto di posizioni di chi come Nicolini, Manfredi Nicoletti e Passarelli è tra i firmatari senza che ne riusciamo a comprendere le ragioni.
E LA DARC TACE… a cura di Marcello del Campo
La rubrica, cambierà spesso titolo. Per adesso è: E LA DARC TACE… per sottolineare il silenzio dell’ Istituzione su alcune importanti questioni, in primis sull’ abbattimento dell’Ala Cosenza e sul caso Giorgini. Questa settimana ci scrive Giovanni Fontana incredulo che non si faccia nulla per tutelare l’opera di Giorgini:
Gianni Fontana per Giorgini
“… scrivo da "laico", cioè da non-architetto, ma non per questo meno interessato alle opere di Vittorio Giorgini. Sono preoccupato per il disinteresse dimostrato dalle autorità competenti circa la conservazione delle sue realizzazioni, e indignato per la generale mancanza d'attenzione nei confronti della sua attività di architetto. Vittorio è un innovatore nel senso più compiuto del termine; ogni suo progetto è il risultato di una geniale creatività alimentata dallo studio della natura come fonte ispiratrice di "logica" strutturale e come esempio di rigore formale. Mi auguro che la superficialità e l'approssimazione con cui è gestito il nostro Paese non mietano un'altra vittima illustre. Pertanto, mi associo con entusiasmo alla sua iniziativa mirata alla salvaguardia delle opere di Vittorio Giorgini “.
Giovanni Fontana, Professore Associato di Medicina Respiratoria, Università di Firenze
Pensieri dalla Darc…
“ … siamo al provincialismo alla rovescia. L’Italia ha un tessuto storico tale che ha bisogno di interventi solo (alla) Scarpa o alla Ridolfi; spesso questi architetti internazionali non hanno la sensibilità adatta per operare da noi” (Pio Baldi, dichiarazione al Corsera 8/9/2005)
LE INTERVISTE DI PresS/Tletter
Risponde Sandro Raffone
Continuano le interviste a personaggi impegnati nel campo dell’architettura e dell’arte. A sottoporsi alle domande è Sandro Raffone. L’ intervista e tutte le numerose altre comparse in questa rubrica sono raccolte all'interno della sezione Interviews di Channelbeta http://www.b-e-t-a.net/~channelb/interviews/. Tra i prossimi intervistati: Massimo Canevacci, Lucio Altarelli. Luca Beatrice, Gianluca Peluffo, Sebastiano Brandolini, Ruggero Lenci. Molte altre in preparazione.
1. Una auto-presentazione in quattro righe...
Nato a L’Aquila nel 1946, sono cresciuto in Asmara dove il razionalismo coloniale è stato un indelebile imprinting. A Napoli - dove mi sono laureato, insegno e lavoro - ho incontrato Nicola Pagliara nel periodo in cui costruiva organiche case in pietra e razionali edifici in blocchi di cemento. Da lui ho appreso a progettare, costruire, insegnare e guardare l’architettura e soprattutto un metodo che mi ha protetto dal pericolo dell’emulazione. Dopo anni di solitario lavoro artigiano mi sono associato con Maria Rosaria Fiocco (mia moglie) e Gianluca Di Vito (prima allievo, poi assistente, oggi capoufficio). Recentemente ho raccolto nel “Gruppo Entasis” alcuni giovani allievi con cui condivido la passione di progettare e costruire. Mio figlio Alessandro, invece, studia storia.
2. Cosa ne pensi dell’ architettura in Italia oggi ...
Che forse interessa due o trecentomila fra studenti e architetti ma per nulla il resto della popolazione.
3. Il nome di un architetto italiano vivente al quale faresti costruire casa tua...
Sono stato due volte committente di me stesso, un committente esigentissimo, e credo che basti.
4. Il nome di una star internazionale alla quale non faresti costruire casa tua...
Zaha Hadid ma anche quasi tutte le star perché farebbero la casa loro.
5. Il nome di un edificio famoso che non ti piace affatto.
Sono tanti, tutti quelli che per eccesso di forma erodono il senso dell’architettura…
6. Un edificio che ti piacerebbe realizzare... Insomma quale sarebbe l’incarico dei tuoi sogni?
Costruire un tema che avevo assegnato alcuni anni fa ai miei studenti: una casa sotterranea per Umberto Eco, sotterranea per rendere preziosi la forma e lo spazio, per Umberto Eco perché sarebbe un raro committente che conosce il valore dei segni.
7. I concorsi di architettura. Così come sono fatti, sono una truffa? Cosa si può fare?
I concorsi sono il miglior mezzo per scegliere la migliore e più conveniente soluzione per un tema costruttivo. Tuttavia poichè la scelta avviene al prezzo elevatissimo – economico, d’ingegno e soprattutto d’entusiasmo - di centinaia di progettisti, è di per se una truffa e diventa un crimine quando non vince il migliore. Il torto maggiore non ricade solo sul progettista meritevole che resta escluso, ma sull’utenza dell’intervento e su tutti i cittadini qualora fosse realizzato. Suggerisco tre cose: 1) unificare le presentazioni (grafica, numero di disegni e punti di vista per i tridimensionali, magari imponendo prospettive a fil di ferro che ingannano meno); 2) invertire i due gradi dei concorrenti in due gradi di giuria, in cui il secondo ignora il primo e verifica esclusivamente la congruenza con la domanda, troppo spesso elusa; 3) commissioni composte solo da tre membri scelti fra i migliori architetti vincitori di concorsi realizzati.
8. La qualità media dei docenti delle università italiane, non ti sembra un po’ bassa?
Non un po’, ma molto bassa perché pochi sono i docenti che costruiscono ed ancor meno sono quelli che pur costruendo (s’intende costruendo bene) raccontano come fanno. Inoltre, i meccanismi di selezione delle carriere (spesso simili a quelli dei concorsi) tendono ad allontanare molti giovani meritevoli...
9. Allora, l’università italiana...la consiglieresti? E se si in quale città? E a Napoli?
La consiglio rinviando allo studente il difficile compito di cercarsi l’insegnante giusto, ne basta uno e, anche a Napoli, non mancano.
10. Una frase che ti piacerebbe veder scolpita sull’ingresso della facoltà di architettura
“Qui si insegna il più antico, il più bello e il più difficile mestiere del mondo” (anche per ben esercitare quello che pensate sia il mestiere più antico, è necessario un idoneo habitat….).
11. Tema: università e nepotismo. Svolgimelo in tre o quattro righe
E’ uno dei mali endemici della nostra università. La scuola è fatta sopratutto da uomini e la proliferazione e frammentazione di sedi, dipartimenti, aree disciplinari ed addirittura corsi di laurea sono funzionali ai docenti ma perniciosi per i confusi apprendisti architetti.
12. Mettimi in ordine di preferenza i seguenti architetti: Eisenman, Koolhaas, Moss, Hadid, Herzog e de Meuron, Gehry, Coop Himmelb(l)au, Fuksas, Piano, Anselmi, Purini, Cellini, Casamonti, Gambardella, Pica Ciamarra. ( per cortesia non mettere pari merito). Se non vuoi rispondere a questa domanda puoi scegliere quest’altra: devi organizzare un importante concorso a inviti di architettura e ti danno l’incarico di invitare cinque architetti. Chi scegli?
Alvaro Siza, Peter Zumthor, Sverre Fehn, Cino Zucchi, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo.
13: Saranno famosi: fammi tre nomi
Gianluca Di Vito, Roberto De Cosmo, Gaetano Ficarella ma è puro nepotismo, sono miei ex allievi.
14: Un libro che consiglieresti a uno studente, uno a un architetto, uno a un critico
“Parole nel vuoto” di Adolf Loos: allo studente come antidoto e vaccino dalle mode, all’architetto per ricordargli di servire e non servirsi dell’architettura, al critico per indurlo a cercare ciò che l’architettura nasconde.
15: Il tuo artista preferito ( non architetto)
Francesco Esposito, colto, sensibile e raffinato, perché dipinge interrogando il tema.
16: Tre parole oggi importanti
Costrizioni, costruzione, misura.
INCONTRI DELLA SETTIMANA a cura di Santi Musmeci
RM_008 a Roma
RM_008 presenta la seconda conferenza "MASTER THINKERS" all'Académie de France, Villa Medici, viale Trinità dei Monti 1. Lunedì 19 settembre ore 19.00. Marie-Ange Brayer, direttrice del FRAC Center di Orleans, organizzatrice degli eventi Archi-lab. Architectures Expérimentales, 1950-2005. Introduzione di David Serero, borsista dell'Accademia
Un progetto per Beirut a Roma
La mostra “Giancarlo De Carlo, Le ragioni dell’architettura”, che ha fatto registrare un altissimo numero di presenze, chiuderà ufficialmente il 18 settembre 2005. Per giovedì 15 è previsto un ultimo incontro, che si terrà all’interno della sala allestita dal Darc al Maxxi di Roma sul tema
“Un progetto per Beirut”. Durante l’incontro verrà presentato il progetto residenziale per WAJ a Beirut, iniziato con Giancarlo De Carlo, che Monica Mazzolani e Antonio Troisi - Giancarlo De Carlo Associati - stanno portando a termine nell’ambito del programma di ricostruzione del Beirut Central District.
Energia zero a Mantova
Tecnologos è lieta di invitarvi alla conferenza stampa di presentazione del primo edificio completamente autonomo energeticamente - zero emissioni in atmosfera.
Sabato 24 settembre 2005 ore 11.00 . Sala Consigliare del Comune di San Giorgio di Mantova. Autonomia energetica, senza emissioni in atmosfera, un passo decisivo sulla strada dello sviluppo sostenibile, sabato 24 settembre presso la sala consigliare del comune di san Giorgio di Mantova sarà presentato il cantiere del primo asilo realizzato interamente in materiali naturali ed alimentato esclusivamente da fonti di energia rinnovabili. L’incontro terminerà con la visita al cantiere. Interverranno : Il sindaco, l’amministrazione, la committenza, il progettista ed i costruttori. Per ulteriori informazioni è possibile contattare: Tecnologos tel. 0376 82 160, fax 02 700 530 215, e-mail redazione@tecnologos.it
La Cina: prospettive d'arte contemporanea a Milano
Lunedì 19 settembre alle 18.30, l'incontro è con Gu Wenda, artista cinese, che si presenta al pubblico milanese alla vigilia della presentazione della propria grande mostra personale che si svolgerà in novembre a Shenzhen, in Cina.
Lunedì 26 settembre alle ore 18, sarà possibile assistere alla proiezione di una antologia di video-arte cinese, strumento di creazione e comunicazione molto amato dagli artisti cinesi. Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
So white / so normal a Roma
In/arch nell’ambito del Master di Architettura digitale organizza so white/so normal, nuova sensibilità digitale in architettura. Roma, 16 settembre ore 21.00, libreria Bibli via dei Fienaroli 28 - ingresso libero
Festival dell’architettura a Parma
Lunedì 19 settembre apre il Festival dell'Architettura, per prenotare il pass e conoscere il calendario degli appuntamenti clicca qui www.festivalarchitettura.it <http://www.festivalarchitettura.it> www.festivalarchitettura.it/fa2/iscrizione <http://www.festivalarchitettura.it/fa2/iscrizione>
Souto de Moura aTorino
“Il giorno 22 settembre alle 18.00 presso il Salone d’Onore del Castello del Valentino a Torino avrà luogo la conferenza dell’architetto portoghese Eduardo Souto de Moura dal titolo: ”Projectos recentes”. L’evento, a cura dell’Arch. Stefano Ferracini ed introdotto dal Prof. Pierre Alain Croset, sarà un’occasione per conoscere da vicino uno dei massimi esponenti dell’architettura contemporanea riconosciuto dalla critica internazionale come depositario dell’eredità della Scuola di Porto.
L’incontro che presenterà una selezione di opere degli ultimi anni si soffermerà con particolare attenzione al progetto per la nuova metropolitana di Porto e al nuovo stadio di Braga, tematiche d’attualità e d’interesse specifico per la città di Torino tuttora cantiere aperto per i Giochi del 2006.
L’iniziativa è stata possibile grazie ai contributi della Palladio Trading & Engineering e al patrocinato dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Torino e della Prima Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.“ (Paolo Mestriner)
Antonio Cassi Ramelli a Milano
Inaugurazione della mostra L'eclettismo della ragione, Vita e opere di Antonio Cassi Ramelli 19 settembre ore 18.00. Palazzo della Ragione, Piazza dei Mercanti, Milano.
MOSTRE DELLA SETTIMANA a cura di Santi Musmeci
De Carlo a Trevi
All’interno della mostra “Attraversamenti-Umbria 05. Biennale diffusa di architettura contemporanea” dedicata alla Partecipazione in cui vengono esposti i lavori di gruppi emergenti nel panorama dell’architettura partecipata in Italia, è stata allestita una sezione che comprende una retrospettiva su alcuni punti del lavoro di Giancarlo De Carlo, come architetto e “partecipatore”
La mostra resterà aperta dal 15 settembre al 16 ottobre 2005 presso il Trevi Flash Art Museum, Palazzo Lucarini, a Trevi (Perugina).
Marchetti Lamera e Platania a Gibellina
Eventi Mostre & Laboratori ’05. Museo d’Arte Contemporanea di Ghibellina. Direttore: Caterina Zummo
Inaugurazione 15 ottobre 2005. Gangianze del Colore: Opere di Antonio Marchetti Lamera e Natale Platania
A cura di Tanino Bonifacio e Claudio Cerritelli
Dentro a Roma
Mostra Dentro di Daniela Perego e Giammetta & Giammetta dal 22 settembre al 28 ottobre. Via Francesco di Sales 86/88. Roma
Laurent Grasso a Roma
Mostra dal 22 settembre al 15 ottobre. Orari: dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30. Extraspazio, via San Francesco di Sales, 16/a. 00165 Roma. tel/fax +39 06 68210655 info@extraspazio.it
Lucia Pescador a Milano
Mostra di Lucia Pescador, tra occidente e oriente, il luogo dello scambio. Dal 15 settembre al 15 ottobre. Bazart Arte Contemporanea, Viale Col di Lana, 8 Milano. Orario:17.00/19.00
Anime e corpo a Milano
Dal Senegal testimonianze delle culture africane mostra a cura di Maurizio De caro. Milano Castello Sforzesco. Sale panoramiche, Cortile della Rocchetta. Dal 16 settembre al 16 ottobre, da martedì a domenica ore 9.00/17.30.
La Cina: prospettive d'arte contemporanea a Milano
Mostra a cura di Daniela Palazzoli Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano dal 29 giugno al 16 ottobre 2005. orari: tutti i giorni 10-19.30, martedì e giovedì fino alle 22, ingresso: intero 4,10e, ridotto 2,70e. libro-catalogo edito da Skira. Info: Spazio Oberdan, tel. 02.7740.6300/6302 www.provincia.milano.it/cultura <http://www.provincia.milano.it/cultura>
Joe Colombo: Inventing the future a Milano
Mostra dal 16 settembre al 18 dicembre 2005 alla Triennale di Milano. Viale Alemagna 6. Orario: 10.30 - 20.30, Ingresso: € 8,00/5,50/4,00. Catalogo: edizioni Vitra Design Museum, distribuzione Skira
Antonio Cassi Ramelli a Milano
Mostra L'eclettismo della ragione, Vita e opere di Antonio Cassi Ramelli. Dal 16 settembre al 18 ottobre.Iingresso libero. Palazzo della Ragione, Piazza dei Mercanti Milano
Lucian Freud a Venezia
Lucian Freud in mostra è al museo Correr di Venezia, senza giorno di chiusura, dalle 10 alle 19 (biglietteria 10-18), fino al 30 ottobre 2005 è possibile prenotare via internet dal sito www.museiciviciveneziani.it
UNIVERSITA’ & Co... a cura di Ilenia Pizzico
Daniel Fabre a Roma
Giovedì 15 settembre, alle ore 10.30, si terrà l’inaugurazione dei corsi del Master Europeo in Storia dell’Architettura, della Facoltà di Architettura di Roma Tre. Seguirà alle 11.30 il Convegno sul tema I monumenti sono abitati, tenuto da Daniel Fabre, antropologo e direttore di studi a l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociale di Parigi. Aula Urbano VIII, Via della Madonna dei Monti 40. Info: www.uniroma3.it/master/storiarch/ <http://host.uniroma3.it/master/storiarch/>
Input 2005 e Insegnare la città ad Alghero
La Conferenza Input 2005 tratterà del ruolo e dell’uso delle nuove tecnologie nel governo del territorio, della città e dell’ambiente a scale diverse. La necessità di un governo delle trasformazioni del territorio e dell’ambiente è dimostrata drammaticamente da due eventi di questi ultimi giorni: la catastrofe di New Orleans e l’incendio di un condominio fatiscente a Parigi. Senza l’urbanistica queste tragedie sono inevitabili. Non è un caso che la Conferenza si apra con due lezioni magistrali: quella di Sir Peter Hall figura storica dei pianificatori britannici, dal titolo Pianificare per città senza corpo, e quella del Preside della Facoltà di Architettura di Alghero Giovanni Maciocco, dal titolo Città non città: dilemmi per la pianificazione, e che essa dia l’avvio ad un’attività che diverrà permanente per insegnati ed educatori sul tema Insegnare la città. 14-17 settembre, 21-22 ottobre 2005. Dipartimento di Architettura e Pianificazione , Università di Sassari. Info:www.input2005.sigis.net e www.lamp.sigis.net/leggere <http://www.lamp.sigis.net/leggere>
So White So Normal a Roma
Venerdì 16 settembre alle ore 21.00 si terrà presso la libreria Bibli la conferenza So White So Normal organizzata nell'ambito nel Master di Architettura Digitale. Libreria Bibli, Via dei Fienaroli 28.
Lo Storico Dell’Architettura Tra Ricerca e Professione a Parma
Giovedì 22 settembre, alle ore 14.30, si terrà il un incontro/dibattito nazionale per provare ad immaginare nuovi scenari e nuovi ruoli per gli Storici dell’Architettura. All’incontro è invitata anche l’OSA, Officina di Storia dell’Architettura, giovane associazione nata dai primi diplomati del Master Europeo in Storia dell’Architettura, che ha realizzato una ricerca su scala nazionale sulla figura dello Storico dell’Architettura. Festival Dell’architettura Di Parma Auditorium Bancamonte, Palazzo Sanvitale.
Architettura in condizioni di povertà a Parma
PdA, Pensieri di Architettura, rivista studentesca di architettura di Genova, insieme alle Associazioni Architecture for Humanity Italy, Ingegneria senza Frontiere - Genova e Altrarchitettura, è stata incaricata dagli organizzatori del Festival dell'Architettura di Parma di organizzare, all'interno della prossima edizione del Festival che si svolgerà a Parma dal 19 al 25 settembre 2005, il Forum delle Associazioni degli Studenti, degli Architetti e degli Ingegneri, dal titolo Architettura in condizioni di povertà. Accanto ad associazioni di recente costituzione, interverranno professionisti ed associazioni che da tempo si confrontano con i problemi dell’architettura in condizioni di povertà, nei paesi in via di sviluppo e nelle aree degradate delle nostre città. Giovedì 22 settembre 2005, 10:30-19:30, Camera di Commercio di Parma.
Info: www.festivalarchitettura.it <http://www.festivalarchitettura.it/> Chiacchiera con i tuoi amici in tempo reale! http://it.yahoo.com/mail_it/foot/*http://it.messenger.yahoo.com
LIBRI e RIVISTE a cura di Francesca Oddo
Vivere il progetto. Dalla ricerca al design strategico e di comunicazione
Vivere il progetto ricostruisce il lavoro di Barrese & Buddensieg, storico studio milanese di Communication e Strategic design, fondato nel 1972 e considerato tra i piu’ significativi del panorama italiano. Il libro presenta oltre sessanta progetti, molti dei quali descritti approfonditamente, mostrati anche negli aspetti "dietro le quinte", in modo più ricco di una semplice rassegna. "Vivere il progetto" è anche un libro didattico, che racconta come si svolgono le varie fasi progettuali. Per questo gli aspetti significativi dei progetti sono analizzati in modo esaustivo, così che si determini un libro parallelo, quasi un manuale che fornisce apparati metodologici e itinerari espressivi.. (recensione tratta da Edizioni Lybra Immagine)
Autori: Antonio Barrese, Laura Buddensieg. Editore: Edizioni Lybra Immagine. Anno: 2005. Pagine: 256. Illustrazioni: oltre 1000. Prezzo: € 40.00.
Il museo Fuori dal museo. Territorio e comunicazione museale
Il fenomeno museale oggi ha confini molto labili nei confronti di altre manifestazioni di divulgazione culturale; e’ sfaccettato e contraddittorio; sempre piu’ raramente può permettersi di rimanere chiuso in se stesso, in senso fisico ma anche e soprattutto in senso concettuale.
Questo libro vuole fornire un piccolo contributo da questo particolare punto di vista, proponendo interpretazioni anche molto diverse di questo uscire del museo da se stesso. Sotto questa espressione, dunque, trovano legittimamente spazio fenomeni quali l’ecomuseo e il museo diffuso, il centro visita e il museo naturalistico di ultima generazione; ma anche considerazioni sulla vera missione del museo, nuove prospettive aperte dalla tecnologia sulla comunicazione museale, ibridazioni fra i linguaggi artistici che riaprono al museo opera d’arte totale.
Il museo, oggi, e’ "fuori dal museo" quando tenta di aprire verso nuovi orizzonti di comunicazione culturale; quando ricerca possibilita’ di dire cose diverse, e aspira a dire in modo diverso. (recensione tratta da Edizioni Lybra Immagine)
Valeria Minucciani (a cura di). Editore: Edizioni Lybra Immagine. Anno: 2005. Pagine: 96. Illustrazioni: 150. Prezzo: € 16.00
Design possibile. 3 casi-studio in Piemonte
Il volume affronta l’indagine sul design possibile nel territorio regionale piemontese non soltanto in relazione alla realtà distrettuale, talora soltanto intenzionale, ma anche al sistema produttivo locale/cluster, esistendo in Piemonte aree a vocazione industriale omogenea che si configurano quali aree di opportunita’ per l’innesco di future azioni di design.
Autore: Claudia De Giorgi. Anno: 2005. Pagine: 72. Prezzo: € 14.00.
RECENSIONI E COMMENTI
Centomila Balconi di Cherubino Gambardella
Cherubino Gambardella, Centomila balconi, Alinea, Firenze 2005, pp.111, B/n e colori, prezzo 15 euro. Ne parliamo con l’autore.
1. Ci descrivi brevemente questo libro? Perché centomila balconi?
Perchè raccontano il volto di quella città compatta e isotropa, quella città composta da quartieri d’autore e di speculazione edilizia animata da incubatori diversi.
E’ un libro che cerca la bellezza nascosta in quei luoghi del paesaggio italiano che sono oggi considerati come l’ inconscio rimosso del paese.
La finalità è quella di costruire qualcosa che assomigli a una guida e ,al tempo stesso , una collezione di cartoline possibili per questo Grand Tour contemporaneo.
Un lavoro irrituale per introdurre il lettore in quei siti famosi per la cronaca nera o perché raccontati seguendo uno stereotipo ambientalista da parco tematico dell’emarginazione.
Il quartiere moderno italiano viene così proposto in una serie di fotogrammi ottativi, di visioni immaginose e slegate dalla solita solfa del progetto urbano o ancor peggio dalla piatta assimilazione delle ultime retoriche sullo sprawl.
Il valore immobiliare insospettabilmente alto e la concitata vitalità commerciale sono stati gli indizi di un fascino nascosto che si inteso svelare , forse proprio dopo averlo faziosamente costruito.
2. A chi è rivolto?
A persone senza preconcetti ideologico/culturali, a studenti curiosi e avventurosi, a tutti quelli che si sono annoiati di questo nuovo e imperante stile internazionale
3. Dacci tre ragioni per comperarlo ...
Accende la curiosità, è una voce fuori dal coro, aiuta a capire che l’architettura italiana è una risorsa inesauribile a patto di usarla senza inibizioni.
4. Da Superstudio a Purini, dal Gallaratese a Archizoom passando per Secondigliano. Non c’e' un po’ troppo? Come conciliare punti di vista così diversi?
C’è un disegno che, rispettando le differenze riunifica la costruzione della città italiana del centro-sinistra in due grandi filoni retti dall’analogia. Da un lato Aldo Rossi ci ha raccontato come tipo, luogo e citta’ si trasformino in totale materia d’ invenzione e, nei casi migliori, in risorsa testuale di grande risonanza.
Dal mondo del maestro milanese alle piastre megastrutturali del Purini trentenne, alle suggestioni autocostruite di Riccardo Dalisi o alle icone accelerate di Superstudio e Archizoom il salto non è immenso. Espressioni apparentemente così diverse si riallacciano al concetto di panorama analogo.
Si tratta di uno strumento di ideazione che nel caso del maestro milanese affida alla città il ruolo di moltiplicatore mnemonico, negli altri casi è la curiosità erratica dei giovani leoni di allora a fare dell’utopia italiana l’inventore di una nuova forma di analogia saccheggiata a piene mani da Koolhaas e co.
Una città immaginata e a volte costruita intuendo le possibilità concettuali dell’assemblaggio di infrastrutture, dighe , acquedotti, campi pettinati, sistemi di irrigazione, muri interpoderali.
5. Quale e' il tuo giudizio su mostri architettonici quali Corviale? Non sono mostri sono monumenti inconsapevoli Sono recuperabili e in che modo? Come accade ed è sempre accaduto con la grande architettura e cioè stratificandoli e contaminandoli
6. A pag. 19 c’e' una architettura erotica di Sottsass, dalle forme molto allusive. Perché l’hai inserita nel libro?
Indica una via di soluzione ai problemi della periferia? Ho sempre creduto che biomorfismo e organicismo fossero metafore sempre vive nella costruzione di una città analoga e per dimostrare questa teoria ho scelto uno dei più bei disegni di Ettore Sottsass.
7. Alcuni dei lavori presentati nel libro sono stati fatti, mi pare, dagli studenti del tuo corso. Vuoi parlarci brevemente di questa esperienza?
Ho assegnato ad ogni gruppo di studenti o di tesisti del mio corso una città e un quartiere.
Loro sono partiti subito armati di pochi indizi.
Hanno condotto la loro indagine intervistando progettisti, abitanti, amministratori, hanno rilevato, fotografato, conosciuto.
Al loro ritorno hanno steso un resoconto ed abbiamo assieme iniziato il progetto. Due anni di corso sui quartieri del moderno italiano sono stati un’esperienza straordinaria che in parte si è riversata nel libro.
8. Nel libro vedo complessi edilizi a forte densità. Non credi che la soluzione sia invece in case più basse, magari accorpate in modo da avere densità accettabili?
Il paesaggio italiano è stato devastato dalla villettopoli molto di più che dai grandi insiemi residenziali.
Con questo non voglio tessere l’elogio del dormitorio ma credo che le possibilità dell’abitare denso non debbano essere liquidate sommariamente senza aver almeno provato a contaminare queste macchine celibi così come ha fatto invece con grande successo di pubblico la speculazione edilizia.
MEDIA E DINTORNI a cura di Antonio Tursi
Festival di filosofia a Modena
Vedere, sentire, toccare, gustare, annusare. Ma anche percepire il dolore, provare il piacere, interrogarsi sul gusto degli atomi e sul catalogo dei peccati, sul grande orecchio di Echelon e sulle neuroscienze. E, ancora, riflettere sugli stati della percezione e sulle loro trasformazioni, sul rapporto tra mondo sensibile e sovrasensibile, sulla gerarchia e sull'educazione dei sensi nella cultura europea, ma anche in quella asiatica e africana. Saranno proprio i sensi, principale via di accesso al mondo esterno come a quello interiore, il filo conduttore della quinta edizione di Festival filosofia, in programma in una trentina di luoghi di Modena, Carpi e Sassuolo da venerdì 16 a domenica 18 settembre.
Ospiti principali dell'edizione 2005: Jean-Luc Nancy, Peter Sloterdijk, Edoardo Boncinelli, Vittorino Andreoli, Umberto Galimberti, Jurgen Moltmann, Georges Didi Hubermann, Remo Bodei, Stefano Rodotà, Enzo Bianchi, François Jullien, Salvatore Natoli, Ermanno Bencivenga, Derrick de Kerckhove, Emanuele Severino, Paolo Fabbri, Slavoj Zizek.
Oltre alle lezioni magistrali, è previsto un vasto programma di contorno che coinvolge la letteratura, il teatro, il cinema, la gastronomia, la pittura.
Informazioni al numero: 059 421210 e nel sito internet: www.festivalfilosofia.it
PHILO-SOPHIA a cura di Stefano Malpangotti
Seguendo l’Ilisso (colloquio con il filosofo sulla questione della tecnica) –1-
Il tema di questa nostra conversazione riguarda la tecnica. Secondo Heidegger, l’essenza della tecnica non è nulla di tecnico. In questa affermazione sembra manifestarsi una costitutiva cecità della cultura nell’affrontare uno dei fenomeni determinanti della nostra epoca.
Vuole orientarci brevemente sull’impostazione filosofica della questione della tecnica?
L’orizzonte della tecnica ha scardinato la dimensione del senso in cui l’uomo ha definito sé stesso all’interno di ciò che noi conosciamo come il contesto umanistico della storia. Rispetto a questa evoluzione la nostra struttura antropologica si rivela antiquata. Con tale determinazione non si vuole esprimere una valutazione, ma semplicemente descrivere la condizione che appunto rivela nella funzionalità, e non nel senso, lo scenario che qualifica una nuova esperienza dell’umano.
E qual è la conseguenza più evidente di questa condizione?
Dobbiamo riconoscere che coloro che cercano un’essenza dell’uomo al di là della tecnica (ad esempio in una rifondazione umanistica della cultura) non sanno quello che dicono, ma soprattutto non comprendono che la questione della tecnica coincide con la nostra incapacità di essere all’altezza dell’evento della tecnica. Questa inconsapevolezza (che si nutre dell’illusione della presunta neutralità della tecnica e della convinzione che tale neutralità possa essere governata) rappresenta un elemento della crisi della nostra cultura. Il mondo è ormai totalmente definito nell’operatività tecnica delle sue possibilità. È quel fenomeno che viene comunemente denominato con il termine di “globalizzazione”, ma che è ancora lungi dall’essere compreso nei suoi effetti. In termini filosofici: il sapere umanistico è incapace di pensare la configurazione che l’uomo va assumendo sotto il regime del totalitarismo della tecnica. E non è un caso che a questa tendenza corrisponda anche un declino della politica.
Sembra di capire che questa nuova condizione dell’uomo sia davvero molto cupa e pessimistica…
Non è questione di gusto o di sollecitudine psicologica indirizzata a parteggiare in base a considerazioni soggettive di dubbia efficacia. Si tratta di riconoscere la condizione che ci determina (nel senso del Gestell heideggeriano) per rendersi disponibili a nuovi significati che ci collocano altrimenti nel nostro rapporto al mondo e alle cose. Una nuova consapevolezza, lo ripeto, non può che aver luogo a partire dal rovesciamento delle prospettive in cui non è più l’uomo ad essere soggetto storico ma la tecnica. In modo decisivo, tale implicazione rinvia alla radicale interrogazione dello statuto ontologico del soggetto.
LETTURE D'AUTORE a cura di Diego Barbarelli
Lo sguardo dell’architetto ci conduce alla lettura di un capolavoro d’architettura (con passione e competenza).
Le domande possono essere sostituite, integrate e manomesse in qualsiasi modo.
Risponde: Southcorner (Nella Tarantino, Antonio Cuono)
1. Lo studio di quale opera è stato fondamentale nella vostra formazione di architetto?
2. Per quali motivi (citatene, per cortesia, da due a quattro) ritenete quest’opera ancora attuale?
3. In quali caratteristiche del vostro progettare ritenete vi abbia influenzati?
4. Segnalateci un articolo o un libro o una rivista da suggerire a chi vuol approfondire lo studio dell’opera.
1. Quale opera, di quale maestro, in quale città, ha inciso in maniera determinante sulla vostra formazione?
Quando Aldo Loris Rossi conficcò la sua Casa del Portuale
tra gli oscillanti fantasmi dei silos
e dei mercantili arrugginiti che ancora prolungano
la dissoluzione dello spettrale incompiuto profilo della Città di Mare
– architettura come lancia –
fu come se avessimo ancora tempo,
come se fosse ormai giunto il nostro tempo,
come se il passato non dovesse per forza sfigurarsi e rovinare
e, invecchiando, divorare i segni evidenti dell’antica falsità
– inversione del tempo –
e ogni esecuzione rinviata
e ogni tradimento… .
Risplendi città barocca
schiantata nella controra
divorata nei marmi dei vermi
dell’ignoranza
difenditi incauto viaggiatore
aggredito da quelle ombre
che ti hanno da sempre inseguito
il pugnale scintilla
prima di penetrare nell’oscuro del sangue,
i tuoi passi ti inseguono
e si spengono sulla soglia della locanda
Sconsiderato pittore
che attraversi questa contrada
nell’ora sconsigliata
Grumo di sangue - architettura come lancia -
risplende di lucida filosofica spiritualità la complessa architettura della Casa del Portuale,
risuona delle ritmiche pulsioni del barocco borrominiano
chiarifica gli enigmatici piranesiani spazi della Napoli sanfeliciana
introietta ed estroflette la lezione futurista e costruttivista
La cultura europea, per una volta ancora, si rivelava a Napoli,
l’avanguardia figurativa si trasfigurava in architettura.
La Casa del Portuale diveniva manifesto concreto di un’utopia possibile,
che la grande cultura moderna potesse invertire il corso della storia,
proprio qui, a Napoli, ripartire da Sud.
2. In quale tempo, in quali luoghi, in quali altre opere avete ritrovato e rinnovato le tracce di questo vostro inizio?
Ora sappiamo (ma chi lo ricorda?) che l’opera di Aldo Loris Rossi (e di pochissimi altri, Sacripanti, Soleri, Nicoletti, Pellegrin ) è stata l’unico coraggioso collegamento tra la lezione dei Maestri del Movimento Moderno e la recente e ancora attuale stagione decostruttivista.
Ci riconoscemmo nell’opera di un maestro, la sua voce inattesa e inascoltata, intorno cresceva il deserto –come per un destino- il vento disperde le tracce, non si può tornare, il tempo passa in fretta e cambia le regole del gioco –la deriva inarrestabile, il mare di melma innavigabile- nella pozzanghera di Rimbaud nessun bambino abbandona più "il suo battello come farfalla a maggio".
L’utopismo diviene radicale –come per un destino, come un’identificazione, architettura come nave–
Napoli ospita una mostra dei progetti di Ivan Il’ich Leonidov. I progetti di Leonidov sono la sua opera.
Leonidov fu accusato dall’ignominia del suo tempo di essere un sognatore e dunque inadatto al mestiere di architetto.
Capimmo per sempre di essere inadatti alla realtà che ci circondava.
Da allora inseguiamo tracce, indizi, ci ostiniamo a incidere crepe su muri altissimi…di un antico splendore, di una dignità, archeologi di una bellezza solitaria, dimenticata e tradita, cercatori in attesa di una rivelazione che spezzi la nostra solitudine, come per rispecchiarci, come per non dimenticare
–i segni della lotta d’una orgogliosa solitudine-, testimoni forse, finanche inopportuni, di un’altra solitudine, di un’altra lontananza, della scontrosa solitudine che disprezza i testimoni.
Le antiche stelle non hanno smesso di brillare, forse già morte, ma non hanno smesso di brillare.
Le stiamo collegando, come una collana di perle (di vetro) nell’astronomia di un cielo romantico dell’architettura della solitudine nel Mezzogiorno d’Italia –scudo e corazza, architettura come nave- la Cattolica di Stilo, le Chiese romaniche in Sardegna, Santa Maria di Cerrate a Lecce, la Cattedrale d’Otranto,su tutte sospesi il sorriso e il gesto della Vergine siciliana di Antonello, nel tempo fermo nel chiuso spazio di una stanza.
Che la penombra di quei muri
incauto viaggiatore
allevi la stanchezza della tua affannosa fuga
ora che non senti i passi dell’inseguimento
ora dentro quel silenzio,
tu chiudi gli occhi
e attendi che si riveli
il senso del tuo destino
oscuro, del tradimento
ti appaia l’angelo
così come per incanto
a piedi nudi dalla
tua stessa terra
che ti accarezzi l’angelo
lo sguardo e il viso
e quel sorriso
del bambino che tu sei stato
delle cose che hai amato
e che finalmente comprendi
nel mistero della bellezza
che ora per sempre
nel sogno si sospende
3. Quanto resta nel vostro lavoro della lezione delle opere di cui ci avete parlato?
I nostri (pochi) lavori sorgono estranei ed inattesi . Infinitamente inconfrontabili agli indicibili esempi dei nostri predecessori, ne sono però figli, incerti ed incompleti, ma comunque testimoni, colpevoli comunque, colpevoli sempre, -in infinita lotta nell’infinito silenzio- di quell’altro monumento fatto del sangue innocente che sgorga tra le lamiere contorte di Capaci, versato a sempiterna memoria dell’ignominia del nostro tempo.
4. Segnalateci un articolo o un libro da suggerire a chi volesse approfondire lo studio delle opere citate.
Vorremmo ricordare due libri: “Chroniques Napolitaines” di Jean-Noel Schifano e
“Nera schiena del tempo” di Javier Marias
e poi due film: “Giù la testa” di Sergio Leone ed “Il sole anche di notte” di Paolo e Vittorio Taviani
SEGNALAZIONI
Un portale Web di Architettura Organica
Carmine e Carlo Sarno si stanno hanno realizzato un nuovo
Portale Web di Architettura Organica , unico nel suo genere a livello internazionale. Inoltre hanno realizzato, sempre sul portale, una sezione dedicata agli "Amici Dell'Architettura Organica - ADAO" , cioè di coloro che condividono ed apprezzano gli ideali dell'Architettura Organica. Il portale “vuole contribuire a conservare la tradizione trasmessa da Bruno Zevi e altri di una valida presenza dell'Architettura Organica in Italia,come punto di riferimento teorico, critico e costruttivo”. http://www.architetturaorganica.org
A12. Instanbul/Magenta
Il gruppo A12, partecipa alla IX Biennale Internazionale d’Arte di Istanbul, curata da Charles Esche e Vasif Kortun, con il progetto Istanbul/Magenta: sette interventi per ciascuno degli edifici sede della Biennale.
Il progetto che gruppo A12 ha realizzato alla Biennale parte dalla volontà di rendere evidente questa labile ed effimera rete di relazioni che si instaura durante la manifestazione e mette in scena un dispositivo di lettura e di identificazione di questi luoghi, rileggendo e reinterpretando le specificità e le caratteristiche costruttive di ogni edificio. Un modo per rendere manifesta la presenza dell’arte sottolineando la ricchezza e le contraddizioni della città stessa attraverso i caratteri dei suoi edifici.
http://www.gruppoa12.org/ http://www.iksv.org/bienal/
MDU architetti
Lo studio MDU architetti nel corso del mese di Settembre esporrà il proprio lavoro alle due manifestazioni "attraversamenti-umbria 05. biennale diffusa di architettura contemporanea" ed al "festival dell'architettura 2 di parma" nella sezione "nuovi laici".
Vi invitiamo a partecipare. MDU architetti
Valerio Barberis_Alessandro Corradini_Marcello Marchesini
V congresso DOCOMOMO Iberico
Sono aperte le iscrizioni al V Congresso DOCOMOMO Iberico, organizzato dalla Fondazione DOCOMOMO Iberico e dall’Ordine degli Architetti della Catalogna, che si svolgerá a Barcellona dal 26 al 29 ottobre 2005, con il titolo “IL GATCPAC ED IL SUO TEMPO. PolItica, cultura e architettura negli anni trenta”.
Al simposio, diretto da Antonio Pizza e coordinato da Paolo Sustersic, parteciperanno, tra gli altri, Oriol Bohigas, Nuno Portas, Juan José Lahuerta, Eric Mumford, Maristella Casciato e Laura Di Biagi. In occasione del 75º anniversario della fondazione del GATEPAC, si analizzeranno sia i meccanismi di ricezione e diffusione delle proposte del Movimento Moderno nella Penisola Iberica, sia gli apporti del gruppo al dibattito internazionale.
Il GATEPAC (Gruppo di Architetti e Tecnici Spagnoli per il Progresso dell’Architettura Contemporanea) venne fondato in ottobre del 1930: la sua sezione catalana, GATCPAC, guidata da J.L.Sert, fu il gruppo più impegnato e produttivo di quest’associazione la cui attività si protrasse fino alla Guerra Civile, rappresentando il contributo più significativo della Spagna all’architettura e l’urbanistica degli anni trenta, con proposte di notevole rilievo, come il Plan Maciá (1932-35) redatto in collaborazione con Le Corbusier. Oltre alle discipline del progetto, la volontà di definire un nuovo ruolo sociale per gli architetti spinse i membri del gruppo ad interessarsi anche all’arte, al design, alla fotografia, al cinema ed alla letteratura, in sintonia con le tendenze di altri gruppi e contesti internazionali, puntualmente riflessi nella rivista A.C. Documentos de Actividad Contemporánea.
Il congresso si strutturerà in quattro ambiti: Politica ed architettura, Il GATCPAC e le sue relazioni interne ed internazionali, Architettura e gestione della città, La cultura dell’immagine. In ciascuno di essi si raccoglieranno i contributi più recenti sul tema, che se da un lato tendono a disattivare il mito del Movimento Moderno operante fino a pochi anni orsono, dall’atro ampliano il campo delle ricerche cercando anche di contestualizzare l’ipotizzata adesione spagnola al linguaggio internazionale. Sebbene il dibattito si concentrerà sulla cultura architettonica in Spagna e Portogallo, si analizzeranno anche le implicazioni con altri contesti internazionali (Germania, Francia, Italia, Russia) con i quali si matennero rapporti, direttamene o indirettamente.
Per informazioni ed iscrizioni: www.coac.net/docomomo5 <http://www.coac.net/docomomo5>
LETTERE
Mrwyde sul concorso Anas
Sta per essere giudicata la 1^ fase del concorso bandito dall’ANAS-Autostrade "un ponte, un tunnel, un museo".Si tratta di esaminare 100 PROGETTI su 3 temi e selezionare per ogni tema 3 proposte da approfondire in 2^ fase. Ogni progetto sono 4 tavole ed 1 Relazione di 12 pagine; quindi circa 400 DISEGNI e 1200 PAGINE / testo. La Commissione comprende esperti provenienti dall'estero (Giappone, Inghilterra, Francia, Usa) NON bilingui. Non risulta attivato un servizio di traduzione preventivo. Il tempo che necessita per l’esame degli elaborati e le indispensabili operazioni di confronto è rilevante;in condizioni normali, con 15 minuti a lavoro >>> occorrono 3 giorni; con 30 minuti >>> 6 giorni ! Il dialogo fra commissari si esprimerà in lingue diverse ? Non si penserà di risolvere tutto in un sol giorno ? Quale evidenza si darà alle modalità di giudizio applicate, alla congruità dei tempi, all’effettivo esame contestuale degli elaborati da parte di tutti i componenti la Commissione giudicatrice? Almeno 500 professionisti italiani e stranieri hanno dedicato l'intero mese di agosto al concorso !!! Si auspica un tempo ed un metodo di giudizio adeguato ai delicati temi proposti in concorso. mrwyde@libero.it
Giuseppe Parito sul futuro dell’abitare
Il futuro dell’abitare è negli anni ’40 (secolo scorso).
Se volete sapere il futuro dell’abitare andate a seguire qualche convegno all’università, o leggete qualche rivista di moda (ve ne regalano di preziosamente patinate se comprate il giornale), c’è gente che se ne occupa in modo serio. Oppure andate in Olanda e guardate il – realizzato - piano di insediamento residenziale progettato dai West 8 (Adrian Geuze) per i docks di Borneo Sporemburg nel porto di Amsterdam, e le “abitazioni” su di esso realizzate dai più grandi architetti a piede libero, tra i quali il gruppo MVRDV,e Rem Koolhaas (OMA), entrambi olandesi.
Roba da fare impallidire i nostri migliori speculatori per densità e compattezza.
Roba da fare impallidire un architetto di provincia come me per eccezionale concentrazione di qualità, ricerca estetica, funzionalità.
Altrimenti opinioni da salotto. Eviterei entrambi. Opinioni, salotto (!).
Eviterei anche living, loft, open space, fengh-shui, bioarchitettura, architettura biologica, architettura virtuale, digitale, intelligente, interattiva, flessibile, sostenibile, sopportabile, portabile, su ruote, rotante, volante.
L’abitare, i fenomeni ad esso connessi, il suo trasformarsi di senso nel tempo, il suo assecondare funzioni ed esigenze sempre diverse ed il suo conseguente evolversi nelle forme, è qualcosa che è, e succede a dispetto delle opinioni e malgrado tutto. Malgrado gli architetti. Fino al punto che arriverei a dire che le cose non sono da mettersi in relazione.
Questo se è abbastanza vero in termini generali, lo è in modo assoluto contestualizzando l’argomento.
Contestualizziamo allora.
Constatiamo che il futuro dell’abitare e addirittura l’abitare non sono più un argomento. Contestate?
Le statistiche mi aiutano (torniamo al salotto).
Il 97% delle persone che stanno leggendo abitano, tuttavia non hanno avuto in alcun modo a che fare con un architetto ed il 100% ha avuto certamente a che fare con locatari, costruttori, imprenditori, agenti immobiliari, mamme, papà, mutui, avvocati, notai, idraulici, antennisti, elettricisti, Sip (telecom per i nati negli anni ‘80), Sidra (acquedotto per chi legge da fuori Catania), gas, Enel, spazzatura, ICI, vicini, riunioni di condominio, condomìni, millesimi, servitù attive e passive, verandine, garage, umidità, polvere, disordine, sporcizia, freddo, caldo, porte che sbattono (o cigolano), rubinetti che gocciolano, pranzi in famiglia (sempre meno), cene, film in maxischermo, parabole e partite.
Questo perché “abitare” qui recede al suo significato più antico che lo vede derivare dal termine latino habere e quindi tenere, avere. Qualcosa quindi legata al possesso. Al paradigma del valore, unica forma di investimento e di impresa(!). Avete presente la robba. Ecco. La robba, ecco: “La Casa”.
“La Casa” appunto, non una “abitazione”, e niente a che fare con l’abitare. Vi è più relazione con quel fenomeno che l’antropologo americano Edward Banfield nel 1958 ha definito come “familismo amorale” (go > google).
Da questo punto di vista non c’è molto da fare, di questa robba addosso ce ne siamo stratificata fin troppa, e abbiamo dovuto spalmarne fino a saturare l’ovunque. Per paradosso questa saturazione in Olanda ce la invidiano, fino a fare apologia di questo libero e fantastico esprimersi in quella forma creativa che è l’autocostruzione e che noi con un termine poco elegante chiamiamo abusivismo.
Che dire.
Andiamo avanti.
La “casa” non interessa l’architettura e non interessa gli architetti. Come all’architettura interessa poco “l’arredamento” che interessa ancora meno gli architetti.
Mentre vengono idolatrati feticci della modernità, telefonini, automobili, computers, iclimatizzatori, elettrodomestici, incorniciati all’interno di case finto antico, finto rustico, finto borghese, finto etnico o in arte povera (costosa peraltro). Alternative moderne? Il mosaico Bisazza..
Il futuro dell’abitare è stata per noi una stagione vissuta a cavallo degli anni ’30 e ’40. In un contesto in cui appunto non vi era contesto. E quindi tutto in divenire, e l’abitare era un problema morale oltre che sociale. Paradigmatico e suggestivo il lavoro svolto da Diotallevi e Marescotti. Dove dalle pagine dei loro manuali tuonavano: “IL TUGURIO UCCIDE Più della guerra. Per un pericolo sei volte più letale si è impiegato 1/100 del capitale destinato agli armamenti”.
Argomento chiuso.
Tuttavia mi rimane ancora qualche battuta per arrivare al numero richiesto per questo spazio. Quindi occupiamolo tutto. Tutto. Tutto. Tutto. Tutto. Tutto. Tutto. Ecco. (“Ecco” è abusivo!)
Giuseppe Parito (monoarchitetti)
ALLEGATI
Allegato n.1
Cesare de Seta ricorda Almerigo De Angelis
La scomparsa prematura e improvvisa di Almerigo De Angelis priva la cultura italiana del design e dell’architettura di una delle figure più singolari e originali. De Angelis, laureatosi brillantemente nella Facoltà di Architettura di Napoli, vi aveva insegnato per molti anni, poi si era trasferito a Milano chiamato al Politecnico a ricoprire la cattedra di architettura degli interni: ambiente che riteneva sicuramente a ragione più omogeneo e ricettivo dei suoi interessi. E’ stato il fondatore e il direttore fino agli ultimi giorni della rivista “Modo”, uno dei periodici più intelligenti e trasversali che si sono fatti in Italia negli ultimi decenni. Dico traversali perché si occupa di un segmento della ricerca che va dalla moda, alle arti visive, al design e all’architettura. De Angelis era partito con grande coraggio e in modo molto dimesso con una piccola rivistina, poi lentamente la rivista si è irrobustita, ha acquisito una sua autorevolezza, ha guadagnato l’indispensabile pubblicità, ha arricchito il numero delle pagine, delle firme e dei collaboratori. Una ventina d’anni fa De Angelis aveva lanciato un suo manifesto per un’architettura eventuale, sorta di scherzo-serio che, con spirito sottile, metteva alla berlina tutti i linguaggi forti cavalcati dalla moda del post modernismo. Nell’ambito specialistico a lui consono De Angelis ha pubblicato numerosi volumi dapprima in modo molto pionieristico poi con editori del settore e in fine con la sua casa editrice. Era un docente appassionato del suo lavoro e spassionato allo stesso tempo, perché gli era ben chiaro che il nuovo corso riformatore nelle facoltà di architettura rischia di buttare il bambino con l’acqua sporca: la sua intelligenza vigile aveva una qualità rara condita com’era da un spiccato senso dell’ironia e dell’autoironia. Avendolo avuto compagno di università dal primo anno alla laurea posso dire che ogni incontro o contatto sia pur fugace con Almerigo – alla Triennale, alla Biennale, per mostre di qua e di là - era sempre condito da un frizzo, da una battuta spiritosa e mai malevola. A Napoli ci tornava sempre per ragioni di affetto, avendo qui una figlia che da pochissimo l’aveva reso nonno. Nella sua lunga presenza a Napoli era stato molto legato a Renato De Fusco e alla rivista “Op. cit.” del quale era stato un assiduo collaboratore, così come era stato collaboratore di “Casabella” la tempo della direzione di Sandro Mendini, uno dei suoi grandi amici milanesi. E proprio nella capitale della moda e del design ha aveva voluto radicare la sua rivista che non a caso – ironicamente anche in questo – aveva titolato “Modo”: sfondando è il caso di dire lì dove era più difficile, dove più era alta la concorrenza. Almerigo mi mancherà come amico e come collega, ma credo che mancherà a tutti la sua generosa allegria, la sua fervida intelligenza, il suo tono scanzonato di eterno ragazzo col barbone anche quando non lo era più per ragioni anagrafiche.
Cesare de Seta
Allegato n.2
Una proposta per la regione Basilicata
Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Potenza: proposta per una legge regionale a sostegno della qualita’ architettonica
Articolo 1: Finalità
1. La Regione Basilicata riconosce la rilevanza pubblica dell’ideazione e della realizzazione architettonica e dell’opera di trasformazione del territorio e ne promuove e tutela la qualità in tutto l’ambiente urbano e rurale del territorio regionale.
2. La qualità dell’opera architettonica e di trasformazione del territorio è elemento irrinunciabile dello sviluppo sostenibile e necessario ad assicurare benessere ambientale alle generazioni presenti e future.
Essa è finalizzata a:
a. interpretare e soddisfare le necessità degli individui e dei gruppi sociali in materia di assetto dello spazio fisico;
b. conoscere, tutelare e valorizzare il patrimonio edilizio, il paesaggio e l’ambiente naturale;
c. creare le condizioni di accessibilità e fruibilità dell’ambiente costruito;
d. interpretare e risolvere le necessità dei cittadini di tutte le età e della società multietnica.
Articolo 2: Definizione
1. Per qualità architettonica ed urbanistica si intende l’esito di un coerente e partecipato sviluppo progettuale, che recepisca le esigenze di carattere funzionale, estetico, sociale e formale poste alla base della ideazione, della progettazione e della realizzazione dell’opera e che garantisca il suo armonico inserimento nell’ambiente urbano e rurale circostante poste a base della progettazione e nel rispetto dello sviluppo sostenibile.
Articolo 3: Obiettivi
1. In armonia con i principi esposti all’articolo 1, la Regione persegue i seguenti obiettivi:
1.1. affermare il valore dell’Architettura come alta espressione della cultura e dell’identità di una comunità e del suo territorio;
1.2. promuovere la conoscenza dell’architettura, per accrescere la consapevolezza ed il coinvolgimento dei soggetti attori e dei cittadini sui temi della qualità dell’ambiente urbano e del territorio;
1.3. promuovere nella committenza pubblica e privata, la domanda di qualità architettonica ed urbanistica favorendo procedure concorsuali ed altri incentivi a sostegno dello scopo;
1.4. promuovere la diffusione di tutte le espressioni artistiche contemporanee favorendo l’inserimento di opere d’arte in edifici pubblici e privati;
1.5. favorire la crescita delle nuove generazioni di progettisti, attraverso la progettazione di opere di architettura.
Articolo 4: Procedure per la promozione della qualità del progetto
1. La Regione riconosce che la competizione concorsuale è garanzia per conseguire la qualità architettonica ed urbanistica ed individua pertanto nel concorso di architettura, articolato in concorso di idee e concorso di progettazione, gli strumenti principali per perseguire tale fine in tutti gli interventi nuovi e di recupero, in particolare per quelli ricadenti in contesti territoriali di particolare rilevanza storico-artistica e paesaggistico-ambientale.
2. Per conseguire l’obiettivo di cui al precedente comma, si definiscono “lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo”, ai sensi ed agli effetti di cui all’art. 17 – 13° comma della legge n. 109/94 e successive integrazioni e modificazioni, le opere rientranti nelle seguenti categorie: i. Riqualificazione urbana (sistemazioni di vie, piazze, parchi ed aree verdi, mercati, parcheggi, autorimesse, distributori, cimiteri ecc.); ii. Riqualificazione e/o realizzazione di edifici d’interesse pubblico (scuole, ospedali, cinema, teatri, chiese, musei, impianti sportivi ed altre attrezzature d’interesse generale); iii. Restauri di edifici di proprietà pubblica e privata, vincolati ai sensi della L.1089/39.
3. La presente legge disciplina le modalità di espletamento dei concorsi di idee e di progettazione per l’affidamento di incarichi.
4. Al fine del conseguimento dell’obiettivo di cui al precedente art. 3 – comma 1.5, dovranno prevedersi concorsi riservati ai professionisti under 40 e comunque ogni professionista o gruppo di professionisti partecipante dovrà coinvolgere nel concorso almeno un professionista con meno di cinque anni di iscrizione all’Ordine professionale alla data del Bando
Articolo 5: Concorsi di idee
…
Articolo 6: Concorsi di progettazione
…
Articolo 7: Concorsi di architettura banditi da privati
….
Articolo 8: Incentivi per i concorsi di architettura
1. E’ istituito presso la Regione un fondo per il finanziamento, anche parziale, delle spese da sostenere per l’espletamento dei concorsi di idee e di progettazione banditi da soggetti tenuti al rispetto della legislazione statale in materia di opere pubbliche.
2. Tale finanziamento può essere utilizzato dalle stazioni appaltanti per il 30% per coprire le spese organizzative del concorso, per un altro 30% per tenere una mostra o curare la pubblicazione delle proposte presentate ed il restante 40% riservato quale rimborso da offrire ai giovani professionisti di età non superiore a quaranta anni ed iscritti nell’albo professionale da non più di dieci anni per i progetti risultati non vincitori.
3. Nel caso di concorsi in due fasi, una quota di posti per la fase finale deve essere riservata ai giovani professionisti, ovvero a gruppi di progettazione composti da oltre il 70% da professionisti di età non superiore a quaranta anni ed iscritti nell’albo professionale da non più di dieci anni.
Articolo 9: Disposizioni speciali per i concorsi banditi da privati
1. Per le opere da realizzarsi in esito a concorsi di architettura, gli oneri di urbanizzazione, ove dovuti, sono ridotti di una percentuale compresa fra un minimo del 10% ed un massimo del 20% secondo quanto sarà determinato da ogni singolo comune. Nelle more delle determinazioni comunali la riduzione si applica nella misura minima.
Articolo 10: Opere d’arte negli edifici pubblici e privati
….
Articolo 11: Tutela e valorizzazione delle opere di architettura moderna e contemporanea
1. La Regione promuove iniziative volte alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio architettonico regionale con particolare riguardo per gli esempi significativi di architettura moderna e contemporanea, che non ricadono nelle competenze statali.
2. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con apposita variante allo strumento urbanistico vigente, i comuni redigono un elenco degli edifici o manufatti che costituiscono testimonianza significativa dell’architettura moderna e contemporanea realizzati nel territorio comunale dal 1945 alla data di approvazione della presente legge.
3. Con detta variante sono stabilite apposite norme di tutela e salvaguardia per gli immobili inseriti nell’elenco per i quali gli interventi dovranno essere considerati interventi di restauro su opere di interesse storico e/o architettonico (rif. R.D. 2537/1925).
4. Dell’avvenuto inserimento nell’elenco è data comunicazione al progettista, se vivente, nonché al proprietario, possessore o detentore dell’opera.
5. Gli elenchi sono trasmessi alla Conferenza di cui all’art.13.
6. Ogni cinque anni i comuni procedono ad una revisione dell’elenco di cui al comma 2, integrandolo ove necessario. In occasione della revisione sono individuati gli edifici realizzati da oltre cinquant’anni e viene data comunicazione alla competente Soprintendenza della loro esistenza e del loro valore architettonico ai fini dell’eventuale imposizione del vincolo previsto dalla legislazione statale in materia di beni culturali. Gli edifici che venissero sottoposti a tale vincolo sarebbero eliminati dall’elenco comunale in occasione della prima revisione del medesimo.
7. Gli edifici iscritti negli elenchi di cui al precedente comma 2. riporteranno a cura del Comune, stabilmente ed in maniera ben visibile, una targa con l’indicazione del progettista, dl committente e dell’esecutore oltre alla dichiarazione di particolare valore artistico.
Articolo 12: Promozione della formazione e della ricerca in campo architettonico
….
Articolo 13: Conferenza per la qualità architettonica e dell’ambiente costruito
Articolo 14: Premio “Stella” per opere di architettura contemporanea
….
Articolo 15: Regolamento
Con Regolamento da emanare entro sei mesi dall’approvazione della presente legge sono dettate le modalità di attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 7,8,10,11,12,13 e 14.
PresS/Tletter
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