Potzdamer Platz
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presS/Tletter n.20-2010

CONGETTURE di Marcello del Campo

 

La Guccione rivendica il dubbio quaroniano

Sono una margherita

 

IN EVIDENZA

 

- LA NOTIZIA DELLA SETTIMANA: YouTube/Architettura e Critica ---Decq batte Hadid

- L’OPINIONE: I mostri

- CARTOLINE: Cartoline di Renato Nicolini

- FOCUS SU: Diego Caramma interviene con: Il supporto e la «danza» delle figure di verità – 9

- TELEGRAFICO COMMENTO: Apre il Maxxi con la mostra Spazio

- INCONTRI DELLA SETTIMANA: news di Santi Musmeci

- MOSTRE DELLA SETTIMANA: news di Santi Musmeci

- UNIVERSITA’ E DINTORNI: news di Ilenia Pizzico

- NOTIZIE DALLA SPAGNA: gli eventi in Spagna raccontati da Graziella Trovato

- RESTAURO TIMIDO: Marco Ermentini ci parla di: Sacrifici per tutti: top ten della manovra

- NOTIZIE INARCH: romArchitettura4. Premi regionali di architettura per la valorizzazione dell'architettura contemporanea nel Lazio

- MILLE COMIGNOLI: Cronache da Parigi a cura di Benedetta Stoppioni

- AFORISMI RISTRUTTURATI: Diego Lama produce ed aggiusta aforismi per il pubblico di presS/Tletter...

- INTERMEZZO: Edoardo Alamaro: Intenzioni in architettura Under 40 d’Italia / 2

- LIBRI: Ecostrutture. Forme di un'architettura sostenibile --- Atlante dei musei contemporanei

- RECENSIONI E COMMENTI: Umberto Cao: Il MAXXI ora c’è

- SGRUNT: Marco Maria Sambo: ÁLVARO SIZA VIEIRA - “sulla Museografia”

- MEDIA E DINTORNI: Antonio Tursi ci parla di Questo 3D è molto Web

- FRAME: Channelbeta: Ramstad Architects

- SEGNALAZIONI: Grasshopper workshop Level I – parametric & generative design _ Co-de-iT _ Roma _ 07-11 giugno 2010 --- Premio Ischia Internazionale di Architettura --- International Summer Workshop di Architettura

- LETTERE: Mario Di Giovanna: Un disastro ecologico in Sicilia?

- ALLEGATI: Bando della quarta edizione di Quadranti d’Architettura: Premio per la valorizzazione dell’architettura contemporanea in Sicilia

 

LA NOTIZIA DELLA SETTIMANA

 

YouTube/Architettura e Critica

Associazione Italiana di Architettura e Critica - Nuovo Video: “Walking with Odile Decq”.

Una passeggiata con Odile Decq e Fausto Bertinotti all’interno dei nuovi spazi del  MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma.

Ecco l’indirizzo:

http://www.youtube.com/architetturaecritica#p/a/u/0/TceeU_gfEG8

Buona visione a tutti.

 

Decq batte Hadid

A Roma vigono le regole del dieci e del due. Dieci è il numero minimo degli anni che servono per realizzare un’opera pubblica, due è il numero minimo di inaugurazioni per festeggiare l’evento. La prima inaugurazione avviene quando l’edificio è più o meno completato e anche se con qualche sala chiusa e quinta posticcia è in grado di accogliere i visitatori, la seconda quando si è deciso quali sono i fondi a disposizione per le attività correnti e chi li gestisce.

Grazie a queste due oramai indubitabili regole, giorno 27 maggio 2010 si sono potute inaugurare in contemporanea il Maxxi disegnato dalla Hadid e il Macro disegnato da Odile Decq. Il MAXXI, dopo circa 13 anni e alla sua seconda inaugurazione, il Macro, dopo una decina d’anni ed alla sua prima ( infatti chiuderà per poi riaprire ad ottobre). La curiosità era grande per un doppio ordine di motivi. Perché i due musei, entrambi dedicati all’arte contemporanea, sono stati realizzati da due istituzioni diverse: lo Stato per il MAXXI e il comune di Roma per il Macro. E perché si trattava di opere progettate da due donne architetto, entrambe dotate di straordinaria personalità, legate da una sottile relazione di rivalità.

Inevitabile quindi che i visitatori, i quali grazie a un servizio navetta si spostavano dall’uno all’altro dei due musei ubicati in punti distanti della città, si ponessero la domanda: chi ha vinto? Una domanda forse banale e fuori luogo perché si tratta di opere diverse ed entrambe di ottima fattura. Ma irresistibile e alla quale nessuno riusciva a sottrarsi. La vox populi, che ha subito sintetizzato la giornalista dell’Espresso Alessandra Mammì sul suo Blog, era che a vincere fosse la Decq

 

L’OPINIONE

 

I mostri

Bruno Zevi sosteneva che non si può essere buoni architetti se non si è grandi uomini. Sarà, ma credo che l’esperienza suggerisca l’esatto contrario. In Italia per esempio abbiamo alle spalle una generazione di maestri mostri che hanno giocato tutte le carte, lecite e illecite, per fare piazza pulita della concorrenza, a costo di fare tabula rasa della moralità professionale e compromettere gravemente ogni chance alle generazioni future. E l’attuale leva dei cinquantenni e quarantenni, che era emersa in opposizione a questo sistema, non si è rivelata molto migliore. Gli ultimi decenni sono stati abbondandemente segnati dall’uso indecente delle pubblicazioni e delle mostre, da feudi baronali tramandati da padre in figlio, dallo scambio di favori in cambio di cattedre, da concorsi truccati, da più o meno gravi commistioni con la delinquenza politica, da servilismo, piaggeria, prostituzione morale e materiale. E questo anche in presenza di opere architettoniche dignitose se non di buona qualità.

Più in generale, sono convinto che se un critico dovesse porsi troppe pregiudiziali sulla moralità –intesa in senso stretto- degli architetti che recensisce, scriverebbe poco e nulla. Le Corbusier, solo per citarne uno, era un personaggio umanamente disgustoso e Mendelsohn, amatissimo da Zevi, era, per ammissione dello stesso critico, un mostro dal punto di vista umano. Credo pertanto che l’espressione sia da intendersi come una sorta di petizione di principio: se si è grandi architetti, si mostra di avere una visione del mondo come la hanno solo i grandi uomini, ergo se non si è grandi uomini non si può essere grandi architetti. Insomma  un modo per mettere in evidenza il fatto che alla fine la moralità dell’architettura non corrisponde necessariamente con la condotta ineccepibile dell’architetto. Poco male: non è detto da nessuna parte che con il grande architetto occorra andarci a cena insieme. Né che alcuni non bisogna denunciarli per i loro comportamenti scorretti. (lpp)

 

CARTOLINE di Renato Nicolini

http://www.renatonicolini.it/blog/

 

CARTOLINA SCUORNO

“Si dice emergenza. E’ la parola valigia denro la quale stipiamo per la cronicità dei problemi, lo sforzo compiuto per dimenticarcene, e il loro improvviso ripresentarsi in forme acute. Siamo stati la città dell’ultima epidemia di colera in Europa (1973). Quella del terremoto (1980). Quella delle ricorrenti faide di camorra … . Ora, dell’immondizia. I futuristi gridavano che “bombardata, Napoli canta”. Fu quasi profetico Tony Tammaro nel 2005, quando incise The dark side of the Moonnezz. Ora gli sono venuti dietro numerosi epigoni. Uno di loro si produsse in un travolgente Toda joia toda monnezza, ballabile e sconsiderato…”

Francesco Durante, Scuorno

 

CARTOLINA SABAUDIA

Quand’ero ancora parlamentare, anni fa, ho ingaggiato una dura polemica perché l’amministrazione comunale di Sabaudia voleva alterare lo storico Municipio aprendovi un’entrata per installare il Museo Emilio Greco all’interno dell’edificio… La mia amica Antonella Greco mi ha ricordato che non la incontravo mai senza dirle che non bisognava consentire l’apertura di quel museo dedicato a suo padre. .. Ed insistevo: “persino Mussolini! ha incontrato a Palazzo Venezia gli architetti di Sabaudia e della Stazione di Firenze, preferendoli a Le Corbusier che era a Roma sperando di incontrare il Duce e che invece non fu mai ricevuto, indicandoli come ‘gli architetti del tempo nuovo, il tempo di Mussolini’, come l’identità del razionalismo italiano…”. Oggi, a differenza di allora, va maggiormente di moda il falso; ad alto esempio, il Presidente del Consiglio per citare Mussolini cita il Mussolini dei Diari (falsi) ritrovati e pubblicati da Marcello Dell’Utri. Perché dunque affannarsi a conservare Sabaudia? Rifacciamola a gusto nostro, coerente al fascismo immaginario. Così un’opera (molto) bella del razionalismo italiano è a rischio. Dopo quel che ho fatto allora per un piccolo male, cosa dovrei fare oggi?

 

CARTOLINA MAXXI

Quando il dito indica la luna, gli stolti guardano il dito, avrebbe detto il grande poeta Li Bo… Oggi Roma ha a disposizione un sistema di spazi per l’arte moderna e contemporanea che potremmo chiamare poderoso (o, più semplicemente, da capitale europea): MAXXI, MACRO, MACRO Future al Mattatoio, Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale, Ala Brasini del Vittoriano, GNAM, Auditorium… E’ abbastanza singolare che invece di pensare come utilizzarlo (per creare la sinergia tra investimento pubblico ed investimento privato che ha fatto la fortuna di Bilbao - + 2% del PIL – o di Basel con la Fiera dell’Arte, la Fondazione Beyeler ed il Vitra Museum…) il fatto abbia risvegliato a Roma i profeti di sciagura, i nemici dell’arte contemporanea, ed addirittura rispolverato la vecchia polemica tra architetti ed artisti (come ai tempi della legge Bottai che destinava alle opere d’arte il 2% del costo di costruzione degli edifici, provocando sulle pagine di Quadrante la rivolta di pittori e scultori contro la “dittatura degli architetti”…).

 

CARTOLINA TAGLI

Tagliando fino all’osso, dalla cultura non si ricava molta polpa. Azzerando i finanziamenti ai 232 enti che Tremonti avrebbe voluto liquidare, si raggiungono a mala pena i 300 milioni di euro. Il Fondo Unico per lo Spettacolo, ridotto a poco più di 200 milioni di euro, come potrebbe risolvere il dramma della finanza italiana? (Bisogna notare, come pietra di paragone, che solo lo spostamento del G8 dalla Maddalena all’Aquila è costato 500 milioni di euro). Allora perché? Azzardo una previsione, il taglio ai 232 enti rientrerà. Ma nella distrazione conseguente, sarà passato il principio che la cultura non deve essere finanziata dallo Stato, il taglio a Regioni ed Enti Locali, e altre grida volte magari a equiparare la figura sociale del professore universitario a quella del malfattore da condannare ai tornelli. E soprattutto la sciagurata idea che l’unico investimento italiano sia quello nel mattone, e mai quello nei bisogni immateriali – condannando l’Italia ad arrancare nelle posizioni di fondo del G20, sorpassata dal Brasile e sgomitando con l’Egitto…  

 

CARTOLINA GINO AGNESE, LA QUADRIENNALE DI ROMA, BONDI E TREMONTI

Biografo di Marinetti, già mio compagno (definizione forse impropria dato le sue idee politiche di destra…) nel Consiglio d’Amministrazione del Palazzo delle Esposizioni, Gino Agnese, attuale Presidente della Quadriennale di Roma, merita almeno una cartolina per la difesa che ne ha fatto contro i tagli di Tremonti. “Sono pronto a lavorare gratis: rinuncio al mio stipendio. Non possono lasciar morire un’istituzione come la Quadriennale d’Arte di Roma che è sopravvissuta persino alle bombe del ’43 ”.  Su Bondi: “deve dimettersi perché platealmente esautorato per sua stessa ammissione, perché non può più essere interlocutore credibile di esponenti della cultura internazionale”. Sulla Quadriennale:  “ Non costa milioni. Ha invece un valore certificato di vari milioni di euro, ed è una risorsa preziosa, il suo archivio.”

Da “Repubblica” del 31 maggio.

 

CARTOLINA BONDI DANNUNZIANO

“Molti degli Enti che figurano in quell’elenco vanno soppressi, ma alcuni come il Centro Sperimentale di Cinematografia, la Triennale di Milano, il Vittoriale, non possono in alcun modo essere considerati lussi”. Così esterna l’esautorato Bondi (“Il Quotidiano della Calabria”, 31 maggio). Dalle sue poesie non si desumeva tanta passione per Gabriele d’Annunzio…

 

CARTOLINA LA VENDETTA DEL PERMANENTE CONTRO L’EFFIMERO

O forse dobbiamo vedere nella scelta Vittoriale sì Festival di Spoleto (ma anche Quadriennale di Roma) no, la vendetta del permanente (dannunzianamente scapigliato) contro l’effimero? forse vendetta tardiva forse fresca di giornata per far meglio dimenticare il parrucchiere – ingegnere nominato responsabile del cantiere di restauro degli Uffizi di Firenze (dunque lontano successore del Vasari…)?

 

CARTOLINA TRISTAN TZARA

DADA è la nostra intensità; … DADA è l’arte senza pantofole e parallele, pro e contro l’unità e senz’altro contro il futuro; siamo consci che i nostri cervelli diventeranno morbidi cuscini che il nostro antidogmatismo è tanto esclusivista quanto il funzionario che non siamo liberi e gridiamo libertà. Necessità rigorosa senza disciplina né morale e sputiamo sull’umanità. DADA non esce dal panorama europeo delle debolezze, si tratta sempre di merda, ma d’ora in poi noi vogliamo cacare in colori diversi, per decorare il giardino zoologico dell’arte con gli stendardi di tutti i consolati clo clo bong hi ho ha hi ho ha ho. Noi siamo direttori di circo e fischiamo fra la bufera delle fiere, fra i conventi prostituzioni teatri realtà sentimenti ristoranti ho ho hi hi hi oho bang bang.

Tristan Tzara, Prima avventura del signor Antipirina.  

 

FOCUS SUdi Diego Caramma

 

Il supporto e la «danza» delle figure di verità – 9

Tutto ciò ha a che vedere anche con una profonda e necessaria rivoluzione del sistema educativo. Non è più pensabile parcellizzare le competenze tecniche, incrementare la specializzazione delle discipline salvo poi, per discutere e tentare di risolvere le loro questioni irresolubili, inventare e affidarsi alla bioetica, che nulla risolve e somma semmai competenze a competenze. Ciò che si rende necessario è una profonda rivoluzione del nostro modo di essere e praticare cultura. Non è più pensabile, né tanto meno accettabile, credere di poter possedere le competenze di un ingegnere, di un architetto, di un avvocato, di un medico, di un politico, di uno scienziato e non avere le competenze di un essere umano. Non è più ammissibile giustificare l’incapacità di pensare e vivere il senso delle nostre azioni, limitandoci semplicemente a proseguire in modo indefinito a funzionare meccanicamente secondo il ritmo che l’apparato impone, in una totale condizione di cecità e servilismo (tanto più inavvertito ma non meno pericoloso), con la conseguente deresponsabilizzazione verso le conseguenze sottese alle nostre azioni.

 

Quando Danilo Dolci affermava che la scuola è fra le istituzioni più violente, intendeva scagliarsi contro la somministrazione di un sapere che diventa, oltre che infruttuoso, molto nocivo per il fatto di eludere e compromettere la necessità di alimentare e favorire la formazione di un pensiero critico, disattendendo di pensare alle conseguenze di un determinato abito mentale mai corrispondente ad un adeguato abito comportamentale. Giorgio Colli era giunto ad affermare che l’educazione avrebbe dovuto essere sottratta all’Università. «La scuola non può essere riformata, ma solo combattuta». Ma d’altro canto sosteneva pure che «l’unica salvezza per la cultura può venire da un’educazione nuova. (…) Date certe condizioni, l’educazione può partire da ogni individuo». Non molto diversamente, anche se in modo più radicale, vedeva il problema Ivan Illich: «La scuola è diventata il processo programmato che attrezza l’uomo per un mondo programmato, il principale strumento per chiudere l’uomo nella sua stessa trappola; il suo fine dichiarato è di portare ognuno a un livello adeguato per poter svolgere una parte in questo gioco mondiale. Inesorabilmente, coltiviamo, curiamo, produciamo e scolarizziamo il mondo per farlo morire. (…) La scuola è l’agenzia pubblicitaria che ti fa credere di aver bisogno della società così com’è». Si confronti tutto ciò con quanto già Nietzsche prefigurava in Sull’avvenire delle nostre scuole (Adelphi, 1975).

 

Ma il problema non riguarda unicamente colui che apprende. Prima ancora e più nel profondo concerne colui che insegna, chiamato a rivoluzionare il proprio modo di imparare e tramandare non solo ciò che sa, ma anche ciò che è, incarnando l’esempio vivente di una reale, concreta, fruttuosa corrispondenza tra abito mentale e scelte di vita. Il compito, allora, è quello di incarnare una testimonianza. La solitudine di questa condizione ha, ai nostri giorni, un prezzo considerevole da pagare. Di fronte a questa consapevolezza ci sono solo due alternative: chiudere gli occhi e proseguire nel nostro atteggiamento cinico e violento (oltre che inconsapevolmente servile), oppure trovare la forza e il coraggio di ricostruire la «danza rituale» della nostra formazione, per lottare contro l’inumano e in difesa di quella philia amorosa che dischiude, desidera e promuove la relazione all’«altro».

 

Ecco qui un tentativo, certamente parziale e imperfetto, di esibire la figura del nuovo laico. Il quale non teme le possibili declinazioni e il carattere finito di ogni figura della vita. Del resto, Spinoza, l’uomo che non ha mai accettato una cattedra in nessuna università al fine di non limitare la propria libertà, lo ha detto molto bene: «L’uomo libero non pensa a niente meno che alla morte; e la sapienza è meditazione non della morte ma della vita».

TELEGRAFICO COMMENTO

 

Apre il Maxxi con la mostra Spazio

Perché un titolo così generico?  Perché Spazio è una parola valigia per tutte le opere della collezione del Maxxi, e quando non si sa a che santo votarsi perché manca un filo conduttore, il titolo non può che essere vago ( e tralasciamo per carità il fatto che fa parure con la parallela mostra di Moretti).

E ancora più vaghe sono le quattro sottosezioni il cui titolo, per genericità e pretenziosità, ricorda i discorsi delle famose vignette di Tutti da Fulvia il sabato sera: Naturale artificiale; Dal corpo alla città; Mappe del reale; La scena e l’immaginario. 

In questa mostra di pezzi presi dalla collezione, mancavano infine  le opere degli architetti. Una grave eventualità  in quanto si correva il rischio di una vernice al Maxxi in cui non si parlava di architettura contemporanea. Da qui l’idea di chiamare dieci progettisti a realizzare un intervento “site specific”, da esporsi insieme alle altre opere d’arte.

Un’operazione  culturalmente azzardata che avrebbe avuto senso a condizione che la mostra fosse nata da un forte progetto culturale e tutti gli architetti fossero stati scelti tra quelli in  grado di lavorare sul terreno di confine. Le due condizioni non sono state rispettate. Con spreco di denaro e di talenti. Un caso per tutti e’ quello di Cino Zucchi che, tolto dalla sua dimensione professionale di qualità e di tutto rispetto, si è mostrato, e non poteva essere altrimenti, un perfetto dilettante nel campo dell’installazione. Inoltre anche quando le opere, come nel caso di Diller e Scofidio, sono  interessanti o , come nel caso di Teddy Cruz, cariche di valenze politiche si perdono all’interno di una kermesse senza senso, apparendo esercizi di stile privi di specificità architettonica.(lpp)

 

INCONTRI DELLA SETTIMANA a cura di Santi Musmeci

 

The  Pop Out Show a Roma

2A+P/A The  Pop Out Show, Mostra di  Architettura + Talk Show. A cura di Peter T. Lang e Patrizia  Ferri  Vernissage giovedì 3 giugno ore 18.00 dal  4 al 18 giugno 2010 da martedì a venerdì ore 17.00 -  20.00. Hyunnart studio, Viale Manzoni  85, Roma

 

Patrimoni urbani a Roma

Patrimoni urbani. Tecnologie per una rinascita sostenibile. 9 giugno 2010. Associazione Civita, Sala Gianfranco Imperatori. Piazza Venezia 11. Roma.

 

Dialogo sopra la futura città verde a Milano

Sabato 5 giugno 2010 ore 15 in occasione della 3° Edizione del Festival Internazionale dell’Ambiente e della Giornata Mondiale per l’Ambiente - presso lo spazio Agorà di Fieramilanocity MIC- Milano Convention Centre, Via Gattamelata 5, si terrà l’incontro Dialogo sopra la futura città verde. Protagonisti gli architetti Mario Cucinella ed Andreas Kipar

 

Andrea Ponsi a Firenze

Un incontro con Andrea Ponsi, autore di Florence - a Map of Perceptions, pubblicato dalla University of Virginia Press nel 2010. Conferenza in inglese dell'autore: Visual versus narrative. Martedi 8 giugno , ore 18.30

Libreria Paperback Exchange, via delle oche  4 r. Firenze

 

L’area metropolitana di Napoli a Napoli

L’area metropolitana di Napoli, 50 anni di sogni utopie realtà, Cesare Ulisse architetto. Presentazione sala conferenze Venerdì 4 giugno 2010. Intervengono Stefano Gizzi, Claudio Claudi de Saint Mihiel, Cesare de Seta, Paola Ascione, Roberto Gianni. Palazzo Reale di Napoli. Sala Dorica

 

Laboratori per le città a Bari

Lab.I.City- laboratorio interattivo per la città, organizza il convegno Laboratori per le città, durante il quale si racconteranno alcune tra le più attive organizzazioni presenti in Italia impegnate nella ricerca sulla città contemporanea e le sue trasformazioni. Intervengono:Elena Carmagnani, Catia Mazzeri, Giorgio Baldisseri, Nicola Martinella. venerdì, 28 maggio 2010, Politecnico di Bari - Isolato 47 Strada Lamberti (Centro storico), ore 14.30

 

Mario Cucinella a Torino

Mario Cucinella Giovedì 10 giugno 2010, ore 19.00. Introducono: Luca Gibello, e Lorena Alessio. Dalle ore 18.00 alle ore 20.00 sarà possibile visitare la mostra d'arte contemporanea in corso al momento della conferenza.

Gli incontri si svolgeranno nell’auditorium della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, via Modane 16, Torino

 

MOSTRE DELLA SETTIMANA a cura di Santi Musmeci

 

Edward Hopper a Roma

Per la prima volta in Italia, Roma e Milano rendono omaggio all’intera carriera di Edward Hopper (1882-1967) il più popolare e noto artista americano del XX secolo, con una grande rassegna antologica senza precedenti nel nostro paese. Dal 16 febbraio al 13 giugno 2010. Museo Fondazione Roma, via del corso 320, Roma.

 

L’imagination est tout a Roma

Achille Perilli L’imagination est tout a cura di Nadja Perilli e Massimo Riposati, Dal 29 maggio al 2 luglio. Limenotto9cinque Arte Contemporanea. Via Tiburtina 141. Roma

 

La Biennale di Venezia 1979-1980 a Venezia

Il Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta e il curatore della mostra Maurizio Scaparro invitano all’inaugurazione della mostra La Biennale di Venezia 1979-1980 Il Teatro del Mondo edificio singolare, omaggio ad Aldo Rossi. Venezia, Ca’ Giustinian Dal 10 febbraio al 31 luglio 2010

 

Equivivere a Cittadella

III rassegna nazionale  Equivivere per un’Architettura sostenibile opere realizzate, ciclo di conferenze e rassegna di opere di Architettura. Cittadella (Padova) Palazzo Pretorio  dal 22 Maggio al 04 Luglio  2010 a cura di Architettando. www.architettando.org

 

Mostra Pierluigi Nervi a Sondrio

Sondrio rende omaggio a Pierluigi Nervi con una mostra nel trentennale della morte dal 15 aprile al 20 giugno presso la Galleria Credito Valtelinese. La mostra mette in luce, attraverso fotografie e progetti, la complessa attività di Nervi che si manifesta in molteplici aspetti che vanno dall'ideazione alla realizzazione delle sue opere architettoniche.

 

Archizoom Associati 1966-1974 a Mendrisio

Mostra Archizoom Associati 1966-1974. Dall’onda pop alla superficie neutra, da venerdì 7 maggio a domenica 6 giugno 2010 presso la Galleria dell’Accademia pianterreno di Palazzo Canavée, Via Canavée 5, Mendrisio, Svizzera, dal martedì alla domenica dalle ore 13.00 alle 18.00. L’ingresso è gratuito. 

 

UNIVERSITA’ E DINTORNI di Ilenia Pizzico

 

Certosa Urban Park 2015 a Shanghai World Expo 2010

E’ stato inaugurato il 26 maggio  il padiglione della Città di Venezia per l'Esposizione Universale di Shanghai 2010. All'interno del padiglione veneziano, Certosa Urban Park 2015; un progetto per realizzare un'isola autosufficiente, capace di gestire energia, materia e informazione in modo autonomo e pulito. Spazio per un nuovo modello di equilibrio uomo/natura. Il polo nautico Vento di Venezia, Modourbano, La Fabbrica del Sole ed Exergy, esplorano soluzioni di gestione autosufficiente – Off-Grid, senza collegamenti alle reti ordinarie – per l'isola demaniale della Certosa (Venezia), attraverso un piano di riqualificazione territoriale incentrato sullo sviluppo sostenibile e sul rispetto della vocazione insulare, dove coesistono nautica diportistica, cantieristica, ospitalità, formazione, ricerca, arte, attività di svago, sport, agricoltura e spazi verdi attrezzati a pubblica fruizione. Info: http://www.modourbano.it/

 

Biennale Internazionale del Design a Camerino

Nell’ambito della Biennale Internazionale del Design – edizione 0 la Scuola di Architettura e Design "E. Vittoria" dell'Università di Camerino ed il Consorzio Universitario Piceno, presenta i seguenti eventi: Design Della Comunicazione 1: Scenari e prospettive del design audiovisivo presso il Palazzo dei Capitani, Sala dei Savi – Ascoli Piceno il giorno 3 giugno 2010 dalle ore 09.30 alle 17.00;  Design Della Comunicazione 2: Scenari e prospettive del design audiovisivo presso la Sala “Marco Scatasta”, Piazza Roma n. 6 – Ascoli Piceno il giorno 4 giugno 2010 dalle ore 09.30 alle 19.00; incontro Kartell 10 years of Transparency presso lo Showroom Eusebi Arredamenti, Via Pasubio, 38. 4 giugno 2010, ore 18.00, San Benedetto del Tronto. Info: www.biennaledeldesign.it

 

Agrocities a Venoza

Sabato 5 giugno si terrà il convegno dal titolo Agrocities, Il disagio abitativo dei lavoratori stagionali al confine Puglia/Basilicata. Si parlerà di social housing, la casa e gli invisibili, il problema dell’accoglienza dei lavoratori migranti stagionali, politiche abitative in emergenza a confronto, prospettive future. Ore 16.30, Istituto Padri Trinitari piazza Don Bosco 3, Venosa (Pz).

 

Topografia Del Trauma 2.0 nella Valle del Belice

Sono aperte le iscrizioni al Workshop di indagine territoriale nella Valle del Belice, che si terrà dal 30 agosto al 5 settembre 2010. Scadenza domande: 15 giugno. Info: http://ttworkshop.wordpress.com/come-partecipare/

 

NOTIZIE DALLA SPAGNA di Graziella Trovato

 

Eventi

Cos’è realmente l’architettura sostenibile?

La mostra “Hacia otra arquitectura. 24 proyectos sostenibles”, curata dall’architetto valenziano Luis Garriga, vuole chiarire questo concetto (presso la Fundación del Canal (Plaza de Castilla, fino al 25 luglio) http://www.fundacioncanal.com/)

Sulla mostra l’articolo di Maite Nieto “Arquitectura sostenibile contra edificios-esculturas” http://www.elpais.com/articulo/cultura/Arquitectura/sostenible/edificios/escultura/elpepucul/20100526elpepucul_2/Tes

 

L’iniziativa Solar Decathlon, quest’anno coordinata dalla E.T.S.A.M. arriva al fiume Manzanares con una mostra all’aria aperta dei modelli di case bioclimatiche realizzati. Dal 17 al 27 giugno. Una scusa per visitare il nuovo parco progettato lungo il fiume da Burgos & Garrido Arquitectos. Per saperne di piú su Solar decathlon visitar la pagina web ufficiale. Vi consigliamo anche l’articolo “El hogar del sol” http://www.elpais.com/articulo/portada/hogar/sol/elpepusoceps/20100523elpepspor_14/Tes

 

“La deriva es nuestra” seminario – taller associato alla mostra “Desvíos de la deriva”. Dal 30 giugno al 3 luglio. Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia. Madrid prenotazioni su: programasculturales2@mcu.es

 

La casa Encendida: Urbanacción. Istallazione. fino al 28 giugno.

 

Mostre

Premios Mies van der Rohe 2009, Arquería de Nuevos Ministerios, paseo de la castellana, fino al 13 giugno y 50 progetti selezionati.

La notizia su Scalae. Agencia Documental de Arquitectura http://www.scalae.net/evento/exposicion-premios-mies-van-der-rohe-2009

 

“Desvíos de la deriva”. 5 maggio – 23 agosto. Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia. Madrid. Sala de exposiciones temporales.

http://www.museoreinasofia.es/exposiciones/actuales/desvios-de-la-deriva.html

 

RESTAURO TIMIDO  di Marco Ermentini

 

Sacrifici per tutti: top ten della manovra

10. I pagamenti vengono rinviati al 2012 (tanto finisce il mondo!)

9.   La tariffa professionale viene ripristinata ma con sconti a partire dal 100%

8.   Viene abolita la DIA per la MIA (Mascalzonata Italica Abusiva).

7.   I comuni diventano province e le province regioni.

6.   Gli architetti potranno firmare i progetti solo se abbinati ai geometri, i

      professori potranno fare esami solo se abbinati ai bidelli.

5.   Le pensioni minime dopo 90 anni di contribuzione e per agevolare gli

      iscritti l'INARCASSA aumenta il contributo soggettivo dal 10 al 300%.

4.   Al permesso di costruire sarà allegato il prelievo di sangue.

3.   La critica non dovrà criticare (proprio come fa ora).

2.   I concorsi sono sospesi, gli incarichi saranno aggiudicati con il

      Superenalotto.

1.   E, alla fine, un bel condono edilizio che sistemerà tutto!

 

NOTIZIE INARCH a cura di Claudio Betti

 

romArchitettura4. Premi regionali di architettura per la valorizzazione dell'architettura contemporanea nel Lazio

Q u a r t a  e d i z i o n e

 

comunicato stampa

Sono stati assegnati i premi di ROMARCHITETTURA, promossi dall'IN/ARCH Lazio, dall'ANCE Roma-ACER, dall'ANCE Lazio-URCEL e dall'Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia.

 

Il Premio per l'edizione del 2010 è stato strutturato in due fasi. Nella prima la commissione dei selezionatori, composta Anna Baldini, Andrea Bruschi, Giorgio de Finis, Ruggero Lenci, Gabriele Mastrigli, Luca Milan, Luca Montuori, Francesco Ruperto, Davide Vitali ha formulato le candidature.

Nella seconda fase la Giuria, composta da Eugenio Batelli, Stefano Berardelli, Francesco Garofalo, Francesco Ghio, Margherita Guccione, Lucio Passarelli, Franco Purini, Livio Sacchi, Antonino Saggio, Amedeo Schiattarella, inoltre da Giancarlo Goretti (per il Premio Speciale Fondazione Almagià per la Sperimentazione Edilizia) e da Franco Panzini (per il Premio Speciale Ceramiche Appia Nuova per l'Architettura degli Interni) ha attribuito i premi.

Coordinamento Scientifico del Premio Massimo Locci.

Organizzazione romArchitettura Claudio Betti.

La cerimonia di premiazione avverrà lunedì 7 giugno 2010.

Note generali sul Premio

Il premio ROMARCHITETTURA è promosso dall'IN/ARCH LAZIO (Istituto Nazionale di Architettura Sezione Lazio), dall'ACER (Associazione Costruttori Edili di Roma), dall'ANCE LAZIO - URCEL (Unione Regionale dei Costruttori Edili del Lazio) dall'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e Provincia.

L'importante riconoscimento (giunto alla 4° edizione ma con una tradizione pluridecennale, considerando che s'innesta sul Premio IN/ARCH partito nel 1962) sostiene la qualità architettonica complessiva, intesa non solo come fatto estetico ma soprattutto come valore sociale ed economico. Le finalità sono strettamente legate, dunque, a quelle delle istituzioni proponenti e sintetizzabili nella valorizzazione dell'intera filiera di attori e figure che contribuiscono alla buona riuscita dell'intervento architettonico. In tal senso vengono premiati i progettisti, i committenti e le imprese esecutrici dell'opera.

 

PREMIO PER UN INTERVENTO DI NUOVA COSTRUZIONE

OPERE SEGNALATE

* Asilo Nido Comunale, Frascati

Progettisti: Giovanni Fumagalli, Carlo Melograni, Franco Masotti, Giuseppe Serrao

Committente: Comune di Frascati

Impresa esecutrice: Gre.Sa srl, Roma

* Centro logistico Wurth a Capena (Roma)

Progettisti: Politecnica Ingegneria e Architettura con Vincenzo Melluso (consulenza architettonica)

Committente: WURTH s.r.l.

Impresa esecutrice: Costruzioni Generali Gilardi s.r.l.

* Centro sportivo in località Romanina, Roma

Progettisti: Blow Up Architetture, Architetto Tommaso Avellino

Noos Architetti, Architetto Alfonso Giancotti

Committente: Consorzio "Romanina" - I.S.V.E.UR. s.p.a.

Impresa esecutrice: Italiana Costruzioni s.p.a. ,I.LA.RA. s.r.l.

* Stazione Elettrica di Conversione, Latina

Progettisti: Studio Costa & Partners

Studio LS architetti P.Leonelli e M.Struzzi

Committente: TERNA Rete Elettrica Nazionale Spa

Impresa esecutrice: ATI Impresa Pellegrini S.r.l. ACMAR S.c.p.a.

 

OPERA VINCITRICE

* Centro Direzionale in località Cocciano (Frascati)

progettisti: Maurizio Clarotti, Elisabetta D'Amato, Michele Testa.

Committente: Eurospin Lazio s.p.a - Concessionario del Comune di Frascati

Impresa esecutrice: Ati Cicchetti Remo - Nuova Carrell e Sima Costruzioni s.r.l.

 

PREMIO per un INTERVENTO DI RESTAURO/RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA

OPERE SEGNALATE

* Centro Dati G.I.M.EM.A. AIL Nazionale, Ristrutturazione del Capannone "G" (Ex Mulini Pantanella), Roma

Progettista: MDAA ARCHITETTI ASSOCIATI SRL

Committente: AIL, Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma- ONLUS

Impresa esecutrice: INDAR SRL TIVOLI

* Centro ricerca e formazione dell'Ecole Française de Rome, Roma

Progettisti: Atelier SERAJI - SESTE engineering srl

Committente: Ecole française de Rome - Ministere de l'Education Nationale, de l'Enseignement Superieur et de la Recherche

Impresa esecutrice: Branchini & Mancinelli s.p.a. Costruzioni Edili

* Ghella Eco-Office, Progetto di ristrutturazione ed adeguamento funzionale dell'immobile in Via Poma, Roma

Progettisti: RICCISPAINI studio di architettura s.r.l.

Committente: Ghella s.p.a.

Impresa esecutrice: TECNOCLIMA S.R.L

* Recupero del Cinema Aquila , Roma

Progettisti: Arch.tti Riccardo Magagnino, Camillo e Giancarlo Pediconi

Committente: Comune di Roma - Dipartimento XIX -XVI Politiche per lo Sviluppo e il Recupero delle Periferie

Impresa esecutrice: Consorzio I.T.L. - Italiana Tecnologia e Lavori, Valentino Giuseppe S.r.l.

 

OPERA VINCITRICE

* Riqualificazione del complesso della Pelanda dei Suini nell'ex Mattatoio di Testaccio, Roma

Progetto: Risorse per Roma RPR S.p.A.

Progettisti: Prof. Arch. Massimo Carmassi

Committente: Dipartimento Programmazione e attuazione Urbanistica Direzione programmazione e pianificazione del Territorio U.O. Città Storica

Impresa esecutrice: A.T.I. - SARFO S.r.l. - I.A.B. S.p.A

 

PREMIO PER UN INTERVENTO IN UNO SPAZIO ESTERNO

OPERE SEGNALATE

* Allestimento temporaneo 'una Stanza a cielo aperto' a Roma

Progettista: Luca Peralta

Committente: opera realizzata per l'artista David Aitken

Impresa esecutrice:

* La "casa di tutti", Casilino 900 a Roma

Progettisti: Stalker/On Osservatorio Nomade

Committente: autocommittenza

Impresa esecutrice: autocostruzione, intervento realizzato con la collaborazione e il sostegno del dipartimento di Studi Urbani dell'Università Roma Tre

* Lungolago G. Argenti a Bracciano

Progettisti: Prof. arch. Rosario Gigli

Committente: Comune di Bracciano

Impresa esecutrice: DAPAM srl

* Ponte pedonale a Manziana

Progettisti: Studio APsT, Gianluca Andreoletti, Maximiliano Pintore, Stefano Tonucci, strutturista Prof. Ing. Fabio Brancaleoni

Committente: Comune di Manziana, RUP ing. Claudio Dello Vicario

Impresa esecutrice:

 

OPERA VINCITRICE

* Realizzazione di una piazza e di un parco urbano attrezzato a Roma

Progettisti: arch.tti Sandra Micale, Laura Mascarino, Fabiomaria Mecenate, Corrado Martini, Quadra associati s.r.l.

Committente: Comune di Roma Dipartimento XVI - Politiche per la riqualificazione delle periferie II° U.O. - Opere a Scomputo Municipio XIX - Residence Bellavista srl

Impresa esecutrice: Residence Bellavista srl

 

PREMIO per un INTERVENTO REALIZZATO, PROGETTATO DA UN GIOVANE PROGETTISTA

OPERE SEGNALATE

* Casa al Gianicolo, Roma

Progettista: architetto Nicola Auciello

Committente: Gianmaria Condulmari

Impresa esecutrice: Statuto, Roma

* Padiglione di ingresso alla sede della FAO, Roma

Progettista: Ing. Marco Felici

Committente: FAO of UN - Food and Agriculture Organization of United Nations

Impresa esecutrice: NUSSLI Italia

* Sistemazione dei giardini di via Cicerone, Latina

Progettisti: arch. Annalisa Curreri, arch. Mattia Darò, arch. Diego de Conca

Committente: Comune di Latina

Impresa esecutrice: Grotte Catalana-Cooperativa Agricola

 

OPERE VINCITRICI

* Corte-Giardino Del Liceo Croce, Roma 2009

Progettisti: Osa architettura e paesaggio, Massimo Acito, Marco Burrascano, Luca Catalano, Annalisa Metta, Luca Reale, Caterina Rogai

Committente: Marco Catalano

Impresa esecutrice: Progetto in autocostruzione realizzato con il contributo di: Massimo Brizziarelli - Vivaio Le Ginestre snc, Julie Patrin, Daniele Perna, Vakhtang Zesashvili

 

* Picture House a Ripatransone (AP)

Progettisti: Barilari Architetti (Alessio Barilari e Fabio Barilari)

Committente: Phillip Lister e Denne Vandersmaght

Impresa esecutrice: Edil Restauri

 

* Restauro e recupero di un villino anni '20 in via Celso a Roma

Progettisti: Studio Scape

(Alessandro Cambi, Ludovica Di Falco, Francesco Marinelli, Paolo Mezzalama)

Committente: PARVIM SRL

Impresa esecutrice: GMC SRL

 

PREMIO IN ONORE DI BRUNO ZEVI PER LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA ARCHITETTONICA

OPERE SEGNALATE

* Analisi sull'architettura di Roma del fotografo Andrea Jemolo

* Playscape

Autori: Alberto Jacovoni e Davide Rapp

Editore: Libria Melfi

* (re) design del territorio, Design e nuove tecnologie per lo sviluppo economico dei beni culturali

Autori: a cura di Andrea Granelli e Monica Scanu

Editore: Fondazione Valore Italia

* Rivista di interior design Living Roome, Roma

Direttore: Stefano Gangli

 

OPERA VINCITRICE

* Video-interviste 'Nel segno dell'architetto'

Autori: a cura di Emanuela Tartaglia

Editore: Prospettive Edizioni, Roma

Direttore: Claudio Presta

 

PREMIO ALLA CARRIERA

* Architetto Piero Sartogo

 

PREMIO SPECIALE FONDAZIONE ALMAGIÀ PER LA SPERIMENTAZIONE EDILIZIA

* Edificio per uffici, nuova sede Microsoft, Roma

Progettista: Carlo Farroni, Leonardo Gherardi

Committente e Impresa esecutrice: Gherardi ing. Giancarlo spa

 

PREMIO SPECIALE CERAMICHE APPIA NUOVA PER L'ARCHITETTURA DEGLI INTERNI

OPERE SEGNALATE

* Ristrutturazione appartamento duplex a Trastevere, Roma

Progettista: Adriana Premeru

Committente: Chiara Cavallo

Impresa esecutrice: Planservice srl

* Ristrutturazione edilizia di un fienile in abitazione, Caprarola (VT)

Progettista: Andrea Rossetti

Committente: privato

Impresa esecutrice: Ditta Pecorelli sas

* Ristrutturazione e interior design di un appartamento, in via Cortina d'Ampezzo - Roma

Progettista: Cristiano Tavani

Committente: privato

Impresa esecutrice: Salvatore Monaco Co.ge.la.r. srl

* Abitazione al Gianicolo, Roma

Progettista: Carola Vannini

Committente: privato

Impresa esecutrice: Menichetti

 

OPERA VINCITRICE

* CASA CERRONI - Ristrutturazione, arredo e allestimento di casa privata, Roma

Progettisti: Valentino Anselmi con Studio di Architettura Anselmi & Associati

Committente: Giuseppe Cerroni

Impresa esecutrice: STRA Restauri s.r.l.

 

I Premi consistono in una targa che reca la stampigliatura "Premio ROMARCHITETTURA Quarta edizione per.........", con l'indicazione del tipo di Premio conferito. Vengono premiati i tre principali soggetti che hanno contribuito alla realizzazione dell'intervento: committenti, progettisti o studi di progettazione, imprese esecutrici.

 

Le segnalazioni consistono in un diploma che reca la scritta "Premio ROMARCHITETTURA Quarta edizione per.........", con l'indicazione della segnalazione conferita ai tre principali soggetti che hanno contribuito alla realizzazione dell'intervento: committenti, progettisti o studi di progettazione, imprese esecutrici.

 

richiedi l'invito alla manifestazione (che dovrà essere esibito all'ingresso) confermando la presenza all'indirizzo e-mail info@romarchitettura.it

 

romArchitettura4 è un evento collaterale della Festa dell'Architettura di Roma INDEX URBIS www.indexurbis.it

romArchitettura: via di Villa Patrizi 11 - 00161 Roma -

telefono 06 44231418 - info@romarchitettura.it - www.romarchitettura.it

 

MILLE COMIGNOLI a cura di Benedetta Stoppioni

 

Dynasty _ Palais de Tokyo _ 13, avenue du Président Wilson – Paris _  www.palaisdetokyo.com

Exposition _ 11 giugno – 5 settembre 2010.

 

1 mostra, 2 location, 40 artisti, 80 proposte: “Dynasty” è il frutto di una collaborazione inedita tra il Musée d'Art moderne de la Ville de Paris/ARC ed il Palais de Tokyo. Gli artisti investono la totalità degli spazi espositivi e presentano ciascuno, in un originale movimento stereofonico, un'opera per ogni location. Attraverso la molteplicità delle tecniche e degli approcci stilistici, “Dynasty” rivela il dinamismo di una generazione e la diversità delle preoccupazioni e delle problematiche ad essa proprie, dalla tecno-scienza all'autofiction. I materiali fragili sono oggetto di un utilizzo che li valorizza e lo sviluppo dei modelli informatici trasforma la comprensione dello spazio e dell'oggetto artistico. Questo progetto si inscrive all'interno di un lavoro portato avanti sulla prospective dal Palais de Tokyo e l'ARC del Musée d'Art moderne de la Ville de Paris.

Con: Gabriel Abrantes et Benjamin Crotty / Farah Atassi / Laëtitia Badaut Haussmann / Gaëlle Boucand / Mohamed Bourouissa / Guillaume Bresson / Pierre-Laurent Cassière / Yuhsin U. Chang / Stéphanie Cherpin / Pauline Curnier Jardin / Mélanie Delattre-Vogt / Alain Della Negra et Kaori Kinoshita / Dewar et Gicquel / Bertrand Dezoteux / Rebecca Digne / Antoine Dorotte / Julien Dubuisson / Vincent Ganivet / Fabien Giraud et Raphaël Siboni / Camille Henrot / Louise Hervé et Chloé Maillet / Armand Jalut / Laurent Le Deunff / Benoît Maire / Vincent Mauger / Robin Meier et Ali Momeni / Théo Mercier / Nicolas Milhé / Benoît-Marie Moriceau / Jorge Pedro Núñez / Masahide Otani / Florian Pugnaire et David Raffini / Jean-Xavier Renaud / Raphaëlle Ricol / Bettina Samson / Alexandre Singh / Oscar Tuazon et Eli Hansen / Cyril Verde + Mathis Collins / Duncan Wylie / Chen Yang.

 

Archi & BD _ Cité de l'Architecture et du Patrimoine _ 1 Place du Trocadéro et du 11 Novembre – Paris _ www.citechaillot.fr.

Exposition _ 9 giugno – 28 novembre 2010.

 

A partire dall'inizio del XX secolo con autori come Winsor McCay (Little Nemo), George McManus (La famille Illico), Frank O. King (Gasoline Alley) o Alain Saint-Ogan (Zig et Puce), il fumetto esplora la città, affascinato dal nascente mondo che essa andava rappresentando. Questa tematica, non solamente riferita alla città, ma ad altri elementi che vi si riallacciano come l'architettura, l'urbanistica, il design, la storia o la politica, è divenuta il terreno ideale di descrizione estetica e di riflessione sul mondo contemporaneo con il lavoro di autori come François Schuiten, Benoit Peeters, Enki Bilal, Moebius... L'esposizione affronterà, senza ambizioni di esaustività, le rappresentazioni della città nel fumetto. Le proposte saranno in mostra in ordine cronologico, dall'inizio del Novecento fino ai nostri giorni, con una presentazione, alla fine dell'esposizione, di alcuni progetti particolari: la città immaginaria di Villemolle des Requins Marteaux, il museo Hergé, la Maison de Verre, commissionati da Jean Nouvel ad alcuni fumettisti. Questa cronologia sarà costellata da riferimenti ad alcune metropoli. New York, Paris e Tokyo saranno osservate attraverso lo sguardo di autori come Will Eisner, Jack Kirby, David Mazzucchelli, Riad Sattouf per New York; Blutch, Tardi, Dupuy-Berberian per Parigi; Jiro Taniguchi, Osamu Tezuka, Toiyo Matsumoto, Maoki Urasawa per Tokyo. Questo carattere internazionale sarà rafforzato dalla presenza di autori cinesi e coreani. La mostra suggerirà filiazioni e affinità tra autori di generazioni diverse, seguendo l'esempio della “ligne claire” della fine degli anni Settanta (Joost Swarte, Ted Benoit, Floc'h...) che fece riferimento ai grandi maestri del fumetto degli anni Cinquanta-Sessanta: André Franquin, Maurice Tilleux, Will... L'esposizione mira a mostrare ad un pubblico esteso una visione della densità artistica e culturale del fumetto sviluppatasi in un secolo dalla sua invenzione. L'allestimento, firmato dallo studio Projectiles ed inedito nella sua proposta di illuminazione e disposizione delle opere, valorizzerà i lavori presentati. Saranno in mostra 150 autori internazionali con 350 opere, nell'intento anche di proporre un flash sul periodo attuale, in cui il fumetto oltrepassa nuove frontiere in materia di creazione, con fumettisti vicini all'arte contemporanea, come Jochen Gerner, Ilan Manouach, Dominique Goblet, Thierry Van Hasselt, Christopher Hittinger. In parallelo verranno  mostrate le elaborazioni di alcuni architetti che suggeriscono un dialogo tra architettura e fumetto. Modelli di architettura, schizzi, progetti o realizzazioni di città, edifici pubblici o ville, utopie disegnate dai più grandi architetti suggeriranno un immaginario condiviso dalle due arti.  In contrapposizione con le immagini dei fumettisti, in cui la città fa da eroina, il lavoro degli architetti fa trasparire delle influenze carpite dalla 9a arte... Questa parte della mostra pone l'accento sulla modalità di rappresentazione dell'architettura e della città e sul suo tentativo di esplorazione di un “universo disegnato” ad esse connesso, a partire dagli anni Dieci del Novecento (Sant'Elia) fino al giorno d'oggi (BIG, Herzog et De Meuron, Andrés Jaque...), passando per gli anni Settanta (Archigram, Coop Himmelblau, Jean Balladur...). Affinché questo incontro tra architettura e fumetto fosse pertinente, la Cité ha ritenuto opportuno affidare l'organizzazione della mostra a Jean-Marc Thévenet, direttore del festival internazionale del fumetto di Angoulême dal 1998 al 2006, e Francis Rambert, direttore dell' Institut français d'architecture.

In parallelo all'esposizione è proposto un atelier indirizzato al giovane pubblico “Paris-Tokyo, villes en morceaux”, che indaga l'opera di due giovani artisti: Armelle Caron e Florent Chavouet. Armelle Caron lavora con le piante delle città: da un lato, una pianta fedele alla realtà con strade, piazze, quartieri, dall'altro, un découpage degli solati raggruppati per forma, che disegna un motivo decorativo, un vero e proprio anagramma della pianta della città. Incitando il pubblico ad appropriarsi di queste forme, l'artista trasforma la pianta di Parigi in un puzzle gigante: ognuno è libero di rimodellare o di creare una nuova città utilizzando i 350 pezzi in legno. E' con la medesima libertà ed il medesimo sguardo divertito sulla città, che Florent Chavouet mette in relazione il visitatore con le sue avventure nipponiche. In bicicletta e munito delle sue matite colorate, Florent Chavouet ha esplorato per sei mesi le vie di Tokyo ed ha schizzato i negozi, le vecchie abitazioni, le viuzze e le “scene di strada” animate dai suoi abitanti. L'artista mostra, con una cinquantina di pannelli, i suoi disegni in un'opera intitolata “Tokyo Sanpo”.

 

AFORISMI RISTRUTTURATI di Diego Lama

 

A fare l’archistar si impara da un’archistar

 

Nella vita, come in architettura, non si vive di soli dettagli

 

Il miglior architetto è colui che si vergogna della fantasia

 

In architettura la verità viene scoperta solo quando ormai è troppo tardi

 

In cantiere: più saggio sei più saggi fai

 

INTERMEZZO di Edoardo Alamaro

 

Intenzioni in architettura Under 40 d’Italia / 2

Due giugno, festa della Repubblica. Stessa spiaggia, stesso mare sognato. Oggi tempo incerto. Stesso computer, stesso dopopranzo festivo in compagnia degli under 40 dell’architettura d’Italia oggi. Saranno famosi e non fumosi, seconda im/puntata d’Eldorado. Li ascolto e giudico all’istante, a caldo. Così come sono stati registrati in un evento organizzato dalla PresS/Tfactory il 13 aprile scorso a Roma, Casa dell’Architettura. E rivedibili sulla PresS/Tletter n. 18.

 

Preghiamo fratelli miei carissimi. Beviamo affinché questo nostro sacrificio festivo postpranzo repubblicano sia gradito a Dio. E a chi fece l’Italia e la nostra Costituzione. Affinché questo Intermezzo ri/costituente sia veramente cosa buona e giusta. Fonte di salvezza critica dell’architettura nostra e nostroma.

Dio, si sa, crea con facilità. L’uomo invece pro-crea con difficoltà. Progetta regole, normative, schemi, forme costituzionali. Talvolta imbroglia, s’imbriglia, s’infronna. Ma verrà lo Spirito Santo e ci aiuterà, è sicuro! Pregare per credere nello stallone d’Italia!

Del resto che cos’è il Paradiso degli architetti se non il luogo dei volenterosi? Di quelli che hanno rischiato e rischiarato la via della sperimentazione, come LPP? Ringraziamo ‘o Pateterno secco, anche se non lo comprendiamo! Fine dell’omelia d’Eldorado repubblicano. Andiamo in pace a vedere i filmati, dopo i cinque dello scorso Intermezzo.

Marazzi architetti è un gruppo di Parma formatosi nel 2004. Sono duttili e dialoganti col cliente. Per questo affermano che non hanno e non vogliono avere uno stile personale. Che nei loro progettare non c’è un filo rosso forte. Il loro è però, dicono, “sempre un lavoro dal segno netto e rigoroso”. Asciutto, senza fronzoli ed esibizionismi formali. Riservato e forse introversus. Con grande attenzione al taglio e al det-taglio. A tutte le scale, taglie e drop. Ma sempre abiti su misura ben tagliati e confezionati.

 

Quando possono e son liberi di proporre, preferiscono infatti scavare da vecchie talpe nel paesaggio. Si mimetizzano, si trincerano, fanno canyon nel terreno. Sono perciò la gioia del Movimento Terra. Cercano di apparire il meno possibile. Di proporre soluzioni compatibili col luogo. Di ridurre a zero l’impatto ambientale. Come quasi-fatto per lo Stadio di Siena (in via di progetto esecutivo). O nel campus di Granada, progetto. Altre volte, all’opposto, elevano l’involucro architettonico per lasciare libero il suolo. Come proposto per due ville in Emilia (in costruzione e costituzione) e per la nuova sede modulare della Provincia di Arezzo, progetto. Insomma, i Marazzi architetti di Parma direi che amano freddamente le passioni architettoniche. Li rispetto ma non li posso amare molto. Voto largo d’Eldorado: 4 su 5.

 

Segue lo studio Marc di Torino, due soci. Scelgono tre parole chiave per aprire la scatola del loro giovane lavoro metropolitano: semplicità, paesaggio, stile. Non ho capito quasi nulla di questo filmato perché le parole di Diego rimandavano a immagini che scorrevano fuori campo. Sopra la sua e nostra testa. Una cosa un po’ surreale, da acquario dell’architettura. Comunqe, da quel poco captato, si conferma in questo gruppo il cambiamento epocale e modale in corso e fuori corso. Generazionale e forse a/sociale. Niente sogni, niente utopia, niente poesia, niente ideologia. Molto pragmatismo, molta norma, molto infilarsi nei regolamenti e situazioni date. Niente visioni e progettazioni a prescindere. Idee realizzabili, concretizzabili, monetizzabili. Tutto e subito. Del doman non c’è certezza ….

 

Molta disinvoltura e utilitarismo nel rileggere pro-domo-loro la Storia (esemplare la rilettura della facciata di palazzo Valmarana di Palladio, che Roberto Pane a suo tempo ci avrebbe mandato a quel paese. Cioè a questo nostro Paese d’Oggi pragmatico italiota). Assoluta la sintesi corrosiva del sommo LPP, a conclusione di questo videoMarc: “Il realismo come astuzia della ragione per aggirare il committente”. Concordo con simpatia (e invidia). Voto: non possibile, alla proxima.

 

Sono al terzo spot col gruppo Microscape e già sono semidistrutto. Qui mi si blocca la digestione costituzionale, il dopopranzo critico del 2 giugno. Proseguo per dovere e non per piacere repubblicano. W l’Italia, WW LPP president. In effetti questo format di presentazione è noioso, da tesi di laurea. Questi architetti Under 40 d’Italia sono monocordi nel proporsi. Veramente quasizero in comunicazione orale d’oggi. Per iscritto sarà peggio, son certo. Dalla nostra generazione pare abbiano ereditato solo la forma involuta e fumosa del discorso, che spesso copre il nulla. Senza nemmeno quel nostro gusto per il gioco di parole, per lo stupore e voluta incomprensione da seconda avanguardia, gruppo 63, … sogno da Archigram, Peter Cook, …. Non dico di farli chiamare a lezione da Maria De Filippi, da Pippo Baudo o da Costanzo, ma un po’ di Idrolitina credo sarebbe utile per farli sciogliere nel liquido d’oggi. Per far saltellare bolli & ballicine in quest’acqua calda edilizia Under 40 d’Italia oggi.

 

La giovane occhialuta di Microscape, riprendo il video, sceglie tre parole capofila del loro essere (e avere) progettuale comunicabile: semplicità, politica, integrazione. Ossia, rigiocandole, una lodevole “semplice politica d’integrazione”. Bene, così sia. Da queste tre capitoli di base, discendono tanti paragrafi del loro libro operativo: contaminazione, ospitalità, inclusione, luminosità, chiarezza, desiderio, memoria, porosità, frammenti, rete, ambiti … Affermano che non amano gli edifici autoreferenziali e introversi, ma quelli estesi e relazionabili in approcci di contesto sociali attivi, con politiche di coinvolgimento e tutto il blablabla consueto che ne consegue ….

 

Partecipano a concorsi, gare vinte. Generoso il loro tentativo di dare un centro storico, uno spazio pubblico Principe alla cittadina di Povegliano (Treviso) …. suggestiva anche la teca napoletana, sottovuoto spinto sacro, proposta per il restauro e la rifunzionalizzazione della ruita ex Cattedrale dell’Assunta, nel castello di Ischia, … Voto d’Eldorado: come sopra, non possibile. Del resto, come hanno affermato giustamente in conclusione: “questo è un spot (e sport) aperto a successive riflessioni”. Alla proxima, Microscape!

 

Premo il tasto successivo dei video. Altro giro, altra corsa. Altro e alto gruppo d’architettura Under 40. Saliamo ai confini d’Italia. Otre la “linea sottile” romana di Trento. Siamo infatti a Bolzano, con lo Studio Monovolume. Parlano due tipi asciutti, altoatesini o sudtirolesi, di poche parole architettoniche, facilitate per legge dello Stato. Una manna e una mannaia, per me del Sud edilizio abusivo d’Italia. Enunciano le loro tre parole chiave: sostenibilità, integrazione, materiali. Non si arravogliano in inutili disquisizioni. Rendono comprensibili le loro buone intenzioni, udite udite, con 5 (dico cinque) progetti realizzati a norma. Dichiarano: “così queste tre parole saranno più strette e meno filosofiche”. E per uno della Magna Grecia filosofica come me, questa affermazione è ‘nu paccaro!!!

 

Io lo dico sempre che a Napoli ci vorrebbe un sindaco di Bolzano. O almeno un capo staff all’Edilizia!!! I due sono infatti perfetti quanto prevedibili e scontati nella loro bolzanesità. Sono bravi e corretti professionisti a energia rinnovabile. Buoni divulgatori e aggiornatori della loro tradizione. Fanno infatti tutto quanto s’immagina faccia un architetto di quelle arti e parti d’Italia. Usano i materiali del loro luogo (legno, ….) lavorati con molta tecnologia pulita et agevolata per legge, …. i pannelli solari non sono sovrapposti, ma dentro la progettazione stessa, stretta. … fanno corpo architettonico,… e quest’ultimo fa corpo con l’ambiente. Anche con qualche simpatico paradosso letterale. Per una centralina idroelettrica nel bosco, opera pubblica, i due hanno infatti immaginato che “un gran masso sia caduto dalla montagna e che si sia fatto per magia contenitore delle turbine …”

 

Hanno un’idea sana e pubblicitaria del loro lavoro & del loro cliente. Per una ditta di carpenteria & strutture portanti hanno creato infatti un edificio-vetrina che sembra un cantiere ordinato a norma di legge. Comprensivo di facciata-manifesto con la scritta della ditta “Rothoblaas”. Insomma, in conclusione: i due nostri architetti italiani di Bolzano Under 40, madre lingua tedesca, ci hanno dato “una lezione di sano pragmatismo”, come ha osservato giustamente l’LPP. E come non essere d’accordo? Voto: 4 su 5.

 

Nabito è un simpatico gruppo metropolitano fondato a Barcellona nel 2006. Pare una sorta di bus, di taxi progettuale. Aggrega e dis-grega, si sale e si scende da Nabito. A secondo dei casi, delle case, delle cose e delle occasioni. Dal globale al locale e localino equivoco. E’ quindi programmaticamente un gruppo flessibile, prensile, pensato a varie velocità. Con imbarco e sbarco immediato di differenti figure professionali, alla bisogna. Ove talvolta la configurazione architettonica può essere non determinante del progetto. Nabito, come dice la parola stessa, è un neologismo che non vuol essere abitato, non abita. Nel senso che si spoglia delle tradizioni costruttive e logiche tipiche dei luoghi della modernità. Che volta pagina e approccio teorico/concettuale, oltre che progettuale. Sono i nabitisti viaggiatori e raccoglitori di occasioni contemporanee. Scrivono e leggono (in questo caso piuttosto male…) appunti e spunti di viaggi futuri, tra parole e cose combattive. Tra generale, tenenti e nulla tenenti. Promettono bene, sono già piccoli Cavalieri del Lavoro, dicono. Saranno famosi e a cavallo, fino al Qui Rinale. Staremo a vedere. Intanto ho visto poco in questo video di quello che fanno, ma mi stano simpatici per l’impostazione e l’intostazione. Voto a fiducia, per stanchezza. 4 su 5.

 

Basta per oggi, alla prossima. Sono quasi le 18.00 e LPP chiude bottega. Saluti, Eldorado

 

LIBRI a cura di Francesca Oddo

 

Ecostrutture. Forme di un'architettura sostenibile

"L’incremento delle emissioni inquinanti, l’esaurimento delle risorse energetiche e l’enorme produzione di rifiuti, da un lato, la continua richiesta di nuove costruzioni, dall’altro, hanno prodotto una crescente attenzione verso le tematiche ambientali e sostenibili. Le ‘ecostrutture’ sono la risposta che l`architettura e la città danno a tali questioni. Molti esempi sono già stati realizzati: strutture che autoproducono energia, architetture che utilizzano materiali locali, naturali o riciclati, edifici che assumono le forme della natura o la inglobano al loro interno, aree dismesse e spazi abbandonati che vengono reinseriti nel ciclo vitale delle metropoli contemporanee. Questo volume propone un affascinante viaggio illustrato attraverso le diverse forme dell’architettura sostenibile." (White Star)

A cura di: Gianpaola Spirito. Introduzione di: Antonino Terranova. Editore: White Star. Pagine: 304. Anno: 2009. Prezzo: € 35.00

 

Atlante dei musei contemporanei

"Questo volume analizza circa novanta progetti museali, principalmente opere costruite, realizzati nell’ultima decade, attraverso la lente di indagine di sette categorie critiche: Essenziale (museo come riduzione della complessità), Monolite (simbolo materico), Archeologico (memoria critica di un’identità), Innesto (un corpo antico che rivive di nuove funzioni), Intreccio (relazione dialettica tra diversi spazi e contrasti), Teatro (macchina scenica), Contesto (museo modulato sulle linee del paesaggio).

È un'indagine sui musei contemporanei, che oggi mettono in relazione lo spazio dell’arte, quello della cultura e quello della società. Alla sperimentazione della generazione dei maestri è affiancata quella sempre più interessante degli architetti che, seppure giovani, mostrano una notevole maturità di approccio. Quattro saggi critici innervano questa analisi e chiariscono la scelta delle opere e soprattutto il grado di mutazione della struttura-museo, in uno spazio sempre più complesso e articolato, che incorpora i diversi paesaggi, sia quelli naturali sia quelli esistenziali."

Autore: Antonello Marotta. Editore: Skira. Anno: 2010. Pagine: 350. Prezzo: € 33.00

 

RECENSIONI E COMMENTI

 

Umberto Cao: Il MAXXI ora c’è

Il MAXXI ora c’è. Subito, come prevedibile, è esplosa la polemica sul rapporto tra la debordante spazialità dell’architettura hadidiana e la “visibilità” delle opere esposte. Un tema, quello dello spazio di un Museo, che ha acceso fatue discussioni tra architetti ancor prima della realizzazione del Guggenheim di Bilbao (ricordo le stesse polemiche, trent’anni fa, per il Museo a  Francoforte di Meier). A me questo problema, francamente, interessa poco. Mi colpisce invece il disinteresse, non solo degli amministratori pubblici, ma anche dei responsabili della Fondazione MAXXI e degli architetti in genere, per la sistemazione urbana dell’intera parte di città che lungo l’asse De Coubertin-Reni-Gentile da Fabriano-Palazzo della scherma, allinea l’Auditorium, il Palazzetto dello sport, il MAXXI, il Teatro Olimpico, il Palazzo di Moretti destinato a Museo e sfiora gli impianti sportivi del Foro Italico. Da otto anni il Parco della Musica aspetta una sistemazione della viabilità di accesso e di parcheggio, ancora affidata a sciatte soluzioni provvisorie; ad ogni evento si intasa con parcheggi selvaggi l’unica carreggiata percorribile di via De Coubertin; il villaggio Olimpico è massacrato dall’invasione di auto. Nell’identico modo si avvia a funzionare l’accesso al MAXXI: via Guido Reni resta ancora in larga parte occupata dal parcheggio della caserma della Polizia di Stato e sarà il caos quando arriveranno pullman e auto in cerca di sosta. Dall’altra parte non si capisce ancora se le cancellate di ingresso alla piazza interna del MAXXI saranno tenute aperte verso piazza Mancini dove, però, il parcheggio di scambio (ad un solo piano) è ormai sempre pieno di auto. Eppure sono passati venti anni dall’avvio dei lavori dell’Auditorium di Piano e dieci da quelli dal Museo di Hadid. In qualunque paese al mondo si sarebbe affrontato (e risolto) in tempo, prima dell’apertura delle nuove strutture, il problema della viabilità e dei parcheggi, si sarebbe data enfasi ai percorsi pedonali, si sarebbero realizzati arredi urbani di qualità. Da noi invece la solita alzata di spalle: “c’è il tram... e poi in qualche modo per il parcheggio ci si arrangia!” Eppure quello splendido asse urbano compreso tra Villa Glori e Monte Mario, che sarà presto completato con il Ponte della Musica e la sistemazione del Palazzo della scherma meriterebbe ben altro.

 

SGRUNT a cura di Marco Maria Sambo

 

ÁLVARO SIZA VIEIRA - “sulla Museografia”

ÁLVARO SIZA VIEIRA – stop - “sulla Museografia” – stop – Lezione inaugurale – stop – Festa dell’Architettura di Roma – stop – Casa dell’Architettura – stop – mercoledì 9 giugno 2010 – stop – ore 18:00 – stop – ingresso libero – stop

 

marco_sambo@yahoo.it

 

MEDIA E DINTORNI a cura di Antonio Tursi

 

Questo 3D è molto Web

In questa stagione due film si sono imposti al box office: “Avatar” di James Cameron e “Alice in Wonderland” di Tim Burton. Quello che entrambi condividono è il 3D, l’aggiunta di una dimensione di profondità agli schermi tradizionalmente bidimensionali del cinema. Sebbene con la mediazione non proprio comodissima degli occhiali, il 3D realizza (rende “tangibile”) quella che era solo un’illusione della prospettiva rinascimentale. Eppure del 3D si hanno testimonianze già negli anni Cinquanta. Perché solo oggi pare non potersene fare a meno? Sicuramente, influiscono le aumentate possibilità di fruizione filmica aldilà della sala: il 3D è la risposta di un’industria al suo evidente declino. Ma questo non basta per cogliere il successo globale del 3D. C’è qualcos’altro. Ci aiuta Benjamin: «Uno dei compiti principali dell’arte è stato da sempre quello di generare esigenze che non è in grado di soddisfare attualmente. La storia di ogni forma d’arte conosce periodi critici in cui questa determinata forma mira a certi risultati, i quali potranno per forza essere ottenuti soltanto a un livello tecnico diverso, cioè attraverso una nuova forma d’arte». Dunque, il 3D quale esigenze soddisfa? E quali forme espressive hanno generato tali nuove esigenze? Appaga il desiderio di essere materialmente dentro lo spettacolo, di essere protagonisti dei mondi spettacolari. Un desiderio che è cresciuto e si è consolidato nell’ultimo quarto di secolo quando l’immersione dentro un nuovo mondo, il cybermondo, è diventata un’esperienza vissuta consensualmente ogni giorno da bambini nati e cresciuti con il computer tra le mani.

antonio.tursi@gmail.com

[“L’espresso”, 27 maggio 2010]

 

FRAME a cura di Channelbeta

 

Channelbeta: Percorso turistico nazionale di Trollstigen di Reiulf Ramstad Architects

Situato sulla costa occidentale norvegese, Trollstigen è arroccato all’interno di un passaggio suggestivo tra i fiordi profondi che caratterizzano la regione. Questo sito panoramico può essere visitato solo d’estate, a causa del clima rigido invernale. Nonostante, o forse a causa della natura inaccessibile del sito, il progetto prevede una serie di spazi dedicati ai visitatori che vanno dall’albergo con ristorante ad una galleria di argini delle piene a delle cascate d’acqua a ponti e percorsi con arredi per esterni, fino ad arrivare a piattaforme posizionate in punti notevoli che permettono di godere pienamente delle viste panoramiche. Tutti questi elementi sono modellati nel paesaggio in modo che l’esperienza del visitatore nel luogo sembri ancora più intima. L’intervento architettonico è rispettoso del contesto ed è stato concepito come un filo sottile che guida da uno spettacolo visivo ad un altro. L’obiettivo del progetto è quello di migliorare l’esperienza visiva dell’altopiano Trollstigen e della natura. Molta attenzione è stata dedicata alle caratteristiche dei materiali, che mettono in evidenza e risaltano la forza del sito ed allo stesso tempo si adattano alla funzionalità dei servizi, per rendere piacevole ed aumentare la carica emozionale del visitatore[...].

<http://www.b-e-t-a.net/%7Echannelb/> <http://www.b-e-t-a.net/%7Echannelb/projects/074roca/index.html> http://www.channelbeta.net/2010/05/entrollstigen-national-tourist-routereiulf-ramstad-architectsitpercorso-turistico-nazionale-di-trollstigenreiulf-ramstad-architects/

 

SEGNALAZIONI

 

Grasshopper workshop Level I – parametric & generative design _ Co-de-iT _ Roma _ 07-11 giugno 2010

Time: May 7, 2010 from 6pm to 7pm

Location: NETFORM

Organized By: CeSArch

Event Description:

Conditional Proliferations

La proliferazione è una modalità di occupazione dello spazio. In dipendenza dal proprio modo di interazione ambientale, gli edifici possono essere distrubuiti e/o aggregati in modalità appropriate in modo da accumulare o disperdere gli effetti della loro interazione e il proprio impatto sull'evoluzione delle relazioni future. A livelli più bassi si può, ad esempio, considerare la distribuzione di componenti o caratteristiche lungo un involucro.

Approcci basati su unità funzionali operano una proliferazione basata sulla ripetizione indifferenziata e insensibile all'ambiente, risultando in una discretizzazione di matrice convenzionale e nella separazione tra edifici, edifici e contesto o spazi interni ed esterni; un diverso tipo di approccio, basato sulla condizione (termine usato nella sua doppia accezione di indicatore dinamico della tendenza di sviluppo dell'ecosistema e in quella causale – if a then b), introduce una forma di proliferazione che sfida e scioglie la dicotomia artificiale: molte piante crescono ovunque le condizioni portino ad esse beneficio, senza riguardo per limiti codificati nello spazio in cui si sviluppano. Le implicazioni sulla negoziazione dello spazio e sulla definizione di soglia sono notevoli; il sistema produce un campo armonicamente articolato e differenziato di fenotipi a partire dal genotipo attraverso un processo di "estetica delle forze" guidata attraverso lo strumento digitale.

A livello urbano questo può tradursi nella proliferazione di infrastrutture o di spazi che mettono in discussione la concezione statica di "confine" e "unità" in favore di modelli in grado di generare una gamma più estesa di inflessioni tra livelli di complessità e indirizzarli per abilitare e rendere accessibili potenzialità d'uso a loro volta articolate e complesse.

Il tema sarà dipanato attraverso le giornate del workshop sviluppando aspetti teorici e tecnici dell'approccio parametrico generativo, con particolare attenzione a strategie di design urbano basate su caratteristiche endogene (vincoli interni del sistema) ed esogene (fattori ambientali) allo scopo di stimolare l'esplorazione di soluzioni sistemiche innovative.

Il numero dei partecipanti è stabilito tra le 15 e le 20 persone per offrire un tutoraggio proficuo ed una effettiva esperienza di learning ad ogni iscritto.

 

[.] Temi

. teoria

. condizione, genotipo/fenotipi, transizione, mappatura, eleganza, sensibilità, spazio

. tecnica

. dati:gestione, manipolazione, visualizzazione

. generazione di geometria da dati

. logiche parametriche applicate al design

. genotipo/fenotipi

. attrattori, mappers, drivers e tecniche di modulazione

 

[.] Dettagli

Istruttori: Alessio Erioli + Andrea Graziano + Davide Del Giudice – Co-de-iT (GH & design tutors).

Si richiede esperienza di base nella modellazione in Rhino (equivalente a Rhino training Level 1, il Level 2 è gradito – la documentazione per il training è disponibile gratuitamente all'indirizzo: http://download.rhino3d.com/download.asp?id=Rhino4Training&language=it).

 

Luogo :

presso NETFORM – via Alessandro Cialdi 7, Roma

Orario :9.00-18.00.

info:info@a-m-u-r-i.it

Phone:+39 338 4201162

 

Premio Ischia Internazionale di Architettura

il Premio Ischia Internazionale di Architettura 2010 è partito. Abbiamo pubblicato il Bando sul nostro sito www.pida.it <http://www.pida.it/>.

Bando: http://www.pida.it/images/stories/2010/Bando_ita.pdf

Programma: http://www.pida.it/images/stories/2010/Programma_pubblico_ita.pdf

Video promozionale: http://www.youtube.com/watch?v=QNcsArco0BQ

All'interno del PIDA - Premio Internazionale Ischia di Architettura è previsto un workshop che si articola come laboratorio di studio ed ecoprogettazione per la ristrutturazione e la riconversione in museo del complesso municipale del Comune di Forio “ex convento di San Francesco”.

L’approccio di tipo interdisciplinare prevede la presenza di tutor esperti nel campo, che interverranno con lezioni in restauro, risanamento, riqualificazione energetica, ecologia, e quant’altro concerne i vari aspetti del progetto.

Il workshop, supervisionato dagli architetti Peter Bohlin e Bernard Cywinski, si svolgerà nella villa La Colombaia di Luchino Visconti sita nel comune di Forio d’Ischia (Napoli) dal 19 al 24 luglio 2010. Le candidature vanno effettuate entro il 18 giugno. Maggiori dettagli sul sito www.pida.it 

 

International Summer Workshop di Architettura

l'associazione ARCHIforum di Bergamo, con il patrocinio dell'Ordine degli Architetti  e la direzione del Politecnico di Milano, organizza

il primo International Summer Workshop di Architettura che, con il titolo "Thinking the Edge",si svolgerà a Sarnico dal 26 Luglio al 7 Agosto 2010.

Aperto a studenti di tutto il mondo, avrà come docenti professori Frederic Levrat della Columbia University di New York, Manuel Gausa del Politecnico di Barcellona,  Leslie Kavenaugh dello StudioKav di Amsterdam e Stefano Mirti della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Vi sarà inoltre la partecipazione di Sislej Xhafa, artista newyorkese e Luigi Prestinenza Puglisi in veste di relatore.

http://www.thinkingtheedge.org - info@thinkingtheedge.org

 

LETTERE

 

Mario Di Giovanna: Un disastro ecologico in Sicilia?

Egr. Arch. Luigi Prestinenza Puglisi,

Le scrivo per portare alla sua attenzione un fatto gravissimo che sta avvenendo in Sicilia in questi giorni.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato parere favorevole alla ricerca di idrocarburi in mare, con relativa perforazione di pozzi petroliferi ed installazioni di piattaforme Off-Shore, di fronte le coste Siciliane.

Fra i tanti superlativi luoghi di interesse ambientale, storico, architettonico ed archeologico, che verrebbero irrimediabilmente deturpati vi è il sito Archeologico di Selinunte.

Tenga conto che la distanza minima dalla costa è di appena 2 km!!

Oltre allo scempio che si verrebbe a creare a Selinunte,  l'intera costa meridionale della Sicilia è interessata da tali ricerche, infatti ben 30 concessioni di ricerca in mare sono state rilasciate in tutto il Sud della Sicilia che va da Marsala a Portopalo di Capo Passero, passando sopra a oasi naturali come quelle delle Isole Egadi, luoghi storici e naturalistici di straordinaria importanza come Lo Stagnone di Marsala, le vicine saline e il mare antistante la Valle dei Templi di Agrigento.

Comprenderà l'allarme e la preoccupazione che agita i nostri pensieri in questi giorni per uno scempio di portata epocale che getta al macero millenni di storia.

La procedura autorizzativa purtroppo è molto avanzata e temo che solo un movimento di opinione di portata nazionale possa fermarli.

Certo di un suo riscontro Le porgo i miei più cordiali saluti

Ing. Mario Di Giovanna

 

ALLEGATI

 

Quadranti d’Architettura: Premio per la valorizzazione dell’architettura contemporanea in Sicilia

IV Edizione 24 e 25 settembre 2010

 

Nell’ambito delle proprie iniziative culturali il Comune di Pedara, organizza un evento, diretto agli operatori “della fabbrica d’architettura”. Promuove e istituisce quindi, un “ premio d’architettura  contemporanea“, indirizzato a professionisti che si sono distinti, nella ricerca della qualità, nella realizzazione di opere d’ architettura in Sicilia, nelle diverse sezioni e discipline fissate dal regolamento.

L’evento è organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della Provincia di Catania, e con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania.

Il premio, denominato “Quadranti d’Architettura”, sarà articolato, in due giornate di confronto e di verifica sui temi dell’architettura contemporanea, fissando anche, al suo interno un momento di riconoscimento a quei professionisti che si sono distinti  quali operatori d’architettura nelle diverse sezioni fissate. I premi saranno intitolati alla memoria dell’architetto Giovan Battista Vaccarini, massimo esponente del barocco Catanese e artefice dell’immagine della Catania ricostruita dopo il terremoto del 1693.

 

Il premio

Il premio è istituito dal Comune di Pedara che si avvale della collaborazione dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Catania e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania.

La sua denominazione è: Quadranti d’Architettura ed è rivolto alla valorizzazione dell’architettura contemporanea in Sicilia.

Nel corso di ogni edizione viene ospitata una scuola d’architettura straniera per un momento di confronto con l’architettura contemporanea di quella nazione.

Quest’anno sarà ospite la University of Westminster - London.

 

Il premio si articola in sei differenti sezioni:

 

1 - Premio G.B.Vaccarini alla carriera;

destinato ad un architetto, la cui attività professionale e le cui opere prodotte in Sicilia rappresentano una distinta peculiarità e un evidente apporto alla qualità architettonica.

 

2 – Premio G.B. Vaccarini ad un architetto siciliano

 destinato ad un architetto siciliano  che ha realizzato opere di architettura significative su ambito Nazionale o Internazionale.

 

3 - Premio G.B.Vaccarini ad un’opera di architettura;

destinato ad un’ architettura, realizzata nell’ambito del territorio dell’isola d’ evidente qualità architettonica e che abbia contribuito a conferire dignità figurativa al contesto paesaggistico.

 

4 - Premio G.B.Vaccarini ad un opera prima;

Nell’intento di promuovere figure emergenti nel panorama professionale isolano,  non adeguatamente valorizzate e conosciute, il premio è destinato ad un architetto o ad un gruppo d’architetti i cui componenti non superano il quarantesimo anno d’età, distintisi in special modo nella ricerca della qualità nella realizzazione di un’opera d’ architettura.

 

5 - Premio G.B.Vaccarini ad un’architettura d’interni;

Questo premio avrà per oggetto un allestimento d’interni, realizzato da un architetto o da un gruppo d’architetti. Il premio può avere per oggetto anche un semplice oggetto di design, purché questo sia stato prodotto e commercializzato in più copie.

 

6 - Premio G.B.Vaccarini ad una Scuola;

Premio destinato ad una Scuola, ad un Istituto Superiore, ad una Università siciliana , che si sia impegnata nella divulgazione e nella valorizzazione dell’architettura contemporanea.

 

Modalità di partecipazione:

La partecipazione al concorso prevede una quota di iscrizione di € 100,00 da effettuare tramite bonifico bancario sul conto IBAN: IT22K0513216901849570201485, presso “Banca Nuova”, causale “quota di partecipazione premio Quadranti d’Architettura”. Entro le ore 12 del 7 settembre dell’anno corrente deve pervenire in Pedara, presso la sede del premio, nel Palazzo Comunale Piazza Don Bosco 2, a mezzo raccomandata, corriere, etc. le segnalazioni e le candidature da parte delle figure interessate, accompagnate dalla ricevuta di versamento.

Riguardo alla sezione uno e cinque, premi alla carriera e alla scuola, le candidature devono essere corredate da una descrizione (al massimo due cartelle formato uni A4) del soggetto partecipante, o dell’attività svolta.

Riguardo ai premi di cui ai punti due tre e quattro, le candidature con i relativi elaborati devono essere corredate da un massimo di otto cartelle in formato UNI A3 contenenti foto e disegni dei progetti realizzati e di due cartelle formato uni A4 con la descrizione del progetto, con l’indicazione del progettista, dei collaboratori ed eventualmente, dell’impresa  realizzatrice dell’opera.

In allegato occorre fare pervenire un cd contenente l’impaginazione del progetto con cui si partecipa al concorso in formato pdf e in dimensione A1, massimo 3 tavole, impaginate a scelta o in orizzontate o in verticale e ciò perché tutti i progetti concorrenti verranno stampati ed esposti in mostra e successivamente raccolti in catalogo.

 

Premiazione

La giuria delibererà l’assegnazione dei premi a proprio insindacabile giudizio. Per ogni categoria di premio può essere individuato un ex aequo e due segnalati.

Al vincitore di ciascuna categoria sarà consegnato il premio “G.B. Vaccarini“. 

 

Giuria

La commissione giudicante, è così formata:

dal Sindaco del Comune di Pedara e da numero otto componenti, architetti, ingegneri, espressione delle categorie professionali o dell’ambito.

 

I componenti :

Avv. Anthony Barbagallo

Sindaco Comune di Pedara

Arch. Cesare Casati

Docente presso la Facoltà di Architettura Valle Giulia (Roma)

Prof.  Arch. Giuseppe Dato

Preside Facoltà d’Architettura di Siracusa

Ing. Carmelo Grasso

Presidente Ordine Ingegneri Provincia di Catania

Arch. Antonella Greco

Docente presso l’Università La Sapienza di Roma

Arch. Luigi Longhitano

Presidente Ordine Architetti PP. AA Catania

Arch. Gaetano Pappalardo

Direttore Artistico

Arch. Luigi Prestinenza Puglisi

Critico d’Architettura

Prof. Giovanni Tesoriere

Preside Facoltà di Ingegneria e Architettura Università Kore

Prof. Arch. Laura Thermes

Docente presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria.

Arch. Maria Giulia Zunino Reggio

Redattore di “Abitare”

 

La giuria eleggerà, al proprio interno, un presidente ed un segretario con il compito di redigere i verbali e gli atti ufficiali della commissione nonché le delibere. Le riunioni della giuria saranno ritenute valide purché sia presente il cinquanta per cento più uno dei membri della giuria stessa. Alla fine dei lavori della commissione dovrà essere stilato apposito verbale da cui risulti il criterio e le motivazioni con cui sono stati scelti i vincitori ed i segnalati di ogni sezione del concorso, nonché il verbale di chiusura delle assemblee della commissione giudicante.

 

La giuria si riserva, inoltre, la possibilità di pubblicare i lavori premiati o ritenuti meritevoli, il materiale pervenuto non sarà restituito e resterà a disposizione della giuria e dell’ente patrocinante al fine di costituire un archivio permanente. La commissione di concerto con l’ente promotore si riserva la possibilità di utilizzare tale materiale per eventuali pubblicazioni e allestimenti di mostre ed eventi.

 

Comitato Organizzatore

Arch. Salvatore Chiarenza

Arch. Alfio Cristaudo

Arch. Angelo Cristaudo

Arch. Salvo Distefano

Arch. Gaetano Pappalardo

 

Coordinatrice della mostra

Arch. Eleonora Cacopardo

 

Per contatti:

Arch. Pappalardo Gaetano

C.so Sicilia 97  - 95131 Catania

tel. 095 311388; 347 6403037

e-mail: gaetapap@fastwebmail.it

 

 

presS/Tletter

Lettera con notizie e eventi di  architettura, cultura, arte, design. Per cancellarsi e rimuovere il nominativo dal nostro indirizzario basta mandare una mail al  mittente con scritto: remove. Per iscriversi basta farne richiesta. Ai sensi della Legge 675/1996, in relazione al D.Lgs 196/2003 La informiamo che il Suo indirizzo e-mail è stato reperito attraverso fonti di pubblico dominio o attraverso e-mail o adesioni da noi ricevute. Si informa inoltre che tali dati sono usati esclusivamente per  l’invio della presS/Tletter e di presS/Tmagazine. Per avere ulteriori informazioni sui suoi dati, che di regola si limitano al solo indirizzo di e-mail accompagnato qualche volta dal nome e cognome ovvero dal nome della società, può contattare il responsabile, Luigi Prestinenza Puglisi, all’indirizzo l.prestinenza@libero.it. Tutti i destinatari della mail sono in copia nascosta (Privacy L.75/96). Abbiamo cura di evitare fastidiosi MULTIPLI INVII, ma laddove ciò avvenisse La preghiamo di segnalarcelo e ce ne scusiamo sin d'ora.

E' gradito  ricevere notizie, le quali, dovranno essere comunicate via mail con almeno una  settimana di anticipo e, comunque, entro il mercoledì che precede l’evento, con brevi comunicati stampa, di regola non superiori  alle cinque righe. In questi dovrà essere chiaro giorno e luogo dell'evento,  titolo, partecipanti, telefono, mail, sito web per approfondimenti. Le notizie, a giudizio insindacabile della redazione, sono divulgate quando se ne intravede un  potenziale interesse. E' però cura di chi riceve la lettera verificarne  attendibilità e esattezza. Pertanto esplicitamente si declina ogni  responsabilità in proposito. La redazione si riserva il diritto di sintetizzare le lettere e gli interventi da pubblicare. Il materiale mandato in redazione, che è  anche il luogo dove sono custoditi i dati,  viale Mazzini, 25, Roma, non verrà restituito.
In redazione: LPP Lila Aras, Anna Baldini, Furio Barzon, Diego Barbarelli, Gianpaolo Buccino, Diego Caramma, Francesca Capobianco, Marcello del Campo, Rossella de Rita, Marco Ermentini, Emiliano Gandolfi, Gaia Girgenti, Luca Guido, Salvator-John Liotta, Zaira Magliozzi, Antonella Marino, Domenico Pepe, Claudia Pignatale, Ilenia Pizzico, Stefano Malpangotti, Valentina Micucci, Santi Musmeci, Francesca Oddo, Claudia Orsetti, Paolo Raimondo, Federica Scarnati, Moya Trovato, Antonio Tursi, Monica  Zerboni.