IRINA RONGA
3 BLOCKS FOR ONE BOX
descrizione
L’idea progettuale nasce oltre che dall’esigenza di spazi facilmente organizzabili e preferibilmente riutilizzabili in seguito, dalla volontà di pensare ad uno spazio abitativo a carattere sì temporaneo, ma non assimilabile al classico container o alla roulotte.
E’ la volontà di una vera e propria provocazione architettonica per demolire il luogo comune del vivere “arrangiati”.
Da queste caratteristiche nasce allora l’idea di pensare, indipendentemente fra loro, a tre blocchi base per le tre funzioni primarie del vivere, dunque cibarsi, riposarsi, lavarsi: nasce “3 blocks for one box”, cioè tre blocchi per un’unica scatola abitativa, il molteplice che si ricongiunge per l’uno, pur lasciando sempre evidente la singolarità di ciascuno attraverso un singolare (ai limiti del bizzarro) e provocatorio uso del colore.
Giallo per l’ingresso-giorno notte, Fucsia per la zona cucina, Viola per il bagno; tre colori vivaci, per evidenziare che anche nell’emergenza scaturente da un evento tragico quale un terremoto può trovarsi in cose (o “case”) inaspettate la serenità per poter ricominciare, e in questo l’architettura può giocare un ruolo fondamentale.
I tre blocchi, uniti secondo il bordo, danno vita alla casa base di 22 mq per un massimo di due persone, mentre per esigenze maggiori, come ad esempio 3 persone, vi è la versione “+1” ottenuta semplicemente aggregando al modulo base un ulteriore blocco “gemello” del viola, estendendo così la superficie dell’ambiente a 26 mq, per ospitare un letto singolo o il doppio letto a castello.
In entrambi i casi è possibile prevedere, come illustrato, modalità aggregative a gruppi di tre box per volta in maniera da garantire un assetto sul territorio informato ad un preciso criterio (evidentemente lontano dal criterio a stecca tanto usato per i container).
L’uso di tali “scatole” evidentemente temporaneo per l’aspetto abitativo, è assai versatile tant’è che ammicca favorevolmente ad una propria collocazione tanto in città quanto ad esempio al mare. Nel primo caso può essere facilmente utilizzato come struttura info-point (generalmente di piccole dimensioni), o come piccola struttura internet point, con la presunzione magari di divenire addirittura punto di riferimento per brani di città, proprio grazie alle sue caratteristiche cromatiche e dimensionali.
Al mare sembra invece più evidente il proprio utilizzo in strutture attrezzate per vacanze (camping, agriturismo etc…) divenendo nulla di diverso dai cosiddetti bungalows (come proposto nell’immagine n.3).
I materiali ipotizzati per il 3 blocks sono materiali eco-compatibili, tant’è che dalle soluzioni proposte si evince un massiccio uso del legno, non soltanto come rivestimento, ma anche come elemento strutturale, e per le pareti e per i solai.
Per le pareti è possibile installare appositi elementi prefabbricati in legno montabili in situ ad incastro con inclusi cavedi e fori per la ventilazione e l’alloggiamento di cavi d’impianto; la pelle dell’edificio è invece costituita da altro materiale isolante ancora una volta ecocompatibile come i pannelli in fibra di legno.
Altrettanto pre-assemblato è il pacchetto degli infissi, montabile direttamente in loco.
Per il solaio sono state pensate travi portanti dentate, anch’esse prefabbricabili, che consentono anche l’areazione del sistema ancorato a terra su uno strato di guaina antiradon, nel caso di territori ad alto rischio sismico, ove le emissioni di tale gas risultano più massicce. Eventuali varianti al progetto, possono prevedere un diverso attacco a terra attraverso il sollevamento della “zattera” mediante l’uso di idonee travi ipe, in sostituzione dell’elemento prefabbricato di cui sopra.
Il tutto facilmente aggregabile direttamente in situ data la modularità degli elementi studiati per i quali va preventivamente previsto un adeguato piano di trasporto in loco con idoneo tir e auto gru per il sollevamento e il montaggio delle parti.
(Irina Ronga)
tavole
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crediti
progettisti: Irina Ronga





