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Progetto Finalista: 1 idea per la ricostruzione





RobertoMasini

Nautishelter



 






descrizione

Il progetto Nautishelter nasce dalla volontà di contribuire alla ricerca sugli spazi abitabili ad uso mobile o temporaneo, in grado di prevederne l'impiego in scenari ambientali di emergenza o dove si riconosce nell'occupazione di territori strategici anche acquatici,  una scelta possibile per l'uso reversibile residenziale turistico o legato a manifestazioni sportive.

Il progetto segue una filosofia di approccio aspecifico del luogo ma specifico per lo spazio domestico con riferimento ai criteri antropologici e antropometrici dell'essere umano. La struttura si delinea come un involucro protettivo, un riparo intimamente legato alla dimensione familiare e dunque analogo del guscio.
Questa universalità del progetto permette alle amministrazioni pubbliche che decidono di dotarsi del Nautishelter, di rientrare dell'investimento attraverso la flessibilità d'impiego.

Lo sviluppo della tesi progettuale si è mossa parallelamente alla volontà di creare una cellula abitativa che generasse un tessuto urbano attraverso la modularità dei componenti o meglio che la geometria dell'involucro fosse direttamente responsabile della geometria dell'insediamento in una mutua coerenza che coinvolgesse anche criteri di impatto ambientale.
Gli schemi di aggregazione frattale che ne derivano dimostrano la possibilità di variare la configurazione planimetrica dell'insediamento accostando i moduli su quattro facce diverse senza pregiudizio di funzionalità ed anzi autogenerando quel tessuto di relazione costituito da percorsi, piazze, corti e anche passaggi coperti.

La struttura interamente smontabile deriva dalla tecnica del close-packing e prevede una configurazione minima per lo stoccaggio utilizzando come “cassa” parte degli stessi elementi. Una volta predisposta per il montaggio, la struttura si caratterizza per una geometria di tipo germinativo, ossia a mimesi di una forma organica a fasi di crescita e per questo ispirata al guscio spiraliforme del Nautilus che in matematica viene spesso associata alla serie di Fibonacci ed alla sezione Aurea. Attraverso l'integrazione di queste relazioni ed il teorema di Pitagora (V.Simonetti), è possibile ottenere una configurazione tridimensionale del Nautilus dalla spazialità efficiente sia in termine di abitabilità che distribuzione dei pesi utile alla stabilità. La struttura, resistente per forma, è facilmente riproducibile per elementi standardizzati prefabbricati derivati dallo sviluppo geometrico esteso, nello specifico si è ipotizzato l'utilizzo di panelli sandwich in fibra di vetro e poliestere con strato interno corrugato ed anima di materiale isolante.
I pannelli, che sono irrigiditi lungo il perimetro con profilati in alluminio o pulstruso, vengono collegati attraverso giunti rigidi per le superfici complanari, e giunti flessibili in gomma siliconica ad alta resistenza, che si comportano staticamente come una cerniera continua, per i pannelli che devono ruotare durante la fase di montaggio.

I parametri progettuali che hanno caratterizzato l'intero procedimento hanno in comune con le esperienze storicamente già effettuate, la volontà di perseguire livelli prestazionali massimi, come la prefabbricabilità, la leggerezza, il comfort, la capacità di contenimento dei volumi in fase di stoccaggio e trasporto, maneggevolezza dei componenti. Si differenzia invece per l'imprescindibilità dai fattori psicologico-percettivi che coinvolgono l'individuo e la forma dell'involucro, la luce, le relazioni tra gli spazi interni e tra interno-esterno, con l'intento preciso di mediare fra i due archetipi dell'abitare, la tenda e la casa stabile, cercando di coniugare le qualità migliori delle due soluzioni.

(Roberto Masini)



tavole
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crediti
progettisti: Roberto Masini