presS/Tletter

presS/Tletter n.15-2010

LPP 29/Apr/2010 10:27:25

RIFLESSIONI di Marcello del Campo

 

Telegramma

CARO RENZO STOP

SIAMO AL VERDE STOP

TUA LETIZIA STOP

 

IN EVIDENZA

 

- LA NOTIZIA DELLA SETTIMANA: YouTube/Architettura e Critica

- L’OPINIONE: I tecnici prestati alla politica

- CARTOLINE: Cartoline di Renato Nicolini

- FOCUS SU: Diego Caramma interviene con: Il supporto e la «danza» delle figure di verità – 4

- DOCUMENTI: Il nuovo bando Regione Calabria per la COMPETIZIONE INTERNAZIONALE ONLINE PARCO SOLARE SUD, con la collaborazione e le tecnologie di Newitalianblood

- INCONTRI DELLA SETTIMANA: news di Santi Musmeci

- MOSTRE DELLA SETTIMANA: news di Santi Musmeci

- UNIVERSITA’ E DINTORNI: news di Ilenia Pizzico

- CORRISPONDENZE: Zaira Magliozzi: Mille....e una notte può bastare

- NOTIZIE DALLA SPAGNA: gli eventi in Spagna raccontati da Graziella Trovato

- RESTAURO TIMIDO: Marco Ermentini ci parla di: Il bosco di Piano

- NOTIZIE INARCH: notizie dall’Istituto Nazionale di Architettura

- MILLE COMIGNOLI: Cronache da Parigi a cura di Benedetta Stoppioni

- AFORISMI RISTRUTTURATI: Diego Lama produce ed aggiusta aforismi per il pubblico di presS/Tletter...

- INTERMEZZO: Edoardo Alamaro: Sodomie

- LIBRI: Utopia & Comunità. Antologia --- Città senza cultura. Intervista sull'urbanistica

- IDEE: Turi Scuto: Caro amico mi scrivi, così ti distrai un po’

- SGRUNT: Marco Maria Sambo: Helsinki

- MEDIA E DINTORNI: Antonio Tursi ci parla di Cosa resterà di noi nel 2060

- FRAME: Channelbeta ci parla di Milano Design Week 2010

- SEGNALAZIONI: International Summer Workshop di Architettura --- Premio Ischia Internazionale di Architettura --- Corvino+Multari: VESUVIUS --- Convegno internazionale/Paesaggio/Urbanistica --- Paolo Marzano  su Kunstwollen

- LETTERE: Renato Filippini sul Ponte --- Gerardo Mazziotti sul Ponte

--- Da Bill Menking: save a building --- Elisabetta Zamparutti segnala un articolo

 

LA NOTIZIA DELLA SETTIMANA

 

YouTube/Architettura e Critica

1) Effetto Maddalena: Micro-Sintesi della Conferenza "Effetto Maddalena Effect" tenutasi giovedì 8 aprile alla Casa dell’Architettura di Roma – filmato a cura di mediarch, webradiotv dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia.

Nel breve filmato: il dibattito tra Luigi Prestinenza Puglisi e Stefano Boeri, con l'intervento di Francesco Orofino.

Ecco l’indirizzo:

http://www.youtube.com/architetturaecritica#p/a/u/0/7KoVPejfH4w

 

Conferenza promossa da: Associazione Italiana di Architettura e Critica, Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, Rizzoli, Editrice-AbitareSegesta, Laboratorio creativo presS/Tfactory.

Relatori: Stefano Boeri, Luigi Prestinenza Puglisi, Michele Brunello - Moderatore: Paolo Conti (Corriere della Sera).

 

2) Spazio Preferiti - andres26111, “Estación Barracas”: inizia il nostro viaggio all’interno della web-cultura giovanile, alla ricerca di video sperimentali a metà tra arte e architettura. Questa settimana vi segnaliamo –direttamente dall’Argentina- un altro video inserito nello spazio dedicato ai nostri iscritti.

 

“Estación Barracas” vi aspetta, tra metropoli, musica, grafica tridimensionale e un pizzico di surrealismo contemporaneo. Ecco l’indirizzo:

http://www.youtube.com/user/architetturaecritica#p/a/f/0/CKDyAZOuE4s

Buona visione a tutti.

 

L’OPINIONE

 

I tecnici prestati alla politica

Ho sempre avuto paura per i tecnici prestati alla politica. Corrono il rischio di diventare politici e quindi di dimenticare di essere tecnici, o di fare i tecnici e quindi di non riuscire a fare politica oppure , peggio, corrono il rischio di fare confusione tra i due ruoli. (lpp)

 

CARTOLINE di Renato Nicolini

 

CARTOLINA AZIO CASCAVILLA

Ci siamo riuniti, nell’Aula Fiorentino della Facoltà di Architettura di Valle Giulia, per ricordare in un incontro di studio “l’architettura tradotta in linguaggio televisivo” nell’opera di Azio Cascavilla. Che, ad un certo punto, aveva lasciato la Facoltà di Architettura per dedicarsi all’altra sua grande passione, il cinema. In qualche modo restando – anzi diventando ancora di più – architetto. Manuel Orazi, che aveva invitato Azio e me a Venezia per una proiezione di Utopia, utopia (l’unico film diretto da Azio, girato nel 1969, di cui ero protagonista), ha trovato la frase giusta, citando Sergio Bettini: l’architettura contiene in sé tutte le arti, risucchia anche il cinema. Aggiungo: quando scende dal piedistallo monumentale, per abbracciare la vita

 

CARTOLINA UPGRADE ARCHITECTURE

Il bel Quaderno di Architettura dell’ANCE, curato da Cecilia Anselmi e Carlo Prati, intitolato Upgrade Architecture, mi riporta a tempi lontani. Quando, dovendo scegliere l’argomento della mia tesi di laurea, pensai di costruire una serie di chioschi leggeri e architetture effimere sopra il Monumento a Vittorio Emanuele II, cioè sopra il monumento più pesante e retorico di Roma capitale, all’insegna dell’ossimoro…

 

CARTOLINA IL CONTESTO

“Il contesto, non potendo più essere considerato come inerte ed immutabile, secondo una visione scalarmente gerarchica che interpreti in via lineare le sue integrazioni solo come ad esso affini in termini di tipologia e morfologia, quindi di significato, emerge, anzi riaffiora ogni volta con l’aspetto di un’opera perennemente in attesa di, sempre manchevole di qualcosa, giacente in uno stato d’imperfezione, predisposta piuttosto – nella sua forma incompiuta e frammentaria – ad essere continuamente “ridefinita” e/o “potenziata”. Questo rimanda ad un’idea di non finito, di endless building come opera permanentemente “in progress” cui risponde a pieno la città nello spostare continuamente, nel ricollocare di volta in volta i suoi possibili limiti (…) “

Cecilia Anselmi, Upgrade Architecture, Il progetto contemporaneo come metafora della città

 

CARTOLINA IL LIMITE

“Se per limite si intende il punto di contatto, di passaggio da una condizione a un’altra, piuttosto che il confine o la netta separazione tra due realtà differenti (…) allora forse il progetto contemporaneo può porsi in una condizione di congruità spaziale e metaforica con il concetto stessi di limite (…); il fare da ponte quindi da tramite secondo la metafora heideggeriana, configura un ruolo del progetto in grado di stabilire “nuove relazioni” tra le parti che congiunge/raggiunge…”

Cecilia Anselmi, cit. 

 

OTTO CARTOLINE ROMANE

 

CARTOLINA SCHOSTAL

Chiude Schostal al numero 158 di via del Corso, un negozio nato proprio nel 1870 e che prima  solo il fascismo aveva chiuso, in applicazione delle leggi razziali. Da Schostal mi portava mia madre, e mi sembrava destinato a rimanere uguale nel mutare del tempo. Più veloce dei miei calzini, helàs, muta la città.

 

CARTOLINA LA RINASCENTE

Le sue due prime sedi sono passate alla storia dell’architettura di Roma capitale. La prima a largo Chigi, costruita da Giulio De Angelis (l’architetto della Galleria Sciarra illustrata dagli affreschi di Cellini sulle virtù femminili), primo edificio in ferro e ghisa, che stupiva per la modernità e  libertà “europea” della struttura. La seconda di Franco Albini, che stupiva per l’eleganza del rivestimento, in cui si apriva l’unica grande finestra (che Albini non avrebbe voluto). Roma 1890, Roma 1960. Il Consiglio Comunale di Roma 2010 approva invece l’accordo di programma, come “un punto importantissimo per l’amministrazione e per tutti i romani” (25 voti a favore, 3 contrari e 3 astenuti), per il trasferimento dalla storica sede ad un palazzetto a sette piani situato all’angolo tra via del Tritone e via due Macelli. “Con i 25 milioni di euro degli oneri concessori avvieremo la più importante opera di riqualificazione del centro storico mai avviata finora”, ha dichiarato il delegato del Sindaco Dino Gasperini. La qualità oggi si misura in euro.

 

CARTOLINA TAVOLINO SELVAGGIO

Sfugge alla grande impresa di riqualificazione del centro storico di Roma “tavolino selvaggio”. Spiega Nathalie Naim, consigliere del 1° Municipio con delega all’abusivismo commerciale (“Repubblica”, 24 aprile): “la tariffa massima di occupazione di suolo pubblico … è di 118 euro al mq all’anno … ovvero pochi centesimi al giorno. E la sanzione viene calcolata in base a queste cifre. Quindi è irrisoria, e i commercianti preferiscono pagare”.

 

CARTOLINA IL COMUNE DI ROMA VEDE LE STREGHE

Il Comune di Roma, unico d’Italia, non ha ancora approvato il suo Bilancio. Pur nelle difficoltà dell’esercizio provvisorio, riesce però a firmare un protocollo triennale con Antonio Maccanico (Presidente della Fondazione Bellonci) e la Strega Alberti Benevento s.p.a., d’impegno a sostenere con un finanziamento annuale di 120.000 euro le attività preparatorie e di organizzazione del Premio Strega. In corrispettivo il Comune avrà “un proprio rappresentante” nel Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Bellonci.

 

CARTOLINA “ATTENTI AL PUP!”

Si è tenuta il 24 aprile, vigilia della Liberazione, l’assemblea al Teatro Colosseo del Coordinamento dei Comitati contro il Piano Urbano Parcheggi. Una rete di quindici associazioni, da piazza Gentile da Fabriano a via Giulia, da via Sacchi a porta Asinaria, da via Volta a piazza Re di Roma. I motivi in un fitto dossier: dalle crepe nei palazzi di via Andrea Doria, agli alberi a rischio di via Lisbona, dalle lesioni al Museo del Genio conseguenti al parcheggio di via Oslavia, alla considerazione che “Roma è piena di box invenduti o sfitti” (col sospetto che per qualcuno di loro si prepari il cambio di destinazione d’uso) e di “macchine comunque in seconda o terza fila!”.

 

CARTOLINA LE RAGIONI DELL’ASSESSORE

Argomenta l’assessore capitolino alla mobilità Sergio Marchi. “Il discorso ‘se tutti lasciassero la macchina a casa’ abbiamo visto che non funziona”. Quanto al decentramento degli uffici: “è stata una scommessa degli anni Settanta. Ma una scommessa persa” . Il realismo al potere produce inerzia.

 

CARTOLINA ANEMONE E IL COLOSSEO

Sostiene “Repubblica” (24 aprile, pag.16 e 17). “E’ il 2004. Scajola … diventato da poco ministro per l’attuazione del programma … decide l’acquisto di una casa importante alle spalle del Colosseo, in via del Fagutale, da intestare alla figlia. L’abitazione ha un valore commerciale che supera il milione e mezzo di euro, ma all’atto di compravendita il prezzo d’acquisto risulta di 600.000 euro. Il 90 per cento coperto da un mutuo, il resto dal conto del ministro, come lo stesso Scajola oggi dice. Ma c’è un problema. I proprietari vendono infatti per 1 milione e mezzo e per non pagare le imposte per intero ottengono 900.000 euro in nero. (…) E quei 900.000 euro non escono dalle tasche dell’acquirente, ma da quelle dell’architetto Zampolini (che sempre “Repubblica” definisce come la “tasca” del gruppo Anemone)”.

 

CARTOLINA FEDERICA GALLONI E IL COLOSSEO

Salutata con entusiasmo persino da Claudio Strinati, che l’ha definita “la persona giusta al posto giusto”, Federica Galloni è il nuovo direttore regionale del Lazio per i Beni Culturali. Intervistata da Paolo Conti sul “Corriere”, mostra ottimismo sull’ “operazione Colosseo”, ovvero “sulla raccolta di fondi internazionali guidata da Diego Della Valle per poter restaurare l’Anfiteatro”. “Sono certa – sostiene la Galloni - che andrà a buon fine,  si riuscirà a restituire alla cittadinanza e ai turisti l’emblema della Roma classica finalmente restaurata. Succede,  quando il bene da recuperare è un grande ‘attrattore’ anche turistico”

 

FOCUS SU di Diego Caramma

 

Il supporto e la «danza» delle figure di verità – 4

Colli ci sta confermando in modo autorevole ciò che è ormai noto: quello che l’Occidente sta imponendo come spirito di tutta l’umanità è in realtà una particolarità scambiata come una caratteristica universale per il mondo intero. Ideale della ragione trionfante già annunciato da Fichte e, prima ancora, da Cartesio. Eppure, oggi, siamo di fronte alle macerie di questi principi, accorgendoci per di più che la ragione non è affatto una caratteristica «naturale» degli uomini. Molti, com’è noto, sono immersi ancora in quello che «noi» definiamo un orizzonte mitico, estraneo ai principi classificatori, definitori, del tutto ignaro di un ideale di verità logico-concettuale partorito da una pratica di scrittura: dalla scrittura alfabetica che ha prodotto un peculiare modo di leggere, scrivere, pensare e quindi di praticare «la cultura», e che ha reso la vista e lo sguardo normativi rispetto agli altri sensi (da allora in poi pensati come scissi gli uni dagli altri).

 

Seguiamo ancora per un poco Colli. Ciò che la ragione esprime – recita il titolo di un paragrafo de Il profondo e l’espressione (il libro scrivendo il quale provò «la più grande emozione») – non è la ragione. «Un equivoco radicale ha sempre stravolto il senso dell’antica filosofia greca. Quest’ultima intendeva la ragione come un semplice “discorso” su qualcos’altro, un logos (soggetto e oggetto assieme) la cui natura è di esprimere un qualcosa di diverso da sé. Tale origine è stata poi dimenticata, non si è più compresa quella funzione allusiva, espressiva in senso metafisico, della ragione, e si è considerato il “discorso” come se avesse un valore autonomo, fosse lo specchio, il perfetto equivalente di un’idea o di un oggetto perciò chiamati razionali, o addirittura fosse esso stesso una sostanza indipendente. (…) La ragione nacque invero come alcunché di complementare, la cui giustificazione stava in qualcosa di nascosto, fuori di essa, che non poteva essere restituito, ma soltanto accennato da quel “discorso”. In seguito venne fraintesa come fine a se stessa. (….) Una ragione formatasi a questo modo è rispetto a quella moderna – in cui fondamentale per la formazione è il riferimento a un linguaggio pubblico impietrito nella scrittura – (…) più ricca di legami con la vita nascente (…) e in definitiva più acuta, penetrante, profonda e perentoria».

 

DOCUMENTI

 

INTERNATIONAL ONLINE COMPETITION SOLAR PARK SOUTH

COMPETIZIONE INTERNAZIONALE ONLINE PARCO SOLARE SUD

 

REGOLAMENTO

1. ENTE BANDITORE E SEGRETERIA

Regione Calabria - Assessorato Urbanistica e Governo del Territorio, Viale Isonzo 414 88100-Catanzaro

Organizzazione: Gruppo Tecnico Parco Solare Sud - Assessorato Urbanistica e Governo del Territorio Regione Calabria

Con la collaborazione e le tecnologie di Newitalianblood.com

Sito web: www.parcosolaresud.it

Segreteria: info@parcosolaresud.it

 

2. OGGETTO, FINALITÀ E CONTESTO

Nel territorio dei comuni di Scilla e Bagnara, una decina di chilometri dell’Autostrada del Sole (A3 Salerno - Reggio Calabria), realizzati in larga parte negli anni ’60 e ‘70 attraverso opere imponenti e, per l’epoca, ardite (viadotti e gallerie), verranno dismessi a seguito della costruzione di un nuovo asse autostradale realizzato prevalentemente in galleria, resosi necessario come intervento di ammodernamento funzionale e di sicurezza, il cui tracciato tiene conto anche del controverso progetto di attraversamento dello Stretto di Messina.

Alcuni tratti del percorso originario, con una serie di eleganti viadotti progettati da Nervi, Zorzi e Morandi, offrono spettacolari viste, da un lato sul paesaggio agricolo terrazzato e per larghi tratti ancora intatto e, dall’altro, sullo spettacolare scenario del mare con la costa calabrese, lo Stretto, la Sicilia e le Eolie.

La competizione internazionale “Parco Solare Sud” ha l’obiettivo di stimolare idee concrete e proposte rivoluzionarie da coniugare con il riuso dei tratti autostradali in dismissione tra Scilla e Bagnara, i partecipanti sono invitati a formulare le idee-progetto a partire dalla proposta base di:

- destinare una carreggiata (sud-nord) per la creazione di uno spazio di sperimentazione per la produzione di energia da fonti rinnovabili, la ricerca e la successiva applicazione di nuove tecnologie sostenibili nonché l’avvio di misure d’integrazione dello stesso Parco con il territorio, attraverso azioni di riqualificazione, fruizione e valorizzazione del paesaggio;

- riutilizzare l’altra carreggiata (nord-sud) come strada alternativa all’attuale S.S n.18 obsoleta e fragile, per cercare di garantire, mediante opere di connessione, migliori collegamenti tra i centri di Scilla e Bagnara, e tra essi e il territorio agricolo e montano, come fortemente richiesto dalle comunità dell’area, reimpiegando anche tutte le piste e i piazzali realizzati a servizio del cantiere per la nuova autostrada.

Invece di demolire integralmente il vecchio tracciato, inclusi gli straordinari viadotti in cemento armato, ormai completamente integrati sia nel paesaggio che nell’immaginario collettivo, si propone di riutilizzare e attrezzare alcuni dei tratti bypassati per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili, per sperimentare nuove tecnologie eco-compatibili, per favorire il collegamento tra i paesi e l’accessibilità alle colture agricole di pregio attestate sui crinali, per sviluppare nuove forme d’arte ambientale e di land art funzionali alla creazione di un turismo responsabile. Invece di spendere circa 40 Milioni di Euro (questo è il costo stimato della riparazione ambientale) per le demolizioni di questi tratti autostradali dismessi, lo smaltimento delle macerie e le necessarie sistemazioni paesaggistiche di ripristino dell’esistente, le stesse risorse (o parte di esse) potranno essere destinate ad investimenti produttivi, grazie alla creazione del Parco Solare Sud. Recentemente sono state svelate alcune immagini degli studi preliminari di Daniel Libeskind e Astaldi per il progetto di un grande spazio pubblico circolare con i servizi di controllo del ponte e una serie di attrezzature commerciali e per il tempo libero. Una suggestione pericolosa anche se di grande fascino che dialoga in maniera complessa e a volte contraddittoria con il paesaggio naturale proponendo un approccio commerciale, essenzialmente fondato sul consumo di territorio, poco in linea con la sensibilità ecologica e la vita delle comunità locali.

Il Parco Solare Sud ha un approccio concettualmente opposto, di agopuntura ambientale, incentiva il riuso dell’esistente prima del consumo di nuovo territorio, l’integrazione paesaggistica, l’autoproduzione energetica e l’autosostenibilità economica. L’idea è di sviluppare, a partire dalle energie rinnovabili, una nuova filiera fondata sull’economia verde che possa portare ricerca, sperimentazione, tecnologie, produzione, lavoro e turismo per tutta la Calabria. Partendo poi dall’assunto che il costo finanziario e ambientale della trasformazione dei quasi 10 km di tracciato dismesso sarà notevolmente inferiore a quello dell’infruttuosa riparazione ambientale, con la realizzazione del Parco si ottimizza la spesa pubblica e si valorizza il potenziale paesaggistico, energetico, agricolo, scientifico e produttivo per la collettività. Pertanto, ai partecipanti sono richiesti contributi innovativi e originali per la creazione, la gestione e la promozione del Parco Solare Sud nel tratto della Salerno - Reggio Calabria tra i comuni di Scilla e Bagnara. Si tratta di circa 10km di autostrada dismessa con una serie di grandi viadotti e gallerie inseriti in uno scenario paesaggistico di grande fascino, affacciato sulla Sicilia e sul mare.

Le proposte dovranno fornire soluzioni progettuali e tecnologiche per il Parco Solare Sud in relazione ai valori paesaggistici del territorio coniugati all’applicazione e valorizzazione delle energie rinnovabili di tipo maturo o sperimentale. La sostenibilità delle proposte va interpretata sia in chiave economico-energetica, sia in chiave culturale. La competizione esplora e approfondisce le applicazioni nel campo delle energie alternative, promuovendo un forte messaggio sociale e mediatico nella diffusione della cultura sostenibile, dimostrando che si possono cambiare abitudini energetiche e stile di vita, in relazione ai problemi dell’attualità, irrimandabili, del periodo post-Kyoto (protocollo sui cambiamenti climatici, sottoscritto nel 1997 e in scadenza nel 2012).

 

3. CRONISTORIA DEL PARCO SOLARE SUD

Dal 1997, sono in corso lavori di ammodernamento ed ampliamento della dell’Autostrada A3 Salerno-

Reggio Calabria, il cui progetto Anas prevede tra l’altro l’abbattimento delle vecchie corsie in dismissione nel tratto tra Scilla e Bagnara.

Il 24 febbraio 2007, nell’ambito dell’Open Space Technology, evento di partecipazione tenutosi a Reggio Calabria, promosso dall’Assessorato Urbanistica e Governo del Territorio nell'ambito del Programma Paesaggi&Identità, con l’intento di ispirare strategie ed azioni per valorizzare il territorio, riscoprire i paesaggi della Calabria ed intervenire sugli ecomostri, prende corpo l’idea di Parco Solare Sud per il riuso dell’autostrada predestinata all’abbattimento. Quindi un risparmio economico-ambientale e la possibilità di utilizzo del “parco” come officina di studi e ricerche, luogo di produzione di energia pulita ma anche per attività naturalistico-ambientali.

Il 06 maggio 2008, l’Assessorato, valutando la proposta Parco Solare Sud in sintonia con il proprio programma di Governance, ritenendo necessario preservare e valorizzare il patrimonio naturalistico ambientale e storico-testimoniale che l’infrastruttura attraversa e di cui la stessa oramai fa parte (integrazione città-territorio-ambiente) - secondo quanto previsto dalle direttive di tutela del Paesaggio nella sua accezione di risorsa integrata (cfr. “Convenzione Europea del Paesaggio”) – a Catanzaro, presenta il progetto “Parco Solare Sud” ai primi soggetti coinvolti (Anas SpA strade ed autostrade, Università Calabresi, Enea, Enel, Enti Locali ed alla stessa Regione per quanto riguarda gli altri Dipartimenti funzionalmente preposti ai temi trattati) ed istituisce un tavolo tecnico per avviare il processo operativo.

Il 31 luglio 2008 viene nominato il gruppo tecnico di coordinamento preposto al pilotaggio del Tavolo Tecnico che dovrà condurre alla elaborazione del documento preliminare allo studio di fattibilità per la realizzazione del Parco Solare Sud (l’Autostrada Solare), anche mediante la costituzione di gruppi di lavoro specifici.

Il 28 dicembre 2009, a seguito di un intenso lavoro del Tavolo Tecnico, presso la sede della Provincia di Reggio Calabria, viene siglato il protocollo d’intesa tra l’Assessorato all’Urbanistica e Governo del Territorio della Regione Calabria, la Provincia di Reggio Calabria, l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e i Comuni interessati, ponendo basi concrete per la proposta Parco Solare Sud, in alternativa alla prevista demolizione integrale di questi tratti di Autostrada del Sole, mediante la realizzazione di un Parco Energetico a partire dal riuso dei medesimi tratti in dismissione.

Il 15 marzo 2010 sono stati approvati dalla Giunta Regionale gli ambiti tematici prioritari per l’utilizzo di 38mln di euro per il finanziamento di progetti pilota/sperimentali a diretta titolarità regionale, nell’ambito delle risorse disponibili per le Linee di Intervento di cui alla D.G.R. n.11 del 13/1/2010, inerenti la Programmazione Regionale Unitaria 2007/2013 - Progetto Integrato di Sviluppo Regionale Strategica “Sistema delle Aree Urbane Regionali” - POR Calabria FESR 2007/2013 - Obiettivo Specifico 8.1. Tra questi assume particolare rilevanza il Progetto “Parco Solare Sud”.

Il 23 marzo 2010 viene annunciata la competizione internazionale “Parco Solare Sud”, indicato come uno degli strumenti operativi del Tavolo Tecnico, per la ricerca proposte e modelli innovativi di organizzazione territoriale degli spazi autostradali recuperati, in un’ottica di sviluppo ecosostenibile e mediante l’applicazione di sistemi, tecnologie e impianti di produzione di energia pulita, matura e/o sperimentale.

 

4. CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE

La competizione si svolge in un’unica fase ed è aperta a professionisti e studenti di tutto il mondo. I professionisti potranno essere: architetti, ingegneri, designer, urbanisti, paesaggisti, geologi, agronomi, botanici, artisti, scienziati, ricercatori, tecnologi, economisti, sociologi, geografi, ambientalisti, ecologisti, società di professionisti o di ingegneria, aziende, ecc. Per studenti si intendono coloro che, alla data del lancio, non sono ancora laureati oppure che nell’anno solare 2010 risultino iscritti a corsi postuniversitari, quali specializzazione, master, dottorato di ricerca, ecc.

La partecipazione può avvenire sia in forma singola che attraverso la formazione di un raggruppamento, nel qual caso il gruppo indicherà un rappresentante. Sono incoraggiate le collaborazioni interdisciplinari, multiculturali e transnazionali. La paternità dell’idea-progetto è riconosciuta in egual misura a tutti i componenti del gruppo. Ogni partecipante o gruppo può elaborare ed inviare una sola idea-progetto. I partecipanti non possono far parte di più gruppi.

 

5. CAUSE DI ESCLUSIONE E INCOMPATIBILITA’ ALLA PARTECIPAZIONE

Le idee-progetto devono, pena l’esclusione, essere assolutamente anonime in ogni loro parte (immagini e testi) nonché strettamente rispondenti alle specifiche tecniche indicate nel presente documento. La giuria può decidere l’esclusione di un concorrente per chiara difformità dei materiali presentati rispetto alle richieste del regolamento o dopo aver riscontrato evidenti elementi che ne possano compromettere l’anonimato.

Non possono partecipare alla competizione:

- tutti coloro che, a qualsiasi titolo, hanno collaborato alla preparazione della presente attività;

- i coniugi, parenti e affini dei giurati fino al terzo grado compreso;

- coloro che hanno rapporti continuativi di lavoro o collaborazione con i giurati.

 

6. PROCEDURA DI ISCRIZIONE

I concorrenti effettuano l’iscrizione online gratuita entro le ore 10:00 AM del 15 Luglio 2010 compilando il modulo online disponibile sul sito ufficiale della competizione. Una volta completata correttamente la procedura di iscrizione il sistema telematico invierà automaticamente a tutti i componenti del gruppo una email con la User Id e la Password che serviranno per effettuare la trasmissione online delle proposte.

Non sono ammesse iscrizioni effettuate in altra forma e non è possibile modificare l’iscrizione effettuata, eliminare o aggiungere componenti al gruppo.

 

7. DOMANDE E RISPOSTE

I partecipanti potranno effettuare domande di chiarimento sul regolamento e sull’oggetto della competizione scrivendo via email alla segreteria: info@parcosolaresud.it. Le domande dovranno essere effettuate al massimo entro il 1 Maggio 2010. La segreteria provvederà a pubblicare una sintesi delle domande e delle relative risposte sul sito web www.parcosolaresud.it entro il 15 Maggio 2010.

 

8. MATERIALI RICHIESTI E LORO TRASMISSIONE

Per partecipare sono richieste 2 immagini (che possono anche includere diversi disegni) dell’idea-progetto

in formato jpg (dimensione 945x450 pixel, peso massimo 200 kb ognuna) e un testo descrittivo in lingua inglese della lunghezza massima di 2000 battute (spazi inclusi).

I materiali saranno trasmessi dai partecipanti attraverso la modalità dell’autopubblicazione in 2 ‘schermate’ successive secondo semplici procedure guidate accessibili a tutti coloro che hanno conoscenze elementari di internet e posta elettronica. Le immagini e i testi devono delineare con chiarezza concetto, strategia, disegno, tecnologia e costi necessari alla comprensione delle idee-progetto.

- La prima schermata dovrà contenere:

a) Una immagine jpg (dimensione 945x450 pixel, peso massimo 200 kb) che includa almeno una vista tridimensionale d’insieme dell’idea-progetto (sono ammessi rendering, fotomontaggi, foto di modelli, prospettive e disegni);

b) Un testo, in lingua inglese, della lunghezza massima di 1000 battute (spazi inclusi) che descriva il concetto generale e l’ambizione dell’idea-progetto.

- La seconda schermata dovrà contenere:

a) Una immagine jpg (dimensione 945x450 pixel, peso massimo 200 kb) che includa almeno una vista tridimensionale ravvicinata dell’idea-progetto e un dettaglio significativo (sono ammessi rendering, fotomontaggi, foto di modelli, prospettive e disegni);

b) Un testo, in lingua inglese, della lunghezza massima di 1000 battute (spazi inclusi) con l’indicazione delle principali caratteristiche tecniche e tecnologiche, nonché il costo di massima dell’idea-progetto.

Una volta completata correttamente la procedura di auto-pubblicazione di entrambe le ‘schermate’ il sistema telematico invierà automaticamente ai componenti del gruppo una email di conferma con allegato il file completo trasmesso (immagini e testi) in formato pdf. I concorrenti hanno facoltà di trasmettere eventuali elaborati sostitutivi di quelli già trasmessi, in tal caso sarà valutato dalla giuria solamente l’ultimo elaborato ricevuto. Non sono ammesse trasmissioni di elaborati effettuate in altra forma.

Per l’auto-pubblicazione delle immagini e dei testi sono sufficienti una qualsiasi connessione internet e un browser Mozilla Firefox (versione 2.0 o superiore per PC Windows e per MAC OS X) o Internet Explorer (versione 6.0 o superiore solo per PC Windows, no MAC) o Safari (versione 3.0 o superiore per MAC OS X).

Le procedure di auto-pubblicazione saranno attive sul sito web della competizione dalle ore 10:00 AM del 15 luglio 2010 alle ore 10:00 AM del 30 Luglio 2010 (fa riferimento l’ora italiana), termine ultimo per il completamento delle operazioni e, quindi, per la partecipazione al concorso.

In considerazione del notevole tempo a disposizione dei concorrenti per l’attivazione delle suddette procedure e dell’adozione di misure di carattere tecnologico ordinariamente idonee e sufficienti, l’Ente banditore declina ogni responsabilità per il mancato accesso al sistema telematico e/o per la mancata attivazione delle procedure telematiche entro il termine stabilito, derivanti da difficoltà di natura tecnica che abbiano ad accadere ai concorrenti e/o al sistema e non dipendenti dalla sua volontà, quali, ad esempio, a solo titolo esemplificativo e non esaustivo, difficoltà di connessione al sistema derivanti dall’uso da parte dei concorrenti di sistemi informatici non idonei o utilizzati in modo inappropriato, congestione temporanea della rete internet e/o della linea di connessione al sistema telematico, eventi catastrofici naturali o derivanti da azione umana che possano interessare le infrastrutture di gestione della procedura, ecc.

 

9. ANONIMATO DELLE IDEE-PROGETTO

Il sistema telematico di gestione associa in maniera univoca e casuale ad ogni idea-progetto autopubblicata dai concorrenti un codice numerico composto da 8 cifre. Nemmeno l’autore del progetto sarà al corrente di questo codice di identificazione. Solo al termine delle operazioni di giuria i codici numerici di 8 cifre verranno associati ai nomi degli autori. Si ribadisce quindi che all’interno sia delle immagini che dei testi descrittivi elaborati dai concorrenti non è ammesso alcun riferimento che possa compromettere l’anonimato.

 

10. GIURIA

Sono membri della Giuria:

01 Emilio Ambasz - Architetto e Designer, pioniere e teorico del “Green over the Gray” > USA

02 James Wines / Site - Architetto e Artista, pioniere e teorico della “Green Architecture” > USA

03 Mario Cucinella / Mca - Architetto, esperto di sostenibilità ed energie rinnovabili > ITA

04 Jörg Schlaich / Schlaich, Bergermann und Partners - Ingegnere, ideatore torre solare > GER

05 Patrick Blanc - Botanico, ideatore dei muri verdi verticali > FRA

06 Vicente Guallart - Architetto, Direttore e prof. Iaac Barcellona > ESP

07 Hans-Rudolf Schalcher - Ingegnere, prof. Eth Zurigo, Holcim Found. Management Board > SVI

08 Jana Revedin - Architetto, Curatrice Global Award for Sustainable Architecture > AUT

09 Sarah Ichioka - Direttore Architecture Foundation Londra > UK

10 Vedran Mimica - Direttore Berlage Institute Rotterdam > NED

11 Edo Ronchi - Sociologo, Ministro Ambiente 1996-2000, Pres. Fond. Sviluppo Sostenibile > ITA

12 Gianni Silvestrini - Ingegnere, Direttore Scientifico Kyoto Club, Presidente Exalto > ITA

13 Ezio Terzini - Direttore Centro Ricerche Enea Portici > ITA

14 Tonino Perna - Economista e Sociologo, Presidente Parco Aspromonte 1999-2004 > ITA

15 Rosaria Amantea - Architetto, Dirigente Generale Dipartimento Urbanistica e Governo del Territorio Regione Calabria > ITA

 

Ogni giurato avrà a disposizione un pacchetto di voti individuali. Il numero dei voti disponibili verrà calcolato nella percentuale del 25% sulle idee-progetto valide inviate dai partecipanti. La somma algebrica dei voti dei singoli giurati determinerà la classifica finale. I giurati, dopo aver visualizzato in forma anonima tutte le idee progetto votano le proposte ritenute più interessanti utilizzando il sistema telematico. In presenza di exaequo verrà chiesto ai giurati di espletare una seconda votazione a maggioranza semplice.

 

11. PRINCIPI GENERALI DI VALUTAZIONE DELLE PROPOSTE

La Giuria valuterà le proposte progettuali presentate secondo principi generali di sostenibilità quali:

- Qualità estetica

- Compatibilità ambientale

- Sinergie economico-ambientali

- Innovazione e ricerca

- Impatto sociale.

 

12. PREMI E PRESENTAZIONE PRESSO IL CONSIGLIO REGIONALE

L’Ente banditore assegna al vincitore un premio di 20.000 Euro, al secondo classificato un premio di 7.500 Euro e al terzo classificato un premio di 2.500 Euro. I primi 3 classificati e i 10 menzionati saranno invitati alla presentazione dei risultati della competizione che si svolgerà presso la sede del Consiglio Regionale della Calabria nell’ambito di un seminario-evento internazionale incentrato sullo sviluppo sostenibile e sull’utilizzo delle energie rinnovabili, connesso alla riqualificazione, riconversione e riuso di infrastrutture e siti industriali dismessi, nell’ottica di ripercussioni positive sul territorio di appartenenza.

Tutte le visioni progettuali ricevute saranno inoltre esposte sul sito ufficiale e sul portale newitalianblood alla pagina www.newitalianblood.com/solarparksouth.

I concorrenti delle proposte selezionate (premiati e menzionati) si impegnano a fornire al Gruppo Tecnico Parco Solare Sud un dossier di presentazione della proposta composto da 10 cartelle UNI A4 orizzontale (file pdf), a cui, a discrezione, il concorrente può allegare ulteriore materiale libero ritenuto utile per la migliore e completa illustrazione dell’idea innovativa con calcoli tecnici, indicazione di sviluppo sperimentale e/o ricerca industriale di prodotti, modelli, prototipi, ecc. A seguito di successiva valutazione delle proposte scelte (anche mediante l’analisi dei dossier tecnico-illustrativi) l’Ente Banditore assegnerà borse di ricerca a quelle proposte che presentano la maggiore potenzialità di sviluppo o di concreta applicazione. I gruppi selezionati saranno inoltre invitati a partecipare ai tavoli di lavoro istituiti dalla Regione Calabria - Assessorato all’Urbanistica e Governo del Territorio - sotto la supervisione del Gruppo Tecnico di Coordinamento responsabile del masterplan e delle linee guida strategico-economiche del Parco Solare Sud.

 

13. ESITO, PUBBLICAZIONI E TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

Alla fine del processo di giuria la segreteria darà comunicazione dei risultati via email e invierà la graduatoria finale a tutti i partecipanti. La graduatoria con le immagini dei vincitori sarà inviata alle riviste internazionali di urbanistica, architettura, design e paesaggio. Effettuando l’iscrizione i concorrenti autorizzano il trattamento dei dati personali forniti ai soli fini delle fasi inerenti e conseguenti le procedure della competizione.

 

14. LIBERATORIA RELATIVA AI COPYRIGHT DI TESTI, IMMAGINI E DOSSIER

I partecipanti effettuando l’iscrizione online autorizzano l’Ente banditore all’uso di tutti i materiali inviati (testi, immagini, dossier) e dichiarano altresì che questi materiali non sono soggetti a diritti da parte di terzi. I partecipanti si impegnano a tenere indenne l’Ente banditore in caso di pretese da parte di terzi per le eventuali pubblicazioni ed esposizioni, specificatamente riferite a: catalogo, sito web, dossier, brochures e ogni altro utilizzo.

 

15. RIEPILOGO DEL CALENDARIO

Annuncio competizione: 23 marzo 2010

Apertura procedure iscrizione: aprile 2010

Chiusura procedure iscrizione: 15 luglio 2010 (h 10:00 AM ora italiana)

Apertura procedure auto-pubblicazione idee-progetto: 15 luglio 2010 (h 10:00 AM ora italiana)

Chiusura procedure auto-pubblicazione idee-progetto: 30 luglio 2010 (h 10:00 AM ora italiana)

Lavori giuria: entro settembre 2010

Premiazione e seminario-evento: Consiglio Regionale Reggio Calabria: entro novembre 2010

 

INCONTRI DELLA SETTIMANA a cura di Santi Musmeci

 

Innovare per abitare a Roma

Contesti diversi ma qualita’ uniformi, 2° convegno nazionale di Società Italiana della Tecnologia dell’Architettura. Il 29 e 30 aprile dalle ore 9.30, Casa dell’Architettura di Roma in piazza Manfredo Fanti 47. Partecipano: Luigi Frati, Rocco Curto, Marco Corsini, Franco Karrer, Francesco Nucara, Maria Pia Garavaglia; Roberto Morassut, Paolo Buzzetti.

 

Maurice Nio a Milano

Prima conferenza del Museo Pecci Milano, la nuova sede distaccata del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato www.centropecci.it. Giovedì 29 aprile a partire dalle ore 18:30, negli spazi di Ripa di Porta Ticinese 111, l'architetto Maurice Nio  presenterà il volume monografico dedicato a NIO ARCHITECTEN www.nio.nl e recentemente pubblicato dall'editore coreano Equal Books. Il libro riassume e documenta l'ampia produzione progettuale sviluppata fra il 2001 e il 2009 dallo studio basato a Rotterdam. Fra le opere, naturalmente, SENSING THE WAVES, l'ampliamento del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, il cui cantiere è appena iniziato e avrà termine nel 2012.

 

Milano discute la sua identità a Milano

Milano discute la sua identità, Venerdi 30 aprile, alle 18, all’Umanitaria, ingresso via San Barnaba, sala degli affreschi si terrà l’incontro su Identità e Progetto. Ne parleranno:Alba Cappellieri, Achille Colombo Clerici, Marco Romanelli. Modera: Giuseppe Valditara

 

Utopia Mat a Venezia

Utopia Matters: Dalle Confraternite Al Bauhaus. Dal 1 maggio al 25 luglio, 2010. Conferenza stampa: venerdì 30 aprile, ore 12, roof terrace, Collezione Peggy Guggenheim. Sarà presente la curatrice Vivien Greene, Curator of 19th- and Early 20th-Century Art, Guggenheim Museum, New York .Seguirà cocktail e visita guidata della mostra.Per informazioni e accrediti entro il 26 aprile: press@guggenheim-venice.it / tel. 041.2405404/415

 

Come vedo il mondo a Oriamo di Mira (Ve)

Visioni di architettura e design V edizione di Come vedo il mondo. Ospiti di quest´anno saranno Tobia Scarpa 27 aprile,Roberto Mascazzini 07 maggio, Mara Servetto 14 maggio e Georg Klotzner 21 maggio, nel consueto mix di architettura e di design, di stili affermati e di innovazione che costituisce il paradigma della rassegna.Auditorium della biblioteca comunale di Oriamo, via Venezia 171. Oriamo di Mira (Ve)

 

ma/rs2 a Verona

Sabato 8 maggio alle ore 10.45 presso l'Auditorium "Giulio Bisoffi", sede direzionale Società Cattolica di Assicurazione in via Calatafimi, 10/A a Verona, l'AGAV inaugura il ciclo di conferenze "ma/rs2 - maestri architetti/riflessioni e spunti", con la conversazione a due voci dal titolo: Tradizione e Modernità: l'esperienza italiana nella riqualificazione architettonica e urbana. Protagonisti: Luigi Caccia Dominioni E Cino Zucchi

 

Racconti di architettura a Rimini

Racconti di architettura, contesto poesia ricerca.30 aprile Piuarch, 7 maggio n!studio. ore 21.00 Sala Polivalente Martelli , via Campana 64. Rimini.

 

30 anni di Memphis a Napoli

Fondazione Plart presenta: 30 anni di Memphis a cura di: Alberta Saladino grafica: Nathalie Du Pasquier. Inaugurazione  giovedì 6 maggio ‘10 h. 18,00 con la presenza di George Sowden e Nathalie Du Pasquier un’ampia rassegna della produzione dello storico gruppo di creativi nato da un’intuizione di Ettore Sottsass. Fondazione Plart – via Martucci, 48 – Napoli

 

SCAU Studio a Catania

Inaugurazione Mostra SCAU Studio/Giovanni Chiaramente,10 Opere di architettura in 100 opere di fotografia. Presentazione volume e vernice mostra: giovedì 29 aprile, ore 19.30. Catania, Fondazione Puglisi Casentino Palazzo Valle, Catania.

 

Bagno di Bellinzona a Zurigo

L’Accademia di architettura di Mendrisio (Università della Svizzera italiana) presenta al Politecnico federale di Zurigo la mostra dedicata al Bagno di Bellinzona di Aurelio Galfetti, Flora Ruchat-Roncati, Ivo Trümpy. L’esposizione è stata promossa dall’Accademia con l’Archivio del Moderno di Mendrisio in una prima edizione presso l’ateneo ticinese nel corso dell’autunno 2009. In occasione dell’inaugurazione a Zurigo, prevista per giovedì 29 aprile 2010, sarà presentato il catalogo dedicato al Bagno, a cura di Nicola Navone e Bruno Reichlin (Mendrisio Academy Press 2010). L’inaugurazione è prevista per giovedì 29 aprile 2010 alle ore 18.00 presso il Politecnico Federale di Zurigo (Hörsaal E5, Zentrum). La mostra potrà essere visitata fino a giovedì 20 maggio 2010, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle 21.00 e il sabato dalle 8.00 alle 16.00.

 

Archizoom Associati 1966-1974 a Mendrisio

Inaugurazione della mostra Archizoom Associati 1966-1974. Dall’onda pop alla superficie neutra prevista per giovedì 6 maggio 2010 alle ore 19.30. Galleria dell’Accademia pianterreno di Palazzo Canavée, Via Canavée 5, Mendrisio, Svizzera

 

Xu Yong a Pechino/Beijing

Mostra di Xu Yong, una nuova raccolta di foto completamente diversa dalla precedente. Gli oggetti sono talmente fuori fuoco,annebbiati da sembrare quasi astratti. Curatore della mostra Shu Yang.Dal 24 Aprile al 24 Maggio 10:30am to 6:00pm. Gallery 798 Space. Jiu xian qiao Road.Chao yang District.Beijing.China. Tel: 010-59789180/59789181

 

MOSTRE DELLA SETTIMANA a cura di Santi Musmeci

 

The Chinese Box a Roma

The Chinese Box presso le Officine Farneto di Roma, mostra incentrata sulla ricerca svolta in Cina dai Map Office, artisti/architetti francesi di base a Hong Kong. L'allestimento è a cura dello studio di architettura IaN+. L'esposizione, promossa dalla Fondazione Volume! e dalle Officine Farneto, resterà aperta fino al 7 maggio.

 

Edward Hopper a Roma

Per la prima volta in Italia, Roma e Milano rendono omaggio all’intera carriera di Edward Hopper (1882-1967) il più popolare e noto artista americano del XX secolo, con una grande rassegna antologica senza precedenti nel nostro paese. Dal 16 febbraio al 13 giugno 2010. Museo Fondazione Roma, via del corso 320, Roma.

 

A Tradição do Novo/La Tradizione del Nuovo a Roma

A Tradição do Novo, La Tradizione del Nuovo. Il Museo del Pane e altri progetti. Esposizione dei progetti dello studio Brasil Arquitetura di Marcelo Carvalho Ferraz e Francisco Fanucci a cura di Alessandra Criconia e Martina de Luca. Dal  26 febbraio al 2 maggio 2010. Museo Hendrik C. Andersen, Via Stanislao Pasquale Mancini 20, Roma

 

La Biennale di Venezia 1979-1980 a Venezia

Il Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta e il curatore della mostra Maurizio Scaparro invitano all’inaugurazione della mostra La Biennale di Venezia 1979-1980 Il Teatro del Mondo edificio singolare, omaggio ad Aldo Rossi. Venezia, Ca’ Giustinian Dal 10 febbraio al 31 luglio 2010

 

Aldo Rossi a Cesena

In occasione del decennale dalla fondazione della Facoltà di Architettura la facoltà organizza una mostra di disegni e plastici di architetture di Aldo Rossi relativi a due progetti Chiesa dello Spirito Santo, via Milani. Cesena Dal 28 aprile al 30 maggio 2010. Lunedì – Venerdì 16.30 – 19.30, Sabato e Domenica – 10.00 – 13.00/16.30 – 19.30

 

30 anni di Memphis a Napoli

Dal 6 maggio al 29 maggio 2010, la Fondazione Plart presenta “30 anni di Memphis” , un’ampia rassegna della produzione dello storico gruppo di creativi nato da un’intuizione di Ettore Sottsass. Fondazione Plart – via Martucci, 48 – Napoli

 

Mostra Pierluigi Nervi a Sondrio

Sondrio rende omaggio a Pierluigi Nervi con una mostra nel trentennale della morte dal 15 aprile al 20 giugno presso la Galleria Credito Valtelinese. La mostra mette in luce, attraverso fotografie e progetti, la complessa attività di Nervi che si manifesta in molteplici aspetti che vanno dall'ideazione alla realizzazione delle sue opere architettoniche.

 

Gianni Pettena a Prato

Il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta, dal 20 marzo al 9 maggio 2010, la recente acquisizione, in comodato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, di un nucleo di opere originali appartenenti ai primi anni di attività dell’architetto radicale Gianni Pettena. Nuove acquisizioni per la collezione del museo. Sale espositive CID/Arti visive. Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci. Viale della Repubblica 277, Prato

www.pavillon-arsenal.com

 

Archizoom Associati 1966-1974 a Mendrisio

Mostra Archizoom Associati 1966-1974. Dall’onda pop alla superficie neutra, da venerdì 7 maggio a domenica 6 giugno 2010 presso la Galleria dell’Accademia pianterreno di Palazzo Canavée, Via Canavée 5, Mendrisio, Svizzera, dal martedì alla domenica dalle ore 13.00 alle 18.00. L’ingresso è gratuito. 

 

The Third Dimensions a Parigi

The Third Dimensions, architettura in miniatura. Maison de l'architecture. France. Dal 23 febbraio al 30 aprile 2010. Maison de l’architecture et de la ville. Architetti: Avignon Clouet, Julien De Smedt, Dz0 Architecture, Edouard Francois, Frama Architects, J. Mayer,Kl+Nb, Radical Craft, Search. Artista: Anne Frémy.Place Francois Mitterrand, Euralille.

 

UNIVERSITA’ E DINTORNI di Ilenia Pizzico

 

Il progetto urbano e il piano nell'esperienza italiana a Bologna

Scopo del seminario, organizzato dal Gruppo di Studio INU La Città Contemporanea e dalla Fondazione Astengo, è di riproporre una riflessione sul rapporto fra il Progetto Urbano e le nuove forme del Piano, attraverso il confronto di casi studio e di alcune tematiche specifiche. Come ulteriore fase di approfondimento sul tema del Progetto-Urbano, è intenzione della Fondazione organizzare successivamente un laboratorio di una o due giornate su un caso specifico, in rapporto anche alle riflessioni emerse dal Seminario. 30 aprile, ore 9.00, Aula Magna della Facoltà di Ingegneria, Università di Bologna, Viale Risorgimento 2, Bologna.

 

Il germinare del design. Lo scopo e la meta a Milano

Il 30 aprile si terrà un appuntamento che trae spunto e motivazione dalle creazioni di Paolo Benevelli: una produzione innovativa e originale, che predilige la duttilità del metallo, coniugando, con grande leggerezza e naturalezza, vocazione artistica e ispirazione industriale. Fino a delineare, nella sua ricerca di equilibrio stilistico, una sorta di minimalismo ludico, ricercato ma anche ironico, essenziale ma mai asettico. Nel corso dell'evento interverranno, tra gli altri, il professor Gillo Dorfles, critico, storico e teorico del design, e gli architetti Angelo Cortesi, Past President ADI e Regional Member ICSID, Valeria Armani, docente del Politecnico di Milano e IED, e Lorenzo Bonini, critico d'arte e design. Verrà inoltre presentata in anteprima una pubblicazione illustrata, interamente dedicata al lavoro di Benevelli, che raccoglie disegni di idee e percezione, prototipi originali e oggetti d'uso, tappe di un percorso che si pone, innanzitutto, come "un laboratorio creativo aperto" (progetto grafico di Mario Benelli e testi di Daniela Panosetti). ore 18:00, Triennale di Milano, viale Alemagna, 6. Info: www.triennale.it <http://www.triennale.it/> | <http://www.paolobenevelli.com/>

 

Il reimpiego in architettura a Roma

Martedì 11 maggio si terrà la presentazione del volume Il reimpiego in architettura. Recupero, trasformazione, uso, a cura di J.F.Bernard, P.Bernardi, e D.Esposito. Introduzione: Michel Gras. Ore 16.30, Facoltà di Architettura L. Quadroni, Piazza Borghese 9, Roma. Info: http://www.arc1.uniroma1.it/public/PresentazioneReimpiegoArchitettura.pdf  

 

CORRISPONDENZE a cura di Zaira Magliozzi

 

Mille....e una notte può bastare

Non potevamo non parlarne, e anche se non è la notizia del secolo, sicuramente ci farà riflettere. In questi giorni, a Dubai, il nostro Giorgio Armani ha inaugurato il suo primo Hotel in quello che è l’edificio più alto al mondo, la torre Burj Khalifa (di cui abbiamo già parlato in http://www.presstletter.com/articolo.asp?articolo=2488), di cui occupa i primi otto piani più il trentottesimo e trentanovesimo facendo sfoggio delle sue linee minimal chic già note al pubblico per la linea Armani Casa. Colori essenziali, tecnologia, tagli netti, niente eccessi sono gli elementi tesi a rappresentare quel nuovo concetto di lusso, non più sfarzoso e ridondante, ma elegante e curato di cui Armani si sta facendo portavoce nel mondo dell’Architettura. Nei prossimi anni, infatti, è già in programma di inaugurare l’ Armani hotel di Milano, il complesso residenziale di ville a Marassi in Egitto e il lussuoso resort di Marrakech. Ma ritorniamo a Dubai, come valutare la decisione di affidare proprio a Giorgio Armani il primo hotel della torre? Che sia una nuova tendenza in cui gli arabi si stiano gettando a capofitto? Che siano stanchi delle follie architettoniche a cui ci hanno abituati? (come la Ski Dubai, pista da sci indoor realizzata nel fantasmagorico “Mall of Emirates” a dispetto degli oltre quaranta gradi di media esterni). Oppure è soltanto la voglia di avere a casa loro un pezzo di design all’italiana che strizzi l’occhio anche al mondo della moda? Un connubbio perfettamente interpretato dallo stile Armani, di cui dobbiamo ancora capire le effettive potenzialità al di fuori del fashion district.

Intanto accontentiamoci di vederlo nelle foto che pian piano stanno affollando il web, perchè, ai prezzi stabiliti (mille dollari a notte per la camera base), di sicuro saranno in pochi a poterci andare davvero.

 

NOTIZIE DALLA SPAGNA di Graziella Trovato

 

Notizie

Si é conslusa a Madrid la Conferenza di Alto Livello “Urban Sustainability and Integrated Urban Regeneration in Europe. Policies, Programes and Best Practices” organizzata in occasione del semestre di Presidenza spagnola dell'Unione Europea.

Al centro delle riflessioni le politiche europee di recupero dell’esistente con speciale attenzione all’integrazione sociale e al risparmio energetico. Un articolo sul giornale El Mundo sintetizza le dichiarazioni del Ministro spagnolo per l’alloggio, Beatriz Corredor (http://www.elmundo.es/elmundo/2010/04/26/suvivienda/1272280238.html?a=54e29a0b5665e38560f7f22600e911f0&t=1272360054).

I testi delle conferenze saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito di Sepes (Entidad Estatal de Suelo):

http://www.sepes.es/files/multimedios/presentacionhighen.pdf

 

Eventi

La casa Encendida: Urbanacción. Istallazione. fino al 28 giugno.

 

Mostre

“ReHabitar 2” Arquería Nuevos Ministerios. Madrid, Paseo de la Castellana.La mostra rappresenta il secondo di nove episodi che hanno come punto comune la riutilizzazione dell’esistente.

 

“Archigram. Experimental Architecture. 1961-1974”. Sala Municipal de Exposiciones del Museo de la Pasión, Valladolid. Dal 18 marzo al 2 maggio. Per info e riserve Tel.: 902500493.

 

RESTAURO TIMIDO di Marco Ermentini

 

Il bosco di Piano

“Ho pensato che con gli alberi si potesse ricreare quell’equilibrio che è il segreto di una città felice. Purtroppo devo prendere atto che la città di Milano non intende proseguire su questa strada. Peccato.” Così Renzo Piano ha replicato al comune che giudica troppo costoso il progetto di piantumare piazza Duomo e le vie vicine sino al castello. L’idea è scaturita da Claudio Abbado: ha  chiesto un compenso “verde” per il suo ritorno alla Scala.  Si sa, nelle nostre città gli alberi sono dimenticati, isolati, maltrattati. Forse è ora di rendersi conto che sono una preziosa risorsa, tra l’altro estraggono anidride carbonica e producono ossigeno. Proprio il contrario di quello che facciamo noi. E’ proprio vero: gli italiani e, soprattutto i politici, odiano gli alberi. Peccato.

 

NOTIZIE INARCH a cura di Claudio Betti

 

Da High Line A High Lines

il precedente newyorkese e il futuro della sopraelevata di San Lorenzo
ne parlano:

Dario Marcucci, presidente III Municipio Comune di Roma

Robert Hammond, organizzatore di High Line

Lucio Altarelli, docente universitario

Carlo De Maria, ACER

Nunzio, artista

Lucio Passarelli, IN/ARCH

coordina Luca Zevi, direttivo IN/ARCH Lazio

i lunedì dell'architettura©

lunedì 3 maggio 2010, ore 20.00

ACER - via di Villa Patrizi 11, Roma

 

MILLE COMIGNOLI a cura di Benedetta Stoppioni

 

Desplazamientos/Déplacements _ Centquatre _ 104, rue d’ Aubervilliers/5 rue Curial, Paris _ www.104.fr.Exposition/Concours d'art contemporain _ 15 aprile-16 maggio 2010.

 

Da dieci anni, Obra Social Caja Madrid presenta il concorso di arte contemporanea “Generaciones”. Si tratta di un programma che sostiene il lavoro di giovani artisti residenti in Spagna, che attribuisce premi e borse di studio e permette l'acquisto di opere con la finalità di costituire una collezione. Nel corso di questo decennio, questo concorso si è sviluppato con l'obiettivo di divenire una piattaforma  di promozione dell'arte contemporanea. Oggi è uno dei concorsi più importanti della scena spagnola. Ogni anno viene organizzata una esposizione con le opere selezionate, presentata prima a La Casa Encendida a Madrid, poi in diversi luoghi della Spagna: Barcellona, Siviglia, Valencia, Salamanca, Santiago de Compostella... Quest'anno la mostra giunge fino al Centquatre. “Desplazemientos/Déplacements” è una esposizione tematica sullo spazio, soggetto ricorrente nell'arte contemporanea. Il comitato di selezione ha scelto artisti che hanno partecipato al concorso “Generaciones” negli ultimi dieci anni. La mostra è composta di opera già prodotte ed esposte, ma soprattutto di nuovi lavori realizzati per l'occasione. Gli artisti selezionati sono: Lara Almarcegui, Ibon Aranberri, Sergio Belinchón, David Bestué e Marc Vives, Bleda e Rosa, Santiago Cirgueda, Dora García, Federico Guzmán, Cristina Lucas, Fernando Renes, Pedro G. RomeroEn. L'esposizione sarà accompagnata da incontri, tavole rotonde e proiezioni di cortometraggi.

 

Dreamlands par Da Cruz _ Dreamlands, cultures du diverstissement, cultures de l'urbain? _ Centre Pompidou _ place Georges Pompidou _ Paris _ www.centrepompidou.fr.

Exposition _  5 maggio-21 giugno 2010.

 

La Bpi (Bibliothèque puplique d'information) ha incaricato il graffitista Da Cruz di realizzare un'opera sul tema di Dreamlands. La performance sarà realizzata in due giornate, il 20 ed il 27 aprile, per poi essere aperta al pubblico il 5 maggio. Da Cruz ha iniziato a realizzare graffiti negli anni Novanta, nei quartieri popolari di Parigi, in particolare nel 19ème arrondissement, nei dintorni della rue de l'Ourq. Nel corso degli anni si è creato uno stile tutto proprio, una sorta di graffito primitivo, ibrido e variopinto, che mischia radici urbane ed influenze svariate derivate dai suoi numerosi viaggi in America Latina ed in Africa. Alcuni video presentano il suo lavoro ed in particolare la performance realizzata nella Galleria Rambuteau. Dream

Dreamlands si propone di analizzare come i modelli delle esposizioni universali e dei parchi di attrazione abbiano influenzato la concezione e l'utilizzo della città e di interrogarsi sulla questione se la diffusione della “Societé des loirirs” stia minacciando o meno la cultura e se il divertimento “popolare” sia conciliabile con la cultura “sapiente”. Oltre alla proposta di Da Cruz, una trentina di opere si pongono a confronto con questo tema all'interno della mostra presentata nella grande galleria del Centre Pompidou. Il 26 maggio dalle 16 alle 20h30, verranno proposte una serie di conferenze e dibattiti, alla presenza di urbanisti, architetti e filosofi, per riflettere sulle relazioni che si intrattengono tra il mondo dei loisirs e quello della cultura negli ambiti dell'urbanistica e delle politiche culturali.

16h-16h15: introduzione di Didier Ottinger e Quentin Bajac, responsabili dell'esposizione.

16h15-17h: “Urbanisme et parcs d'attraction, de l'influence à l'interaction”, con Paolo Portoghesi, architetto, e Frédéric Migayrou, responsabile della collezione di architettura al Centre Pompidou.

17h10-18h30: tavola rotonda, con Paul Ardenne, storico dell'arte; Stéphane Degoutin, artista e saggista; Olivier Mongin, scrittore e saggista, direttore della rivista “Esprit”; Paolo Portoghesi, architetto; moderatori: Didier Ottinger e Quentin Bajac.

18h30-19h15: “Politique culturelle ou politique de loirirs”, con Thomas Krens, direttore della fondazione Salomon R. Guggenheim, Didier Ottinger e Quentin Bajac.

19h15-20h30: sintesi generale alla presenza di tutti i relatori.

 

AFORISMI RISTRUTTURATI di Diego Lama

 

Ad un certo punto della vita il lavoro dell’architetto diventa un rifugio per chi non ha più nulla di meglio da fare

 

Ciò che è stato progettato senza ragione, verrà abitato senza passione

 

In architettura non esistono premi, solo conseguenze

 

Tutti gli stili vanno bene, tranne lo stile fatto da tutti gli stili

 

L’architetto, dopo molto piccoli insuccessi, finalmente trovò il grande insuccesso

 

INTERMEZZO di Edoardo Alamaro

 

Sodomie

Qui alla PresS/Tletter non si parla di politica. Non si bestemmia e non si sputa a terra. Né nel piatto su cui si scrive. Tanto meno in faccia all’architettura, spesso madre crudelia. Né si bombarda il quartier generale e capitale, ovviamente.

E io non parlerò di politica, né di generali e capitani. Ma di antiche storie e nuove icone. Di media, dirette tv, popoli e partiti edelizi. Mix tra interni, esterni, direzioni di spartiti, sensi unici, binari morti, ponti sulla stretta.

Si, in questa settimana d’Intermezzi non si può ignorare l’emblematico “che fai, mi cacci?” di Giancarlo Fini, l’ultimo del ’68. Uno di noi, vecchia guardia, vecchia Europa romantica dell’artigianato, sulla irreversibale via del design d’oggi. In diretta tv sangue e orina. Tutto il calcio in culo minuto per minuto.

 

Indietro tutta. La direzione del PdL sembrava un remake. Un’aula universitaria nello scontro frontale, tanti anni fa. Sessantotto e dintorni. Eravamo noi allora i fini fini, quelli col ditino puntato eroicamente contro l’Autorità caimana. Copie terminali anche noi della serie doc: “Ehi bamboccio, molla l’orologio della Storia, le ore del tempo sono nostre!” E non le stabilisci tu, non ci cacci via con le tue procedure. Son cose mosce, tigri di carta!!!

Ma la questione è che gli orologi del tempo d’oggi sono di plastica, come gli uomini. Per una felicità di plastica “made in China” global. Tre euro sulla bancarella, a scelta, nei pressi di ogni stazione centrale o laterale d’Italia.

 

Quel “che fai, mi cacci?” più che una domanda, mi è parsa quindi una richiesta di caccia, un desiderio, un gioco liberatorio. Esisto, sono cacciato, scacciato, schiacciato. Scocciato me ne vado, sbatto la porta. Non ne posso più. Ma non posso andarmene con i miei piedi, devo essere spinto fuori, a forza!!!

Allora resisterò, andrò alla tv, attiverò adeguata campagna mediatica, il circus, il circolo, circa, quasi …. punto, virgola, puntini sospensivi, ….

 

La città accogliente e partecipata rimarrà un sogno, un’aspirazione. La norma uccide, fa la traviata, musica lirica architettonica.

Eppure Sodoma fu distrutta da Dio per questo motivo, per troppa normalità e regula. Non certo per la deroga e la sodomia a cui si abbandonava, come la vulgata dice. Sodoma fu distrutta perché era città troppo normale e non accogliente. Che prometteva e poi ti rifilava un bidone. Cioè ti prendeva per i fondelli e bassi fondi. Per questo motivo fu esemplarmente punita dal Signore.

In quella lontana città crudele lo straniero doveva infatti adeguarsi a forza. Stare dentro alla regola stabilità d’autorità. Giacere in un letto di norme e traviate, alla lettera.

Infatti a Sodoma gli stranieri, gli immigrati e i diversamente abilitati, venivano sodomizzati. Venivano cioè stesi su un letto standard: se erano troppo lunghi e i loro piedi uscivano fuori dal perimetro dato regolare, venivano subito accorciati a forza (la Genesi/18 non dice come e con quale tecnica, nda); se viceversa erano corti venivano allungati d’autorità.

 

Lo so, non ci credete, siete scettici, pensate che pazzeo. Invece no, è lì, in quel letto crudele, che nacque sia il design che gli uomini fini. Nacque cioè la questione del ditino (della mano) puntato. O del ditone (del piede) spuntato. Nacque la forza di dire “non ci sto a questa norma. …. ma che fate, ci cacciate?”

Uno dei punti di forza del Fini-fini è stata infatti la città accogliente, l’accettazione della diversità. Nell’intervallo cantabile a tutta voce corale e popolare: da ‘o core ‘ngrato / a ‘o core grato / pe’ l’immigrato, …. Chi l’avrebbe mai detto: le vie del Signore misericordioso sono infinite e fini!

 

E io li vedo ogni sera i perdenti. Gli immigrati al nero che non ce l’hanno fatta. I respinti, gli ultimissimi. Quelli che hanno perso qualsiasi speranza. Che regrediscono allo stato animale. Che si contendono il posto letto di cartone su gradini sporchi di una chiesa (da restaurare). Che cercano una casa, un tetto provvisorio, un qualcosa che li accolga.

Quando li vedo la sera passando per Napoli-Crudelia, a via Monteoliveto, sotto la Posta centrale del Vaccaro; a via Costantinopoli, a Piazza Cavour-metrò gaulente, …. penso sempre: potevo essere uno di loro, …. non ci vuol nulla, un rovescio, un manrovescio, ‘nu paccaro da Dio ….. basta scollarsi dal gruppo, … perdere il collante sociale, …. essere messo all’indice e al pollice retro da una comunità, da una famiglia, da un partito…..

Con terrore penso allora di perdere il pasto di capo straffo comunale edelizioso, brrr… nessuno ti darebbe una mano, ri-bbrr…. nessuno alzerebbe un dito, ri-ri-brrr … meno male che ho un tetto, una PresS/Tletter che mi copre, …. un intermezzo in cui rifugiarmi on line….. e prossimamente anche una Associazione italiana di Architettura-critica a Roma. Ma so’ proprio furtunato, che Eldorado il mio!!

 

Napoli-crudelia è fatta invece di alloggi di sfortuna provvisori…. ex fabbriche dismesse, … luoghi disperati, puzzolenti e fatiscenti: basta un nonnulla e se ne cade tutto. Levateve a sotto !!! Ma non tutti ce la fanno in tempo a scappare, qualcuno ci resta sotto.

E così sabato matina il mio amico assessore comunale molto amato è dovuto correre con la sindaca e molta ag-giunta perché uno di questi luoghi terminali della ex Napoli industriale se n’è caduto. Soliti riti del caso, belle parole, solidarietà del consiglio comunale, un minuto di silenzio, il cordoglio della città accogliente … in effetti si tratta solo di due povericristi, due polacchi scamazzati dal crollo di un in-stabile fatiscente, in via Emanuele Gianturco.

 

Uno si faceva chiamava Schevchek. Ma il suo vero nome pare fosse Ceslavs. Senza carte certe, senza tessere di partito, né spartiti. Lo hanno identificato perché i sopravvissuti suoi hanno dichiarato che era con loro dalla sera prima del crollo. Anche lui, come gli altri disgraziati, aveva trovato da un po' di tempo rifugio in quell'edificio abbandonato della Napoli industriale che fu.

Storie comuni e comunali a Crudelia. Non fa molta notizia. Del resto il morto scamazzato in questione era in Italia da dieci anni dove si arrangiava facendo qualche lavoretto, operaio a giornata. Andava di mattina agli incroci e aspettava di poter lavorare. Spesso e malvolentieri nell’edilizia nera. Insomma di essere ingaggiato da qualcuno.

Le agenzie ci dicono che non si sa molto su di lui perché “era un tipo taciturno e chiuso". Che "non ha mai imparato a parlare bene l'italiano, solo qualche parola. Ma capiva e si faceva capire". Forse aveva capito molte cose di Crudelia.

L’altro polacco scamazzato sotto le macerie si chiamava Aleksandra Kwiatkovska, 56 anni, originaria di Poznan, in Italia da 15 anni. Ex badante sbadata, nessuno la voleva più.

 

Il mio amico assessore sembrava molto scosso da quanto aveva visto. Anche il sindaco era rimasto scosso, anzi scossa. Per questo pare avesse ordinato il lutto cittadino e la sospensione di una manifestazione sul lungomare, festose auto da corsa. Che poi si è fatta lo stesso. Così gira il mondo e nuje girammo appriesso a isso.

L’assessore mangiava lentamente una macedonia di frutta mista al bar, seduto al tavolino dicendomi degli eroici vigili del fuoco di Napoli. Del pericolo che corrono, del loro coraggio. Di tante altre cose. Anche io gliene ho detto altre, alcune proposte simpatiche …. ma non mi ha risposto, pensoso com’era.

Alla fine della macedonia siamo saliti su, alla nostra casa comunale, secondo piano, tre vani tristanzuoli con bagno in fondo a destra. C’è in programma una nuova riunione. Altro giro altra corsa. In attesa di un altro crollo. Tutti i particolari in cronaca, leggete PresS/letter. Saluti dall’Eldorado

 

P.S. ho ascoltato domenica sera, per caso, un pezzetto di una trasmissione televisiva sulla reggia di Versailles, Luigi XIV, il re Sole che sale sempre. Forse per questo motivo grandioso hanno dato voce a Renzo Piano. Il Nostro ha detto che l’architetto è uno strano e poliedrico animale che alle 9.00 è poeta, alle 10.00 è sociologo, alle 11.00 è economista e alle 12.00 se magna. Perciò deve fare sintesi del tutto. Perciò deve essere costruttore, altrimenti che architetto è?

 

LIBRI a cura di Francesca Oddo

 

Utopia & Comunità. Antologia

"Queste pagine si presentano come una raccolta antologica (collezione di citazioni), schede (esempi di comunità), mappe (morfologie di un pensiero filosofico-sociale) e rappresentano in sintesi un fenomeno variegato

ed esteso su tutte le parti del mondo, uno sguardo ricognitivo dove sperimentazione e processi sociali coincidono in un fare comune partecipato. Osservare spazio & comunità pone la riflessione su nuove dimensioni dell’abitare e sulle forme di aggregazione. Sono state visitate alcune comuni e visionati online nella Communities Directory più di tremila centri attivi senza contare i 22000 Amish e 270 Kibbutzim presenti ancora oggi e le comunità storiche (40 Falansteri fourieriani, 21 comunità hutteriane, 6 comunità icariane, 24 comunità shaker, 19 esperimenti oweniani) tramutate in monumenti e fondazioni. Prima dello sviluppo della rete questo fenomeno è stato trattato solo in alcuni libri di nicchia, successivamente con l’aiuto degli amici del web siamo riusciti a raccogliere del notevole materiale ed ampliare così la nostra prima ricognizione del ‘74 (‘Tra il dire e il fare: Utopia e comunità’, ed. Atelier Bizzarro, Genova, 1976). Ieri si costruivano le utopie

oggi la rete delle comunità. Un fenomeno che diviene straordinario territorio di analisi delle sperimentazioni, forme non fini a se stesse ma proiettate verso una tensione di relazione tra spazio & collettività, un nuovo modo

d’intendere il fare architettura, uno spazio comune vissuto nel rapporto con la natura (grande modello) investendo su un sistema economico basato sulla ‘de crescita’ e utilizzando materiali e tecniche ecosostenibili. Si registrano: strategie di recupero in Europa e soprattutto in Italia (fabbriche, cascinali, borghi abbandonati...), varianti evolutive geodesiche tratte dal Fuller (sviluppate dagli allievi in tutti gli USA e raccolti in parte in Domebook

2 e Shelter), applicazioni di materiali naturali e riciclati, processi di costruzione che molte volte forniscono invenzioni di enorme valore creativo e tecnico (Friland, Drop City, Dome Village, Arcosanti... e le realizzazioni dei gruppi Ant Farm ed Earthship...). Progetto & autocostruzione, un nuovo modo per ‘vivere

insieme’ in ecotopia. Questo fenomeno è esteso ed articolato in molte sfumature ed evidenzia ancora la frattura del rapporto tra città e campagna.

La scelta di vivere in siti extraurbani o in puro deserto fa distinguere forme di Comunità, Ecovillaggi e modelli autogestiti legati alla terra e alla crescita spirituale. Los Horcones, Twin Oaks, Findhorn sono oggi ancora esempi di riferimento. In questo contesto non si possono dimenticare le forme di associazionismo come le ‘comunità di famiglie’ e ‘case aperte’, mentre nelle città e metropoli il fenomeno si caratterizza come cohousing o case collettive (es. storico la Dom_Kommuny) ed ancora come cooperazione di vicinato o ‘comunità per artisti’. Infine altri aspetti ‘comunitari istantanei’ sono rappresentati sia dagli annuali raduni di Rainbow Gatherings, sia dai Community Garden che operano negli spazi allotropi." (Brunetto De Batté & Giovanna Santinolli)

A cura di: Brunetto De Batté & Giovanna Santinolli. Anno: 2009.

 

Città senza cultura. Intervista sull'urbanistica

“L’Italia non gode di ottima salute. Se si volge lo sguardo al paesaggio nella sua interezza il brutto sembra prevalere sul bello e il disordine su un progetto riconoscibile. Cosa ha determinato tutto questo e in che modo è possibile affrontare e risolvere i problemi e le criticità è l'obiettivo di questo libro-intervista. Con il suo straordinario bagaglio di esperienze di studioso e di amministratore pubblico, Campos Venuti –sollecitato dalle domande del suo allievo più vicino- ricostruisce quello che, in questi decenni, è stato fatto dalla politica, la cultura e la stessa urbanistica. E, soprattutto, quello che non è stato fatto e si potrebbe fare.” (Laterza)

Autori: Giuseppe Campos Venuti. A cura di: Federico Oliva. Editore: Laterza. Anno: 2010. Prezzi: € 10.20 

 

IDEE

 

Turi Scuto: Caro amico mi scrivi, così ti distrai un po’

Ma ti distrai parecchio, perché vedi, la tua Lombardia nebbiosa ti annebbia anche il cervello (un po’).

Dici che siamo pazzi a volere il ponte; che non serve; che l’impatto ambientale; che le navi; che i terroristi; che il vento; che; che; che.

Fa’ conto che sia uscito il sole, lì da te; spazzando via la nebbia dal piano e dal tuo cervello. E seguimi nel mio ragionamento. Fa’ conto che a Piacenza (il ponte sul Po) ci sia una sbarra e qualcuno che ti chiede 30.000 lire (15,50 €) per passare dall’altra parte. A noi càpita questo. Fa’ conto che prendi il treno per Roma. E che prima del ponte di Piacenza (sul Po) il treno si fermi; e resti fermo due ore esatte (2); e poi riparta. A noi càpita questo. Che poi se tu vuoi prendere il treno puoi scegliere l’Eurostar, il Pendolino, l’ETR 500. Noi no. Noi dobbiamo accontentarci della littorina e dei pochi “Espressi” che vanno all’in su, pagando gli stessi soldi che paghi tu; perché l’Eurostar, il Pendolino e l’ETR 500 si fermano a Reggio Calabria.

Fa’ conto di coltivare carciofi (perché ti stupisci? Anche i contadini lombardi coltivano i carciofi) e di venderli al mercato di Mònaco, in Germania. Pensa che il tuo camionista a ponte Chiasso si fermi due ore (2). Arriverà a Mònaco dopo i pugliesi e i tuoi carciofi spunteranno un pessimo prezzo. A noi càpita questo.

Fa’ conto di avere un peschereccio (sògliole, triglie, ricciòle!) qui in Sicilia. E di vendere il pesce a Milano. E il tuo camioncino sta fermo due ore (2) a Messina; e poi deve farsi quei maledetti 500 km fino a Salerno (quell’autostrada che costa troppo rifare e che ridurrebbe le risorse per il passante pedemontano lombardo); e poi risalire l’Italia intera fino al mercato di Milano dove il pesce si vende e tu intaschi i tuoi soldi. E quando li conti guardi con invidia il tuo collega che ha il peschereccio a Chioggia, a Savona, a San Benedetto; perché lui ne conta più di te.

Capisci allora quanto ci costa questo sole che ci invidiate? Non è mica gratis, il sole. Lo paghiamo tutti i giorni e lo paghiamo doppio: per le cose che mandiamo su e per le cose che ci mandate da su. Non costruiamo frigoriferi, ce li mandate voi; e noi paghiamo il trasporto. Noi fabbrichiamo benzina, gasolio e plastica e li paghiamo allo stesso prezzo che pagate voi: la domanda è: chi paga il trasporto? Vedi? Quanto ci costa il sole?

Dici: perché non usate l’aereo? Lo usiamo, certo che lo usiamo! Hai sott’occhio il tariffario? Tra Catania e Bergamo, Roma è a metà strada; sai spiegarmi perché Catania-Roma costa più del doppio di Roma-Bergamo? Chi paga allora? Ti accorgi che i tuoi viaggi a Roma, in aereo, li pago io?

Perché non ti trasferisci a Messina per un po’ di tempo? Col tuo lavoro puoi farlo. Così magari ti diverti coi 3000 camion al giorno che ti passano sotto la finestra, giorno e notte e che ogni tanto (tanto per gradire) mettono sotto la vecchina di turno che non è abbastanza svelta ad attraversare la strada.

L’impatto ambientale dici? Le piramidi no? Che “sfigurano” il paesaggio del deserto. Il “pirellone” no? Perché sta a Milano? Il cupolone di Brunelleschi no? La mole antonelliana nemmeno? Mi trovi una cosa, frutto dell’ingegno degli uomini, che non abbia “impatto ambientale”? O ciurliamo nel manico con “antico è bello”?

Intanto facciamolo questo schifìo di ponte. Così non paghiamo più le 30.000 (15,50 €) per andare dall’altra parte; e prendiamo il treno che ci pare; e arriviamo due ore (2) prima al mercato; e guardiamocelo come il più bello dei sogni degli uomini; come le piramidi, il “pirellone”, il cupolone di Brunelleschi, la mole di Torino e le mille altre cose senza le quali staremmo ancora nelle caverne; io in quelle assolate della Sicilia e tu in quelle nebbiose della Lombardia.

Salutamu

Salvatore Scuto

 

SGRUNT a cura di Marco Maria Sambo

 

Helsinki

  Nell’ultimo numero della Rivista “area” (numero 109, marzo-aprile 2010) possiamo trovare, sfogliando le pagine finali, un bellissimo itinerario di viaggio dedicato alla città di Helsinki (contemporary itinerary: Helsinki, edited by Andrea Nastri, pag. 176).

  Questo itinerario è assolutamente da non perdere, visto che l’estate si avvicina: dalla fine degli anni ’40 ai nostri giorni possiamo vedere l’architettura di questa  città osservando le immagini e scrutando tra le pieghe della dettagliata piantina, con i riferimenti e i numeri che ci riportano alle fotografie dell’itinerario.

  Chiudendo questo numero, dopo aver visto l’architettura di Helsinki, mi sono sentito meglio.

  Buon viaggio e Sgrunt a tutti.

  marco_sambo@yahoo.it

 

MEDIA E DINTORNI a cura di Antonio Tursi

 

Cosa resterà di noi nel 2060

Con quali fonti si farà la storia del nostro presente nel 2060? La Fondazione Telecom e il Politecnico di Torino hanno posto questa domanda a storici, sociologi e filosofi. Ogni evento, oggetto, documento diventa fonte perché e nella misura in cui risponde a una domanda, a un interesse, a una lettura. Dunque, immaginare le fonti di cui ci si gioverà nel 2060 significa immaginare l’orizzonte di senso in cui ci si muoverà tra mezzo secolo. Impresa non proprio semplice. Benjamin avvertiva però che «abitare è lasciare tracce». Perciò conviene immergerci nel nostro presente e cercare di cogliere queste tracce. Cosa di per sé difficoltosa. Può essere d’aiuto la consapevolezza che gli artefatti del tempo presente, siano essi gli oggetti materiali, quelli di uso quotidiano, caratterizzati da un contenuto tecnologico sempre più elevato, siano essi quelli simbolici sono indissolubilmente legati tra loro in una grande rete di comunicazione nella quale si trova di tutto e per la quale tutto è tradotto in quanto digitalizzato. Gli edifici che costruiamo non solo sono progettati tramite AutoCad ma sono pervasi di reti, schermi e informazioni. In luogo di percorrere strada e fermarci su piazze, ci muoviamo sempre più spesso su autostrade telematiche e incontriamo estranei sulle chat room e i social network. Le merci emergono da una fiction economy nella quale la cifra immateriale, l’aspetto fantasmagorico è ciò che esclusivamente interessa. E i beni simbolici si possono scaricare comodamente dal proprio computer connesso in Rete. Insomma, non esiste attualmente ambito dell’esperienza umana nel quale la codificazione digitale non interviene e modificare le tradizionali condizioni di esistenza. Di questa mutazione gli storici del 2060 dovranno giocoforza tenere conto. antonio.tursi@gmail.com

[“L’espresso”, 29 aprile 2010]

 

FRAME a cura di Channelbeta

 

Channelbeta ci parla di Milano Design Week 2010

Finita la Settimana del Salone del Mobile di Milano si tirano le somme di una edizione che vede crescere le presenze e l’interesse anche da parte dei non addetti. La Fiera del Mobile è ormai uno di quegli appuntamenti fissi a livello globale, cui non si può mancare e che richiama un fortissimo interesse da parte di chi opera nel settore del design e della progettazione. Non solo una fiera, ma un vero e proprio evento, tanto che è frequentato non solo da parte di architetti e affini, ma anche, e sempre di più, da stilisti, cool hunter, fashionist, creativi. Gli ambienti espositivi che fuori dalla vera e propria Fiera di Rho propongono mostre, installazioni, happening, vernissage, incontri con i designers sono sempre di più fashion store, show room, club e ristoranti. Il carico di presenze cresce di anno in anno ed i luoghi di interesse sono presi d’assalto: si assiste ad un passaggio, nella Milano Design Week, da un interesse “di settore” ad un interesse “di costume”. Assumono sempre più importanza, in questa kermesse, gli eventi “Fuori Salone”, sempre più strutturati, almeno nei due ambiti della zona Tortona e del Brera Design District, cui si sono aggiunti negli anni, la zona di Lambrate – Città Studi, l’area centrale di Via Manzoni e Via Montenapoleone e la sempre coinvolgente Triennale, che di per sé è già un evento. E’ per questo motivo che tutte le case produttrici si assicurano, oltre lo spazio in Fiera, dei luoghi “fuori fiera”, più giovani ed glamour. Molto interessante visitare gli appuntamenti sparsi per la città, ben distribuiti e molto curati; si può entrare e visitare, toccare, parlare, sedersi, fare fotografie, intervistare, sostare. Zona Tortona, nata come un’appendice esterna della Fiera per giovani designer che esponevano i loro pezzi e le loro idee in questi spazi off, recuperati da vecchi edifici industriali di fine ‘800, oggi è molto cambiata: gli spazi espositivi sono cresciuti, l’ambito si è allargato e molto è dovuto all’interesse mondiale che riveste la  Fiera di Milano ed il fatto che le grandi aziende, oltre allo spazio in Fiera, sono interessate anche ad un altro tipo di target ed espongono così anche in Fuori Fiera, con altri tipi di installazione ed altro tipo di happening [...].

Annalisa Gentile

 

<http://www.b-e-t-a.net/%7Echannelb/> <http://www.b-e-t-a.net/%7Echannelb/projects/074roca/index.html> http://www.channelbeta.net/2010/04/enmilano-design-weekitmilano-design-week/ <http://www.channelbeta.net/2010/04/enricostruzione-il-modello-di-renzo-piano-cos-una-citt-torna-vivereitricostruzione-il-modello-di-renzo-piano-cos-una-citt-torna-vivere/>

 

SEGNALAZIONI

 

International Summer Workshop di Architettura

L'associazione ARCHIforum di Bergamo, con il patrocinio dell'Ordine degli Architetti e la direzione del Politecnico di Milano, organizza il primo International Summer Workshop di Architettura che, con il titolo "Thinking the Edge", si svolgerà a Sarnico dal 26 Luglio al 7 Agosto 2010.

Aperto a studenti di tutto il mondo, avrà come docenti professori Frederic Levrat della Columbia University di New York, Manuel Gausa del Politecnico di Barcellona, Leslie Kavenaugh dello StudioKav di Amsterdam e Stefano Mirti della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Vi sarà inoltre la partecipazione di Sislej Xhafa, artista newyorkese e Luigi Prestinenza Puglisi in veste di relatore.

http://www.thinkingtheedge.org - info@thinkingtheedge.org

 

Corvino+Multari: VESUVIUS

di Gianpaolo De Siena, Graus editore

Libreria Croce, Corso Vittorio Emanuele II, 156, 00186 – Roma

PROIEZIONE VIDEO:4 Maggio 2010 – ore 18.30

INTRODUCE: Luigi Prestinenza Puglisi

CON IL PATROCINIO DI: PRESIDENZA REGIONE CAMPANIA

sponsor video: CASALGRANDE PADANA, iGuzzini

sponsor event: Prefab.i. – prefabbricati industriali, Sypri – serramenti

Graus eventi

 

Premio Ischia Internazionale di Architettura

il Premio Ischia Internazionale di Architettura 2010 è partito. Abbiamo pubblicato il Bando sul nostro sito www.pida.it <http://www.pida.it/>.

Bando: http://www.pida.it/images/stories/2010/Bando_ita.pdf

Programma: http://www.pida.it/images/stories/2010/Programma_pubblico_ita.pdf

Video promozionale: http://www.youtube.com/watch?v=QNcsArco0BQ

 

Convegno internazionale/Paesaggio/Urbanistica

Ingegneria e Paesaggio. Esperienze interdisciplinari per il progetto del territorio

mercoledì 12 maggio 2010 ore 9,30-18,30

Aula Grande del Chiostro, Facoltà di Ingegneria - via Eudossiana 18, 00184 Roma

Il convegno affronta il tema della progettazione del paesaggio come ambito interdisciplinare e intende sottoporre al confronto e alla discussione comune esperienze e casi di studio. Gli argomenti centrali affronteranno il progetto delle opere di ingegneria del territorio, di infrastrutturazione, di regimazione delle acque, di sistemazione e consolidamento dei versanti, intese come significato concettuale di una presa di coscienza degli impatti che le scelte tecnologiche possono avere nei confronti dell’esistente, come materia strutturale del progetto e non più come semplice sfondo.

Lo scopo è quello di riannodare un fertile dialogo fra le capacità di integrazione che le opere dell’ingegneria sono chiamate a svolgere nei confronti dei contesti quale presupposto di una pratica progettuale attenta alle esigenze della qualità e della sostenibilità ambientale, economica e culturale. Da questo punto di vista il progetto del paesaggio, nelle sue complesse relazioni tra caratteri naturali, ambientali e culturali, deve significare, e riscoprire, il tema della cura del territorio al fine di superare una concezione prevalentemente specialista e tecnica.

Il convegno, che costituisce il secondo appuntamento di un percorso di ricerca avviato nell’autunno scorso, vedrà la partecipazione di:

Mariolina Besio, Roberto Bobbio, Rossella Bovolenta, Gianfranco Carrara, Roberto Guercio, Pascale Hannetel, Giuseppe Imbesi, Alberto Budoni, Roberto Magini, Gabriele Malavasi, Claudia Mattogno, Francesca Mazzino Elio PIroddi,, Roberto Passalacqua, Paolo Tommasi, Enzo Scandurra, Simone Quilici, Fulvio M. Soccodato,

Informazioni

Claudia Mattogno  claudia.mattogno@uniroma1.it

Dipartimento di Architettura e Urbanistica, Facoltà di Ingegneria

Centro Studi e Ricerche “I futuri della città” city.futures@uniroma1.it

www.dau.uniroma1.it/

 

Paolo Marzano su Kunstwollen

Uno scritto di Paolo Marzano dal titolo: "Memorie’ digitali … per l’architettura - Un approccio sperimentale a spazi urbani ritrovati", è in uscita con il

II Volume della rivista di Arte e Cultura "Kunstwollen", Edizioni Esperidi

2010

nelle librerie indicate dal sito: www.esperidi-prodotticulturali.com

Indice generale degli interventi nel numero in uscita:

 - Alice Bottega, Il rilievo architettonico e l’analisi tecnica: 

applicazioni delle metodologie per lo studio della  chiesa  di San

Sebastiano a Lecce p. 9

 - Viviana Reggio, La masseria Torre “Li Bartoli” a Torchiarolo (Br): storia

della costruzione e analisi del degrado          p. 25

 - Daniela De Lorenzis, I Basurto a Racale nel Settecento: il palazzo ducale

come espressione di magnificentia          p. 39

 - Andrea Mantovano, Il volto della città nuova: la rivoluzione razionalista

a Lecce         p. 59

 - Paola Esposito, L’arcaica modernità del cimitero monumentale di

Parabita         p. 77

 - Julia Puretti, Una preliminare indagine sugli interventi di nuova

basolatura nei centri storici di Terra d’Otranto       p. 93

 - Paolo Marzano, ‘Memorie’ digitali … per l’architettura - un approccio

sperimentale a spazi urbani ritrovati         p. 105

 - Illustrazioni           p. 115

 

LETTERE

 

Renato Filippini sul Ponte

Che bello, in questo numero di presS/Tletter ci sono almeno due cose da appuntarsi e, possibilmente, sviluppare. La prima non riguarda l'architettura propriamente detta (anche se alcune sue descrizioni di città sono notevoli) ed é la cartolina (e) con cui Nicolini mi ha ricordato Philip Dick e mi ha fatto venire voglia di andare a rileggerlo (a distanza di ormai cinque anni da una grande abbuffata che mi sono fatto dei sui libri).

La seconda, che più ci riguarda, é la piacevole sorpresa di trovare finalmente un'opinione diversa riguardo il ponte sullo stretto.

Non mi meraviglia che venga da LPP che, pur conoscendo da poco, ho subito apprezzato perché mi sembra tra i pochi che si permetta una critica non piaggiata (il termine non esisterà ma mi piace).

In effetti anch’io amo i ponti, molti, anche se non tutti.

Qui in Francia ho avuto la fortuna di vederne alcuni molto interessanti, qualche ponte pedonale a Parigi ma anche dei “veri” come quello in Normandia o l’ormai troppo famoso di Millau.

I migliori sono slanciati, esili all’apparenza ma solidi, sono un concentrato di tecnica dove tutto é necessario e niente é superfluo.

Ed é proprio questo che mi piace, la loro bellezza senza bisogno di troppi fronzoli, una lezione che dovremmo ripassare, in quanto architetti ...

Renato Filippini

 

Gerardo Mazziotti sul Ponte

Caro Luigi, ho letto con piacere che sei favorevole al ponte; leggerò anche il libro dei contrari; ti mando l’articolo per una eventuale pubblicazione presSTletter. Ciao Gerardo

 

(Agenzia Ansa) Il 23 dicembre 2009 è stata posta la prima pietra del ponte sullo Stretto di Messina alla presenza del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, in rappresentanza del premier Silvio Berlusconi ricoverato a Milano a seguito dell ’aggressione subita in pazza del Duomo, e di numerose autorità italiane e straniere. L’opera costerà 5 miliardi di euro e  sarà realizzata col sistema del financing project che vede la partecipazione di un pool di imprese internazionali ( 60% del costo ) , lo Stato italiano ( 15%) e dell’UE ( 25%). Il ponte fa parte  del corridoio dell’ Alta Velocità Palermo-Berlino.

Il Ponte sullo Stretto. ( su AgenziaRadicale del 28 dicembre 2009)

Quando nel settembre 1969 fu bandito il concorso internazionale di idee per il ponte sullo stretto di Messina non so cosa ne pensavano coloro che oggi contestano, con mille pretesti, la realizzazione di questa “grande opera”. So però che quarant’anni fa la decisione del governo Rumor venne salutata molto positivamente dall’opinione pubblica, dal Parlamento e dal mondo culturale internazionale. Tutti convinti della grande utilità di collegare la Sicilia al resto dell’Europa. E della utilità di inverare un vecchio sogno.  Risalente nientemeno che al console romano Lucio Cecilio Marone, che fece costruire il più grande ponte di barche del mondo allora conosciuto, e a Carlo Magno, che pensava di unire le due sponde del Sacro Romano Impero con un grande ponte in muratura, e a Roberto il Guiscardo, che lo voleva costruire con il contributo di tutti i popoli europei. E risalente al ministro Giuseppe Zanardelli, che nell’Ottocento commissionò il progetto di un ponte perché “sopra i flutti la Sicilia venga collegata al Continente”. Nel 1971 ben 143 gruppi di professionisti italiani, americani, inglesi, francesi, tedeschi, svedesi, giapponesi e anche un ingegnere somalo parteciparono al concorso. Le proposte progettuali ( c’era anche quella di Carlo Cocchia e mia) vennero giudicate da una commissione composta da autorità accademiche di mezzo mondo. Tra i premiati c’era un mirabile progetto di Pier Luigi Nervi, magnificato da Bruno Zevi, che giudicò il suo ponte sospeso più bello del Golden Gate di San Francisco. Anche questo realizzato in un’area ad altissimo rischio sismico, superiore a quello dello stretto di Messina, ma nessun americano osò evocarlo per opporsi alla sua realizzazione. Tra i maggiori oppositori alla decisione del governo Berlusconi di realizzare il  ponte sullo stretto di Messina  c’era il commissario europeo all’Ambiente, il greco Stavros Dimas, secondo il quale  “gli alti piloni si trovano sulla rotta degli uccelli migratori che , giunti sullo stretto, non saprebbero più da che parte andare e,perciò, costituiscono una grave minaccia all’ecosistema” (  che ci toccò sentire…). E c’è adesso, alla testa di uno sparuto esercito di contestatori e di dubbiosi, il deputato Antonio DiPietro che accusa il governo “ di sperperare centinaia di miliardi di euro per un’opera inutile” ( non si è nemmeno documentato ) . Proprio lui che nel dicembre 2007 firmò un Accordo di Programma per trasportare a Piombino la colmata a mare di Bagnoli con un costo di ben 970 milioni di euro,  pari a un quinto del costo del ponte.  Detto questo, ci vorrebbe troppo spazio per rispondere alle “considerazioni tecniche ed economiche” dei contestatori. Devo perciò limitarmi a citare due autorevoli opinionisti, non certamente sospettabili di simpatie berlusconiane. Angelo Panebianco “Se una cosa è giusta in Italia non si deve fare, il Ponte sullo Stretto lo vuole Berlusconi e il ponte è,per costoro, necessariamente una cosa brutta ” . E Sergio Romano “ Se il ponte si farà, come si augurano gli italiani di buon senso, i treni del futuro, come quelli che già sono in servizio in Francia, in Spagna e in Giappone, accorceranno la distanza tra Palermo e Milano e Monaco e Berlino e le altre città europee. Altro che opera faraonica ! Il Ponte potrebbe essere la grande occasione per l’intera Sicilia. Per questo, temo, non verrà mai costruito”. E,invece, il 23 dicembre scorso hanno avuto inizio i lavori di costruzione del ponte più lungo del mondo, sostenuto da cavi di acciaio ancorati a due torri alte 398 metri, progettato da 100 professori e ingegneri di fama internazionale,  da 12 istituti scientifici e universitari italiani ed esteri e da  39 società di grandi lavori per unire i tre chilometri e trecento metri che separano la sponda calabrese da quella siciliana. Un ponte che nel 2016 sarà percorso da novemila auto ogni ora e da duecento treni al giorno che potranno finalmente fare a meno degli antistorici  traghetti. I ferry-boat continueranno a vivere nelle barzellette sui siciliani. Era ora, era ora.

GERARDO MAZZIOTTI g_mazziotti@yahoo.it

 

Da Bill Menking: save a building

Guys, I am trying to help a group in Bridgeport Connecticut save a historic and perfectly re-usable old Remington factory. Its currently owned by G.E. and they want to tear it down with no plans to replace the structure and leave another hole in the urban fabric of Bridgeport. Could you take a second and sign this petition to save the building. Thanks

http://www.PetitionOnline.com/mod_perl/signed.cgi?NilsBill&1

Bill

 

Elisabetta Zamparutti segnala un articolo

Ciao, ti segnalo questo articolo di Sergio d'Elia, pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno di ieri 26 aprile, sui danni che il ricorso all'eolico può arrecare a certe zone del paese come il Salento.

Lo trovo molto bello e volevo condividerlo con te.

Un caro saluto

Elisabetta Zamparutti

 

AMBIENTE ED ENERGIA

SULLA «SERRA», LA COLLINA DEI FANCIULLI E DELLE NINFE, POTREBBERO SORGERE ORRIBILI PALE

 

Salento, i giganti possono tornare

Il forte rischio di un mostruoso impianto eolico

 

Riceviamo da Sergio D'Elia e volentieri pubblichiamo questo intervento-racconto sul rischio che corre uno scorcio del Salento magico. L’intervento è scritto in collaborazione con Oreste Caroppo (di Italia Nostra).

 

di SERGIO D'ELIA

 

La leggenda racconta che Eracle, sbarcando sulle coste salentine, scagliò contro i terribili Giganti, che abitavano il luogo, alcuni macigni strappati alla scogliera. Molte pietre sono ancora lì, sparse tra i Massi della Vecchia sulla Collina dei Fanciulli e delle Ninfe, conosciuta localmente come «Serra», acropoli naturale di un`antica civiltà che sorge tra i paesi di Minervino, Giuggianello e Palmariggi nell`immediato entroterra di Otranto.

L`opera scultorea del tempo ha dato alle pietre sacre le forme più strane e la fantasia popolare ha associato loro nomi bizzarri e antiche leggende che si tramandano di padre in figlio. Come il «Piede d`Ercole», un monolite a forma di zampa di un grosso animale. Oppure «`U Furticiddhu della Vecchia» che richiama la rondella di un fuso (furticiddhu in dialetto locale). Il monumento viene detto anche «Masso oscillante d`Ercole» in riferimento al mito originario. Oppure il «Letto della Vecchia», una grossa pietra calcarea di forma circolare che assomiglia a un enorme giaciglio. Secondo la leggenda, la strega trasforma in pietra chiunque non riesca a rispondere alle sue domande, mentre a chi risponde correttamente dona un gallina con sette pulcini d`oro.

Storie misteriose, miti pagani e riti sacri ammantano la Serra coi suoi massi popolati da ninfe e folletti, diavoli e santi, streghe e madonne, orchi malvagi e fate buone, giganti e pastorelli, viandanti e spiriti del luogo, tesori meravigliosi, forze magiche ed energie cosmiche.

Un arco di tempo plurimillenario ha lasciato miracolosamente intatte le loro tracce, ed è straordinario come in così poco spazio siano rappresentate tutte le epoche della storia dell`uomo. Dal paleolitico al neolitico giungono fino a noi evidenze di villaggi capannicoli e grotte cultuali. Dolmen e menhir richiamano l`età del rame e del bronzo, mentre dell`età del ferro e della civiltà prima greco-messapica e poi romana è testimone una torre militare di avvistamento. Al Medioevo ci riportano chiese paleocristiane, cenobi dei monaci greci dell`ordine di San Basilio, cripte e chiesette rupestri bizantine come quella dedicata a San Giovanni, villaggi quale il casale di Quattro Macine. All`epoca moderna datano numerose masserie, alcune anche fortificate, trulli e caratteristici abituri in pietra a secco e a tegole o addirittura con coperture megalitiche. Tutto questo sopravvive in un paesaggio rurale e naturale ancora vergine, caratterizzato da ulivi monumentali, vecchi tratturi e muri a secco, boschi e macchia mediterranea, dove vegetano le ultime sugherete salentine come quelle di Bosco Paletta, le più orientali al mondo, con querce rare per il basso Salento, quali il fragno, il tutto intervallato da campi agricoli e preziosi pascoli rocciosi di tutelata steppa mediterranea. Il sito è frequentato dalle rare e protette cicogne bianche, che a detta dei locali hanno nidificato ancora nell`altopiano di Santu Vasili.

Con una stratificazione di culti e mescolanza di sacro e profano, sono sorti santuari cristiani di fortissima devozione, come quello di Montevergine nel feudo di Palmariggi legato alle apparizioni della Madonna, con una chiesa settecentesca costruita, accanto a un menhir, su una grotta-laura basiliana affrescata con l`icona di una Vergine con Bambino. Così, nell`area Belvedere, la Grotta di San Giovanni legata a miracoli di guarigione e apparizioni del santo, per cui nel luogo si celebrano ogni anno frequentatissime feste religiose e concomitanti fiere, con canti e balli popolari. E poi la bella ed enigmatica chiesetta della Madonna della Serra di Giuggianello, pure animata da leggende e feste religiose.
La Collina dei Fanciulli e delle Ninfe,coi suoi massi impregnati di leggende pagane e cristiane e oggetto di antichissime ritualità e venerazione, rischia ora di essere irrimediabilmente profanata.
Su questa importante e praticamente unica collina del Salento, tra pietre mitologiche e contorti ulivi, cripte bizantine ed edicole votive, santuari e chiese legate al locale intenso culto mariano, vogliono realizzare un imponente impianto eolico di venti mega aerogeneratori. Le torri eoliche ubicate su questo dolce rilievo che non supera i 115 metri sul livello del mare sarebbero alte 125 metri, dominerebbero il paesaggio nel raggio di chilometri, alterandone e distruggendone il profilo.

Non solo, diverse torri eoliche e connesse opere di sbancamento e colate di cemento necessarie per realizzarle, con chilometri di cavi elettrici e nuove distruttive reti viarie, sono previste in corrispondenza di accertati giacimenti archeologici neolitici o addirittura in aree come il campo di ulivi millenari e di massi sacri «de la Vecchia» o nella zona Belvedere di Grotta San Giovanni.

All`inquinamento elettromagnetico potenzialmente causa di tumori e all`inquinamento visivo a danno dell`orizzonte quotidiano, si aggiungerebbe anche quello notturno legato alle luci rosse lampeggianti delle necessarie segnalazioni per gli aerei, vero e proprio oltraggio alla mirabilità del firmamento.

Piazzare mega-torri eoliche sulla Collina dei Fanciulli e delle Ninfe sarebbe per i salentini quasi come per i romani vederle spuntare sul Colle del Campidoglio o per gli ateniesi sulla loro sacra e mitologica Acropoli. In barba all`altissimo valore culturale e ambientale del sito e in netta contraddizione con il suo stesso Piano Paesaggistico Territoriale, la Regione Puglia ha prima dato un parere - privo di una seria valutazione di impatto ambientale - favorevole agli impianti sulla Serra e, poi, contro le cautelative sentenze del TAR di Lecce, ha fatto appello al Consiglio di Stato.

«La poesia è nei fatti», ha rivendicato Nichi Vendola nella sua campagna elettorale. Sarebbe ora paradossale se a essere violato fosse proprio un luogo del Salento pregno di poesia, magia e sacralità, quella Collina dei Fanciulli e delle Ninfe che duemila anni fa ha ispirato le narrazioni di opere classiche come le “Metamorfosi” di Ovidio o le “Audizioni meravigliose” attribuite ad Aristotele. Sarebbe non solo un errore, ma un «misfatto», un crimine contro l`umanità. La preziosa Collina andrebbe piuttosto tutelata, come fosse patrimonio dell`Unesco e - come è stato proposto - venga vincolata l`intera Serra, il che potrebbe contribuire anche a fermare, in una regione che già produce il doppio dell`energia elettrica che consuma, la superflua e intollerabile minaccia dei tre impianti eolici di Giuggianello, Minervino e Palmariggi.

I Giganti della mitologia che Ercole mise in fuga a sassate nella notte dei tempi potrebbero tornare da un momento all`altro sotto forma di mostri dalle potenti ali d`acciaio. E non si vede all`orizzonte un Ercole pronto a scacciarli; ci sono solo piccoli Davide – i pochi attivisti, comitati e amministratori locali -a sfidare i Golia del mega-eolico... e i loro gemelli parimenti mostruosi del mega-fotovoltaico, già pronti coi loro supertecnologici pannelli di silicio a livellare, disboscare, diserbare e cementificare migliaia di ettari di prezioso terreno agricolo e paesaggio naturale salentini, suoli rocciosi carsici e campi paludosi, ricchissimi delle più varie forme di vita.

Tutto ciò sembra venga fatto in nome dell`Ambiente e del Protocollo di Kyoto, di uno sviluppo eco-sostenibile e dell`occupazione. Ordinari scempi industriali e «affari sporchi» da cui traggono vantaggi solo la mafia, la politica e le ditte interessate, si presentano invece come fonti miracolose di «energia pulita». Si annuncia l`avvento di una «nuova civiltà», ma è solo il deserto - ambientale, civile e culturale - che si sta progettando per il Salento.

 

Articolo pubblicato da La Gazzetta del Mezzogiorno, 26 aprile 2010

 

 

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