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EX3 Centro per l’arte contemporanea, “Comunicare con il contemporaneo”, Firenze 20 novembre 2010 di Mario Miccio

LPP 07/Dec/2010 15:57:46

Florens 2010

L’Italia è il paese che vanta il maggior numero di siti insigniti del titolo “patrimonio dell’umanità” nel World Heritage List dell’Unesco (dati del 2010):

45

ITALIA

42

SPAGNA

40

CINA

35

FRANCIA

33

GERMANIA

31

MESSICO

 

Il 3 marzo 2010 la Commissione europea ha presentato “Europa 2020”, un rapporto per uscire dalla crisi e preparare l’economia dell’UE ad affrontare le sfide del prossimo decennio. Si tratta di un programma e di “una serie di iniziative faro” raccolte nel documento “EUROPA 20020. Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusive” in cui la cultura fa da volano alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale  insieme a quello ambientale per creare una “golden economy”.

 

E’ stato questo il tema centrale  della prima edizione di Florens 2010, Settimana Internazionale dei Berni Culturali e Ambientali, che si è svolta a Firenze dal 12 al 20 novembre 2010: “un nuovo motore di crescita e un nuovo paradigma produttivo vincente che mette al centro la conservazione, la valorizzazione, la produzione e il consumo di beni culturali e ambientali, rilanciando sinergie innovative fra ricerca, capacità manifatturiera, cultura ed espressione artistica” (Giovanni Gentile, Presidente Confindustria Firenze, Presidente Comitato Promotore Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali).

La nostra costituzione all’articolo 9 recita:

 

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

 

Ma come affrontare le misure inique dei tagli governativi? Nella giornata del 18 ha provato a dare risposta lo studio strategico realizzato da The European House-Ambrosetti per il Comitato promotore di Florens 2010 L’economia dei beni culturali e ambientali: una visione sistemica e integrata, nel quale si “ analizza il settore culturale e creativo secondo una logica integrata e sistemica e se ne esamina l’apporto alla crescita economica e occupazionale del nostro Paese, fornendo dei confronti regionali ed internazionali e un sondaggio sui comportamenti dei cittadini. Lo studio contiene anche un insieme di raccomandazioni finalizzate alla piena valorizzazione e allo sviluppo del settore culturale e creativo in Italia”. Uno dei risultati più innovativi di questo lavoro è il Florens index, strumento di analisi comparata su base nazionale (Toscana e le altre regioni italiane) e internazionale (Italia e Paesi europei e extra-europei) rispetto al potenziale e al dinamismo espresso dal settore culturale creativo.

 

Nell’ambito degli eventi di Florens 2010 (appuntamento dai grandi numeri con 15.000 presenze, 30 convegni, 10 mostre e 150 workshop, con oltre 70 relatori provenienti da 20 paesi e 4 continenti) si è svolto il 20 novembre il convegno COMUNICARE CON IL CONTEMPORANEO, organizzato da EX3 Centro per l’arte contemporanea all’interno degli spazi di Viale Giannotti 81/83/85 a Firenze.

 

La storia del mecenatismo in Italia e nel mondo induce alle riflessioni più varie sulla relazione tra i poteri politici ed economici e i percorsi immaginari, creativi ed artistici ed alla loro evoluzione nei secoli: i mecenati di oggi sono i privati, soprattutto Banche, Fondazioni d’impresa, società, aziende di settori e dimensioni diverse, che acquistano opere d’arte, intervengono in operazioni di restauro, sponsorizzano mostre e convegni.

 

Introdotto da Lapo Cianchi, direttore di Pitti Immagine Discovery, il convegno dell’EX3 ha illustrato le nuove strategie di immagine di 13 aziende italiane:  Caffè Corsini, Castello di Ama, Cooperativa Bioedilizia Murri, Elica, Enel, Furla, Illy caffè, Max Mara, Moroso, Prada, Targetti, Teseco, Trussardi, invitate a raccontare le loro esperienze, i loro rapporti tra arte e azienda per la promozione della propria filosofia produttiva ed il proprio brand all’esterno.

Ludovico Pratesi, critico e curatore nonché direttore artistico di Palazzo Fabroni, ha concluso i lavori.

 

Diceva Orson Welles in Quarto potere (1941): “Io sono un’autorità su come far pensare la gente”. Oggi come ieri un impresa, per “far pensare la gente”, deve investire in comunicazione, sviluppare l’etica della comunicazione inventando nuovi spazi di relazione e trasformazione e creando nuovi bisogni. In un’ intervista di Elena Comelli Renée Mauborgne, autrice di di “Oceano Blu”, spiega in una conversazione esclusiva con Corriere Economia: “Prendiamo l’esempio del Cirque du Soleil. Nella loro strategia troviamo la fusione di due generi diversi, il circo e il teatro, per creare una forma radicalmente nuova d’intrattenimento, che ha grandissimo successo. In questo mercato, il Cirque du Soleil sostanzialmente non ha competitor, ci sono solo loro” (Corriere Economia di lunedì 8 novembre 2010 “Affari <<Provate a cercare Le combinazioni vincenti>>, pag. 33).

 

Severino Salvemini, docente di Economia dei beni culturali alla Bocconi, in un colloquio con Stefano Vergine propone di “mettere in collegamento la cultura con le Imprese (…) unire un museo a un impresa (…) Invece di portare i dirigenti a fare solo corsi di formazione sul bilancio, li si manda al museo e si spiega loro perché l’artista fa una produzione concettuale piuttosto che una figurativa. E’ importante, perché quei dirigenti faranno poi un prodotto che verrà consumato da gente che va a vedere quegli artisti”. Ed alla domanda: C’è qualcuno che l’ha fatto?, risponde: “Il signor Dainese, che produce indumenti per i motociclisti, porta i dipendenti al Museo di Trento e Rovereto o alla Biennale di Venezia. Credo che lo faccia perché c’è un ritorno sulle associazioni di idee che portano alla creazione del prodotto” (colloquio con Severino Salvemini di Stefano Vergine in “La cultura vale oro”, L’espresso, 18.11.2010, pagg. 178-79).

 

Ai linguaggi delle arti visive, della fotografia, dell’architettura, del cinema, del sistema dei media in generale guardano oggi le imprese per sviluppare nuovi brand.

Secondo la classifica 2010 dei 100 più forti brand mondiali, stilata da Interbrand, in vetta ci sono Coca Cola (70,4 miliardi di dollari di valore), Ibm (64,7), Microsoft (60,8), Google (43,5), GE (42,8). Il brand di miglior progresso per il 2009 è Apple (17°), Nokia resta il primo non-Usa, mentre la Bp non a caso scompare dalla classifica. L’Italia ha tre voci: Gucci (44°), Ferrari (91°) e Armani (85°). Ma significative sono anche altre esperienze italiane come quella di Piero Guidi: “Ho iniziato a metà anni ’70 (con il negozio laboratorio “Studio Arte 90” insieme alla moglie Nadia) e la mia grande passione è l’arte che passa attraverso la scultura e la pelletteria per giungere al marchio dei due angeli, che rappresentano me e il mondo odierno. Gli angeli per me più che un brand sono una corrente di pensiero per interpretare la vita di ogni giorno, con le sue gioie e i suoi dolori” (a cura di Image Lab, Comunicazione e immagine. Il brand Piero Guidi, Napoli, Liguori Editore, 2007).

E sul fronte di un'altra forma d’arte, quella vetraria, le bottiglie artistiche di Nonino, realizzate a mano da maestri vetrai entrano nella collezione permanente della Triennale Design Museum di Milano con la mostra “Collezione Nonino Alto Artigianato dello Spirito” aperta dal 16 al 21 novembre. Le Nonino della collezione sono esposte al Design Restaurant della Triennale. La collezione conta oggi 27 esemplari (27 decanter millesimati e numerati di Nonino ÙE® Cru Monovitigno® Picolit realizzati da Baccarat, Riedel e Venini a partire dal 1° dicembre 1984 quando chiesero a Venini di soffiare a mano volante una bottiglia con inserita una murrina raffigurante il grapolo d'uva), per un valore nominale che supera i 30.000,00 Euro. Alcuni pezzi, oggi introvabili, sono stati battuti da Christie’s a Londra nel 2000 (2.531,00 Euro per Vendemmia 1990, 2.664,00 Euro per Vendemmia 1989) e nel 2001 da Finarte di Milano ( 2.169,00 Euro per Vendemmia 1984).